come probabilmente molti di voi sanno durante la RSI i tedeschi avevano occupato tutto il Trentino -Alto Adige, nonchè la provincia di Belluno, tutto il Friuli+ le provincie di Gorizia, Lubiana, Trieste, Fiume e Pola, ufficialmente la sovranità resto' alla RSI ma in realtà furono posizionati due Gauleiter, Franz Hofer in Trentino Alto Adige e Friederich Reiner a capo dell Friuli e della Venezia Giulia.
Questi Gauleiter avevano poteri pressochè assoluti e impedirono di fatto il controllo da parte della RSI di tutte queste provincie: i prefetti furono scelti dai gauleiter tedeschi e affiancati da viceprefetti tedeschi in Alto Adige e sloveni in Venezia Giulia, basta dire che in provincia di Bolzano il gauleiter di Innsbruck Franz Hofer nomino' prefetto suo cugino Peter Hofer!
Durante una visita a Fiume del Segretario del PRF Pavolini questi fu invitato dalle autorità tedesche ad andarsene e ad evitare di fare discorsi pubblici
Mussolini si lamentava continuamente di questa grave ingerenza tedesca ma Hitler lo rassicurava che questa situazione era dovuta alla necessità tedesca di presidiare delle zone nevralgiche e che con la fine della guerra avrebbe restituito tutti i territori all'Italia
C'è da crederci?
secondo il libro di Pier Arrigo Carnier, Lo sterminio mancato, Mursia, Milano in caso di vittoria i tedeschi non avrebbero restituito quei territori.
Come prova Carner nel suo libro il gauleiter di Klagenfurt incarico' il capitano SS Franz Hradetzky di dirigere un ufficio con l'obiettivo di presdisporre iniziative per il recupero del patrimonio identità etnico e linguistico del Friuli e di creare alla fine della guerra un protettorato in Friuli da collegare alla tradizione del Patriarcato di Aquileia Pufferstaates Friaul = stato cuscinetto del Friuli
a questo proposito venne creato il giornale "La Voce di Furlania" che conteneva anche articoli in lingua Friulana e chedivenne l'unico giornale ammesso in Friuli
Non dimentichaimo inoltre che fra l’ottobre del 1944 e l’aprile del 1945 decine di migliaia di cosacchi e di caucasici, trasportati dalla Russia e dall’Europa orientale nell’Alto Friuli e nella Carnia, vennero a presidiare i paesi friulani, spesso dopo aver costretto ad uno sfollamento forzato le popolazioni locali. Erano stati mandati dai nazisti nel “Kosakenland in Nord Italien”, la terra che era stata loro, se non promessa, quantomeno affidata, in cambio di un’azione di repressione antipartigiana. Per sette mesi i cosacchi cercarono di ricostituire nell’Alto Friuli i loro villaggi, le “stanitse”, riproponendo costumi, tradizioni, religione delle lontane regioni russe.
Alla fine della guerra, i friulani cercheranno faticosamente di porre rimedio al dramma di una lunga occupazione; i cosacchi, invece, andranno incontro a un doloroso destino, dalla Drava alla Siberia
Si puo' quindi legittimamente dubitare sul fatto, nel caso la Germania avesse vinto la guerra, che i nostri confini orientali non sarebbero stati abbandantemente modificati.
In quel campo la RSI fu impotente e per 20 mesi dovette subire la manomissione tedesca, senza alcuna possibilità di intervento e perdendo di fatto la sovranità su quei territori:
durante la RSI l'Italia finiva a Limone del Garda, pochissimi chilometri a nord di Gargnano dove risiedeva Mussolini e poco a est della provincia di Venezia, a Portogruaro





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