Il principio asimmetrico non è il semplice imporre ad una gestante il badare alla sua gravidanza fino al parto naturale.
Sarebbe sinceramente desiderio anche mio.
L'asimmetria nasce dall'ipotetica liceità di limitazione della libertà e dei diritti della gestante senza alcun corrispettivo da parte di chi giudica giustificabile una simile forma di violenza nei suoi confronti.
Per verificare la buona fede degli anti abortisti della domenica pomeriggio dopo la partita basterebbe imporre analoghe limitazioni alla libertà ed ai diritti anche a loro.
Stabiliamo quindi che, come contropartita all'obbligo da parte della gestante di coltivare la propria gravidanza e portarla a termine, l'antiabortista dovrà provvedere, nell'arco della gravidanza, a tutti i suoi bisogni, alle voglie, agli spostamenti ed all'assistenza medica e sanitaria.
Successivamente al parto goni antiabortista dovrà provvedere, tramite i propri fondi personali, al mantenimento delle spese necessarie al mantenimento del nascituro ed alle sue esigenze fino al conseguimento del 18° anno di età.
All'esborso economico dovrà aggiungersi, oltre alla già citata assistenza alla gestante, una partecipazione personale, con relativo impegno ed attenzioni personali, nella crescita e nell'educazione del nascituro.
Naturalmente i non anti abortisti saranno conseguentemente esentati da tali obblighi.
Ipotizzando un eventuale referendum vertente sui presupposti sopra elencati quanti anti abortisti a parole si dimostrerebbero coerenti per mezzo di fatti?
E quanti invece si scoprirebbero troppo impegnati per condividere i sacrifici che trovano tanto facile e legittimo imporre?





Rispondi Citando
