Riguardo alla domanda centrale se Hitler abbia mai dato un ordine esplicito di liquidazione fisica degli ebrei che si trovavano nel suo ambito di potere, il nostro amico Hilberg si esprime diversamente nella prima edizione della sua opera ed in quella riveduta.
Nella prima, apparsa nel 1961, egli avanza la tesi che ci sarebbero stati due successivi ordini di Hitler al riguardo: il primo per l'uccisione degli ebrei russi ed il secondo per lo sterminio di tutti gli altri ebrei che vivevano nell'ambito di dominio tedesco... ovviamente non porta alcun documento per documentare questi ordini.
Cito:
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Come si giunse alla fase dell'uccisione? All'inizio abbiamo a che fare con due ordini di Hitler.
Un ordine fu dato nella primavera del 1941, quando fu pianificata l'invasione dell’URSS; egli previde che piccole unità di polizia e di SS sarebbero state inviate in territorio sovietico e qui avrebbero dovuto spostarsi di città in città per uccidere sul posto tutti gli abitanti ebrei. Il metodo può essere definito come "operazioni mobili di uccisione".
Subito dopo che le operazioni mobili di uccisione furono iniziate nei territori sovietici occupati, Hitler diede il suo secondo ordine. Questa decisione significò la condanna a morte per il resto della popolazione ebraica d'Europa.
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Nella seconda e definitiva edizione apparsa nel 1985, scompaiono senza lasciar traccia questi due ordini fantasma.
Per sopperire alla mancanza di documenti Hilberg arriva a conclusioni quantomeno discutibili... è ovvio a chiunque - tralasciando le farneticazioni di Speer - che una politica di sterminio aveva necessariamente bisogno di un apparato per la sua attuazione e questo apparato poteva trovarsi solo nelle mani di un organismo centrale, fornito dei poteri necessari.
.............e invece no, un simile organismo non è mai esistito secondo Hilberg:
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In ultima analisi, la distruzione degli Ebrei non si realizzò solo in esecuzione delle leggi e degli ordini, ma come conseguenza di una disposizione dello spirito, di un accordo tacito, di una consonanza e di un sincronismo. Chi partecipò all'impresa, quali furono i meccanismi di esecuzione? L'operazione non venne affidata a un unico agente: la macchina della distruzione fu sempre un aggregato di parti diverse
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Per distruggere gli Ebrei d'Europa, non venne creato né un organismo specifico, né fissato un budget particolare. Ciascuno dei settori doveva giocare un ruolo specifico nel processo, e ciascuno doveva trovare al proprio interno i mezzi per portare a compimento il proprio scopo.
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è forse questo il "progetto di sterminio" citato nella "legge della Memoria"??? che progetto sarebbe un progetto che per definizione di Hilberg non è un progetto???
Immaginiamo lo scenario: un compito gigantesco da realizzare, per giunta nelle condizioni rese più difficili dalla guerra, come la costruzione dei "campi di sterminio" e la deportazione a fini di sterminio di milioni di uomini da tutti i possibili paesi in questi campi e tutto questo senza un'istanza centrale responsabile, senza un'autorità speciale e senza uno speciale bilancio... ognuno doveva trovare da sé i mezzi per lo scopo (!!!)... e tutti i tedeschi erano programmati per farlo, disposizione dello spirito, accordo tacito, consonanza di pensieri, ecc... ecc... cos'è??? uno scherzo??? a Berlino pensavano e in Polonia eseguivano??? sì... per Hilberg era proprio così!!!!
Purtroppo le banalità offerte da Hilberg – tra cui il linguaggio camuffato e la trasmissione del pensiero – non sostituiscono in nessun modo la prova mancante.
Per concludere... ma possiamo anche approfondire il lavoro del tizio in questione... Hilberg (per quanto riguarda lo "sterminio") è davvero poca cosa, ma una lettura critica del suo lavoro offre tantissimi spunti ai revisionisti proprio per la sua assoluta mancanza di prove in merito alla "distruzione degli ebrei d'Europa"
P.S: mi sto limitando a rispondere a precise domande... non è mia intenzione di parlare di "negazionismo"... per me il discorso poteva essere chiuso già parecchi post fa.





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