

Ultima modifica di portiere; 24-09-13 alle 23:54




A me piace tantissimo. Mi piacciono gli americani che entrano e quasi urlano "Hello, how are you?" E ti stringono la mano con la stessa forza di una morsa industriale. Mi piacciono gli spagnoli, sempre così spigliati, allegri, ottimisti. Gli inglesi così educati e gentili da "Oh, you are soooo kind, thank you sooooo much indeeeeed" finchè non sbevazzano e cominciano a ridere sguaiatamente ma senza mai perdere la lucidità, mai (come cazzo fanno, io che crollo dopo due dita di rosso, non me lo so spiegare). Mi piacciono i francesi, si, i francesi, esigenti si, ma così educati e sorridenti quando stanno bene. Mi piacciono i russi educati, che sono timidissimi. Sono veramente pochi, ma quando capitano sono persone così cordiali, si capisce che sono loro che sono andati nello spazio, non il 90% dei cafoni made in madre russia.
Lavorare al pubblico non è una cosa semplice. Si deve sorridere sempre, essere pronti a qualsiasi domanda e richiesta, anche la più strana. E' ovvio che l'indiano che dice "Give me a map" dove il wish ed il please sono pure opzioni dà un gran fastidio, ma fanno parte del lavoro. Si dà la mappa, si sorride, si dice "prego signore" e si va avanti.
Poi c'è la parte contabile e cartacea. Ma in fondo è il meno. La carta non parla e non fa domande. E non chiede se per salire sul duomo c'è l'ascensore.



