



Auguri a Pieraccioni!
Da un grande potere derivano grandi responsabilità.


Buongiorno a tutti
"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)










Non mi sorprende affatto, considerato il conto in banca e la posizione nel mondo dello spettacolo.
Ad ogni modo rimane un deficiente dalle quasi nulle qualità artistiche. Voglio dire, in vent'anni ha riproposto mille volte "Il Ciclone", cambiando la figa di turno e giocando con la (presunta) simpatia toscana.
La biografia, personale e lavorativa, di Pieraccioni è sintomatica del livello di degrado di questo Paese.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


https://it.businessinsider.com/il-de...elle-pensioni/Debito pubblico troppo alto? Per Itinerari previdenziali è colpa delle pensioni
Nel 2016 il debito pubblico italiano ha raggiunto vette mai viste: nel mese di luglio ha sfiorato i 2.256 miliardi di euro, per poi chiudere l’anno a quota 2.217,7, in crescita di 45 miliardi dalla fine del 2015. “Un paese ad alto debito – ha dichiarato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan – non può crescere in modo stabile se non lo riduce. Il debito dopo essersi stabilizzato comincerà a scendere”.
Un fardello che pesa come un macigno sulle casse dello Stato (e quindi sulle spalle degli italiani), che ogni anno paga in media circa 70 miliardi di interessi, corrispondenti al 4,5% del Prodotto interno lordo. La buona notizia è che i tassi di interesse, nell’area dell’euro, sono ai minimi storici; quella cattiva è che sono destinati a risalire (e qualche segnale di rialzo lo stanno già dando). E’ un fatto che si tratta di flussi di denaro che vengono sottratti a investimenti e finanziamenti che potrebbero andare a beneficio dell’economia.
Ma come si è creato il fardello del debito pubblico e che cosa continua ad alimentarlo? L’ultimo rapporto di Itinerari previdenziali sul sistema previdenziale italiano tenta di rispondere alla domanda. “Spesso – si legge nel rapporto centro studi, presieduto da Alberto Brambilla, ex sottosegretario al Welfare dal 2001 al 2005, sotto il governo di Silvio Berlusconi – si sente dire che è colpa della politica, e qualcuno ci aggiunge il malaffare o la cattiva gestione; altri che a guadagnarci, secondo un luogo ormai comune, sono i soliti imprenditori, gli amici degli amici. A guardare i numeri però non pare così; o meglio non sono così pochi quelli che ne sono stati beneficiati; anzi. Sulla base dell’anticipazione del 6° rapporto sulla regionalizzazione del bilancio previdenziale italiano, realizzato da Itinerari previdenziali, una parte consistente di debito pubblico è causata dai disavanzi previdenziali degli enti pensionistici e assistenziali pubblici”. Una buona parte di debito pubblico serve quindi per finanziare pensioni e diverse forme di assistenza statale, evidentemente perché le entrate non sono sufficienti.
Secondo i calcoli di Itinerari previdenziali, con i disavanzi previdenziali degli enti pensionistici e assistenziali pubblici, in 36 anni, dal 1980 al 2015, sono stati accumulati 1.000,087 miliardi in moneta corrente, pari al 45% dell’attuale debito pubblico complessivo. Calcolando invece, più correttamente (come fa notare la stessa Itinerari previdenziali), l’incidenza dei disavanzi sul debito pubblico in moneta del 2015, si arriva a un totale di 1.491,18 miliardi, pari al 67% dell’intero debito pubblico italiano. Di questa cifra, spiega Itinerari previdenziali, “hanno beneficiato in buona parte ogni anno gli oltre 16 milioni tra pensionati e assistiti, facendo esplodere il rapporto tra debito pubblico e Pil dal 59,4% del 1980 al 132,7%”. A queste cifre – aggiunge Itinerari previdenziali – andrebbero sommati gli importi relativi alle prestazioni di invalidità civili e per le pensioni di guerra”.
I disavanzi degli enti previdenziali sono stati finanziati a debito, mediante emissione di titoli di Stato. “Considerando che in media i rendimenti dei titoli pubblici hanno uno spread positivo rispetto all’inflazione – notano da Itinerari previdenziali – il debito pensionistico assistenziale aumenterebbe ancora. Si ricorda che nel solo 2014, dalla riclassificazione dei bilanci, il costo delle prestazioni assistenziali è ammontato a ben 98 miliardi, totalmente finanziato da chi le tasse le paga”, vale a dire “meno della metà della popolazione italiana, e anche questo è un altro grosso problema. Ogni generazione – osservano ancora da Itinerari previdenziali – può e deve consumare quello che produce; può indebitarsi ma solo per lasciare opere pubbliche, infrastrutture e beni reali non per consumi correnti. Fermare il debito è l’unico modo per garantire un vero patto intergenerazionale sul quale si fonda il nostro welfare e anche l’unica modalità per garantire un futuro libero anche finanziariamente e serio al nostro paese”.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena

