Caccia fuori il nome del nonno "nazista"... e dimostra di non essere un pagliaccio mitomane.L'ho definita zoccoletta.
Le ho dato importanza riconoscendo la sua esistenza.
Migliaia di ragazze, adolescenti e bambine greche, slovene, croate, montenegrine, polacche. russe, francesi, olandesi, danesi, non hanno goduto di analogo riconoscimento.
Da zoccolette sono state trattate dai tuoi commilitoni e successivamente dimenticate.
Tu stesso ne hai omesso l'esistenza e le circostanze del loro martirio, pur conoscendole ampiamente.
Ed hai conseguentemente giustificato lo stupro e l'assassinio commesso ai loro danni in nome dell'ideale nazista, della razza, della superiorità morale dei tuoi commilitoni o altre baggianate del genere.
Poi sei stato messo con le spalle al muro da riferimenti che esponevano altri stupri ed altre esecuzioni sommarie commessi dai tuoi commilitoni.
A quel punto hai smesso di condannare solo quel singolo episodio ed hai finto di condannarli tutti.
Ma è una evidente menzogna.
Tu conoscevi tali episodi e le circostanze che li hanno creati.
Ma hai preferito ometterli sperando che nessuno andasse ad approfondire.
Questo dimostra che non te ne importa nulla degli stupri.
Hai citato quello della giuseppina esclusivamente per poter esibire una vittima con i tuoi stessi colori al fine di creare le basi per condannare tutti coloro che reputi nemici: ebrei, partigiani, comunisti, negri, ROM, democratici, antifascisti, slavi, islamici, omosessuali ...
Un mondo di nemici sui quali sfogare l'odio che ti avvelena l'animo.
Ma se quella giuseppina non avesse scritto quel tema sarebbe finita nel dimenticatoio insieme a tutte le sue coetanee stuprate e massacrate dai tuoi commilitoni.
Loro ne hanno violato il corpo.
Tu ne stai utilizzando la memoria.
Accetta ciò che hai dimostrato di essere.
Al mondo ci sono gli esseri superiori e quelli inferiori.
E sono le azioni del singolo a collocarlo nell'uno o nell'altro gruppo.
Quello che tu vali lo hai dimostrato.
Non lo critico, ognuno si manifesta per quello che è.
Mi limito a constatarlo.





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