

"True terror is to wake up one morning and discover that your high school class is running the country"




L'unico problema di questa evidenza è che l'elasticità della domanda di sigarette rispetto al prezzo è molto bassa. Sicuramente aumentare le tasse sulle sigarette diminuisce un pochino i consumi, sebbene molto meno di quanto ci si aspetti, però alla lunga incentiva lo sviluppo del mercato nero. Infatti nel Regno Unito, dove le sigarette costano veramente tanto, la gente fuma comunque e basta andare dall'indiano a Piccadilly, chiedere le sigarette cheap e quello tira fuori un bel pacchetto con scritto "Il fumo uccide" in bosniaco, polacco o in lingua inuit.
Chi ha smesso di fumare negli ultimi anni, più che per gli aumenti di prezzo, l'ha fatto perché è stato vietato il fumo nei locali pubblici.
Non so cosa dimostrano la tua storia e la tua teoria, quello che è certo è che tra le tante cause della disoccupazione c'è il disallineamento della domanda e dell'offerta, cioè, in estremissima sintesi, i lavoratori chiedono più di quanto i datori di lavoro sono disposti a dare. Certo, c'entrano pure la mobilità territoriale, i problemi informativi e tante altre cose, ma resta il fatto che se da domani il salario minimo delle donne delle pulizie raddoppiasse, in tanti inizierebbero a pulirsi la casa da soli e tante impiegate perderebbero il lavoro. (Non l'ho detto, ma ovviemente c'è un coltissimo ceteris paribus all'inizio di ogni periodo, ché altrimenti se stà a parlà de tutto e de gnente)
Anche secondo me sono due problemi diversi. E' certamente vero che se diminuiscono le armi allora diminuiscono pure i morti per armi da fuoco, fosse solo per mere ragioni di selezione del campione. Bisogna vedere se diminuiscono gli omicidi in generale, perché magari non è l'arma a scatenare la furia omicida ma qualcos'altro. Se vogliamo ragionare per estremi, gli svizzeri posseggono molte armi automatiche, ma hanno un tasso di omicidi leggermente inferiore a quello italiano. Credo che gli omicidi commessi con armi da fuoco siano causati dalle condizioni socio-economiche e poi solo facilitati dalle armi, però gli USA hanno un tasso di omicidi da paese in via di sviluppo... (le condizioni socioeconomiche degli USA sono migliori di quelle italiane? Come vivono gli americani poveri? Cambiamo il però con un infatti?)
Bho, non ho un'opinione completa in merito alle armi.
Personalmente non credo che la pena di morte sia un deterrente contro l'omicidio più forte dell'ergastolo o di parecchi anni di carcere, perché nel momento della condanna 30 anni di carcere non sembrano tanti di meno rispetto a 40 o alla pena di morte. E forse entra anche in gioco il fatto che chi commette un omicidio, tendenzialmente ha un rapporto con la vita poco convenzionale, per dire. Get rich or die trying, bitcheeeees!
Seguendo un ragionamento simile, penso che le aggravanti per il femminicidio, cioè l'omicidio della compagna, non servono a niente, perché è un crimine che non avviene in un momento di razionalità, escludendo chi voglia e possa lucrare sulla morte della moglie (immagino truffe assicurative). Mentre nella rapina c'è un deterrente e c'è un ente razionale che pesa la pena, il rischio di essere preso e l'eventuale bottino (sicuramente nessuno tenterebbe una rapina a mano armata per rapinare un bambino della merendina), nel caso di un omicidio in famiglia c'è solo totale irrazionalità. Infatti i dati (qui mi fido di NfA) ci dicono che questi omicidi sono costanti almeno nella storia recente, nonostante eventuali cambiamenti legislativi e evoluzioni dei modelli culturali. Tant'è che in Finlandia, dove c'è uno Stato serio e una magistratura funzionante, dove cioè il deterrente è più forte, si ammazzano più donne che in Italia.
Ovviamente questo non vuole dire che l'omicidio non vada punito.
A dire il vero tu non hai citato dati, hai espresso delle opinioni e le hai argomentate alla buona.


Secondo questo tipo di logica cos'erano allora i cortigiani dei sovrani? Tutta la sterminata corte reale di ogni antichità cos'era? Un enorme organismo parassitario? Evidentemente no. Vi sono realtà che per certuni restano incomprensibili e per ciò stesso devono essere interpretate dispregiativamente.
Le entraineuses vestite buffe nei festini erano una forma di cortigiane del ricco signore di un tempo. Ripagate con denaro, regali, benefits. Non ci vedo nulla di strano.




quale logica puo' nasconderesi nel preferire un risotto alle lasagne
a parità di apporto nutrizionale?
la logica dell'acquolina..
evidentemente non tutti hanno gli stessi gusti..


sì ma non ne fanno una questione di gusti. questa discussione è per spingere gli amici di sinistra a smetterla con l'ipocrisia e dichiarare finalmente i loro gusti
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






La Minetti non rappresenta l'umiliazione della donna più di quanto Razzi non rappresenti l'umiliazione dell'uomo. Forse, se ha ancora un senso parlarne, c'è un'umiliazione totale del popolo italiano che va avanti da 30 anni a questa parte, solo perché vogliamo far finta che Aldo Moro in un Paese civile non sarebbe stato solo un professoruncolo bacchettone in un liceo per ritardati.
Credo che in tutta la storia delle Olgettine quello che ne esce peggio sono io, che devo lavorare 2 mesi per guadagnare quello che una di queste riceveva in una sera.