Allora intendi come felicità l'assenza di tutto, bisogni, obbiettivi et cetera :mmm:La morte è felicità inconsapevole


Allora intendi come felicità l'assenza di tutto, bisogni, obbiettivi et cetera :mmm:La morte è felicità inconsapevole
"Non ho dubbi che anche questo forum sia pieno di poliziotti infiltrati costretti da qualche magistrato comunista a prendere nota di tutti quelli che parlano bene di Silvio." by noto forumista 100% certificato :sofico:






--la nostra esistenza intellettuale si fonda sul Nulla? o sulla sua negazione?
questa domanda è un buon inizio per trovare l'equilibrio e tenere a mente che il Nulla è un prodotto del pensiero che implica la superiorità dell'energia spirituale su quella materiale.
il Nulla si riferisce alla materia ,il Pensiero filosofico,molto immateriale dà vita alla Materia e quindi gli è superiore.
Morale della favola: deve esistere dall'Eternità un Ente-pensiero intelligente che consente alla materia, non sono di esistere ma di Essere.


Non voglio discutere le teorie scientifiche, vorrei interpretarle. E se il Nulla fosse l'Essere, come diceva Heidegger? Se l'Essere si manifestasse come Nulla? Infatti la scienza non dà mai spiegazioni, mette in luce dei fatti, ma questi fatti li dobbiamo interpretare.


L'embrione si trasforma in essere umano. Io non sono un embrione, sono un essere umano formato; però l'embrione non è morto pur non essendoci più.
La nostra morte in realtà è una trasformazione: da unità d'anima e corpo io diverrò spirito. Ma quello spirito non sarà più me, perché io sono anima e corpo insieme. Però io non mi annullerò.
Che senso ha allora dire che io un giorno non ci sarò? Io ci sono adesso, non mi aspetta il nulla ma neppure l'eternità.
Perché gli uomini temono la morte? Perché non tutti digeriscono l'idea di doversi trasformare in altro. Pochi sanno godere a questo pensiero, la maggiorparte ne è inquietata e ama piangere annullamenti inesistenti o godere eternità altrettanto inesistenti. La conquista dell'eternità, il tentare di rendere o concepire il proprio io eterno è una chimera quanto quel nulla che molti vedono come il nostro destino. Molti allora pensano di lasciare una parte di sé; ma non pensano che anche questa "reliquia" dovrà fare i conti con la sua finitudine.
L'embrione è una *larva*, l'uomo una farfalla, ma il sapiente sa che non c'è fine alle metamorfosi e non si rattrista nel vedere delle ali ormai prive di energia non riuscire più a spiccare il volo. Ciò che i sensi non attestano, l'attesta la ragione e il presagio. Non ho mai sentito che potesse significare qualcosa per il mio istinto un concetto come quello di annullamento.
Un geniale mistico e filosofo svedese (nonché teologo) un po' matto disse che gli uomini morendo possono diventare angeli o demoni, e che nemmeno l'inferno o il paradiso sono destini irrevocabili. Tutto muta. Certo non mi aspetto che invece di spirare mi crescano le ali di un angelo, però so che tutto si trasforma e niente si distrugge.
Non ci aspetta la distruzione, possiamo stare tranquilli, né la noia dell'eternità. Questa la sa sopportare solo Dio.
Questo è il segreto della vera vita eterna: vivere per preparare una buona metamorfosi. E in ultima istanza non c'è nessuna condanna definitiva, perché tutto muta.
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