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blobb
https://www.ilmessaggero.it/primopia...i-3834229.html
«Ci sono prima io, tornatene nel tuo Paese», ragazza nigeriana picchiata mentre faceva la fila al bancomat
«Ci sono prima io, tornatene nel tuo Paese». È stata accusata di non aver rispettato la fila per il bancomat e picchiata brutalmente. Vittima una giovane nigeriana, aggredita a Sassari da un ragazzo che le ha prima strappato di mano il bancomat e l'ha spezzato in due, poi le ha preso il cellulare e l'ha scagliato per terra, rompendolo.
La ragazza, pur intimidita, ha provato a far valere le proprie ragioni, ma a quel punto è stata malmenata: lui l'ha tirata per i capelli e l'ha fatta cadere sul marciapiede, poi è scappato. L'aggressione è avvenuta davanti allo sportello bancomat dell'ufficio postale di via Bogino, nel quartiere Monte Rosello. Tutto alla luce del sole, di fronte a numerose persone. Tra i tanti impauriti, che solo dopo la fuga dell'aggressore hanno trovato il coraggio di agire e chiamare le forze dell'ordine, qualcuno avrebbe però gridato «Non se ne può più di questi», riferito alla nigeriana. Arrivati sul posto, gli agenti della squadra mobile della Questura di Sassari hanno allertato il 118. Trasportata al pronto soccorso, la giovane straniera è stata curata. È molto provata ma sta bene.
Sassari, rissa al bancomat: le telecamere smentiscono l'aggressione razzista - Cronaca - L'Unione Sarda.it
Comincia ad arrivare un po' di chiarezza su quanto accaduto a Sassari due giorni fa, quando, davanti a un bancomat nel quartiere di Monte Rosello, una giovane nigeriana ha raccontato di essere stata aggredita da un ragazzo del posto.
Gli agenti della questura stanno visionando le immagini, che smentiscono la "brutale aggressione" riferita, così come la circostanza per cui sarebbe stata "massacrata di botte, presa per i capelli e buttata a terra".
Le telecamere delle poste la riprendono infatti mentre temporeggia davanti allo sportello automatico, e il ragazzo le chiede di fare in fretta. A quel punto lei reagisce aggredendolo con calci e morsi.
Infine alcuni testimoni avvisano la polizia e arriva anche un'ambulanza, che la porta al pronto soccorso dove i medici le assegnano cinque giorni per choc.
Si chiude quindi quello che era stato definito un "giallo" basato su un pestaggio a sfondo razzista che, come dimostrato dalle immagini, non si è verificato.