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Discussione: Il Bar di POL

  1. #317321
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  2. #317322
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio

    Pertini, Pertini ... questo nome non mi e' nuovo. Mica sara' quel tizio che nella sua vita non ha fatto niente escluso l'avallo di un attentato che sarebbe costata la vita a tanti altri ma salvato il proprio culo?

    Ma questo si potrebbe dimenticare, era la guerra, ed era lecito combattere il regime fascista e il nazismo. Ma la giustificazione anzi la GLORIFICAZIONE di un mostro, di un assassino spietato come Josif Stalin, fu il piu' disgustoso discorso mai pronunciato nella repubblica italiana.

    ECCOLO:

    Signor Presidente, onorevoli colleghi il dolore e l’angoscia che sono in noi impediscono ogni frase retorica ed ogni accento polemico. Dinanzi a questa morte non si può rimanere che stupiti e costernati. Stupiti, per la grandezza che questa figura assume nella morte. La morte la pone nella sua giusta luce; sicché uomini di ogni credo politico, amici ed avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto.
    Siamo costernati dinanzi a questa morte per il vuoto che Giuseppe Stalin lascia nel suo popolo e nella umanità intera. Signori, se abbandonate per un istante le vostre ostilità politiche, come le abbandono io in questo momento, dovete riconoscere con me che la vita di quest’uomo coincide per trent’anni con il corso dell’umanità stessa. Quattro tappe, soprattutto, della esistenza di Stalin rappresentano quattro pietre miliari della storia universale. Ottobre 1917: questa data costituisce una svolta decisiva per la storia del mondo, come la costituì il 14 luglio 1789. Il 14 luglio 1789 si affermò e trionfò il Terzo Stato che dette una sua politica, economica e sociale, a tutto il secolo XIX. L’ottobre 1917, segna l’affermazione vittoriosa del Quarto Stato, il quale soprattutto da quel giorno diviene da oggetto soggetto di
    storia. Per opera di quella vittoria l’utopia d’un tempo diventa realtà e quella che era una speranza a sospingere le masse diseredate ed oppresse verso la mèta suprema diviene una certezza.
    Altra tappa della vita di Giuseppe Stalin è, a mio avviso, l’edificazione socialista nella sua terra. Allora erano molti i pessimisti, gli scettici che dicevano che non sarebbe stato possibile edificare il socialismo in un paese solo. Invece questo Uomo, ereditando il pensiero e lo insegnamento di Lenin, riuscì a trasformare il suo popolo; riuscì a dargli anche una economia industriale, che sembrava un tempo un sogno ed una pazzia, sfruttando le immense ricchezze che il suolo della sua terra racchiudeva. Portò, così, il lavoratore sovietico, liberato da ogni catena, ad un alto livello di vita e di dignità umana. E, badate, signori, è stato questo sforzo gigantesco a costruire ed a consolidare quella cittadella, contro cui più tardi s’infrangerà la valanga nazista.
    Ed ecco la terza tappa che rappresenta un’altra pietra miliare per l’unità e su cui deve essere scritta la parola « Stalingrado». Signori, voi tutti ricorderete le ore angosciose che abbiamo vissuto quando la valanga nazista si rovesciò sull’Unione Sovietica. Le armate naziste già scorgevano le torri del Cremlino e le vette del Caucaso. Ebbene, noi sentivamo che se, per dannata ipotesi, fosse crollata l’Unione Sovietica, con l’Unione Sovietica – non dimenticatelo voi che mi ascoltate – sarebbero crollate tutte le speranze di un trionfo della libertà sulla dittatura nazi-fascista. In quel momento sentivamo che uomini di tutti i credi politici trattenevano il respiro consapevoli che la loro sorte era legata alla sorte di Stalingrado. E Stalingrado diventò la Valmy della Rivoluzione d’Ottobre e al mondo attonito offrì il miracolo di una strepitosa vittoria, sotto la guida
    di Stalin. Allora comprendemmo che da Stalingrado aveva inizio la vittoria delle armi democratiche contro le armi della barbarie!
    Vi è poi l’ultima tappa, signori; altra pietra miliare sul cammino dell’umanità. Se a me, umile e piccolo uomo di fronte a tanta grandezza, fosse concesso di scoprire [recte: scolpire] su questa pietra dei nomi, tre ne scrive «Pace–Roosevelt–Stalin». Perché, signori, oggi noi dobbiamo tutti riconoscere che lo sforzo che ha fatto questo uomo in questi ultimi anni è stato quello di gettare le fondamenta di una pace sicura e duratura. Ecco perché egli si intese subito con un altro uomo che aveva indicato al suo ed agli altri popoli la strada da seguire dopo la guerra, se si voleva veramente avviare il mondo verso la pace e non verso un conflitto mon-
    diale: Roosevelt. Non è vero che Roosevelt sia stato ingannato! Egli ha ascoltato semplicemente la sua coscienza, il suo grande spirito; e ecco perché si intese subito con Giuseppe Stalin. E Giuseppe Stalin continuò su questa strada che era la strada della pace. Per quale ragione, o signori, egli ebbe tanto a cuore questo bene prezioso? Vedete, chi come noi è stato nell’Unione Sovietica ha avuto la esatta impressione che i dirigenti della politica dell’Unione Sovietica sentono di doversi preoccupare non soltanto delle sorti del popolo lavoratore sovietico, ma anche delle sorti dei lavoratori di tutta la terra. Ecco perché, o signori, noi respingiamo sdegnosi e sdegnati l’insinuazione fatta da un’alta autorità politica italiana ed apparsa stamani sui giornali e che cioè Giuseppe Stalin «non abbia avuto comprensione per
    il popolo lavoratore italiano». Le sorti del popolo lavoratore italiano stavano a cuore a Giuseppe Stalin come gli stavano a cuore le sorti del popolo suo e quell quelle di tutti i popoli della terra. Egli si è sempre battuto per la pace, consapevole che coloro che pagano il più alto tributo di sangue e di sofferenze, nella guerra, sono i suoi contadini e gli operai. E da buon socialista egli sapeva che non si doveva volere la guerra per distruggere quanto la società attuale ha costruito, bensì si deve tendere a trasformare la vecchia società per edificarne una nuova. Questa è stata la sua volontà ferma; per questo egli negli ultimi anni si è battuto. Ha sempre respinto ogni provocazione, ha sempre rinunciato ad atti di forza pur di difendere questo bene che appartiene non solo al suo popolo, ma a tutta l’umanità.
    L’ultimo suo atto come statista fu precisamente un nuovo appello per la pace. Egli ha terminato bene la sua giornata, anche se troppo presto per noi e per le sorti del mondo. L’ultima sua parola è stata di pace. Ebbene, in questa ora per noi così triste, ci auguriamo che questo invito alla pace, che rispecchia la volontà di tutti i lavoratori della terra, non cada nel vuoto, ma venga raccolto da tutti coloro che hanno nelle mani le sorti dei popoli.

    MAI LETTO COSI TANTE CAXXATE IN UN SOLO DISCORSO.

  3. #317323
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Mr. Pertini, piu' comunista (o cieco) di Lenin.

    Colpito da un ictus cerebrale, Lenin passò gli ultimi suoi giorni da paraplegico. Era il dicembre del 1922. La sua fine si stava avvicinando: ebbe il bisogno, un bisogno che potremmo definire quasi fisiologico, di sconfiggere il pensiero della morte. Ma non era la sua morte che temeva: bensì quella dell'utopia socialista. E così, nella casa di cura che l'ospitava, dettó il testamento alla sua stenografa. Il documento sarebbe stato poi letto ai delegati del XIII Congresso del partito nel 1924. Dopo la lettura, si decise all'unanimità di non darlo alle stampe, di non renderlo pubblico.
    Del 1922 Stalin intanto era diventato Segretario Generale del Comitato Centrale. Due anni dopo, alla morte di Lenin, la lotta per la successione poteva dirsi già conclusa. Trotzkij, sostenitore della rivoluzione permanente e della deriva autoritaria che il partito arrischiava con Stalin, venne deportato in una località dell' attuale Kazakistan ed espulso a vita dall'Unione Sovietica. Verrà ucciso undici anni dopo, in Messico, da due sicari armati da Stalin, il quale, per tutti gli anni trenta, aveva prima demonizzato in patria il personaggio di Trotzkij, e infine cancellato il suo nome dai giornali, dai documenti, dalla storia dell'URSS. Impresa non da poco, visto che Trotzkij, durante la Rivoluzione d'ottobre, aveva giocato un ruolo di spicco: soprattutto nella vittoria contro l'armata Bianca.

    Nel testamento, che venne letto ai delegati del XIII Congresso del partito nel 1924, così Lenin descriveva Trotzkij:

    […] il compagno Trotski, come ha già dimostrato la sua lotta contro il CC [Comitato Centrale] nella questione del commissariato del popolo per i trasporti, si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell'attuale CC, ma ha anche una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi.
    Dovettero passare ben trentaquattro anni prima che il documento venisse pubblicato e diffuso. Il silenzio del testamento passò indenne i tuonanti clamori delle grandi purghe, il Patto di non aggressione Ribbentrop-Molotv, i piani quinquennali, una guerra intera, milioni di morti.

    Stalin morì il 5 Marzo del 1953.

    L'utopia di Lenin morì tre anni dopo. Durante il XX congresso del PCUS, Nikita Krusciov denunciò le malefatte di Stalin, colpevole di aver accantonato l'utopia a favore del culto della propria personalità. Parlò delle Grandi Purghe degli anni trenta, dei dissidenti fucilati, delle falsificazioni a scopo personale, della propaganda, dei soldati sovietici morti per l'impreparazione militare del dittatore durante i primi anni di guerra sul fronte orientale. Fu la destalinizzazione. Seguì lo shock dei comunisti di tutta Europa: forse il Comunismo non era stata un'utopia. In Italia, tantissimi intellettuali, tra cui lo scrittore Italo Calvino, lasciarono il PCI.

    Ah, dimenticavo: durante il XX congresso Krusciov lesse per la prima volta dopo anni lanche il testamento di Lenin. Questi diceva:

    Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza.
    Un altro documento che venne letto fu una nota aggiuntiva al testamento: Lenin la scrisse un anno prima di morire.

    Stalin è troppo grossolano […] propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per una migliore qualità, quella cioè di essere più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso, ecc. Questa circostanza può apparire una piccolezza insignificante. Ma io penso che, dal punto di vista dell'impedimento di una scissione e di quanto ho scritto sopra sui rapporti tra Stalin e Trotski, non è una piccolezza, ovvero è una piccolezza che può avere un'importanza decisiva.

  4. #317324
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  5. #317325
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio
    Quanti (milioni di persone) ha assassinato Briatore? Nessuno. Ecco perche' non e' il vostro beniamino.

  6. #317326
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio
    Il modo di operare dei fascisti, da soli sono solo dei vigliacchi, in gruppo sono forti, non riescono a controbattere a parole perchè senza argomenti e allora ricorrono al potere o al manganello per zittire l'avversario!!!
    Eh dovete viggilare.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

    Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.

  7. #317327
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Halfshadow Visualizza Messaggio
    Eh dovete viggilare.
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  8. #317328
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Comunque da quando l'abruzzo è guidata da fasci d'Italia h acquistato molto:

    1) Bagnato da 3 mari
    2) Una nuova provincia LANCIANO


    I candidati dell'estrema destra sono molto, molto qualificati!!
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  9. #317329
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Marco Reguzzoni e Lara Comi Candidati alle Elezioni Europee con Forza Italia



    Reguzzoni in ticket con Moratti, Comi con la zavorra di una condanna a 4 anni e 2 mesi per corruzione, false fatture e truffa proprio al Parlamento Europeo.
    L’ex leghista Marco Reguzzoni e Lara Comi (quest’ultima condannata alcuni mesi fa a 4 anni e 2 mesi di reclusione per corruzione, false fatturazioni e truffa ai danni del Parlamento Europeo) hanno annunciato la loro candidatura alle elezioni europee con Forza Italia, confermando le voci circolanti nei giorni scorsi. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Alessandro Sorte, ha ufficializzato le candidature per la circoscrizione Nord-ovest, includendo anche gli ex sindaci di Milano Gabriele Albertini e Letizia Moratti.


    https://www.laprovinciadivarese.it/m...italia-344449/
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  10. #317330
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

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