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Discussione: Il Bar di POL

  1. #314081
    Non sono rughe, è vita
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Con una colazione simile ... vado in confusione e non so da che parte cominciare! Comunque non comincerò da destra.
    Grazie @manihi
    comincia da dove vuoi....e vai piano.....
    Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza

  2. #314082
    Non sono rughe, è vita
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Alex Zanardi e la regola dei 5 secondi
    di Massimo Gramellini | 20 giugno 2020

    Il giorno stesso in cui tornò a casa senza le gambe, Alex Zanardi volle sfidare suo nipote a nascondino. Prima si infilò nel caminetto. Poi avvicinò due sedie e ci si sdraiò sopra, coprendosi con un plaid. Infine, si mimetizzò dentro il portavivande. La sera, il nipote confidò alla madre: «Da grande voglio guidare una macchina da corsa e non avere le gambe come lo zio». Alex sostiene che, dei tanti complimenti che ha ricevuto, quello rimane per distacco il più bello. Il complimento di un bambino a un uomo che, per rinascere, ha saputo tornare bambino.

    Zanardi suscita meraviglia in chiunque, però non hai mai fatto pena a nessuno. Forse perché il primo a non avere mai provato commiserazione per sé stesso è lui. Ogni volta che ci incontriamo, mi interroga sulla sua famosa Regola dei Cinque Secondi, tanto che oramai la conosco a memoria: «Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più». Lui non si limita a declamarla. La applica nelle corse, contro avversari che ormai hanno la metà dei suoi anni. E la applica nella vita, da quando è nato e da quando è rinato, dopo che un incidente lo ha tagliato in due e in un letto d’ospedale tedesco è stato costretto a decidere se pensare alla metà di corpo che gli era rimasta o a quella che aveva perduto.

    Nessuno più di lui avrebbe diritto di passare il tempo a lamentarsi e a maledire il destino, che per Zanardi ha sempre avuto la forma di una striscia d’asfalto: sua sorella morì in un incidente automobilistico, in un altro Alex lasciò una parte di sé, ed è su una strada in leggera discesa che ieri è andata a sbattere contro un camion quella sua adorabile testa dura. Potrebbe lamentarsi, ma non lo fa. Lo considera uno stupido dispendio di energie. Alla tentazione del vittimismo ha sempre opposto lo scudo dell’autoironia: «Sono così emozionato che mi tremano le gambe» è una delle sue battute preferite e la pronuncia rimanendo serissimo, come i comici veri.

    Ogni volta che lo si guarda o lo si sente parlare, non si può fare a meno di pensare che tutti, dentro, ci sentiamo simili a come Zanardi è fuori: derubati di qualcosa e costretti a spingere. Solo che lui, dentro, è come noi purtroppo non ci sentiamo quasi mai: completo, sicuro di sé e animato da una passione implacabile per la vita che lo porta a concentrarsi su tutto ciò che fa, e a goderne, come se lo stesse sempre facendo per la prima volta.

    Se chiudo gli occhi, lo rivedo alla maratona di Venezia trascinare per oltre quaranta chilometri un amico malato di Sla e scendere dalla carrozzina a un metro dal traguardo per sospingerlo in avanti, saltellando sui moncherini come se fossero delle molle. Ha imparato a giocare con tutto ciò che avrebbe potuto farlo disperare.

    Al David Letterman Show arrivò ad appoggiarsi una tazza di tè sulla protesi per illustrare i vantaggi della sua condizione. E il pubblico americano, che per queste cose va pazzo, gli tributò un’ovazione. Una volta ha detto che non vorrebbe riavere indietro le gambe per paura di non riuscire a essere altrettanto felice, ma io non so se credergli. Quelli come lui coltivano la felicità alla stregua di una vocazione e sanno stare bene con sé stessi in qualunque stato. Alex sarebbe Zanardi anche con le gambe. Senza, è semplicemente più utile a noi, che vorremmo avere il suo stesso sguardo meravigliato sul mondo e la sua stessa ostinata allergia per la parola «limite».

    Alex Zanardi, detto Zanna, è illimitato: che non significa presuntuoso, ma solo talmente vasto da avere inglobato tutti i confini della natura umana. Roberto Vecchioni gli ha cucito addosso un verso su misura: «Se non posso correre né camminare, imparerò a volare». E anche a giocare a nascondino con la vita, infondendovi la gioiosa serietà di un bambino. La sua canzone preferita è «Don’t stop me now» dei Queen e in chiusura gliela sparo idealmente a pieno volume nelle orecchie. Non fermarti ora, Alex.

    https://www.corriere.it/caffe-gramel...ea91923c.shtml
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  3. #314083
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da manihi Visualizza Messaggio
    comincia da dove vuoi....e vai piano.....
    Vado piano piano ... poi corro ad avvisare lo "statista" su quello che ha detto ieri la Meloni.

    Salvini leader? Vedremo alle elezioni
    È d’accordo con Salvini quando ripete che il leader del centrodestra è lui?
    «Lui è il leader della Lega, il partito che ha il maggior numero di consensi rilevati. Per noi il meccanismo è sempre stato meritocratico:quando arriveranno le Politiche , se vinceremo, il premier sarà chi guida la forza che avrà preso più voti, Vedremo quale».
    https://www.corriere.it/politica/20_...34d55a35.shtml

    Non vorrei si strozzasse con le ciliege!

  4. #314084
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da manihi Visualizza Messaggio
    Alex Zanardi e la regola dei 5 secondi
    di Massimo Gramellini | 20 giugno 2020

    Il giorno stesso in cui tornò a casa senza le gambe, Alex Zanardi volle sfidare suo nipote a nascondino. Prima si infilò nel caminetto. Poi avvicinò due sedie e ci si sdraiò sopra, coprendosi con un plaid. Infine, si mimetizzò dentro il portavivande. La sera, il nipote confidò alla madre: «Da grande voglio guidare una macchina da corsa e non avere le gambe come lo zio». Alex sostiene che, dei tanti complimenti che ha ricevuto, quello rimane per distacco il più bello. Il complimento di un bambino a un uomo che, per rinascere, ha saputo tornare bambino.

    Zanardi suscita meraviglia in chiunque, però non hai mai fatto pena a nessuno. Forse perché il primo a non avere mai provato commiserazione per sé stesso è lui. Ogni volta che ci incontriamo, mi interroga sulla sua famosa Regola dei Cinque Secondi, tanto che oramai la conosco a memoria: «Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più». Lui non si limita a declamarla. La applica nelle corse, contro avversari che ormai hanno la metà dei suoi anni. E la applica nella vita, da quando è nato e da quando è rinato, dopo che un incidente lo ha tagliato in due e in un letto d’ospedale tedesco è stato costretto a decidere se pensare alla metà di corpo che gli era rimasta o a quella che aveva perduto.

    Nessuno più di lui avrebbe diritto di passare il tempo a lamentarsi e a maledire il destino, che per Zanardi ha sempre avuto la forma di una striscia d’asfalto: sua sorella morì in un incidente automobilistico, in un altro Alex lasciò una parte di sé, ed è su una strada in leggera discesa che ieri è andata a sbattere contro un camion quella sua adorabile testa dura. Potrebbe lamentarsi, ma non lo fa. Lo considera uno stupido dispendio di energie. Alla tentazione del vittimismo ha sempre opposto lo scudo dell’autoironia: «Sono così emozionato che mi tremano le gambe» è una delle sue battute preferite e la pronuncia rimanendo serissimo, come i comici veri.

    Ogni volta che lo si guarda o lo si sente parlare, non si può fare a meno di pensare che tutti, dentro, ci sentiamo simili a come Zanardi è fuori: derubati di qualcosa e costretti a spingere. Solo che lui, dentro, è come noi purtroppo non ci sentiamo quasi mai: completo, sicuro di sé e animato da una passione implacabile per la vita che lo porta a concentrarsi su tutto ciò che fa, e a goderne, come se lo stesse sempre facendo per la prima volta.

    Se chiudo gli occhi, lo rivedo alla maratona di Venezia trascinare per oltre quaranta chilometri un amico malato di Sla e scendere dalla carrozzina a un metro dal traguardo per sospingerlo in avanti, saltellando sui moncherini come se fossero delle molle. Ha imparato a giocare con tutto ciò che avrebbe potuto farlo disperare.

    Al David Letterman Show arrivò ad appoggiarsi una tazza di tè sulla protesi per illustrare i vantaggi della sua condizione. E il pubblico americano, che per queste cose va pazzo, gli tributò un’ovazione. Una volta ha detto che non vorrebbe riavere indietro le gambe per paura di non riuscire a essere altrettanto felice, ma io non so se credergli. Quelli come lui coltivano la felicità alla stregua di una vocazione e sanno stare bene con sé stessi in qualunque stato. Alex sarebbe Zanardi anche con le gambe. Senza, è semplicemente più utile a noi, che vorremmo avere il suo stesso sguardo meravigliato sul mondo e la sua stessa ostinata allergia per la parola «limite».

    Alex Zanardi, detto Zanna, è illimitato: che non significa presuntuoso, ma solo talmente vasto da avere inglobato tutti i confini della natura umana. Roberto Vecchioni gli ha cucito addosso un verso su misura: «Se non posso correre né camminare, imparerò a volare». E anche a giocare a nascondino con la vita, infondendovi la gioiosa serietà di un bambino. La sua canzone preferita è «Don’t stop me now» dei Queen e in chiusura gliela sparo idealmente a pieno volume nelle orecchie. Non fermarti ora, Alex.

    https://www.corriere.it/caffe-gramel...ea91923c.shtml
    Che uomo!

  5. #314085
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Che uomo!
    non ci sono parole sufficienti per definirlo, davvero..............
    Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza

  6. #314086
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Buona giornata a tutti
    Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza

  7. #314087
    Non sono rughe, è vita
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza

  8. #314088
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da manihi Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti.

    Questa mattina faqccio colazione solo a base di frutta. Grazie @manihi

  9. #314089
    Non sono rughe, è vita
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Il camionista
    di Massimo Gramellini | 23 giugno 2020


    Quando un tifoso del Toro investì con l’auto il suo e mio idolo Gigi Meroni, ero ancora troppo acerbo per provare a mettermi nei panni di uno strumento involontario del destino. Ora invece non riesco a togliermi di dosso Marco Ciacci, il camionista senese che una trama scritta chissà dove e da chi ha scaraventato sulla strada di Alex Zanardi. Dice di avere visto un pallone rimbalzare sull’asfalto e, dopo un secondo, il più lungo della sua esistenza, di essersi reso conto che quel pallone era un uomo. Ma altrettanto sconvolgente è stata la scoperta successiva all’impatto: quell’uomo era un mito. Non che la salute di un mito valga più di quella di un altro mortale, ma è inevitabile che la sua tragedia diventi mito a sua volta, e si riverberi nei pensieri di milioni di persone, finendo per dilatare i sensi di colpa di chi vi ha partecipato in modo passivo.

    Si possono solo immaginare le volte in cui in questi giorni, e in queste notti, Marco Ciacci avrà fatto scorrere la scena nella sua memoria e le trappole mentali che non sarà riuscito a schivare. «E se fossi partito un minuto prima o un minuto dopo? Se mi fossi fermato a fare benzina?». Avrà pensato a tutti i cambi, anche infinitesimali, di programma che gli avrebbero fatto mancare l’appuntamento con il destino, nell’illusione che la vita sia controllabile. Ma siamo tutti palloni che rimbalzano.
    La vita non è controllabile e proprio per questo ha il potere di renderci innocenti davanti ai suoi giochi.

    https://www.corriere.it/caffe-gramel...2b27ce86.shtml
    Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza

  10. #314090
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da manihi Visualizza Messaggio
    Il camionista
    di Massimo Gramellini | 23 giugno 2020


    Quando un tifoso del Toro investì con l’auto il suo e mio idolo Gigi Meroni, ero ancora troppo acerbo per provare a mettermi nei panni di uno strumento involontario del destino. Ora invece non riesco a togliermi di dosso Marco Ciacci, il camionista senese che una trama scritta chissà dove e da chi ha scaraventato sulla strada di Alex Zanardi. Dice di avere visto un pallone rimbalzare sull’asfalto e, dopo un secondo, il più lungo della sua esistenza, di essersi reso conto che quel pallone era un uomo. Ma altrettanto sconvolgente è stata la scoperta successiva all’impatto: quell’uomo era un mito. Non che la salute di un mito valga più di quella di un altro mortale, ma è inevitabile che la sua tragedia diventi mito a sua volta, e si riverberi nei pensieri di milioni di persone, finendo per dilatare i sensi di colpa di chi vi ha partecipato in modo passivo.

    Si possono solo immaginare le volte in cui in questi giorni, e in queste notti, Marco Ciacci avrà fatto scorrere la scena nella sua memoria e le trappole mentali che non sarà riuscito a schivare. «E se fossi partito un minuto prima o un minuto dopo? Se mi fossi fermato a fare benzina?». Avrà pensato a tutti i cambi, anche infinitesimali, di programma che gli avrebbero fatto mancare l’appuntamento con il destino, nell’illusione che la vita sia controllabile. Ma siamo tutti palloni che rimbalzano.
    La vita non è controllabile e proprio per questo ha il potere di renderci innocenti davanti ai suoi giochi.

    https://www.corriere.it/caffe-gramel...2b27ce86.shtml
    Io continuo ad essere sicuro che in paradiso, in grandi open space, ogni giorno viene stabilito con un clik chi deve essere chiamato. Inutile presentarsi se non chiamati, perchè si viene gentilmente messi alla porta con la frase "la richiamiamo noi".
    A me è successo 38 anni fa.

 

 
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