













La domanda l'ho capita.
Come comprendo le posizioni degli autori/editori che preferiscono evitare di venire accostati a personaggi imbarazzanti.
Lo stesso farebbe un sincero rappresentante o sostenitore degl A.A. se venisse invitato al raduno dei leghisti a Pontida.
Cosa sarebbe della sua affidabilità/reputazione/dignità se lo fotografassero in mezzo ad un gruppo di barboni agghindati di verde, con le corna in testa e l'alito inserito tra le armi di distruzione di massa?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna




secondo me, è un confronto che non regge
mi spiego
secondo me, il salone del libro di Torino è un evento NON politico, aperto alla cultura ed al sapere in tutte le sue varianti, secondo me è giusto che ci sia lo spazio per tutti
saranno poi le persone a decretare il successo o meno di un libro
personalmente penso che la libertà di espressione sia sacra (se non diventa insulto) e proprio in nome di questa libertà CHI la pensa diversamente ha modo di contestare nel merito e portare le proprie convinzioni NEL LUOGO ove ciò avviene
comincerei a preoccuparmi se questa "libertà" cominciasse a venire meno
Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza