Per l'ennesima volta, hai torto. L'interpretazione non è infinita né libera e soprattutto non esiste una cesura assimilabile al Reddite quae sunt Caesaris Caesari, et quae sunt Dei Deo. Di più, non è mai esistita in uno Stato islamico. Lo stesso Califfato si caratterizzò nella sua fonte di legittimità per essere in primis una teocrazia, e solo secondariamente una potenza terrena.
Nelle mille distinzioni dell'Islam, questo è un dato comune e centrale.
Il fatto che non esista separazione ma solo distinzione tra jus e fas non vuol dire che l'Islam sia merda, anzi. Vuol solo dire che il diritto umano non è slegabile da quello divino. E non serve essere Wahhabiti, Salafiti o un'altra delle correnti pazze furiose per postularlo: vai da Nejaf a Qom, dalla Mecca ad al-Azhar e te lo ripeteranno tutti. Quindi, se ti aspetti la laicità in uno Stato dell'areale islamico la troverai in un senso completamente differente da quello che in occidente intendiamo per laicità. Esempi moderni: Siria (se vince Assad), Iraq (prima del 1991), Giordania, Iran (prima del 1979). La Turchia, invece, è un esempio al contrario, visto che la laicità di tipo occidentale da un lato non è mai stata completa, dall'altro è vista come "imposta" a larga parte della popolazione.
Similmente, la corte arbitrale sciariatica nel Regno Unito è, in quanto sciariatica, completamente distinta e incompatibile con la legge dello Stato. Quanto a me, concordo con FLenzi sul fatto che la corte arbitrale sciariatica, cioè religiosa, sia una vera aberrazione. E visto che FLenzi ci tiene molto a dire "lo fanno anche i cristiani", anche se la religione fosse la Bibbia, la Torah o il Baghavadgita similmente rifiuterei una cosa simile.





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