









Ah ho scoperto un'ulteriore sciocchezza: la sinistra universitaria, in nome del diritto allo studio, fa l'appello al Ministro perché si superi il numero chiuso e ci si diriga verso il libero accesso.
Conclude la coordinatrice dell’UDU: “Ogni anno i test di accesso presentano delle falle, costringendo molti studenti a dover ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuto il proprio diritto allo studio: questa situazione è insopportabile. Il MIUR prenda atto del fallimento dell’attuale sistema di accesso: la Ministra Fedeli segni la discontinuità rispetto a chi l’ha preceduta e passi dalle parole ai fatti. Convochi subito un tavolo per il superamento del numero chiuso e si vada verso il libero accesso.”
Pubblicate date test 2017. Vittoria: anche IMAT a settembre. Ora MIUR prenda atto del fallimento del numero chiuso. Vogliamo il libero accesso
«Crediamo nell’ assoluto politico che è l’ impero: aborriamo chi lo nomina invano».


Le liste d'attesa non dipendono tanto dalla spesa sanitaria, quando dall'organizzazione.
Le prestazioni fornite a titolo gratuito sono stabilite per decreto. In generale, le prestazioni di pronto soccorso seriamente urgenti e i ricoveri in ospedale. Quelle sono prestazioni che devi fornire gratis, cascasse il mondo. Tagliare qualche fettina di spesa sanitaria significa ridurre la platea di coloro che sono esenti dal pagamento di ciò che resta delle prestazioni sanitarie e/o aumentare il ticket. Quindi, se riduci la spesa sanitaria, gli immigrati non vengono toccati, perché tanto le prestazioni di pronto soccorso e i ricoveri necessari vengono comunque garantiti. A prenderlo a culo sono quelli (cittadini italiani) che gli tocca pagare di più le prestazioni non urgenti (tipo gli esami, le lastre) e la riabilitazione, come pure la lungodegenza per i vecchi.
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C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Se la torta (cioè il budget) dei servizi sociali, dell'edilizia popolare ecc resta uguale anche dopo 10 anni di crisi economica mentre di anno in anno aumenta il numero di '' invitati ''stranieri indigenti, clandestini o regolari con stipendi da fame e famiglie numerose allora esiste un problema sociale.
O no ?




Sì, vabbè, povero cocco, vivi sulla pianta del pero.
Niente affatto! A pigliarlo a culo sono proprio i poveracci italiani, che vedono aumentare il costo del ticket e/o peggiorare i criteri per le esenzioni per le prestazioni non gratuite (cioè tutto ciò che è diverso da pronto soccorso e ricoveri)
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