
Originariamente Scritto da
Dario
Un piccolo esempio di come lavora la sanità privata.
Mi sono operato alla cataratta, pagamento in contanti, costo €1.800,00, richiesto rimborso all'assicurazione aziendale, rimborsato l'importo meno il 25% di franchigia (€450,00) alla fine dello stesso mese.
Subito dopo di me si è operata una mia amica, pensionata Intesa S.Paolo, che ha scelto il metodo diretto, cioè ha richiesto che l'assicurazione pagasse direttamente. Al momento di pagare l'amministrazione della clinica le ha comunicato che l'importo era di €2.600,00, specificando che l'assicurazione rimborsava fino a €1800,00, quindi la differenza (€800,00) era a suo carico. Non sapendo quanto avevo pagato io, non ha avuto problemi.
Alcuni giorni dopo per caso è venuto fuori quanto avevo pagato. Si è rivolta subito all'assicuratore aziendale per chiarire la situazione. La banca a sua volta si serve di una PRIMARIA assicurazione sanitaria, che è caduta dalle nuvole. Confrontando le mie fatture con le sue che l'azienda le ha fornito, risulta che tutte la fatture, chirurgo, anestesista, sala operatoria ecc. erano maggiorate. La clinica ha cercato di giustificarsi dicendo che le due operazioni erano diverse, il che non è vero.
Morale: siccome la PRIMARIA assicurazione paga le cliniche con un ritardo di 8-10 mesi, queste si cautelano alzando i prezzi, e gli operatori sanitari con loro. Il tutto ovviamente finirà con un rimborso da parte della clinica, che probabilmente si spera che perderà la convenzione con l'assicurazione. Altrimenti partiranno gli avvocati.
Solo per un caso la mia amica non ha dovuto sborsare €350,00 in più per una banale operazione chirurgica. Non voglio neanche pensare quanto avrebbe dovuto pagare per un intervento cardiologico o oncologico.
Fatelo sapere agli amanti della sanità privata che non vorrebbero pagare le tasse per quella pubblica. Ditegli anche che in caso di necessità di rianimazione (infarto, ictus, ecc.) possono anche morire serenamente, dato che il 99% delle cliniche private non hanno il servizio di rianimazione, non essendo abbastanza speculativo, anzi essendo chiaramente deficitario, se non altro per le attrezzature necessarie.
Mi ritiro di nuovo nelle mie stanze.