
Originariamente Scritto da
Jerome
In una delle isole tipo Capraia Gorgona Pianosa Ventotene Montecristo, gli stranieri esiliati al loro paese di origine e che ci pensino loro.
Nella Russia zarista in prigione ci si stava poco, i reati capitali erano quelli politici.
Era una delle poche cose buone di quel regime.
Gli assassini venivano deportati a lavorare liberamente in Siberia, con chiunque volesse seguirli, avevano dei villaggi. Dostoevskij ne parla in Delitto e castigo, alla fine il protagonista del confesso di due omicidi per rapina , Canon Siberia in una colonia penale ad abitare in una capanna, seguito dalla donna che lo ama (lei ci va liberamente). Anche Resurrezione di Tolstoj: il protagonista è un nobile filantropo che va in Siberia di sua volontà per assistere i deportati.
In Moldavia c'era una città di discendenti di criminali siberiani, quella dellEducazione siberiana di N. Lilin
Senza che ci siano aguzzini stalinisti o SS, in questo caso ha ragione @
cireno , se un detenuto è in grado di lavorare, lavori secondo le sue capacità, in un campo aperto o al chiuso ma in spazi recintati o chiusi, dove però non stiano stipati come bestie in gabbia a fare niente o sottoposti a punizioni. La punizione è la privazione della libertà. Per i reati non violenti e con pena inferiore a 10 anni, lavoro in libertà con braccialetto elettronico. Gli stranieri delinquenti rispediti a casa loro.