Primo Piano
Rapina in casa, la ragazzina al 113:
«Aiutatemi». La risposta: «Chiama
un altro numero, noi siamo lontani»
di Giuseppe Piscitelli
Nella villa ci sono i rapinatori che puntano il fucile sui genitori, al piano superiore la ragazzina capisce e chiama il 113. La risposta è immediata ma agghiacciante: «Per errore abbiamo risposto da Caserta, richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te»
Il sangue freddo di una ragazzina tredicenne e l'errore nel disinserire il sistema d'allarme hanno posto fine giovedì nella tarda serata all'ennesima rapina armata in un'abitazione della periferia di Sant'Agata. Ancora una volta teatro dell'accaduto è stata la contrada Sant'Anna, colpita consecutivamente per la terza volta negli ultimi due mesi.
La banda, composta da tre individui con accento straniero, col volto coperto e vestiti interamente di nero, di cui uno armato di fucile e due di pistola, ha preso di mira, appena passate le 22,15, un'abitazione, senza alcuna recinzione, posta al lato destro della strada provinciale che da Molino Corte porta a Valle di Maddaloni.
I tre, probabilmente dopo un giro di perlustrazione in auto, parcheggiata poco lontano, hanno approfittato che la porta d'ingresso al piano terra non era chiusa come al solito, ma aperta per consentire ad alcuni ospiti della famiglia di Concetta Libardi, casalinga 45enne, di uscire a fumare per introdursi nella stanza, adibita a cucina e salone, e terrorizzare i presenti: la signora, i suoi due anziani genitori (la madre cardiopatica e costretta su una sedie a rotelle), il fratello, il cognato ed un'amica. Assente per motivi di lavoro il marito e fuori casa gli altri due figli della coppia. Al piano di sopra la figlia tredicenne di Concetta Libardi e due bambini piccoli.
La prima cosa che ha terrorizzato le sette persone sedute a tavola a conversare è stata la visione delle canne di un fucile, imbracciato da uno dei malviventi, che ha intimato alla padrona di casa di dargli subito la somma di 50mila euro e di aprirgli la cassaforte. Un complice si è posizionato vicino alla porta, e l'altro è andato a rovistare nell'attigua camera da letto dei genitori di Concetta, che ha replicato di non aver assolutamente la cifra richiesta ma di poter prendere soltanto dei soldi nascosti.
Appena 200 euro, che ha consegnato a quello che era probabilmente il capo della banda, armato di fucile. Non contento della somma avuta e di quanto i suoi due complici hanno razziato (oggetti di oro di famiglia, borsa di un'ospite con documenti, soldi ed oggetti personali) costui ha preteso di farsi consegnare la fede nuziale da Concetta e di salire al primo piano. La signora ha risposto che per salire bisognava disinserire l'allarme, collegato ad una compagnia di vigilanza. Invece di essere disinserito, però l'allarme è scattato. Nel frattempo la ragazzina si è accorta del trambusto ed ha chiamato a telefono la Polizia chiedendo aiuto.
Visto il prefisso telefonico 0823, ha risposto il 113 di Caserta, rispondendole però che la competenza era di Benevento.
La ragazzina ha poi provveduto ad informare il 113 di Benevento. Il suono dell'allarme ha messo in fuga la banda, ed ha rinchiuso la famiglia. Allertati dalla Polizia, sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione e quelli Nucleo Operativo e Radiomobile di Montesarchio che hanno avviato le indagini.
Sabato 24 Agosto 2013 - 10:12
Ultimo aggiornamento: 10:14







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