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Discussione: Il Bar di POL

  1. #246131
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Ormai Roma è città aperta.

    rutto libero
    fuori uso

  2. #246132
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    https://notizie.tiscali.it/politica/...alva-benetton/
    [Il retroscena] Salvini e la Lega votarono il “Salva Benetton”. E i soldi dei pedaggi non furono più vincolati alla manutenzione

    La denuncia del Pd: il governo Prodi aveva legato gli utili agli investimenti per la messa in sicurezza. A maggio 2008 il IV governo Berlusconi, appena insediato, cancella quella norma. L’allarme della procura di Genova: “Pene ridicole per i responsabili” e lo Stato “ha abdicato alla funzione di controllo”. Il ministro Toninelli nomina a capo della Commissione del Mit per l’indagine interna lo stesso tecnico che doveva supervisionare la sicurezza delle autostrade. Il caso “applausi” e la claque

    Aiuto ai capitani coraggiosi. E vai...
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  3. #246133
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Ovviamente ieri sera è arrivata la marcia indietro. La nazionalizzazione delle autostrade non si può fare. Ma dai. E chi se lo aspettava.
    Lo sapevano, lo sapevano da subito. Sono un branco di coglioni, ma sono coglioni astuti.


    Hanno finto giusto il tempo di far esplodere i social, mettendo in circolo un bel carico nuovo di idee tossiche, spazzando via in qualche dichiarazione fascistoide e sbilenca la magistratura e osservando di nascosto, dagli uffici tech di Casaleggio (si chiama Luca Morisi, invece, lo spin doctor di Lega e Salvini) l'effetto che fa.

    Qui si apre un capitolo ben conosciuto negli USA, che per la politica italiana è relativamente nuovo, ne sono pionieri proprio Lega e M5s. Se ne è parlato, se ne parla, se ne parlerà sempre di più. Le nostre reazioni social sono il nuovo petrolio. Le uova d'oro del data analysis (le galline siamo noi). Veniamo sottoposti a test continui di matrice commerciale, su cui vengono impostate le strategie future dei partiti di governo. Questo governo, nella fattispecie.

    Il concetto è: vediamo dove possiamo arrivare, fin dove possiamo spingerci, cosa e quanto possono tollerare i nostri fan/elettori e sapremo cosa dirgli nella prossima puntata.

    Insomma, mentre noi parliamo di ponti, morti, migranti, razzismo, incapaci al governo, vaccini, gronde, alta velocità, fascisti, fake news, fake profiles, russi, terroristi, terremotati, le nostre idee, i nostri commenti, le nostre condivisioni vengono raccolte, elaborate e analizzate in modo che i nostri due partiti di governo, gli unici in Italia ad aver capito ed esplorato a fondo il potere strategico e la compatibilità populista dei social media, possano poi propinarci a specchio i temi che ci più ci interessano. Che più ci coinvolgono. E via così.

    È il caro vecchio lancia il sasso e ritira la mano, ma un po' più elaborato. Nulla cambia nella realtà, almeno per ora. Ma tutto cambia nella nostra testa.

    Alla luce di questa nuova prassi, vediamo allora qual è stato il test social scaturito dalla tragedia di Genova. Anzi i test, perché sono almeno 2, secondo me.

    1 - la NAZIONALIZZAZIONE delle infrastrutture. L'idea è piaciuta. Non si farà mai, non si può fare, ma ora il governo, che sa di essere percepito come un guerriero al fianco del popolo e non come potere forte, ha un nuovo tema sul quale compattare le file del consenso. Usato in questo modo, il social è una fabbrica del consenso inesauribile. Ora, per capirci, la gente grillina ha un nuovo nemico contro cui fare quadrato: la famiglia Benetton. E questo a prescindere da quale sia la verità.

    2 - la DEMOCRAZIA. La magistratura, le istituzioni... Servono ancora? O sono solo un ostacolo, una perdita di tempo, uno strumento dei poteri forti per dominarci in maniera invisibile? È il messaggio che è passato nei modi e nelle dichiarazioni con cui lo scontro con la Società Autostrade è stato affrontato nelle prime ore. Perché la democrazia non è più da tempo importante nella testa degli italiani. Ha perso lo smalto, non seduce più. È associata al Partito Democratico, per giunta. Se c'è scritto "democratico" nel nome di quel partito di pseudointellettuali amici delle banche forse la Democrazia non è una cosa tanto buona. È un tarlo silenzioso nel cervello. E in questa fase nostri beniamini stanno testando fino a che punto si sia insinuato.

    E questa è una manipolazione molto più preoccupante.

    Se la democrazia passa di moda. Se passano di moda le istituzioni, le garanzie, i diritti, il rispetto, la tolleranza, l'inclusività sociale. Se passano di moda tutti gli elementi fondativi della nostra Repubblica, se diventano simbolo di debolezza, inefficacia, scarsa credibilità. Animali morenti da finire.

    Se questo accade e si normalizza nella mente delle persone, che cosa ci aspetta?
    Lascio a voi la risposta.
    (Matteo De Simone)
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  4. #246134
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Spiagge sicure. Vù cumprà la collanina? No, grazie.

    Cum Feris Ferus

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  5. #246135
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Nero e italiano: “Te ne devi andare”!

    Sul finire del binario vedo due ragazzi che parlano a voce alta con un ragazzo di colore. Più che ‘con’ mi sembra ‘contro’.
    Anche io aspetto il treno, e sono vicino ai tre ragazzi, in jeans e polo, il ragazzo di colore anche con uno zainetto.
    -“Che ci fai in Italia? Che ci fai a casa nostra? Perché non te ne torni al tuo paese”, urlano i due ragazzi sovrapponendo le voci.
    •”Ma questo è il mio paese, sono nato qui, studio qui”, risponde il terzo ragazzo con voce decisa.
    -“Tu italiano? Ma per favore. Gli italiani sono tutti bianchi. Bianchi! Voi siete entrati abusivamente. Voi state rovinando l’Italia”.
    Il ragazzo continua a dire di essere italiano, che è nato qui.... alza anche la voce.

    Mi avvicino lentamente, e provo ad entrare nella discussione: “Ragazzi, ma che c’è? Perché litigate. Mi pare di capire che qui siamo tutti italiani. Parliamo la stessa lingua...”.
    Uno dei due mi interrompe arrogante: “E tu che c’entri, chi cazzo sei tu?”
    Ovviamente non me la tengo: “Chi cazzo sono a te non interessa, invece a me interessa che voi due state dicendo cose senza senso.... ma cavolo, siete due ragazzi, e lui è anche un ragazzo come voi”.
    La discussione attira altri due passeggeri fermi sul marciapiede a pochissima distanza.
    Si avvicinano, chiedono, partecipano.
    Mi fa piacere che sostengano il ragazzo di colore, che nel frattempo si sentiva come ferito. Mortificato. Comunque deciso.
    Si fa un capannello di persone, e la cosa non piace ai due razzistelli che coraggiosamente ci mandano a quel paese e si allontanano.
    Rimango con il ragazzo di colore, italianissimo, dal chiaro dialetto romano, visibilmente spaventato.
    -“Non temere nulla, sono solo due poveracci”.
    •”Si lo so, però non è giusto. Io non conosco altra terra che questa, questa è la mia terra. I miei genitori sono qui da 30 anni. Hanno fatto una vita meschina di lavori massacranti, mi creda: li hanno umiliati. E loro si sono fatti umiliare per me, solo per me”.
    Rimango senza parole. Intanto il treno entra in stazione, il marciapiede ora è pieno, ognuno cerca la carrozza giusta.
    Il ragazzo mi saluta con un cenno della mano. Lo sguardo abbassato. Sale sul treno.
    Già sa che dovrà ogni volta dire: “Ma io sono italiano”! Perché ogni volta troverà un imbecille che gli griderà in faccia che non può essere italiano, perché ha la pelle nera. E che se ne deve andare via dall’Italia.
    Salgo anche io in carrozza. E per la prima volta provo un senso di vergogna.
    Ma che paese è diventato l’Italia?
    A chi giova tutto questo odio?

    Franco Laratta
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  6. #246136
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Nero e italiano: “Te ne devi andare”!

    Sul finire del binario vedo due ragazzi che parlano a voce alta con un ragazzo di colore. Più che ‘con’ mi sembra ‘contro’.
    Anche io aspetto il treno, e sono vicino ai tre ragazzi, in jeans e polo, il ragazzo di colore anche con uno zainetto.
    -“Che ci fai in Italia? Che ci fai a casa nostra? Perché non te ne torni al tuo paese”, urlano i due ragazzi sovrapponendo le voci.
    •”Ma questo è il mio paese, sono nato qui, studio qui”, risponde il terzo ragazzo con voce decisa.
    -“Tu italiano? Ma per favore. Gli italiani sono tutti bianchi. Bianchi! Voi siete entrati abusivamente. Voi state rovinando l’Italia”.
    Il ragazzo continua a dire di essere italiano, che è nato qui.... alza anche la voce.

    Mi avvicino lentamente, e provo ad entrare nella discussione: “Ragazzi, ma che c’è? Perché litigate. Mi pare di capire che qui siamo tutti italiani. Parliamo la stessa lingua...”.
    Uno dei due mi interrompe arrogante: “E tu che c’entri, chi cazzo sei tu?”
    Ovviamente non me la tengo: “Chi cazzo sono a te non interessa, invece a me interessa che voi due state dicendo cose senza senso.... ma cavolo, siete due ragazzi, e lui è anche un ragazzo come voi”.
    La discussione attira altri due passeggeri fermi sul marciapiede a pochissima distanza.
    Si avvicinano, chiedono, partecipano.
    Mi fa piacere che sostengano il ragazzo di colore, che nel frattempo si sentiva come ferito. Mortificato. Comunque deciso.
    Si fa un capannello di persone, e la cosa non piace ai due razzistelli che coraggiosamente ci mandano a quel paese e si allontanano.
    Rimango con il ragazzo di colore, italianissimo, dal chiaro dialetto romano, visibilmente spaventato.
    -“Non temere nulla, sono solo due poveracci”.
    •”Si lo so, però non è giusto. Io non conosco altra terra che questa, questa è la mia terra. I miei genitori sono qui da 30 anni. Hanno fatto una vita meschina di lavori massacranti, mi creda: li hanno umiliati. E loro si sono fatti umiliare per me, solo per me”.
    Rimango senza parole. Intanto il treno entra in stazione, il marciapiede ora è pieno, ognuno cerca la carrozza giusta.
    Il ragazzo mi saluta con un cenno della mano. Lo sguardo abbassato. Sale sul treno.
    Già sa che dovrà ogni volta dire: “Ma io sono italiano”! Perché ogni volta troverà un imbecille che gli griderà in faccia che non può essere italiano, perché ha la pelle nera. E che se ne deve andare via dall’Italia.
    Salgo anche io in carrozza. E per la prima volta provo un senso di vergogna.
    Ma che paese è diventato l’Italia?
    A chi giova tutto questo odio?

    Franco Laratta
    Sono i figli dei fascioleghisti, la merda non può altro che produrre altra merda.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  7. #246137
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    Predefinito Re: Il Bar di POL


    Sapete dove si sta facendo il selfie l'inutile idiota insieme a quella decerebrata?
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  8. #246138
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Ovviamente ieri sera è arrivata la marcia indietro. La nazionalizzazione delle autostrade non si può fare. Ma dai. E chi se lo aspettava.
    Lo sapevano, lo sapevano da subito. Sono un branco di coglioni, ma sono coglioni astuti.


    Hanno finto giusto il tempo di far esplodere i social, mettendo in circolo un bel carico nuovo di idee tossiche, spazzando via in qualche dichiarazione fascistoide e sbilenca la magistratura e osservando di nascosto, dagli uffici tech di Casaleggio (si chiama Luca Morisi, invece, lo spin doctor di Lega e Salvini) l'effetto che fa.

    Qui si apre un capitolo ben conosciuto negli USA, che per la politica italiana è relativamente nuovo, ne sono pionieri proprio Lega e M5s. Se ne è parlato, se ne parla, se ne parlerà sempre di più. Le nostre reazioni social sono il nuovo petrolio. Le uova d'oro del data analysis (le galline siamo noi). Veniamo sottoposti a test continui di matrice commerciale, su cui vengono impostate le strategie future dei partiti di governo. Questo governo, nella fattispecie.

    Il concetto è: vediamo dove possiamo arrivare, fin dove possiamo spingerci, cosa e quanto possono tollerare i nostri fan/elettori e sapremo cosa dirgli nella prossima puntata.

    Insomma, mentre noi parliamo di ponti, morti, migranti, razzismo, incapaci al governo, vaccini, gronde, alta velocità, fascisti, fake news, fake profiles, russi, terroristi, terremotati, le nostre idee, i nostri commenti, le nostre condivisioni vengono raccolte, elaborate e analizzate in modo che i nostri due partiti di governo, gli unici in Italia ad aver capito ed esplorato a fondo il potere strategico e la compatibilità populista dei social media, possano poi propinarci a specchio i temi che ci più ci interessano. Che più ci coinvolgono. E via così.

    È il caro vecchio lancia il sasso e ritira la mano, ma un po' più elaborato. Nulla cambia nella realtà, almeno per ora. Ma tutto cambia nella nostra testa.

    Alla luce di questa nuova prassi, vediamo allora qual è stato il test social scaturito dalla tragedia di Genova. Anzi i test, perché sono almeno 2, secondo me.

    1 - la NAZIONALIZZAZIONE delle infrastrutture. L'idea è piaciuta. Non si farà mai, non si può fare, ma ora il governo, che sa di essere percepito come un guerriero al fianco del popolo e non come potere forte, ha un nuovo tema sul quale compattare le file del consenso. Usato in questo modo, il social è una fabbrica del consenso inesauribile. Ora, per capirci, la gente grillina ha un nuovo nemico contro cui fare quadrato: la famiglia Benetton. E questo a prescindere da quale sia la verità.

    2 - la DEMOCRAZIA. La magistratura, le istituzioni... Servono ancora? O sono solo un ostacolo, una perdita di tempo, uno strumento dei poteri forti per dominarci in maniera invisibile? È il messaggio che è passato nei modi e nelle dichiarazioni con cui lo scontro con la Società Autostrade è stato affrontato nelle prime ore. Perché la democrazia non è più da tempo importante nella testa degli italiani. Ha perso lo smalto, non seduce più. È associata al Partito Democratico, per giunta. Se c'è scritto "democratico" nel nome di quel partito di pseudointellettuali amici delle banche forse la Democrazia non è una cosa tanto buona. È un tarlo silenzioso nel cervello. E in questa fase nostri beniamini stanno testando fino a che punto si sia insinuato.

    E questa è una manipolazione molto più preoccupante.

    Se la democrazia passa di moda. Se passano di moda le istituzioni, le garanzie, i diritti, il rispetto, la tolleranza, l'inclusività sociale. Se passano di moda tutti gli elementi fondativi della nostra Repubblica, se diventano simbolo di debolezza, inefficacia, scarsa credibilità. Animali morenti da finire.

    Se questo accade e si normalizza nella mente delle persone, che cosa ci aspetta?
    Lascio a voi la risposta.
    (Matteo De Simone)
    Purtroppo e ribadisco purtroppo la democrazia , nel senso una testa un voto, è arrivata al capolinea.
    Con la capacità di veicolare idee della psicologia di massa unita a sempre più attente strategie mirate di marketing e , come non mai , diffusa incapacità di elaborare la realtà che ci circonda le strade che ci troviamo di fronte sono solo due:
    O un diffuso populismo in cui una maggioranza di ragionatori di pancia si fanno condurre dal pifferaio di turno , per poi passare al prossimo ancora più accattivante , pensa alla sequenza per me terribile Berlusconi -> Renzi -> Salvini + Grillo fino alle estreme conseguenze (seconda guerra mondiale docet).
    Oppure ad una dittatura degli 'ottimati' in cui ai ragionatori di pancia verranno tolti o fortemente limitati(ovviamente con la forza) il diritto di scelta nelle decisioni comunitarie per salvare quello che resta della comunità.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  9. #246139
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Nero e italiano: “Te ne devi andare”!

    Sul finire del binario vedo due ragazzi che parlano a voce alta con un ragazzo di colore. Più che ‘con’ mi sembra ‘contro’.
    Anche io aspetto il treno, e sono vicino ai tre ragazzi, in jeans e polo, il ragazzo di colore anche con uno zainetto.
    -“Che ci fai in Italia? Che ci fai a casa nostra? Perché non te ne torni al tuo paese”, urlano i due ragazzi sovrapponendo le voci.
    •”Ma questo è il mio paese, sono nato qui, studio qui”, risponde il terzo ragazzo con voce decisa.
    -“Tu italiano? Ma per favore. Gli italiani sono tutti bianchi. Bianchi! Voi siete entrati abusivamente. Voi state rovinando l’Italia”.
    Il ragazzo continua a dire di essere italiano, che è nato qui.... alza anche la voce.

    Mi avvicino lentamente, e provo ad entrare nella discussione: “Ragazzi, ma che c’è? Perché litigate. Mi pare di capire che qui siamo tutti italiani. Parliamo la stessa lingua...”.
    Uno dei due mi interrompe arrogante: “E tu che c’entri, chi cazzo sei tu?”
    Ovviamente non me la tengo: “Chi cazzo sono a te non interessa, invece a me interessa che voi due state dicendo cose senza senso.... ma cavolo, siete due ragazzi, e lui è anche un ragazzo come voi”.
    La discussione attira altri due passeggeri fermi sul marciapiede a pochissima distanza.
    Si avvicinano, chiedono, partecipano.
    Mi fa piacere che sostengano il ragazzo di colore, che nel frattempo si sentiva come ferito. Mortificato. Comunque deciso.
    Si fa un capannello di persone, e la cosa non piace ai due razzistelli che coraggiosamente ci mandano a quel paese e si allontanano.
    Rimango con il ragazzo di colore, italianissimo, dal chiaro dialetto romano, visibilmente spaventato.
    -“Non temere nulla, sono solo due poveracci”.
    •”Si lo so, però non è giusto. Io non conosco altra terra che questa, questa è la mia terra. I miei genitori sono qui da 30 anni. Hanno fatto una vita meschina di lavori massacranti, mi creda: li hanno umiliati. E loro si sono fatti umiliare per me, solo per me”.
    Rimango senza parole. Intanto il treno entra in stazione, il marciapiede ora è pieno, ognuno cerca la carrozza giusta.
    Il ragazzo mi saluta con un cenno della mano. Lo sguardo abbassato. Sale sul treno.
    Già sa che dovrà ogni volta dire: “Ma io sono italiano”! Perché ogni volta troverà un imbecille che gli griderà in faccia che non può essere italiano, perché ha la pelle nera. E che se ne deve andare via dall’Italia.
    Salgo anche io in carrozza. E per la prima volta provo un senso di vergogna.
    Ma che paese è diventato l’Italia?
    A chi giova tutto questo odio?

    Franco Laratta
    Sono i derelitti del mondo occidentale , sono coloro che pensano che l'unica loro dote , quella di nascita , debba garantirgli un futuro adeguato alle loro aspettative.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  10. #246140
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    A proposito: se io a 17 anni, trovandomi nello stesso letto in una stanza di albergo con una signora, e se questa avesse provato ad attentare alla mia verginità, sicuramente sarei ancora sotto shock e mi riprenderei solo se ricevessi un rimborso per danni milionario.

    A proposito: sembra che quei due avessero girato un film quando il bambino aveva 8 anni, poi 9 anni dopo si sono trovati insieme un una camera di albergo.

    Mi piacerebbe saperne di più.
    a tuoi tempi c'era il papà che ti portava a 17 anni nelle case chiuse.Suvvia....
    "Non si governa la Chiesa con un’Ave Maria. " ( Paul Casimir Marcinkus )

 

 
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