





Netanhyahu non era presente ai dialoghi intercorsi tra il Gran Muftì e Hitler... ne consegue che quanto da lui espresso dovrebbe essere supportato da adeguata documentazione.... altrimenti la sua è una semplice opinione, un parere... che lascia il tempo che trova.... ma evidentemente non conosci i motivi di tale affermazione e se vuoi approfondire la questione, con me sfondi una porta aperta.
copio da fonte:
Ma allora il Gran Mufti istigò o no a Hitler a sterminare e a “bruciare” gli Ebrei?
Una volta tanto il dibattito dilacera anche la salda compagine ideologica ebraica, con fiere prese di posizione a favore e contro le affermazioni di Netanyahu.
Il meno che si possa dire, è che si tratta di affermazioni fondate sul nulla che alimentano un dibattito fondato sul nulla.
Vale la pena di dare un’occhiata alle rispettive posizioni, restando nell’ambito mediatico.
Ugo Volli, nell’articolo “I palestinesi c’entrano con la Shoah, ecco perchè. Cartoline da Eurabia” postato da Informazione Corretta, ha presentato un bel florilegio degli argomenti a favore, con una ricca “sitografia”.
Prendo in esame quelli che hanno perlomeno una parvenza di serietà.
Un rimando a “The Times of Israel”, 30 ottobre 2015, espone il resoconto in traduzione inglese della conversazione tra Hitler e il Gran Mufti durante il loro incontro del 28 novembre 19412, ma non vi è alcun accenno alla pretesa istigazione allo sterminio. L’affermazione di Netanyahu menziona due elementi fondamentali: “sterminio” e “cremazione” (ma bisognerebbe dire “abbruciamento”) e vengono esposti appunto due “argomenti” per sostenerli.
Comincio dal secondo.
Volli ci assicura che esiste «la documentazione del progetto di Amin Al Husseini di costruire un crematorio nella valle di Dotan in Samaria». Egli rinvia a un ‘articolo apparso su Israel Hayom il 30 ottobre 2015 dal titolo “Husseini’s intention to build a crematorium in the northwest Samarian hills”. Vi si racconta che il giornalista Haviv Kanaan nel 1970 pubblicò un articolo in cui diceva che nel 1968 aveva incontrato un’importante personalità araba, Faiz Bay Idrisi, che gli aveva parlato «dell’intenzione di al-Husseini di costruire un crematorio sulle alture nord-occidentali della Samaria».
Quando ciò sarebbe avvenuto, non è dato sapere.
Come si vede, Volli ha un’idea molto particolare di che cosa sia una “documentazione”.
Un altro rimando dovrebbe “documentare” che “bruciare” gli Ebrei era appunto l’intenzione del Gran Mufti.
Nell’articolo “Historian: The Mufti planned to burn Jews” lo storico dott. Edy Cohen afferma che «c’era un piano da parte del Mufti di bruciare gli Ebrei dei paesi arabi e gli Ebrei in Palestina dopo la vittoria tedesca a El Alamein nel 1943».
Prove di questo piano? La pretesa intenzione di costruire un crematorio in Samaria!
Dunque l’affermazione stessa costituisce la “documentazione”.
Per quanto riguarda lo sterminio, Volli si appella a Dieter Wisliceny, all’epoca rappresentante di Eichmann in Slovacchia:
«al Tribunale di Norimberga Dieter Wisliceny braccio destro di Eichman dichiara… secondo me “Il Gran Mufti ha giocato un ruolo nella decisione del Governo tedesco di sterminare gli ebrei europei consigliando ripetutamente a Hitler, Ribbentropp e Himmler il loro sterminio, considerandolo un comodo strumento per la soluzione del problema palestinese… egli fu consigliere e socio nell’implementazione del programma di sterminio”».
Questa è la traduzione di una citazione in inglese che appare in molteplici siti e libri, ma la fonte non viene mai indicata.
Non si tratta di una dichiarazione resa da Wisliceny nella sua deposizione a Norimberga, che è riportata nel volume IV degli atti processuali (Trial of the Major War Criminals before the International Military Tribunal, Norimberga, 1947, pp. 355-373, udienza del 3 gennaio 1946), poiché il Gran Mufti non vi è neppure nominato.
Wisliceny fu sottoposto a numerosi interrogatori e redasse varie dichiarazioni e annotazioni, ma una sola, per quanto è a mia conoscenza, ha per oggetto il Gran Mufti. Si tratta di un manoscritto di quattro pagine, intestato appunto “Betr. Grossmufti von Jerusalem” e datato “26.VII.1946” che fu presentato al processo Eichmann di Gerusalemme come documento T-89; nei relativi atti appare la traduzione in inglese (The Trial of Adolf Eichmann, Gerusalemme, 1992, vol. I, pp. 243-244), ma questo documento non contiene la citazione summenzionata.
Wisliceny vi racconta che Eichmann accolse il Gran Mufti nella sua “Kartenzimmer” (stanza delle carte geografiche), dove aveva raccolto i dati statistici relativi alla popolazione ebraica nei vari paesi europei e lo ragguagliò sulla “Soluzione della questione ebraica in Europa”. Il Gran Mufti ne fu molto impressionato e gli disse che aveva già chiesto a Himmler di inviare a Gerusalemme, dopo la vittoria dell’Asse, un suo (di Eichmann) rappresentante come proprio consigliere. E questo è tutto.
Oltre che priva di fonte, la citazione in questione ben difficilmente potrebbe suffragare la tesi di Netanyahu, perché proprio a Norimberga Wisliceny dichiarò che Eichmann gli mostrò il fantomatico ordine di sterminio del Führer, datato aprile 1942 e firmato da Himmler (Trial, vol. IV, pp. 358-359).
In un memoriale datato 18 novembre 1946, Wisliceny delineò il processo che dal piano Madagascar aveva portato a questo fatidico ordine, ma non nominò neppure di sfuggita il Gran Mufti (L. Poliakov, J. Wulf, Das Dritte Reich und die Juden, Berlino, 1955, pp. 87-98).
Se bisogna credere a Wisliceny quando, presuntamente, parla male del Gran Mufti, bisogna credergli anche quando giura di aver visto con i propri occhi l’ordine in questione, e giacché questo risaliva a cinque mesi dopo l’incontro Hitler-Gran Mufti, la tesi di Netanyahu diventa a dir poco ardua.
Per quanto riguarda la posizione contraria, il Foglio del 28 ottobre pubblica l’articolo “Netanyahu sbaglia sul ruolo del Mufti nella Shoah, dice lo storico Ingrao”.
Christian Ingrao ammette che «secondo i piani di allora, gli ebrei europei dovevano essere inviati in Russia, in un proconsolato che i nazisti avevano intenzione di creare nel circolo polare artico», ma nel novembre 1941 era già in atto «una logica di estinzione dell’identità ebraica» e una pratica genocidaria.
Qui Ingrao dimentica l’assiona olocaustico del duplice ordine, uno per gli Ebrei sovietici, l’altro, successivo, per gli Ebrei europei, sul quale ritornerò sotto.
«Ingrao non nega tuttavia che l’incontro tra al Husseini e Hitler fu “un momento cerniera”» e lo fa con argomenti strabilianti: «All’indomani dell’incontro, viene lanciato un invito per una conferenza sulla questione ebraica, che dovrà tenersi a villa Marlier, a Wannsee. Due giorni dopo, un centinaio di persone del programma T4 sono incaricate di attuare il piano che farà nascere i campi di sterminio di Belzec, Sobibór, Treblinka. Le prime uccisioni con il gas iniziano a Chelmo, nel dicembre 1941”», sicché «la cronologia avanzata da Bibi non è completamente incoerente», anche se «bisogna sottolineare che la soluzione finale è stata praticata attraverso una gamma di “strumenti”», tra i quali spiccano «i camion del gas utilizzati a Chelmo nel dicembre 1941» e i campi di Belzec, Sobibór, Treblinka, che furono «pianificati il 18 ottobre 1941».
L’invito ufficiale per la conferenza di Wannsee fu diramato il 29 novembre 1941, il giorno dopo l’incotro tra Hitler e il Gran Mufti. Anche supponendo che il relativo verbale esponga un “piano di sterminio” ebraico, come vuole l’ortodossia olocaustica, ci vuole un bell’acume mentale per mettere i due eventi in correlazione di causa-effetto.
È perfino banale osservare che, se l’invito fu mandato il 29 novembre, l’organizzazione della conferenza era stata discussa molto prima del 28 novembre, dunque tra i due eventi non può esserci alcuna relazione. Secondo la storiografia olocaustica, il campo di Chełmno entrò in attività l’8 dicembre 1941 (ma questa data non è suffragata da alcun documento), e anche la pianificazione dei tre campi orientali il 18 ottobre 1941 si fonda sul nulla storico-documentario.
Non è chiaro come questi due presunti eventi, l’uno posteriore, l’altro anteriore all’incontro Hitler-Gran Mufti, possano essere addotti entrambi a conferma del presunto consiglio sterminatore e crematorio.
A prendere sul serio le storielle olocaustiche, in 10 giorni Hitler avrebbe messo su un “campo di sterminio” perfettamente funzionante: un bell’esempio di efficienza tedesca!
L’ineffabile Marcello Pezzetti, come sempre, ha perso un’ottima occasione per tacere, risparmiandosi l’ennesima figuraccia.
In un articolo intitolato «“Quando ci fu l’incontro fra i due la decisione era già stata presa”. Parla lo storico della Shoah Marcello Pezzetti» egli afferma appunto che il Gran Mufti arrivò troppo tardi, perché «tra l’estate e l’autunno del ’41, quindi molto prima di fine novembre, i nazisti avevano già deciso di eliminare tutta la popolazione ebraica europea, cominciando dalla Russia».
Ecco un altro “specialista” che ignora i rudimenti della storiografia olocaustica.
La teoria del duplice ordine, come accennavo, è ancora uno dei capisaldi della relativa letteratura. Semplificando, il primo ordine sarebbe stato impartito agli Einsatzgruppen prima dell’Operazione Barbarossa o subito dopo, ma non più tardi dell’agosto 1941, e concerneva lo sterminio totale degli Ebrei in quanto Ebrei, ma soltanto degli Ebrei sovietici.
Non c’è bisogno di dire che non esiste alcuna prova della realtà di quest’ordine, che viene evidentemente desunto ex post facto, vale a dire dal fatto che Einsatzgruppen e altre unità della Polizia e delle SS fucilarono più o meno sistematicamente gli Ebrei sovietici.
Per quanto riguarda il secondo ordine, il fantomatico Führerbefehl, che riguardava in generale gli Ebrei eupopei, tranne ovviamente quelli che vivevano nei territori sovietici, ormai è in auge la congettura di Chistian Gerlach secondo la quale la “decisione” del presunto sterminio fu presa da Hitler dopo il 7 dicembre e prima del 14 dicembre 1941.
La precisione è ammirevole.
Peccato che la congettura si fondi, ancora una volta, sul nulla storico-documentario, anzi è il risultato di uno stravolgimento sistematico di fatti e documenti, come ho dimostrato ad abundantiam nello studio I “campi di sterminio” dell’ “Azione Reinhardt”, un opuscoletto di 1137 pagine con 3730 note (si veda il capitolo V, “Il Führerbefehl e la presunta politica nazionalsocialista di sterminio ebraico”, pp. 106-304, in particolare le pp. 183-198).
Dai documenti risulta infatti che la “decisione del Führer” riguardava l’espulsione degli Ebrei dall’Europa, non il loro sterminio; essa fu annunciata da Heydrich alla conferenza di Wannsee in questi termini: «Frattanto il Reichsführer-SS e capo della Polizia tedesca in considerazione dei pericoli di una emigrazione durante la guerra e in considerazione delle possibilità dell’Est, ha proibito l’emigrazione degli Ebrei. All’emigrazione, come ulteriore possibilità di soluzione, previa autorizzazione del Führer, è ormai subentrata l’evacuazione degli Ebrei all’Est (die Evakuierung der Juden nach dem Osten) (NG-2586-G, p. 5).
La politica di emigrazione, perseguita fino ad allora dal governo del Reich accanto a quella di espulsione-evacuazione, cessò il 23 ottobre 1941, con la promulgazione dell’ordine di Himmler che vietava «l’emigrazione di Ebrei» (die Auswanderung von Juden) (T-394), quando, secondo Pezzetti, era già stato impartito l’ordine di sterminio.
Resta da spiegare per quale ragione, se gli Ebrei sovietici dovevano essere sterminati in quanto Ebrei, e non, ad esempio, in quanto portatori o sostenitori del bolscevismo, furono necessari due ordini distinti e a distanza di quattro mesi l’uno dall’altro.
Concludendo, il primo ordine del Führer si fonda sul nulla, il secondo si fonda sul nulla, conseguentemente qualunque dibattito su questo tema si fonda sul nulla.
Qui siamo in piena favolistica, in pieno opinionismo, dove uno storico si sveglia la mattina e “reinterpreta” documenti affatto innocui interpretati prima di lui per decenni da intere generazioni di storici in modo completamente diverso e crea una nuova “verità” storica.
Qui non ci sono documenti, ci sono soltanto “interpretazioni”, ossia mere congetture, molte maliziose, ma alcune anche spassose.
Carlo Mattogno 30 ottobre 2015
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)




il clima di odio verso i sionisti di merda immigrati, che non riguardava solo gli islamici ma anche i palestinesi cristiani, era dovuto al fatto che questi praticavano il terrorismo per costringere i palestinesi a scappare dalle loro case e dalle loro terre, e gli inglesi a concedergli uno stato solo perché sulla bibbia è scritto che quella terra glie l'aveva promessa Dio, e perché i loro presunti antenati ci avrebbero abitato per meno di un millennio, fino a duemila anni fa, non di certo perché lo diceva l'iman.
A quei tempi a praticare il terrorismo con gruppi come la banda stern, l'hirgun e l'aganà erano i sionisti, ed hanno continuato fino alla strage dell'hotel king david di Gerusalmeme, a quei tempi definita l'attentato del secolo, il cui principale responsabile begin in seguito fu anche presidente di isramerda, cosa che non ha mai scandalizzato sionisti,atlantisti e liberademocratici di sta minchia vari.
Questi gruppi terroristi, nonché i principali leaders sionisti dell'epoca guardavano di buon occhio la Germania di Hitler, in quanto ritenevano che le persecuzioni contro gli ebrei, avrebbero incentivato l'emigrazione degli ebrei dall'europa in Palestina, e centocinquantamila sionisti si arruolarono nelle forze armate tedesche combattendo dalla parte della Germania
esiste anche una versione italiana edita da Newton Compton
questi sono due libri molti interessanti, che parlano delle relazioni tra dirigenti e militanti sionisti con la germania di Hitler
sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig


sei un acuto osservatore @King Z. mi fa piacere
... secondo eminenti studiosi ebrei le "colpe" dell'antigiudaismo sono da ricercarsi negli stessi ebrei... quindi lo "stampo" è tutto loro.
Cito Bernard Lazare.... ebreo.
Tradotto suona più o meno così
"Se questa ostilità, che è addirittura una sorta di ripugnanza, si fosse manifestata nei confronti degli Ebrei soltanto in un periodo e in un solo paese, sarebbe facile scoprire le cause specifiche di quell'avversione, invece, la razza ebraica è stata oggetto dell'odio di tutti i popoli in mezzo ai quali si è stabilita. Si deve pertanto dedurre che le cause generali dell'antisemitismo siano sempre state insite nello stesso Israele e non nei popoli che lo combatterono.
Infatti i nemici degli Ebrei
– appartenevano alle razze più disparate,
– vivevano in terre assai lontane tra loro,
– non avevano né gli stessi costumi né le stesse tradizioni,
– erano guidati da principi diversi che facevano sì che diversi fossero anche i loro giudizi;
– ne consegue che le cause generali dell'antisemitismo sono sempre state insite in Israele stesso e non in coloro che lo combattevano"
(Bernard Lazare, ebreo, in "L'Antisemitisme, son histoire er ses causes", 1884)
....."le cause generali dell'antisemitismo sono sempre state insite in Israele stesso e non in coloro che lo combattevano"... su questa frase di Lazare bisognerebbe soffermarsi.
...pur avendo militato in un movimento politico di forte ispirazione cattolica, non sono religioso, considero le tre grandi religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islamismo) delle semplici superstizioni semite fortemente antieuropee... ma rispetto i credenti di qualsiasi fede.
Però - dobbiamo ammetterlo - non si contano le citazioni talmudiche riguardo la non-umanità dei gojim e queste permettono di comprendere le radici del razzismo ebraico nei confronti dei non-ebrei (l'ebraismo - forse più dell'islamismo - fonda le sue radici nell'esclusivismo etnico e nell'odio nei confronti dei "gentili").
E' interessante notare che gli "avvocati difensori" d'Israele e i loro scodinzolanti Shammashim affermano che le citazioni in questione siano false... se si dimostra che sono autentiche, replicano che sono state estrapolate dal contesto e quindi ne è stato falsificato il vero senso... se si dimostra che nel contesto, il senso è proprio quello, replicano che tali duri giudizi nei confronti dei gojim sono giustificati dalle persecuzioni subite dal popolo israelitico... se si dimostra che le persecuzioni possono tutt'al più aver esacerbato un odio già connaturato all'ebreo in virtù degli stessi principi della religione giudaica, replicano che quei giudizi non si riferivano a tutti gojim, ma solo a quei gentili "idolatri" che vivevano nella brutale abiezione e quindi erano ipso facto esclusi dalla protezione della legge... se si dimostra che questi perversi gojim erano indistintamente tutti non-ebrei in quanto "idolatri", replicano che certa normativa rabbinica poteva avere una sua legittimità in passato, ma al giorno d'oggi essa non è più valida... se infine, si dimostra che tale normativa è sempre valida (almeno per gli ebrei che si ritengono osservanti), allora i nostri apologeti tagliano corto ammonendo gravemente che tutte queste polemiche antigiudaiche portano... ad Auschwitz! fine dei discorsi.
ieri era il "giorno della Memoria e ho sentito frasi di quest tipo "...il nostro debito verso la storia ci impone di considerare gli ebrei in modo particolare..."
......ma in quale "modo particolare" dovrei considerarli???? generalizzando, io mi limito a considerare gli ebrei per come sono realmente.... quando avrò l'occasione di discutere in maniera pacata e tranquilla anche con uno solo di loro che abbia idee differenti dalle mie, allora cambierò idea e non sarò più "generalista".... me ne basta uno, uno solo........ in oltre vent'anni non l'ho ancora trovato............... strano, eh?
P.S: ho due amici ebrei, ma loro non contano perchè hanno idee molto simili alle mie..... soprattutto in merito ad un "certo" fatto storico.
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vero... gli ebrei sionisti tedeschi videro di buon occhio sia le leggi di Norimberga, sia la volontà di una Germania judenfrei.... non per niente il patto Haavara è stato firmato tra le SS e gli ebrei sionisti.
anche se agli ebrei da fastidio ammetterlo... i rapporti tra ebrei sionisti e nazionalsocialisti tedeschi erano molto stretti.
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"Hanno ammazzato gesoooo"
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Regressista amante della pucchiacca.