



“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


61 anni fa la tragedia che colpì il popolo palestinese: la Nakba.
Evidenza News - 15/5/2009
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Infopal. “Il 14 maggio 1948 segna una data terribile per il popolo palestinese: la nascita dell’entità sionista sulle terre, sulle città e sui villaggi di Palestina. È la Nakba, il disastro: la pulizia etnica che rese possibile la creazione di uno stato ebraico in una zona dove i palestinesi (musulmani e cristiani) costituivano il 70% della popolazione totale.
Con la fine del mandato britannico sulla Palestina, là dove sarebbero dovuti nascere, secondo la risoluzione 181 dell’ONU (adottata il 29 novembre 1947), due distinti stati indipendenti, uno ebraico e uno arabo-palestinese, ne vide ufficialmente la luce uno solo: Israele. Al popolo di Palestina, invece, fu negato ogni diritto di vivere libero e autonomo in un fazzoletto di terra a cui dare il nome di “patria”. Anche un’altra risoluzione ONU, la 194 dell’11 dicembre 1948, che sancisce il diritto dei profughi palestinesi a fare ritorno a casa, non è mai stata rispettata.
“Tutto questo suona ancora più inspiegabile se si pensa che gli ebrei che formarono lo stato d’Israele non erano la popolazione autoctona della regione, bensì degli immigrati, giunti appositamente a ri-occupare quella che, secondo il loro punto di vista, sarebbe stata un tempo “la loro terra”. Gli arabi della Palestina furono così scacciati dalle case dove abitavano da generazioni e generazioni, da centinaia e centinaia di anni, e questo proprio in un periodo in cui, in altre parti del mondo, la fine formale del colonialismo vedeva la nascita di paesi indipendenti in base al principio del dover essere “padroni a casa propria”. Perché questo in Palestina non accadde? Perché gli ebrei strapparono questa terra ai suoi legittimi abitanti e nessuno li punì?”.
La Nakba palestinese: i dati
1,4 milioni di palestinesi hanno vissuto nella Palestina storica, prima della Nakba del 1948.
Il 93% della Palestina, dall’inizio del protettorato inglese, era abitata dai palestinesi.
Il 7% della Palestina storica, al momento della decisione di dividerla nel novembre 1947, era sotto il controllo sionista.
Risoluzione ONU 181 (1947)
Il 56% della Palestina storica è stata assegnata allo “stato ebraico” in base alla decisione di dividerla presa nel novembre 1947.
Circa il 50% (497.000 individui) degli abitanti dello “stato ebraico” proposto erano arabi palestinesi.
Circa 80% della terra dello “stato ebraico” proposto era di proprietà palestinese.
725.000 arabi palestinesi contro 10.000 ebrei abitavano nello “stato arabo” proposto in base alla risoluzione della divisione.
Nakba
531 tra villaggi e città palestinese sono stati distrutti completamente durante la Nakba. L’85% degli abitanti della superficie della Palestina sulla quale è stata costituita Israele (più di 840.000 abitanti) sono stati cacciati durante la Nakba.
Il 93% della terra di Israele sarebbe di proprietà dei profughi palestinesi.
1.717.800 ettari appartenenti ai Palestinesi sono stati sequestrati da Israele nel 1948.
Israele è stata costituita sul 78% della Palestina storica occupata nel 1948.
Solo 150.000 palestinesi sono rimasti nelle zone sulle quali è stata costituita Israele.
30.000 – 40.000 palestinesi sono stati uccisi durante le operazioni di pulizia etnica.
400.000 palestinesi, un terzo della popolazione locale, sono stati eliminati entro la primavera del 1948.
199 villaggi palestinesi (33.696,4 ettari) sono stati evacuati prima della primavera del 1948.
15.000 palestinesi sono stati uccisi durante la Nakba.
Più di 50 sono i massacri “documentati” ai danni dei palestinesi nel 1948.
70.000 ettari sono stati sequestrati ai palestinesi dal 1948 al 1967.
Il 70% dei territori appartenenti ai palestinesi sono passati nelle mani sioniste dal 1948 all’inizio degli anni Cinquanta.
Il 70% dei territori appartenenti ai palestinesi che sono rimasti all’interno di Israele sono passati nelle mani sioniste dal 1948 al 2000.
Attualmente il 75% dei palestinesi sono profughi espulsi dalla loro terra.
Circa il 50% del totale dei palestinesi vivono in esilio dalla Palestina storica.
Circa il 10% della Palestina storica appartiene oggi ai palestinesi.
rano in corsivo e i dati sono tratti dal libro “Nakba. La tragedia del 1948“, edizioni Al Hikma (61° anniversario della Nakba: il libro.)
…………
Ieri sera, in occasione della ricorrenza, il ministro della Guerra israeliano, Ehud Barak, ha annunciato la chiusura della Cisgiordania, per “timore di attacchi palestinesi contro Israele”.
Una portavoce militare ha spiegato che le restrizioni di movimento non coinvolgeranno le aree all'interno della Cisgiordania, ma i palestinesi in possesso di carta di identità di Gerusalemme e quelli con permessi di transito.
Mentre i palestinesi ricordano la tragedia che li travolse, 61 anni fa, gli israeliani celebrano il “giorno dell'Indipendenza” (che quest'anno è caduto il 29 aprile). L'indipendenza in una terra abitata da tempo immemorabile da altri: i palestinesi musulmani-cristiani-ebrei.
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61 anni fa la tragedia che colpì il popolo palestinese: la Nakba.
Evidenza News - 15/5/2009
Infopal. “Il 14 maggio 1948 segna una data terribile per il popolo palestinese: la nascita dell’entità sionista sulle terre, sulle città e sui villaggi di Palestina. È la Nakba, il disastro: la pulizia etnica che rese possibile la creazione di uno stato ebraico in una zona dove i palestinesi (musulmani e cristiani) costituivano il 70% della popolazione totale.
Con la fine del mandato britannico sulla Palestina, là dove sarebbero dovuti nascere, secondo la risoluzione 181 dell’ONU (adottata il 29 novembre 1947), due distinti stati indipendenti, uno ebraico e uno arabo-palestinese, ne vide ufficialmente la luce uno solo: Israele. Al popolo di Palestina, invece, fu negato ogni diritto di vivere libero e autonomo in un fazzoletto di terra a cui dare il nome di “patria”. Anche un’altra risoluzione ONU, la 194 dell’11 dicembre 1948, che sancisce il diritto dei profughi palestinesi a fare ritorno a casa, non è mai stata rispettata.
“Tutto questo suona ancora più inspiegabile se si pensa che gli ebrei che formarono lo stato d’Israele non erano la popolazione autoctona della regione, bensì degli immigrati, giunti appositamente a ri-occupare quella che, secondo il loro punto di vista, sarebbe stata un tempo “la loro terra”. Gli arabi della Palestina furono così scacciati dalle case dove abitavano da generazioni e generazioni, da centinaia e centinaia di anni, e questo proprio in un periodo in cui, in altre parti del mondo, la fine formale del colonialismo vedeva la nascita di paesi indipendenti in base al principio del dover essere “padroni a casa propria”. Perché questo in Palestina non accadde? Perché gli ebrei strapparono questa terra ai suoi legittimi abitanti e nessuno li punì?”.
La Nakba palestinese: i dati
1,4 milioni di palestinesi hanno vissuto nella Palestina storica, prima della Nakba del 1948.
Il 93% della Palestina, dall’inizio del protettorato inglese, era abitata dai palestinesi.
Il 7% della Palestina storica, al momento della decisione di dividerla nel novembre 1947, era sotto il controllo sionista.
Risoluzione ONU 181 (1947)
Il 56% della Palestina storica è stata assegnata allo “stato ebraico” in base alla decisione di dividerla presa nel novembre 1947.
Circa il 50% (497.000 individui) degli abitanti dello “stato ebraico” proposto erano arabi palestinesi.
Circa 80% della terra dello “stato ebraico” proposto era di proprietà palestinese.
725.000 arabi palestinesi contro 10.000 ebrei abitavano nello “stato arabo” proposto in base alla risoluzione della divisione.
Nakba
531 tra villaggi e città palestinese sono stati distrutti completamente durante la Nakba. L’85% degli abitanti della superficie della Palestina sulla quale è stata costituita Israele (più di 840.000 abitanti) sono stati cacciati durante la Nakba.
Il 93% della terra di Israele sarebbe di proprietà dei profughi palestinesi.
1.717.800 ettari appartenenti ai Palestinesi sono stati sequestrati da Israele nel 1948.
Israele è stata costituita sul 78% della Palestina storica occupata nel 1948.
Solo 150.000 palestinesi sono rimasti nelle zone sulle quali è stata costituita Israele.
30.000 – 40.000 palestinesi sono stati uccisi durante le operazioni di pulizia etnica.
400.000 palestinesi, un terzo della popolazione locale, sono stati eliminati entro la primavera del 1948.
199 villaggi palestinesi (33.696,4 ettari) sono stati evacuati prima della primavera del 1948.
15.000 palestinesi sono stati uccisi durante la Nakba.
Più di 50 sono i massacri “documentati” ai danni dei palestinesi nel 1948.
70.000 ettari sono stati sequestrati ai palestinesi dal 1948 al 1967.
Il 70% dei territori appartenenti ai palestinesi sono passati nelle mani sioniste dal 1948 all’inizio degli anni Cinquanta.
Il 70% dei territori appartenenti ai palestinesi che sono rimasti all’interno di Israele sono passati nelle mani sioniste dal 1948 al 2000.
Attualmente il 75% dei palestinesi sono profughi espulsi dalla loro terra.
Circa il 50% del totale dei palestinesi vivono in esilio dalla Palestina storica.
Circa il 10% della Palestina storica appartiene oggi ai palestinesi.
o in corsivo e i dati sono tratti dal libro “Nakba. La tragedia del 1948“, edizioni Al Hikma (61° anniversario della Nakba: il libro.)
…………
Ieri sera, in occasione della ricorrenza, il ministro della Guerra israeliano, Ehud Barak, ha annunciato la chiusura della Cisgiordania, per “timore di attacchi palestinesi contro Israele”.
Una portavoce militare ha spiegato che le restrizioni di movimento non coinvolgeranno le aree all'interno della Cisgiordania, ma i palestinesi in possesso di carta di identità di Gerusalemme e quelli con permessi di transito.
Mentre i palestinesi ricordano la tragedia che li travolse, 61 anni fa, gli israeliani celebrano il “giorno dell'Indipendenza” (che quest'anno è caduto il 29 aprile). L'indipendenza in una terra abitata da tempo immemorabile da altri: i palestinesi musulmani-cristiani-ebrei.
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Non mi pare che tale affermazione faccia il gioco dei "negazionisti" e non voglio/posso scendere nei particolari... comunque Benny Kippà stava chiaramente facendo il gioco delle tre carte sionista... ovvero stava gettando la "colpa" sulle spalle dei palestinesi creandosi un alibi per poter massacrare un popolo che reputa solo un fastidio.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Ho seri dubbi che un Uomo come Hitler potesse farsi condizionare da un arabo al punto da cambiare idea sulla politica di evacuazione e - in seguito - internamento degli ebrei, ma ognuno può credere quello che gli pare, resta il fatto che sarebbe interessante leggere un documento originale sul cambio di politica condizionato dal "consiglio" del Gran Muftí... in caso contrario quella di Nethanyahu resta solo aria fritta con l'unico scopo - nemmeno troppo nascosto - di aizzare odio nei confronti dei palestinesi.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


Ma cosa stai dicendo? ...un documento originale sul cambio di politica in cui si evincerebbe che Hitler si sarebbe fatto condizionare da un mufti? ... ti pare che se le cose fossero andate veramente così, hitler lo avrebbe messo nero su bianco?? ... resta il fatto che il clima ostile agli ebrei immigrati fu iniziato negli anni '20 sopratutto grazie ai proclami di Hājjī Amīn al-Ḥusaynī. Quindi non escludo che il suo odio contro gli ebrei possa avergli fatto dire a hitler quello che Netanyahu ha accennato.
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”




Al riguardo consiglio questo film che tratta quasi tutte le predette ipotesi.
E' un dilemma morale che può essere imaho superato solo aderendo alla filosofia del "male minore".Alla fine non ci sarebbe differenza tra stato e terrorista...
“The needs of the many outweigh the needs of the few."
Tutti si indignano davanti alla tortura, ma si indignerebbero ancor di più nel caso in cui attentati e atti terroristici non fossero efficacemente prevenuti (nelle rispettive nazioni).
Ma mettiamo anche che si arrivi a una proibizione totale di qlsivoglia tortura per estorcere informazioni....
Nel caso non si scoprissero altri mezzi per ottenere info, l'unica cosa che cambierebbe sarebbe il livello di abilità nel nascondere tale pratica.
Questo è quanto, se vogliamo essere realisti.
Truth is a paradox and relativism his compass.


Flenzi ti mette il like perché forse non ha inteso il senso delle virgolette .
Detto più chiaramente , i palestinesi pagano le colpe ( senza virgolette ) di secoli di antigiudaismo cristiano e dell'antisemitismo razziale di stampo nazista culminato con la Shoah .
Regressista amante della pucchiacca.