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  1. #1
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    Predefinito Immigrati, ripartono le ondate

    ROMA — Il timore è che la Libia abbia deciso di giocare di nuovo al rialzo. Nonostan*te il trattato di amicizia con l’Italia che dovrebbe chiudere i conti del passato, nonostan*te quei cinque miliardi di dol*lari promessi da Silvio Berlu*sconi al colonnello Gheddafi come risarcimento per i dan*ni coloniali. Finora, sul fron*te dell’immigrazione, l’accor*do aveva dato i suoi frutti. Dal primo maggio di que*st’anno, quando il trattato è entrato in vigore, i clandesti*ni sbarcati sulle nostre coste sono stati 1.116. Quasi un de*cimo rispetto allo stesso peri*odo dell’anno precedente, quando erano stati 10.116. La tendenza è la stessa, ma la dif*ferenza si riduce, allargando il confronto al periodo dal pri*mo gennaio al 19 agosto: 7.657 in questa prima parte dell’anno contro i 17.585 del*lo stesso periodo del 2008. Mentre nella sola Lampedusa siamo scesi da 14.905 a 2.548. Un calo possibile solo grazie alla Libia che, proprio in cam*bio del risarcimento per il passato coloniale, ha stretto i controlli sulle partenze dalle proprie coste.

    La ripresa degli sbarchi è forse il segnale che quei controlli non sono più stringenti come fino a pochi giorni fa. Certo, proprio ieri è comin*ciato il ramadan, il mese sa*cro dei musulmani che con il digiuno rallenta e rende più difficili tutte le attività, pattu*gliamenti compresi. Ma que*sto non basta a spiegare l’al*lentamento delle maglie. Semmai — osservano al mini*stero dell’Interno — potreb*be essere un motivo di atten*zione per quello che potrebbe avvenire nei prossimi giorni. Soprattutto fino al 30 agosto, Festa dell’amicizia fra Italia e Libia, anniversario della fir*ma del trattato fra i due Pae*si, quando anche Silvio Berlu*sconi dovrebbe partecipare al*la cerimonia organizzata a Tri*poli, seguito il giorno dopo dalle Frecce tricolori. Quella sarà l’occasione per fare il punto sui tanti aspetti del trattato che devono essere tra*dotti in atti concreti. A comin*ciare dalla costruzione dell’au*tostrada di 1.600 chilometri che dovrebbe attraversare tut*ta la Libia, dalla Tunisia fino all’Egitto, vero e proprio palli*no del colonnello. Per poi pas*sare all’argomento petrolio e gas che riguarda anche l’italia*na Eni. Ecco, il timore è che la Libia voglia mettere pressio*ne all’Italia su tutte le questio*ni ancora aperte per far pen*dere il piatto della bilancia dalla propria parte. E la ripre*sa degli sbarchi potrebbe es*sere un avvertimento. Un messaggio per dire che, se tut*to non dovesse andare come vuole Gheddafi, il flusso di clandestini potrebbe ripren*dere come prima.

    La Libia non è Paese di emi*grazione, ma proprio da lì partono le rotte dell’immigra*zione verso l’Italia. Nel 2008 su 325 imbarcazioni clande*stine arrivate in Sicilia ben 306 erano salpate proprio da lì. Praticamente tutte. E Tripo*li sa bene quanto il governo italiano abbia investito, an*che dal punto di vista dell’im*magine, sulla linea dura con*tro l’immigrazione clandesti*na. In realtà un primo segna*le era già arrivato una decina di giorni fa. L’ambasciata libi*ca a Roma aveva avvisato che «d’ora in poi» i pescherecci italiani sorpresi nei tratti di mare considerati da Tripoli sotto la propria sovranità avrebbero subito «sanzioni senza eccezioni», compreso il sequestro dell’imbarcazione e il carcere fino a due anni per l’equipaggio. Problema non nuovo, visto che la Libia estende le pro*prie acque territoriali fino a 72 miglia dalla costa e spesso i pescherecci di Mazara del Vallo si spingono fin lì per la*vorare. Ma quell’avvertimen*to era sembrato poco in linea con la «nuova era» dei rappor*ti annunciata da Berlusconi e Gheddafi e celebrata con la vi*sita del colonnello a Roma. Al*lora era stato il ministro degli Esteri Franco Frattini a fare da pompiere dicendo che «non era assolutamente un segnale di inasprimento» nei rapporti. Anche di questo si dovrebbe parlare il 30 agosto a Tripoli. E la festa dell’amici*zia fra Italia e Libia potrebbe trasformarsi in un nuovo ca*pitolo dell’eterna trattativa fra il nostro Paese e il colon*nello Gheddafi.

    Immigrati, ripartono le ondate E si teme che la Libia ora giochi al rialzo - Corriere della Sera

  2. #2
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    Speriamo non si vada incontro a tale prospettiva. Giocherebbe a vantaggio di Fini. Berlusconi sembrava aver messo le cose in chiaro con Gheddafi a tal proposito.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    La debolezza, in politica come nella vita, si paga sempre a caro prezzo.

    Piuttosto l'Italia poteva, con quel denaro regalato ai semiti, finanziare un colpo di stato a Tripoli e mettere al potere un governo collaborazionista che avrebbe fermato con la forza l'immigrazione verso il nostro Paese.

    Ma questo avrebbe potuto farlo se fosse ciò che ora non è, ovvero uno stato sovrano.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    Riposto il commento di Puschiavo già postato da Bisentium

    ESTATE SEMPRE PIU' CALDA


    In riferimento ai continui disordini causati da alcuni extracomunitari nei centri di accoglienza da Gradisca d’Isonzo a Lamezia Terme e nel centro di espulsione (si fa per dire) di Milano, la Fiamma Tricolore denuncia il permanente clima di indifferenza generale che vede questi gravissimi episodi passare in secondo piano, anche sui media nazionali sempre più intenti alla cronaca rosa e a mascherare una sempre più grave situazione economica.

    Tra le solite innocue sparate estive da una parte e tra un insensato richiamo alla tolleranza dall’altra, la Fiamma Tricolore risponde che non è più possibile accettare ogni sorta di arroganza da parte di troppi immigrati che allo Stato italiano hanno contribuito solamente a riempire le carceri, già in uno stato decisamente precario.

    Chiediamo a gran voce a questo governo il blocco immediato degli ingressi, visto che dall’inizio dell’anno sono semplicemente raddoppiati, con azioni concrete e non con continui slogan elettorali.





    Piero Puschiavo

    Coordinatore Regionale del Veneto

    Fiamma Tricolore
    .

  5. #5
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    Citazione Originariamente Scritto da Freyr Visualizza Messaggio
    La debolezza, in politica come nella vita, si paga sempre a caro prezzo.

    Piuttosto l'Italia poteva, con quel denaro regalato ai semiti, finanziare un colpo di stato a Tripoli e mettere al potere un governo collaborazionista che avrebbe fermato con la forza l'immigrazione verso il nostro Paese.

    Ma questo avrebbe potuto farlo se fosse ciò che ora non è, ovvero uno stato sovrano.
    Sottoscrivo.
    Mi sembrava di stare a commentare un film già visto quando mesi fa qualcuno inneggiava alla santa alleanza con Gheddafi sul patto del controllo immigratorio; i soliti illusi.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    Citazione Originariamente Scritto da Blitzkrieg Visualizza Messaggio
    Sottoscrivo.
    Mi sembrava di stare a commentare un film già visto quando mesi fa qualcuno inneggiava alla santa alleanza con Gheddafi sul patto del controllo immigratorio; i soliti illusi.
    L'avevo già capito. Gli accordi con Gheddafi sono una cazzata tremenda - nonostante fantomatiche alleanze euromediterranee filo-russe.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    Tranquilli possiamo solennemente
    affermare che con Berlusconi e
    sopratutto con la lecca,gli sbarchi
    sono terminati,quelli che vedete sbarcare
    forse sono italiani che tornano abbronzati

  8. #8
    Apolide
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Tranquilli possiamo solennemente
    affermare che con Berlusconi e
    sopratutto con la lecca,gli sbarchi
    sono terminati,quelli che vedete sbarcare
    forse sono italiani che tornano abbronzati
    Già meglio metterla in ridere, perchè al di là degli slogan degli ometti verdastri l'invasione continua.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    la musica è sempre la stessa...


  10. #10
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    Predefinito Rif: Immigrati, ripartono le ondate

    I trafficanti di uomini
    in cerca di nuove rotte



    Così il governo ha frenato gli sbarchi
    E da tre mesi anche Malta collabora
    GUIDO RUOTOLO
    ROMA
    Luglio 2009. Parlano al telefono due trafficanti di «carne umana». Uno è un tunisino che si trova in Libia, l’altro è un suo uomo: «Mi raccomando... non avvertite l’Italia...». Scampoli di conversazioni captate che raccontano la paura, la difficoltà di sfidare le forze di polizia libiche che via terra e via mare impediscono ormai da tre mesi che il flusso di clandestini raggiunga il nostro Paese. E confermano che il dispositivo messo in atto da Roma e Tripoli si è trasformato effettivamente in un deterrente che paga.

    Si possono discutere le modalità di come si sta realizzando quello che un alto dirigente del Viminale definisce «un abbattimento colossale dell’immigrazione clandestina». Ma la sostanza è questa: dalla primavera non arrivano più le flotte di imbarcazioni dalla Libia, e nelle ultime settimane anche i flussi di extracomunitari che approdavano sulle coste adriatiche si sono prosciugati (non arrestati del tutto): ieri a Brindisi, in un tir sbarcato dalla Grecia, dopo che era stato abbandonato sull’asfalto il corpo senza vita di uno di loro, sono stati trovati nel rimorchio 17 iracheni e curdi. Al Viminale raccontano che sta pagando la politica del «muso duro», dello «scoraggiare i clandestini a pagare i trafficanti che dovrebbero garantire il loro approdo in Italia». E questa politica si sta traducendo anche in un diverso atteggiamento di Malta, che adesso non lascia più le imbarcazioni alla deriva, scaricando sull’Italia l’onere di prestare soccorso agli extracomunitari.

    «Certo qualche imbarcazione può sfuggire ai controlli, ma stiamo parlando di poche unità di persone. Succede anche - spiegano al Viminale - che qualche clandestino lo troviamo sui pescherecci che rientrano a terra. Ma è un fenomeno del tutto risibile». I flussi si sono arrestati anche per una rinnovata intesa con i paesi dell’altra sponda del Mediterraneo (accordi con la Libia, Nigeria, Algeria), per cui chi arriva in Italia torna a casa e, naturalmente, perché con l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza, i tempi di detenzione nei Cie sono passati da due a sei mesi. Consentendo così la possibilità di una effettiva identificazione degli extracomunitari non in regola per poi procedere alla loro espulsione. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nella conferenza stampa di Ferragosto, ha assicurato che le proteste che sono esplose nei vari Centri di identificazione ed espulsione sono «sotto controllo». Un messaggio chiaro: le proteste non modificano di una virgola la politica del «muso duro» contro gli extracomunitari. Mentre sta partendo la «sanatoria» per le badanti, sul fronte si sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi.

    Da maggio sono in azione le tre motovedette italiane che operano nelle acque territoriali libiche. A bordo con il personale libico ci sono due «osservatori» italiani. Le motovedette sono posizionate ai limiti delle acque internazionali e perlustrano quattro, cinquecento chilometri di costa dai confini con la Tunisia a Misurata. Secondo dati ufficiosi, finora sono stati riportati a terra più di mille extracomunitari. Che vanno a riempire fino all’inverosimile i Centri di detenzione libici. «La situazione è critica - conferma da Tripoli Laurence Hart, capo missione della Iom, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni - anche dal punto di vista sanitario ed igienico. Abbiamo segnalazioni di tentativi di evasioni di massa». Da alcuni giorni, il blog «Fortress Europe» denuncia che in un Centro di detenzione libico, quello di Ganfuda, Bengasi, una ventina di somali sarebbero stati uccisi delle forze di polizia libiche, dopo un tentativo di evasione di massa, una cinquantina i feriti e una decina gli scomparsi. Per il direttore del Cir, «Consiglio italiano per i rifugiati», Cristopher Hein, «nel Centro di Bengasi è scoppiata una rissa sedata dalle forze di polizia. Ci sono stati feriti ma non risultano morti».


    http://www.lastampa.it/redazione/cms...6571girata.asp

    Oggi pare che siano morti 75 immigrati in mezzo al mare. Chissà quante altre tragedie simili a questa sono state sventate grazie alla nostra politica di contrasto.
    Adesso ci vuole solo che l'UE e quella poco facente dell'organizzazione della Boldrini si attivino presso la Libia e paesi simili, per poterli aiutare nella gestione dei centri di accoglienza libici. Nonchè che l'UE si decida a gestire in maniera comune la politica dei rifugiati.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

 

 
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