Milano, niente Ambrogino per Barilla: i consiglieri PDL ritirano la candidatura
Pietro Tatarella e Matteo Forte aveano proposto di assegnare a Guido Barilla la massima onorificenza del Comune di Milano. Poi il dietrofront dopo la polemica per le sue dichiarazioni sugli omosessuali
La proposta era stata lanciata a caldo, il giorno dopo le dichiarazioni in radio che tante polemiche hanno provocato. Ma ora che il caso si è scolorito, anche l’idea di dare l’Ambrogino d’oro, la massima onorificenza del Comune di Milano, a Guido Barilla, torna in soffitta. «Vogliamo evitare polemiche, proporremo la sua candidatura l’anno prossimo, per discuterne con maggiore serenità», mettono le mani avanti Pietro Tatarella e Matteo Forte, i due consiglieri comunali del Pdl che avevano avanzato la proposta.
Guido Barilla durante la trasmissione radiofonica La Zanzara aveva espresso opinioni forti sull’eventuale presenza di gay nelle pubblicità di una delle aziende produttrici di pasta più famose al mondo. «Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay», le parole che hanno scatenato dibattiti, proteste, tentativi di boicottaggio e, in breve tempo, hanno costretto lo stesso Barilla a scusarsi.
I due consiglieri pidiellini (Forte è ciellino e Tatarella si è distinto in consiglio comunale per il voto favorevole al registro delle unioni civili, in contrasto con il suo partito, tanto che sulla sua pagina Facebook ci sono molti commenti stupiti per l’annuncio di questa candidatura) avevano subito colto la palla al balzo: «Con 30 siti produttivi in nove Paesi, 1,7 milioni di tonnellate di prodotto all’anno, 8mila dipendenti, Barilla, che è nato a Milano, merita l’Ambrogino d’oro», il loro annuncio. Adesso, a una settimana dalla chiusura delle candidature, il ripensamento.
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