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Discussione: Il Bar di POL

  1. #207911
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Baboden Visualizza Messaggio
    un po' di bresaola
    Mi raccomando, non più di 80 gr!

  2. #207912
    Il Commissario
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da diegol22 Visualizza Messaggio
    Mi raccomando, non più di 80 gr!
    Grazie mille dottor Dieghito.
    Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

  3. #207913
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Baboden Visualizza Messaggio
    Che buffone.
    Non è più boffone però della le pen e dei due ghiozzi italiani.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  4. #207914
    Il Commissario
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio
    Non è più boffone però della le pen e dei due ghiozzi italiani.
    Le Pen per lo meno è più seria dei nostri politici italiani.
    Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

  5. #207915
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    Predefinito Il Bar di POL



    Quello che resta dei piedi di porco ....



    Il paté di testa ...


    Il miglior ristorante di Lione, se vi capita, Notre Maison Bouchon


    Unisciti al gruppo dei "buoni e giusti", siamo la prima forza politica di POL

  6. #207916
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    che schifezza
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  7. #207917
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    @Bamba de Kraut
    Credo che troverai interessante questa piccola descrizione della Wallonien - e delle Waffen in generale - in cui affiorano le motivazioni che mossero quegli Uomini.
    Copio da fonte:
    .....
    La guerra ad Est del 1941-45 è stata paragonata da uno storico alla lotta tra due animali preistorici per la vita e per la morte. E davvero, come disse Hitler nel 1942, se non ci fosse stato lo scudo della Wehrmacht, l’Europa avrebbe conosciuto le delizie del paradio sovietico direttamente nell’anno 1941.
    Oppure, come testimoniò a sua volta Léon Degrelle, «se la Waffen-SS non fosse esistita, l’Europa sarebbe stata interamente occupata dai Sovietici fin dal 1944». La storiografia russa più recente si è incaricata di documentare nel modo più chiaro che l’attacco a Oriente lanciato da Hitler il 22 giugno 1941 anticipò di un soffio la già decisa aggressione sovietica all’Europa.
    Si trattò quindi di una guerra preventiva in piena regola, che seguiva l’antica massima di strategia militare per cui la miglior difesa è l’attacco.

    I recenti libri di Constantine Pleshakov e Viktor Suvorov, ad esempio, che hanno attinto a una vastissima documentazione russa, e che sono stati tradotti in italiano in questi anni, hanno portato una mole di prove a testimonianza del fatto che era intenzione di Stalin di attaccare nell’estate 1941 e che fu per questo che i tedeschi, quando irruppero in Ucraina, trovarono a ridosso del fronte più di cento divisioni sovietiche schierate con circa cinque milioni di soldati, metà dei quali liquidati o presi prigionieri nelle prime settimane.
    Era il già completato schieramento dell’Armata Rossa sul confine, che attendeva solo il segnale dell’aggressione. Quella guerra fu dunque una guerra di prevenzione dell’Europa dal disegno staliniano di approfittare della partita ancora aperta a Ovest tra Germania e Gran Bretagna, per entrare in Europa e dare inizio coi fatti alla rivoluzione mondiale bolscevica.
    Questo dà pieno conto delle motivazioni con cui centinaia di migliaia di volontari europei si arruolarono nell’esercito tedesco per difendere, come si diceva con enfasi non priva di fondamento, la civiltà europea contro la barbarie comunista.

    E questo proclamava Degrelle, che di quel volontariato divenne il simbolo, incarnando al meglio l’autentico spirito di sacrificio che animò la gioventù europea che venne inquadrata nei famosi reparti pan-europei della Waffen-SS: dagli spagnoli ai croati, dai danesi agli olandesi, dai bosniaci ai francesi, dagli italiani agli ungheresi…e fino ai fiamminghi e ai valloni. Proprio la saga sanguinosa dei belgi valloni che dal 1941 al 1945 combatterono nella Legione Wallonie è forse la più nota, in virtù del fatto che le memorie di guerra stese nel dopoguerra da Léon Degrelle hanno avuto una vasta risonanza. I suoi libri Fronte dell’Est oppure Waffen SS, la grande sconosciuta hanno contribuito non poco a rafforzare, nel post-bellico mondo giovanile degli “esuli in patria”, un sentimento politico di affratellamento tra i popoli europei, di ben altra sostanza ideale rispetto alle grottesche utopie legate all’attuale interpretazione bancaria e oligarchica del concetto di Europa unita.

    Quell’epopea omerica cantata da Degrelle ha avuto un nuovo capitolo nella pubblicazione, avvenuta a Parigi nel 1972, del libro La neige et le sang di Paul Terlin, nome d’arte di Henri Moreau, un giovane volontario rexista della Legione Wallonie che prese parte ai terribili combattimenti in teatri-chiave del fronte orientale, dalla zona del Don e del Dnjepr, a quella di Kiev, alla battaglia nella sacca di Cherkassy, fino all’esperienza finale nel settore settentrionale, in Estonia. È da poco uscita la traduzione italiana di questo libro incandescente: si intitola La neve e il sangue. Al fronte con Degrelle. Storia di un sopravvissuto della Wallonie (Novantico Editrice), e narra le terribili prove sostenute da Terlin dal novembre 1943 al 25 agosto 1944, quando una cannonata russa gli trinciò di netto il braccio destro e gli polverizzò la mano sinistra. Le ultime pagine, di grande umanità e di stringatezza davvero commovente, narrano l’odissea sulla nave ospedale lungo il Baltico infestato dai sottomarini sovietici, il rientro in una Germania semidistrutta, la prigionia cui a guerra finita venne destinato pur in quelle condizioni fisiche miserande, il viaggio di trasferimento al campo di concentramento di Darmstadt in carri bestiame piombati, in cui venivano ammassati invalidi, mutilati e feriti, poi un rocambolesco e incredibile tentativo di fuga dal campo recintato americano, il processo di “de-nazificazione” e infine l’umiliazione, dopo anni di prima linea e le gravissime mutilazioni, di vedersi accusato in patria come “criminale di guerra” e “collaborazionista”. Solo dopo questo estenuante calvario, il maresciallo della Brigata d’assalto Wallonie, grande invalido, senza braccia e con delle protesi, poté rifarsi una vita e – come ci informa Harm Wulf in una sua nota introduttiva – dedicarsi alla promozione del movimento per il Credito Sociale del maggiore Douglas (vicino alle idee di Ezra Pound) e al sindacato connnesso. Paul Terrin, o meglio Henri Moreau, è morto nel febbraio 2008, ultimo dei tre sopravvissuti della Wallonie, lasciandoci dunque un documento storico di eccezionale valore, che non esitiamo a definire dello stesso livello della grande memorialistica europea di guerra, paragonabile a Kobilek del nostro Soffici oppure al più famoso Tempeste d’acciaio di Jünger.

    La Sturmbrigade Wallonie era stata aggregata alla divisione SS Wiking del generale Gille, un uomo della stoffa degli Steiner, dei Dietrich, degli Hausser, che godeva la piena fiducia dei suoi uomini. E proprio la Wiking era uno dei reparti pan-europei più rinomati, comprendente tedeschi, danesi, norvegesi, olandesi, fiamminghi, olandesi, svizzeri-tedeschi, estoni e finanche alcuni svedesi. Nell’unità Wallonie, composta da volontari borgognoni partiti un giorno dell’estate 1941 dalla stazione di Bruxelles con il sogno di un’Europa dei popoli, Terlin visse scene strazianti e traumatiche, a contatto quotidiano con la morte e con la sensazione sempre incombente di dover combattere contro un nemico che non dava quartiere, che attaccava senza curarsi delle perdite, che sembrava attingere a riserve umane e materiali inesauribili, di cui inoltre era ben conosciuta la pratica di non fare prigionieri e di dedicarsi con metodo al massacro indiscriminato. Eppure, neanche nella sconfitta, nella continua ritirata, nella crescente penuria di mezzi, mancò mai a quei giovani la convinzione di rappresentare qualcosa di più alto della vittoria o della sconfitta…«che meraviglia l’aria di mare di quella fantastica estate! Su quella strada d’Estonia eravamo seicento Valloni, convinti che il mondo appartenesse alla nostra giovinezza e alla nostra fede».

    In uno scenario di bombardamenti da terra e dall’aria, di orrore, paura, distruzioni, morte di compagni, strazio delle popolazioni, si potevano trovare giovani che ancora davano voce ad angoli di poesia, di gioia di vivere, proprio mentre il sipario sull’Europa stava per calare in un’orgia di sangue. Léon Degrelle aveva al suo fianco uomini di questa tempra. Si potrebbe dire che a un’epoca di ferro e di fuoco occorrono uomini di ferro e di fuoco. «Senza braccia, ma col morale del vincitore» si descrisse Terlin quando depose la divisa. Un guerriero dell’Iliade in pieno secolo XX.

    Luca Leonello Rimbotti
    @Triangolo nero

    premesso che ritengo che l'Unione sSovietica sia stata la civiltà socialista unica alternativa alla barbarie capitalista, che anche in occidente, se i lavoratori per anni hanno avuto dei diritti ed un certo livello di benessere, questo è stato dovuto alla paura dei capitalisti di rivoluzioni su modello sovietico che un tempo aveva enorme credibilità tra i lavoratori di tutto il mondo, mentre hanno incominciato ad essere distrutti con la caduta della Barriera antifascista di Berlino, per cui non mi sento affatto salvato da Stalin, ma mi sarebbe piacito che Stalin mi avesse salvato dalla barbarie capitalista.

    vicktor survov non ha alcuna credibilità, è uno dei tantissimi dissidenti di professione, farabutti prezzolati dalla cia, che per decenni si sono arricchiti facendo i dissidenti sovietici di professione, come vladimir bukovskij, alexander solgenitsin ed altra feccia le cui documentazioni e la cui vita sono piene di contraddizioni ed inverosimiglianze, tali che chiunque sia in buona fede e non accecato dai dogmi della religione anticomunista si può rendere conto della loro inaffidabilità.
    Le tesi di vicktor survov non tengono conto di un fattore importantissimo che smentisce le fantomatiche intenzioni di invadere la Germania, almeno nel breve periodo.
    Alla fine degli anni trenta ed all'inizio degli anni quaranta l'Unione Sovietica aveva quasi due milioni di uomini dell'armata rossa e buona parte dei suoi mezzi, impegnati sul fronte orientale, ad oltre diecimila chilometri dai confini occidentali, per combattere gli invasori giapponesi, inoltre Stalin era stato costretto ad epurare buona parte dei vertici dell'armata rossa, poiché erano stati coinvolti nei tentativi di colpi di stato manovrati dell'estero, come quelli orditi da trotski e bukarin. Stalin avrebbe dovuto essere un pazzo per aprire un fronte ad occidente, con buona parte delle proprie armate impiegate ad oriente ad oltre diecimila chilometri, ed i vertici delle proprie forze armate decimani dalle epurazioni. siccome Stalin non era nè scemo nè pazzo, non avrebbe mai attaccato la più grande potenza militare d'Europa.
    Possibilmente evita di sparare la cazzata in voga tra i tuoi camerati , secondo cui Stalin era manovrato da USA ed Gran Bretagna e sapeva che avrebbe grazie agli aiuti militari angloamericani, dato che già di ho dimostrato in altri commenti con dati inconfutabili, che gli aiuti americani all'Unione Sovietica furono irrilevanti rispetto allo sforzo bellico sovietico, di molto inferiori agli aiuti dell'industria e delle banche americane allo sforzo bellico tedesco che finirono solo dopo il successo della controffensiva di Mosca, quando gli usa si resero conto che le sorti della guerra si erano ribaltate e l'Unione Sovietica avrebbe vinto, quindi si decisero ad intervenire per limitare l'espansione Sovietica ad ovest ed occupare militarmente e politicamente l'europa occidentale.
    Stalin Ammassò le trupe ai confini, poiiché era circondato da nazioni anticomuniste dichiaratemente nemiche che già tra la fine degli anni dieci e l'inizio degli anni venti avevano invaso l'Unione Sovietica, tra le quali per criudeltà e crimini si era distinta la polonia, eed hitler era sempre stato ossiessionato dall'odio per il bolscevismo che non aveva mai fatto mistero di volere distruggere e per gli slavi, le tesi con cui lo scribachino dissidente di professione vicktor survov si è arricchito, sono identiche ai deliri dei moderni scribbacchini, quando accusano la Russia di avere velleità espansioniste, poiché ammassa truppe ai confini con nazioni piene di basi natodove ogni mese si svologno esercitazioni a scopo provocatorio ed intimidatorio
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  8. #207918
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Grubach-Kléber Visualizza Messaggio
    Però Suvorov è poco attendibile come fonte, mi ha sempre dato l'idea di uno che per farsi ascoltare da Anglo e Vasintoniani avrebbe detto qualunque cosa.
    vicktor survov che è uno dei tantissimi dissidenti di professione, farabutti prezzolati dalla cia, che per decenni si sono arricchiti diventando ricchi sfondati, facendo i dissidenti sovietici di professione, come vladimir bukovskij, alexander solgenitsin ed altra feccia le cui documentazioni e la cui vita sono piene di contraddizioni ed inverosimiglianze, tali che chiunque sia in buona fede e non accecato dai dogmi della religione anticomunista si può rendere conto della loro inaffidabilità.
    Il problema è che l'anticomunismo, soprattutto se mirato ad infangare la figura di Stalin, il personaggio più infangato e calunniato nell'ultimo secolo è una vera e propria miniera d'oro, sia per il fatto che Stalin indipendentemente dalla palle come il sedicente holodomor e i fantonatici milioni di morti di cui viene accusato, ha dimostrato che è possibile costruire una valida alternativa al capitalismo, sia perché l'anticomunismo è una vera e propria religione, e gli anticomunisti credono a qualsiasi stronzata che denigri l'esperienza del socialismo reale, acettandola come dogma, senza porsi il problema della sia vediricità anche quando è assurda e piena di contraddizioni
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  9. #207919
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Che sia prezzolato dalla CIA immagino tu abbia le prove.

    Ogni volta tiri fuori la stessa storia dei prezzolati CIA. Suvorov porta documenti a sostegno delle sue tesi.

    Ci sono vari rapporti inoltre della Wermacht che indicavano la presenza di quelle divisioni in Ucraina.

    Che interesse avrebbe poi la CIA a far dire dopo 70 anni che Stalin era lì lì per attaccare non lo so.

    https://controhistoria.wordpress.com...9-agosto-1939/

    Vorrei inoltre sottolineare che il lavoratore tedesco se la passava moooooolto meglio del lavoratore russo nello stesso periodo durante il nazionalsocialismo.
    "Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango." Cooper (Interstellar).

  10. #207920
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio

    E mi sono scordato Hartmann.
    Lui si il miglior pilota da caccia della Germania Nazionalsocialista.
    catturato dai sovietici e liberato dopo meno di dieci anni, come la stagrande maggioranza dei prigionieri tedeschi, italiani, ungheresi, rumeni ed addirittura i collaborazionisti interni all'unione sovietica, con buona pace della vulgata anticomunista secondo cui i prigionieri di guerra tedeschi ed italiani in Unione Sovietica morirono tutti nei gulag, io stesso conoscevo unucraina che viveva a Napoli fino a sette anni fa ed ora vive a Praga con la figlia, il cui nonno era un soldato napoletano fato prigioniero durante la campagna di russia, che una volta finita la prigionia decise di rimanere in Unione Sovietica e sposò una donna ucraina, nel 1989 quando andai al campeggio contro la costruzione dell'aereoporto per gli f16 americani ad iscola capo rizzuto, conobbi il capo dei contadini a cui avevano espropriato la terra, mi raccontò che lui era diventato comunista poiché quando fu fatto prigioniero in Russia, durante la prigionia fu trattato benissimo e lui che prima della guerra non possedeva terra ed era un semplice bracciate agricolo sempre preso a calci in culo dai potenti, riceveva lo stesso vitto degli ufficiali.







    a me invece piacciono queste, lavoratrici, contadine, operaie, accomunate dal fatto che prima della guerra erano iscritte all'aereoclub dove avevano imparato a pilotare gli aerei, poiché nell'Unione Sovietica, dove secondo la propaganda anticomunista di sta minchia, la gente moriva di fame e viveva in condizioni di schiavitù, le lavoratrici proletarie potevano permettersi di iscriversi all'aereoclub ed imparare a pilotare gli aerei, durante la guerra per difendere la loro patria e le conquiste del socialismo, insistettero per pilotare aerei in guerra, e pilotando aerei soprattutto al'inizio molto spesso in legno e poco adeguati ale esigenze dell'epoca, di costruzione sovietica, dato che come ti ho dimostrato gi aerei regalati dagli americani furono pochi rispetto alla produzione sovietica, divennero il terrore dei soldati tedeschi che le chiamavano le streghe della notte, simbolo di quella che fu una vera e propria eroica lotta di popolo della maggior parte dei cittadini sovietici davanti ad un'invasore che sembrava invicncibile, lotta che non si fermò neppure durante l'infame assedio di LEningrado, che fu l'episodio più cruento e simile agli assedi medioevali della guerra, ed alla fine a voi fascisti ve lo hanno messo in culo e dopo tanti anni ancora vi brucia
    sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig

 

 
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