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Regressista amante della pucchiacca.


io negli anni '90. Emirati Arabi Uniti.
situazione tranquillissima, mercedes e ferrari per le strade, ristoranti di lusso, soldi a fiumi, alcool a torrenti.
detto questo, erano comunque una genìa di caprai arricchiti rimasta al medioevo in tema di diritti civili e sociali.
assolutamente non integrabili con la democrazia di stampo occidentale.
Qu'ils mangent de la brioche.


Mentre Carmine Ridens fa ironia, il mondo continua a marciare.
E la guerra riparte.
Resconto tratto da Repubblica blog it.o scorso 5 giugno l’Arabia Saudita, coinvolgendo tra gli altri gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto e il Bahrein ha deciso l’isolamento del Qatar con l’interruzione dei rapporti diplomatici e, soprattutto, dei trasporti aerei, marittimi e terrestri indispensabili al paese per sopravvivere.
Il casus belli è stata l’offerta del Ministro degli esteri qatarino Muhamad Bin Abudurahman Bin Jasim alla Somalia, tramite l’emittente Al Jazeera, di intervenire su Al Shabab per favorire una pacificazione col governo centrale così praticamente ammettendo apertamente il sostegno all’organizzazione terroristica islamista che, peraltro, già era noto a causa dei rapporti con alti gerarchi jihadisti tra cui Hassan Dahir Aweys arrestato a Mogadiscio e al quale il Qatar aveva invano offerto asilo politico.
Questa ingenua dichiarazione è servita da detonatore alle altre occasioni di crisi tra Arabia Saudita e Qatar quali l’asserito dialogo con l’odiato Iran e la diffusione delle trasmissioni di Al Jazeera ritenute suscettibili di fomentare altre primavere arabe. l’Arabia Saudita ha così sollevato la lega dei suoi alleati più stretti contro il Qatar ma dai più si è dimenticato di citare, nell’ambito di questa lega, anche l’Eritrea e Gibuti.
Tra questi due paesi, tuttavia, da tempo esisteva un contenzioso territoriale riguardante l’isoletta di Dumeira e l’omonima montagna. Il conflitto era esploso nel 2008 e dal giugno 2010 il Qatar aveva inviato un proprio contingente a fare da cuscinetto tra i due paesi confinanti e belligeranti.
A seguito della crisi diplomatica di questi giorni, il Qatar ha ritirato i propri peacekeepers lo scorso 13 giugno ed immediatamente le truppe dell’Asmara si sono movimentate aggredendo quelle di Gibuti che hanno subito una dozzina di morti e diversi feriti.
Venerdì scorso il ministro degli Esteri di Gibuti Mahamoud Ali Youssouf ha detto che le truppe eritree hanno “sequestrato” la montagna di Dumeira e l'isola di Dumeira.
L’Unione Africana, tramite il presidente della Commissione Moussa Faki Mahamat, ha chiesto all’Eritrea di abbandonare i territori occupati al più presto ed ha mosso un invito alla calma. Asmara non commenta.
Intanto l’Arabia ha tentato di coinvolgere nella propria lega contro il Qatar la Somalia considerata propria fedele alleata dopo che il Presidente Farmajo aveva fatto proprio a Riad il primo viaggio fuori confine praticamente il giorno dopo essere stato eletto lo scorso 8 febbraio. L’emissario di Re Salman ha incontrato il Presidente Farmajo a Mogadiscio offrendogli 80 milioni di dollari per aderire alla lega anti Qatar, ma Farmajo ha richiamato l’interlocutore agli impegni presi a Riad che non prevedono condizioni ed ha affermato di voler assumere un ruolo di pacificatore tra gli alleati dell’Arabia Saudita e gli alleati del Qatar fra cui deve annoverarsi la Turchia che in Somalia ha un ruolo di sostegno fondamentale.
Per questa ferma risposta Farmajo ha riportato il plauso internazionale che riporta la Somalia un gradino più su rispetto alla severa classifica che la vede agli ultimi posti tra gli Stati falliti. Rifiutare 80 milioni di dollari per un paese bruciato dalla siccità, stremato da trent’anni di guerra civile e assediato dagli attentati jihadisti è una prova di dignità di tutto rispetto.
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"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Ma se tu veramente credi in quello che scrivi, come puoi portare l'avatar di un delinquente assassino in persona? Come puoi difendere il castrismo che fu, anzi purtroppo lo e'
ancora, una dittatura nel suo piccolo ancora più spietata, poiché e' fallita anche sul piano economico di gran lunga di più delle altre.
Se vuoi essere credibile prova ad essere imparziale.


_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".




Ostrega, dicono tutti che i comunisti sono spariti ma qua spuntano sempre come funghi.![]()
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali è un bastardo!


Credo meno, francamente.
Perlomeno, se per alcuni Paesi è vero, per altri molto meno. Ad esempio, il Marocco...beh non mi risulta i marocchini siano stati bombardati o roba simile, eppure il fenomeno di radicalizzazione riguarda anche loro. Idem per Tunisia ed Egitto. E Algeria, anche se lì la storia è complicata ulteriormente dai trascorsi con la Francia.
Ciò detto, la relativa stabilità politica e secolarizzazione che alcune, la maggior parte, delle società islamiche derivava dall'esistenza di attori politici spalleggiati dal blocco occidentale o sovietico e funzionali alle logiche della guerra fredda.
Due su tutti, Baath in Iraq e Gheddafi in Libia. Poi quel mondo si è dissolto, e le cose stanno tornando ad essere quelle di sempre, con società islamiche permeate da precetti coranici che ne regolano aspetti della vita non soltanto spirituale.
L'unico esempio che conosco e che sfugge a questa logica è la Turchia, grazie fondamentalmente ad Ataturk. Se me ne sai indicare altri sono apertissimo a considerarli.
D'altra parte, mi risulta che spesso l'occidente liberale abbia criticato la carenza di democrazia di quei regimi che oggi giustamente inizia a rimpiangere.
Che le primavere arabe siano state salutate dai liberals anche europei come un vento liberatore benedetto e benvenuto non credo di essermelo sognato. Che Assad sia stato fatto passare, dagli stessi liberals, come il peggiore dei mali per la Siria idem...
La stabilità di quell'area non è stata minata solo dalle bombe decise dalla politica, ma anche dalla stampa e dall'opinione pubblica occidentale (la maggior parte, sia a destra che a sinistra) che le hanno avallate in nome di un fantomatico sbocciare della democrazia e della libertà. Stesso discorso è valido per le varie primavere arabe.
C'era un coperchio quindi, fornito con mezzi non sempre limpidissimi ai nostri occhi ma che ha garantito una certa secolarizzazione di quelle società ed un certo distacco dalla rigidità della dottrina islamica. Quel coperchio è stato fatto saltare, perchè era artificioso e funzionale ad un panorama geopolitico molto diverso, che si è dissolto con l'URSS; è fisiologico che sia avvenuto, poi che sia stato gestito a merda è verissimo ed impatta molto sul risultato.
Ma non raccontiamoci la sciocchezza che l'attuale radicalizzazione del mondo islamico dipenda solo dalle bombe. Il mondo islamico, eccezion fatta che per la parentesi del '900, è questo. Ed il motivo è strutturale, deriva dalla loro dottrina religiosa, ed è sintomaticamente espresso bene dalla mancanza di un movimento storico-filosofico che ne abbia chiaramente diviso la sfera spirituale de quella temporale.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena