





Dipende da persona a persona. Quando presi il brevetto da pilota civile, 33 anni fa, il mio istruttore a Boscomantico era un ex ufficiale dell'aeronautica che a fine carriera dopo il congedo lavorò qualche anno in Alitalia; una persona eccezionale che ci ha lasciato qualche anno fa e che ricordo con grande piacere.
Lui mi spiegò che quando faceva trasferte di lungo raggio e rimaneva in un posto un giorno o due manteneva le abitudini del suo corpo seguendo l'orario del suo fuso non di quello in cui era. In seguito parlando con altri amici sia piloti di professione che AA/VV mi hanno confermato la stessa cosa.
Quando ero giovane non avevo problemi ma poi andando avanti con gli anni ho cominciato a fare come loro: se resto in un posto con parecchie ore di fuso per poco tempo tipo due o tre giorni (ad esempio partendo il venerdì e ripartendo il lunedì) mantengo certe abitudini col fuso di origine; questo mi è stato anche confermato dal medico come positivo per non far fare troppi sbalzi al corpo.
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali è un bastardo!


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




ha senso.
Quando sono andata in Australia, sono arrivata verso le 12, ma per il mio corpo era piena notte... ho resistito fino alle 17 poi sono andata a dormire. Ho fatto una mega dormita e quando mi sono alzata stavo benissimo, poi non ho avuto più nessun problema i giorni seguenti.
Invece andando a Los Angeles me lo sono trascinata per una settimana.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij







