

Qu'ils mangent de la brioche.


diegollino per quanto possa sfiorare i 100 kg, non avendo piu l'allenamento di un tempo, è normale che non mi metta a sfidare a duello un pugile giovane ed allenato senza essere armato. Ma non per vigliaccheria, perchè non ho piu il fisico.
Gobetti invocava lo scontro armato (che tanto avrebbero fatto altri, l'intellettuale e stu cazz) ed è finita come è finita


il 1º giugno 1924 Mussolini telegrafa al prefetto di Torino Enrico Palmieri: «Mi si riferisce che noto Gobetti sia stato recentemente a Parigi e che oggi sia in Sicilia. Prego informarmi e vigilare per rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore di governo e fascismo».
Per puro caso il prefetto obbedisce e il 9 giugno Gobetti viene percosso, la sua abitazione perquisita e le sue carte sequestrate. Come scrive a Emilio Lussu, la polizia sospetta che egli intrattenga rapporti in Italia e all'estero per organizzare le forze antifasciste.
Ma chiaramente Mussolini cosa c'entra con l'azione del prefetto di Torino? In fondo gli ha solo mandato un simpatico telegramma.


in quel periodo all'interno del PNF c'erano forti dissidi interni
Quell'inetto e corrotto di De Bono (a cui faceva capo tutto questo) fu trombato a differenza dei politici attuali
Quei cekisti in seguito non è che se la passarono bene
Purtroppo l'Italia fascista non era la Russia di Stalin: c'era campo libero ancora per massoni, papponi, sciaboletta etc etc




Il 6 febbraio 1923 Gobetti è arrestato perché sospetto di «appartenenza a gruppi sovversivi che complottano contro lo Stato»: rilasciato cinque giorni dopo, subisce un nuovo arresto il 29 maggio, provocando un'interrogazione parlamentare alla quale il governo risponde che Gobetti «era stato redattore dell'Ordine Nuovo di Torino, giornale antinazionale; la rivista che egli dirige, conduce da tempo una campagna contro le istituzioni e il governo fascista; il prefetto si è perciò sentito in diritto di far operare una perquisizione e il fermo di Gobetti per misure di ordine pubblico».
Gobetti replica con una lettera ai giornali, ribadendo la sua funzione di oppositore del fascismo.


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij






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