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Discussione: Il Bar di POL

  1. #223991
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Le stesse identiche cose valgono per le regioni all'interno degli stati, Anche la Cina che ha il triplo degli abitanti dell'area Euro ha una sola moneta, con differenze economiche anche maggiori

    Anche il meridione ha la stessa moneta del Nord, eppure nessuno ha mai proposto di fare una lira meridionale

    Gli è che l'euro dà fastidio...
    Infatti per compensare gli squilibri insanabili in Usa , Italia ,Germania ci sono i trasferimenti.

    La cosa comica è che quando vengono debunkate tutte le storielle degli euronegazionisti si inventano che "l'euro da fastidio" ( non puoi vederne i gravi difetti perchè ci sono .. è che ti da fastidio e sei invidioso! ) , ti comunico che le storielle che raccontate voi euronegazionisti non le narrano più neanche i pro euro , per dire quanto la presa d'atto dell'eurofallimento sia motivata dal fastidio
    Ultima modifica di King Z.; 06-11-17 alle 13:16
    Regressista amante della pucchiacca.

  2. #223992
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Mah più l'euro è basso rispetto al dollaro meno necessità c'è di una moneta che si possa svalutare moderatamente per favorire l'export e rafforzare il mercato interno. Quando un euro valeva 1,30 dollari era un altro paio di maniche
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  3. #223993
    vae victis
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Alesina nel 1997 , priama della conversione e dei successivi passi in dietro ( premonitore in questo caso , poi i deliri post 2011 ) .


    Tutti gli opinion polls rivelano che gli italiani sono i piu’ entusiasti sostenitori dell’Unione monetaria europea. Dopo la crisi del settembre 1992 quando la lira e la sterlina uscirono dal Sistema monetario europeo, le prospettive della moneta unica erano cosi’ incerte che nessuno, al di fuori dei ben retribuiti eurocrati di Bruxelles, se ne interesso’ piu’ molto. Da qualche mese a questa parte, invece, la discussione ha preso una svolta ben diversa: dato che la moneta unica si farà senz’altro, si dice, il problema e’ di non restar fuori, e quindi si deve raggiungere il 3 per cento del rapporto deficit / Pil, e non il 3,5 %. (Come se questa differenza avesse alcun significato economico o persino contabile).

    In questa orgia di numeri su migliaia di miliardi volanti da un capitolo all’altro del bilancio e da una Finanziaria all’altra e discussioni sulla terza cifra decimale del rapporto deficit / Pil, si e’ persa l’occasione di una pacata discussione sui costi dell’Unione monetaria, al di la’ di una vaga retorica europeista. Secondo i sostenitori dell’Unione monetaria, questi sono i suoi principali vantaggi:

    1) L’Unione monetaria e’ necessaria per mantenere un mercato comune europeo. Non e’ vero. Cio’ che crea un mercato comune e’ l’assenza di barriere doganali esplicite o nascoste, la libera circolazione di beni, servizi e capitali, l’assenza di regolamentazioni pubbliche intrusive (comprese quelle originanti a Bruxelles) e la flessibilita’ del mercato del lavoro.

    In un sistema di libero commercio internazionale il “mercato” di ogni Paese e’ il resto del mondo. Nel 1946 c’erano 74 Paesi nel mondo, oggi ce ne sono 192: piu’ della meta’ di questi ha una popolazione inferiore ai 6 milioni di abitanti. Nello stesso mezzo secolo il volume del commercio internazionale e’ esploso, ed oggi, con 192 Paesi indipendenti si parla di economia globale come mai prima d’ora. Molti dei Paesi che sono cresciuti piu’ in fretta negli ultimi tre decenni sono molto piccoli, come ad esempio Singapore.

    2) I cambi flessibili creano rischi per gli operatori ed ostacolano il commercio internazionale. Non esiste alcuna evidenza che la flessibilita’ dei tassi di cambio riduca la crescita del commercio internazionale. Dal 1953 al 1973 nel periodo dei cambi fissi di Bretton Woods il volume del commercio internazionale e’ cresciuto a tassi pari a circa la meta’ degli stessi tassi di crescita del ventennio seguente, cioe’ in un periodo di cambi molto piu’ flessibili.

    Il rischio di cambio si puo’ facilmente ridurre o eliminare con operazioni di hedging. Le cifre su quanto un turista perde cambiando monete europee ai botteghini degli aeroporti, costi spesso menzionati dagli europeisti piu’ entusiasti, non hanno alcun significato macroeconomico. In ogni caso, la mancanza di flessibilita’ dei tassi di cambio ha anche dei costi: elimina un canale di stabilizzazione a shock razionali. Il Financial Times continua a ripetere che il Regno Unito fa bene a rimanere fuori dall’unione monetaria (per qualche anno almeno) perche’ quel Paese ha un ciclo sfasato rispetto al resto dell’Europa.

    Ma cicli sfasati rimarranno anche dopo l’Unione monetaria e non solo per il Regno Unito. Se un Paese nell’Unione monetaria subisce uno choc di domanda negativo, qualcosa deve essere mobile e flessibile: o i salari monetari, o la forza lavoro o i tassi di cambio. Dato che i salari monetari sono rigidi al ribasso, la mobilita’ del lavoro in Europa e’ bassissima, l’Unione monetaria che fissa i tassi di cambio rende l’aggiustamento agli choc molto difficile e rendera’ la disoccupazione ancora piu’ permanente. Certo una soluzione sarebbe rendere il mercato del lavoro meno rigido, ma la sinistra europea (compresa quella italiana oggi cosi’ favorevole all’Unione monetaria) si e’ sempre opposta a qualunque politica di flessibilita’ del mercato del lavoro.

    Negli Stati Uniti, una Unione monetaria di dimensioni simili all’Europa, choc regionali asimmetrici sono corretti da una forte mobilita’ geografica della forza lavoro e dalla flessibilita’ dei salari reali e nominali. In piu’, il sistema fiscale provvede notevoli sistemi compensativi: per ogni dollaro di riduzione del reddito disponibile in uno stato americano, tra i 30 e 40 centesimi sono recuperati da compensazioni fiscali. Sarebbero disposti, diciamo, i cittadini danesi a compensare in questa misura, uno choc che colpisce, per esempio, l’Italia del Sud? Molto probabilmente no, quindi neanche il sistema fiscale europeo correggerebbe questi choc asimmetrici.

    3) L’Unione monetaria ha facilitato la riduzione dell’inflazione e dei deficit pubblici. Negli anni Novanta l’inflazione e’ scesa in tutto il mondo, con o senza Unione monetaria. Non e’ affatto chiaro che l’inflazione sia scesa piu’ rapidamente nei Paesi aderenti al Sistema monetario europeo che negli altri Paesi Ocse.

    Dopo i grandi deficit della fine anni Settanta e primi Ottanta, numerosi aggiustamenti fiscali sono avvenuti dentro e fuori l’Unione monetaria. E’ vero che il deficit italiano sarebbe piu’ alto senza la spada di Damocle della regola del 3 % . E allora? Sostenere che uno dei principali benefici della piu’ importante riforma del sistema monetario internazionale dopo Bretton Woods e’ che l’Italia avra’ un deficit del 3 % del Pil invece che del 5 % del Pil nel 1998 fa sorridere, soprattutto al di la’ delle Alpi. Un nuovo sistema di cambio che dovrebbe durare per decenni va giudicato per i suoi meriti intrinseci e globali.

    4) L’Unione monetaria e’ solo un passo verso la vera meta che e’ una forma di unione politica. Questo e’ forse l’argomento piu’ convincente, se si pensa che l’Unione politica riduca il pericolo di conflitti intraeuropei, che, storicamente, sono stati catastrofici. La realta’ pero’ e’ l’opposto.

    Con ogni probabilita’ i contrasti tra Paesi europei aumenteranno al crescere della tendenza a coordinare politiche monetarie, fiscali, di welfare eccetera. Costringere Paesi con culture e tradizioni diverse ad uniformare politiche di vario genere, soprattutto quando la necessita’ economica del coordinamento e’ alquanto dubbia, e’ un’operazione inutile e potenzialmente molto pericolosa.

    Infatti l’animosita’ tra Paesi europei non e’ stata mai cosi’ alta in tempi recenti come negli ultimi mesi, all’avvicinarsi dell’Unione monetaria. Lo stesso conflitto franco – tedesco sulla nomina del primo governatore della Banca Centrale Europea e’ un sintomo chiaro.

    Delle due l’una: o questo conflitto rivela forti differenze di filosofia sulla politica monetaria, oppure rivela forti tendenze nazionalistiche, soprattutto da parte della Francia che non ha ancora capito di non essere piu’ una grande potenza. In entrambi i casi, questo conflitto non rivela niente di buono sulla futura politica monetaria comune.

    Infine, per cio’ che concerne l’Italia, l’entusiasmo per partecipare all’Unione e’ descritto, anche in ambienti governativi, come un modo per difenderci da noi stessi, cioe’ un modo per trasferire potere politico a Bruxelles e Francoforte e toglierlo a Roma. Probabilmente questo e’ un ottimo motivo per aderire all’Unione, ma, diciamocelo: che tristezza. (Eccetto per gli eurocrati).



    Regressista amante della pucchiacca.

  4. #223994
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    Pare che il M5S sia il primo partito in Sicilia, con il doppio dei voti di Forza Italia.... che comunque è il secondo partito dell'isola.
    ..la coalizione di centro destra sembra in vantaggio con Musumeci.
    Nella merda più nera il PD.... urge subito il broglione.... altrimenti Renzi non si mette più il giubbotto di pelle
    Il Bar di POL
    Ha detto Di Mail che in Sicilia se il cdx vince è grazie al voto mafioso. A giudicare dai risultati anche loro devono aver convinto tanti capi bastone
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #223995
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    ..... possiamo anche fare i saluti romani oppure la democrazia traballa per qualche braccio teso????
    Il Bar di POL
    Più che altro é la dignità personale che dovrebbe traballare
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  6. #223996
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Tutto il problemone della valuta si risolveva cambiando lire in dollari , cosa che abbiamo sempre fatto .

    Scriveva Alesina nel 1997 , in un articolo in cui prendeva di mira gli stessi luoghi comuni che vanno in voga oggi .


    2) I cambi flessibili creano rischi per gli operatori ed ostacolano il commercio internazionale.
    Non esiste alcuna evidenza che la flessibilita' dei tassi di cambio riduca la crescita del commercio internazionale. Dal 1953 al 1973 nel periodo dei cambi fissi di Bretton Woods il volume del commercio internazionale e' cresciuto a tassi pari a circa la meta' degli stessi tassi di crescita del ventennio seguente, cioe' in un periodo di cambi molto piu' flessibili.
    Il rischio di cambio si puo' facilmente ridurre o eliminare con operazioni di hedging. Le cifre su quanto un turista perde cambiando monete europee ai botteghini degli aeroporti, costi spesso menzionati dagli europeisti piu' entusiasti, non hanno alcun significato macroeconomico. In ogni caso, la mancanza di flessibilita' dei tassi di cambio ha anche dei costi: elimina un canale di stabilizzazione a shock razionali. ( nazionali nda ) Il Financial Times continua a ripetere che il Regno Unito fa bene a rimanere fuori dall'unione monetaria (per qualche anno almeno) perche' quel Paese ha un ciclo sfasato rispetto al resto dell'Europa.
    Ma cicli sfasati rimarranno anche dopo l'Unione monetaria e non solo per il Regno Unito. Se un Paese nell'Unione monetaria subisce uno choc di domanda negativo, qualcosa deve essere mobile e flessibile: o i salari monetari, o la forza lavoro o i tassi di cambio. Dato che i salari monetari sono rigidi al ribasso, la mobilita' del lavoro in Europa e' bassissima, l'Unione monetaria che fissa i tassi di cambio rende l'aggiustamento agli choc molto difficile e rendera' la disoccupazione ancora piu' permanente. Certo una soluzione sarebbe rendere il mercato del lavoro meno rigido, ma la sinistra europea (compresa quella italiana oggi cosi' favorevole all'Unione monetaria) si e' sempre opposta a qualunque politica di flessibilita' del mercato del lavoro.


    Da qui ci si riallaccia sia al discorso del perchè servono queste riforme del lavoro stando nel UE , sia al fatto che gli eurofanatici del forum non fanno che ripetere luoghi comuni piddini che non vengono sostenuti da nessun accademico , eurista che sia .
    "Il mercato del lavoro meno rigido" ma non è quello che fa il Job Acts?
    Alesina sarà d'accordo immagino.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #223997
    vae victis
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

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  8. #223998
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Ahahaahahhahaha noi toscani siamo i meglio via, King tu eri andato a cercare castagne con quello del video?
    Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

  9. #223999
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Baboden Visualizza Messaggio
    Ahahaahahhahaha noi toscani siamo i meglio via, King tu eri andato a cercare castagne con quello del video?
    @Baboden

    Buongiorno, gattino

  10. #224000
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Ciao Dieghito come stai?
    Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

 

 
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