
Originariamente Scritto da
nicolaj198vi
Non esiste più.
Prima, recitava così:
Le motivazioni che hanno spinto alla depenalizzazione sono state l'impossibilità pratica di recuperare le somme, rendendo così i procedimenti penali di fatto inefficaci nel sanzionare o prevenire il reato stesso.
Non è mai stata prevista la pena detentiva. La quale, chiaramente, sarebbe perfettamente somministrabile a livello pratico, al contrario di quella pecuniaria.
Quindi le strade sarebbero state 2: o elimini il reato, o sostituisci ad una pena inefficace una efficace.
Si poteva riscrivere così:
L'obiezione più sensata a questa strada sarebbe dire: "viola la Direttiva UE sui rimpatri". Peccato che, se si va a leggere suddetta direttiva, vi si trovi scritto che il clandestino possa essere detenuto in strutture penitenziarie, purché separato dai detenuti comuni. (Ho scritto l'Asinara apposta, perchè essendo chiusa non ospita alcun detenuto). Vengono fissate le condizioni che autorizzano al "trattenimento", che sono: "a) sussiste un
rischio di fuga ob)
il cittadino del paese terzo evita od ostacola la preparazionedel rimpatrio o dell'allontanamento." I tempi massimi di "trattenimento", se ho fatto bene i conti, sono 6 mesi + 12 qualora sussistano condizioni eccezionali (numerosità dei flussi etc.).
Quindi 18 mesi all'Asinara possono farseli già adesso, senza dover toccare niente nella normativa italiana o europea.
Ancora: qualora si ravvisasse la volontà politica di perseguire duramente l'immigrazione clandestina, va rilevato come sia comunque possibile contravvenire anche solo parzialmente alla direttiva rimpatri (allungando i tempi di "trattenimento"), se non totalmente (approvando una legge ordinaria che reintroduca il reato di clandestinità, questa volta con pena detentiva).
Infatti le direttive europee, a differenza dei regolamenti, non vanno per forza recepite in maniera pedissequa. Fatto salvo l'effetto finale che costituisce lo scopo della direttiva, gli Stati membri hanno facoltà di recepirla apportando le opportune modifiche.
Nella peggiore delle ipotesi, qualora la Corte di Giustizia ravvisasse che le intenzioni della direttiva vengano pregiudicate dalle modifiche, su iniziativa della Commissione (non quindi in automatico) partirebbe una procedura di infrazione.
Quindi avremmo 3 opzioni in termini di outcome:
A. L'UE ti fa passare in cavalleria l'allungamento dei tempi di "trattenimento".
B. Approvi un reato di clandestinità con pena detentiva, e attraverso un'opportuno magheggio diplomatico eviti la procedura di infrazione.
C. Come la B, ma scatta la procedura di infrazione, e ti trovi a pagare un'ammenda.
Due scenari su 3 hanno esito con zero conseguenze negative per l'Italia. Uno su 3 prevede un "fai come vuoi, però ci dai dei soldini per non vedere".
Ora, noi paghiamo soldi di sicuro per 2 procedure di infrazione: Rete 4, da una vita, e l'approvazione di una legge sull'utilizzo di animali da esperimento molto più restrittiva della direttiva comunitaria.
Perchè non ci riallineiamo con queste due, e i soldi che risparmiamo eventualmente li dirottiamo per coprire lo scenario C?
I mezzi ci sono. I mezzi ci sono sempre.
Manca la volontà politica.
Punto.