



Purtroppo il problema è a monte... l'italiano medio (sopratutto in meridione) tende a fregarsene delle regole e cerca in tutti i modi di pensare al proprio orticello mettendo nei guai le aziende dove lavorano... è mai possibile che in Calabria un lavoratore medio nel privato arrivi a fare più di 40 giorni di malattia all'anno?? Ma dai!! poi è quasi naturale che le aziende cerchino di pararsi il culo assumendo stranieri che non fiatano e lavorano come muli... almeno compensano il fancazzismo di certi italiani.
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”






“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Si parlava degli immigrati che vengono assunti e che non reclamano diritti... diritti che invece vengono ampiamente concessi a italiani in maniera del tutto truffaldina... come appunto i calabresi che abusano del loro diritto di assentarsi dal lavoro per malattia...
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Come vedi ho ragione...
@Lego
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


In una precedente azienda avevo dei colleghi campani compaesani fra loro.
Avevano una strana tendenza ad ammalarsi il giorno prima della fine della chiusura natalizia ed ogni volta che ritornavano al sud per ponti vari.
Si sa durante le feste si eccede e poi devi recuperare.
Il bello è che i certificati medici erano ovviamente dello stesso medico e soprattutto avevano nel corso dell'anno una progressività continua (tipo dal 1001 al 1010).
Secondo te gli era stato dato un bloccheto già firmato da compilare o no?
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna