



ah e per quelli che dicono che ci dispiacciamo solo quando muore George Michael, è morto Zygmunt Bauman.
Morto Zygmunt Bauman
Nella Shoah vide lucidamente
il nesso tra orrore e modernità
http://www.corriere.it/cultura/17_ge...96e3114a.shtml
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


I nostri progenitori quando avevano sete tracannavano la loro dose quotidiana di acqua dai torrenti, dai fiumi, dai pozzi, persino dalle pozzanghere... Noi acquistiamo in un negozio una bottiglia di plastica sigillata piena d’acqua, la portiamo tutto il giorno con noi, ovunque andiamo, e ogni tanto ne beviamo un sorso. È questo oggi a «fare la differenza», la stessa differenza che intercorre tra le paure contemporanee e quelle dei nostri antenati. In entrambi i casi, la differenza è la commercializzazione. Come l’acqua, la paura è diventata un prodotto di consumo ed è stata assoggettata alla logica e alle regole del mercato. È stata poi trasformata in merce politica, in valuta utile a condurre il gioco del potere. La quantità e l’intensità della paura nelle società umane non rispecchiano più la gravità oggettiva o l’imminenza del pericolo, ma l’abbondanza di offerte sul mercato e l’intensità della promozione (o propaganda) commerciale.
Morto Zygmunt Bauman. La civiltà nasce dalle paure che oggi il potere trasforma in merce politica - Corriere.it
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




Buonanotte (Lago di Endine)
David477 sempre con me. Tuo Fiero Allievo Guzzatore
Iscriviti al partito dei "buoni e giusti", siamo la prima forza politica di POL


Buonanotte
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«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij








...e senza lasciare intatte nemmeno le fondamenta di 'sto sistema rancido in avanzato stato di decomposizione.
La guerra classica mira al cuore per uccidere e conquistare... la guerra economica al ventre per sfruttare e arricchirsi... la guerra culturale mira alla testa per paralizzare senza uccidere, conquistare decomponendo, arricchirsi disfacendo ogni popolo.
Tutto questo festante fintobuonismo d'accatto mi ha convinto da tempo che non esistono scorciatoie e che solo una diuturna semina potrà portare ad un nuovo raccolto.... dobbiamo (dovremmo!!! escludendo Druuna, capi indiani et similia) riscoprire con fredda intelligenza, rivalutare con equilibrio il patrimonio delle tradizioni indoeuropee... un patrimonio ignorato, minimizzato, mistificato e stravolto dai gazzettieri del Sistema a favore di un colonialismo culturale di stampo americano foriero di ignominie senza fine.
Dobbiamo (dovremmo!!!!) riscoprire con fredda intelligenza, rivalutare con equilibrio il patrimonio ideo-storico dei fascismi, soprattutto del più lucido e determinato di essi, quel nazionalsocialismo tedesco infamato da caricaturizzazioni, decontestualizzazioni e menzogne.
Secondo il mio modestissimo punto di vista occorre.... prima di agire politicamente... ricercare e testimoniare, affinché l'energia della parola e la moralità dell'esempio suscitino campi di resistenza che si espandano nella società, ramificandosi in un mondo che ha inscritto in se stesso un destino di morte (cit. dott. Gianantonio Valli)..... con buona pace di Druuna e dei suoi discorsi trasognati sull'ammmmore universale.
....ma un giorno pioverà....
citando un camerata scomparso...
Ditelo...
Non dite che "siamo pochi” e che la battaglia è troppo grande per noi.
Perché non vogliamo perdere il tempo d’una vita intera per aspettare le condizioni "più vantaggiose" per dare battaglia.
Non dite che "siamo soli” perché da tempo abbiamo cercato l'unica compagnia che ci interessasse e ci potesse restare utile, quella della gente come noi che non intende restare in ginocchio a guardare l'ingiustizia che passa e che vince.
Dite forse che sono poche due o tre nubi nel cielo ventoso di marzo?
In un momento si estendono ovunque, guizzano i lampi, scoppiano i tuoni e la pioggia scende a dilavare il mondo.
"Non dite che siamo troppo deboli" perché siamo armati della nostra rabbia, della nostra volontà e delle nostre decisioni in un mondo imbelle di indecisi, di indifferenti, di panciafichisti.
Dite soltanto che siamo quelli di sempre e che abbiamo attraversato e superato, ancora vivi, il momento più buio e rialzato gli occhi a guardare il sole che brilla sui cieli d’Europa.
Dite che siamo ancora qui, nonostante tutto, nonostante il mondo, a montare la guardia a ciò che nessuno dovrebbe mai dimenticare. Con l’arme al piede. Sereni ma pronti. Calmi perché forti. E disciplinati in fronte al nemico di ieri, di oggi, di sempre.
E ditelo, ditelo pure a tutti che non cederemo il passo e che prima o poi scenderemo in campo. Per ripulire il mondo, come la pioggia di marzo.
E ripetetelo, ai distratti ed agli agnostici, che siamo una razza a parte, dura, tenace, orgogliosa, che veniamo da una scuola antica che ci ha trasmesso le grandi lezioni del coraggio, della tenacia, dell’onore e della fedeltà.
Una Scuola in cui, prima d’ogni cosa, ci hanno insegnato a non contarci mai prima di metter mano a ciò che “deve” essere fatto.
Per questo, come la gramigna, non ci hanno mai potuto estirpare.
Per questo, come le nuvole del cielo, non hanno potuto farci scomparire.
E un giorno pioverà.
Dite pure questo e siatene certi.
Pioverà a dirotto. E fango, polvere, sporcizia e brutture saranno spazzate via.
Dopo, i semi a lungo sepolti nel buio, potranno germogliare ancora.
E mille fiori torneranno a sbocciare sulla nostra terra antica.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)