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Michele Serra
I tweet di Salvini sulla cattura di Battisti (e più in generale lo show governativo attorno all'evento) sono spaventosi. Esprimono un gongolante giubilo laddove, intorno ai delitti e alle pene, la civilizzazione ha insegnato a usare rispetto e misura. Rispetto per le vittime, misura con i colpevoli. I modi da capo ultrà del ministro dell'Interno sono fisiologici (è un capo ultrà, dunque si comporta da tale) ma urtano nel profondo il bisogno di riflessione e di umanità che il sangue versato richiederebbe.
Non si tratta solo di una questione di stile (anche se lo stile, che diamine, conterà pure qualcosa).
La spicciola esultanza di Salvini avrà come solo esito attizzare l'entusiasmo della sua curva in un Paese che dallo spirito di curva è stato massacrato, con centinaia di morti per mano dello stragismo nero e del terrorismo rosso.
Con una differenza che un ministro dell'Interno, qualunque felpa indossi, dovrebbe conoscere, così come il suo partner di cerimonia, il Guardasigilli Bonafede: quasi ogni delitto del terrorismo rosso è stato, per fortuna, giudicato, e ogni suo rivolo disperso,
mentre il grosso delle stragi nere è impunito, a partire dalla quella primigenia, la strage di Piazza Fontana. Basterebbe questo enorme peso che grava sulla coscienza delle istituzioni, e di noi tutti, a sconsigliare esultanze tifose per un singolo e tardivo arresto. Di assassini degli anni Sessanta e Settanta a piede libero ce ne sono ancora parecchi, e non hanno avuto alcun bisogno di riparare all'estero"