Solo per voi. Potreste assegnar loro un titolo (non metto quello che pensai io) se non foste sempre con quell'astio che vi rosica le gengive.
Prima poesia
O bel baffo biondo
mio dolce amico
O pensatore soave
O pensatore sagace
La senti la notte che giunge?
Lo avverti il suon delle viole?
E' quello che dolce ti prende
nella notturna quiete.
Con una certa sicurezza intellettuale
te ne vai discutendo, dicendo
come se non ci fosse più il male
come se il mondo fosse già terso.
E noi qui a studiarti, a guardarti
sognanti e sinceri, come fiori
invernali la notte, una
notte che muta il pensiero.
Pensiero mutevole e caro,
forse quasi autoritario,
in un giorno di neve e di sole,
in un giorno uggioso di grigio.
Ah germanica educazione,
nuovo spirito, vecchia barbarie,
slanciato idealista,
libero cuore
e freddo.
Seconda poesia
La porta bruna, la maniglia dorata,
l'inverno agognato, arrivato.
Davanti, una lotta importante
sperando così di cancellare il resto.
Combattere per qualcosa, isolandosi nelle idee,
cambiare il mondo per rendere rassicurante il tempo.
Sperando di salvare Garcìa Lorca
nascondendolo in casa,
potendo così compiacersi del denaro e dei libri.
La sera pregò il suo Dio ignoto (unico e non cristiano)
con gli occhi pieni d'amore per una Siviglia ideale.
Terza
Verde lontano
vedevamo l’albero.
nella distesa ripida
di che più su l’azzurro scompare.
l’altro ideal compagno
non giunse allor alla materia,
facendo don all’uomo il tutto, e non il vero.
Quarta
Un lettino scomodo
la luce all’alba
mi sveglio,
penso a ciò che è accaduto
alla giustezza del mio comportamento.
mi rinfranca la stanzetta elegante.
rimango quello.
ripenso alla compiaciuta ipocrisia
al franco senso della giustizia
alla bassezza e all’altezza interiore
all’idea dello sputtanamento.
per me è importante dormire
ma ciò nonostante
sorrido dentro.




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