
Originariamente Scritto da
Dav. c. G.
La vigliaccheria (vedi in questo caso) potrebbe essere uno di quegli elementi che ci spiega che non potrebbero mai passare dalle parole ai fatti.
Tutte queste offese fatte con la tastiera poi bisogna vedere se riuscirebbero a riproporle a tu per tu.
A meno che non siano 500 contro 1 come con Franceschini.
E poi c'è anche questo:
L’AMACA» del 6 ottobre 2013 (Michele Serra)
6 ottobre 2013
Mai vista tanta stampa ostile ai grillini, dopo l’occupazione tumultuante di viale Mazzini, le meschinità twittate da Crimi, le minacce con la bava alla bocca contro la “traditrice” De Pin, le urla epuratrici di Grillo contro Floris, intimidazioni inaudite dai tempi dell’editto bulgaro. Sono cose brutte, ma imputabili, credo, non alla natura o alle mire politiche di quel movimento, quanto alla sesquipedale brutalità, e villania, e ferocia gratuita, che si assume quando si frequenta troppo il web, o meglio quando il web non è accompagnato e mediato anche da altre fonti e altre frequentazioni (per dire: qualche lettura? cinema? teatro? bocciofila? insomma, carne e ossa?)
L’ipocrisia che domina il linguaggio politico, e lo corrompe, non è un modello desiderabile: e anzi, ha svuotato dall’interno le parole della politica, le ha rese insignificanti e per questo inudibili. Ma illudersi di ovviare a quell’insignificanza adottando quelle frasette sincopate, quella inimicizia urlata, quelle parole sputate in faccia agli altri, è misero e perdente. Il web è vasto e potente, ma è anche il luogo dove la palude della frustrazione riesce a travestirsi da oceano. Averne fatto il luogo eletto della nuova politica è – almeno secondo me – il tragico abbaglio del grillismo-casaleggismo.