Pagina 11 di 35 PrimaPrima ... 10111221 ... UltimaUltima
Risultati da 101 a 110 di 349

Discussione: Strage del Vajont...

  1. #101
    Viva l'Italia
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    141,353
     Likes dati
    1,998
     Like avuti
    11,553
    Mentioned
    1927 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da שְׁלֹמֹה Visualizza Messaggio
    Che il Monte Toc prima o poi sarebbe "scivolato" a valle era sicuro da almeno un anno prima (dopo la frana di Pontesei), e nella settimana prima della catastrofe scivolava "esponenzialmente", quello è il dolo.
    L'Aquila è più complessa come "storia", i terremoti purtroppo sone meno prevedibili delle frane......
    Invece è peggio. A l'Aquila non siamo negli anni '60 e ci sono disposizioni chiare sulle emergenze e la sicurezza. Inoltre le scosse eranno di mesi e in continuo aumento.
    Per carità, non si possono prevedere i terremoti con certezza ... ma l'Italia è praticamente l'unica nazione europea a rischio sismico e ne abbiamo ormai certificati a bizzeffe di terremoti.
    Quindi in una situazione come quella quanto meno alzi il livello di rischio, inviti la gente -se vuole- a non dormire a casa.
    Ma a parte questo l'atto criminogeno a l'Aquila e ovunque in Italia sono i controllori pubblici corrotti che in cambio di regalie consentono costruzioni non adeguate nemmeno a zone a bassissimo rischio sismico.
    Per parlare della gestione politica locale: dopo mesi di scosse sulle piazze destinate ad accogliere la protezione civile c'erano le bancarelle. E quando la protezione civile arriva deve trovare posti alternativi.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  2. #102
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    13,319
     Likes dati
    582
     Like avuti
    1,458
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da GBateson Visualizza Messaggio
    si fosse dato retta ad una comunista nel vajont non ci sarebbero stati 2000 morti. Il Vajont e' proprio l'essenza del profitto selvaggio, ed il dopo vajont e' ancora peggio. Ma voi continuate a pensare che basti dire due slogan in più per risolvere i problemi. Cosi' successe nel vajont complice quel conflitto d'interesse tra affari e stato che voi berlusconiani ancora non capite.

    l'unica cosa decente della questione e' che della tragedia si parla continuamente da 50 anni a questa parte (alla faccia del "chiagni e fotti" leghistico che, incredibile, vogliono fasr credere che non se ne parli). In passato hanno fatto pure un film sulla tragedia (con finanziamenti di Stato). Per il recente anniversario hanno prodotto speciali sia in Tv che sui giornali.
    Il guaio e' che si parla solo della societa' Sade (societa' del nord italia diretta dai soliti imPRENDITORI del nord sempre pronti e rapaci) ma per sommi capi senza andare a fondo nella questione (pochi parlano della campagna stampa fatta dalla senatrice Merlin, benemerita, che denunzio' anzitempo , prima della tragedia, il pericolo incombente sui paesini a valle della diga). Quello che e' piu' grave è che non si parla affatto invece dello schifo che avvenne dopo, con i finanziamenti per la ricostruzione:

    VAJONT, DUE VOLTE TRAGEDIA

    VAJONT, DUE VOLTE TRAGEDIA
    (da Liberazione del 9/10/2002)
    Prima della frana, i colpevoli silenzi e la criminale avidità della società elettrica. Dopo, il comportamento dello stato nei confronti dei superstiti e la corsa all'affare
    Vajont, due volte tragedia
    di Lucia Vastano




    C'è un Vajont che mai nessuno ha raccontato. Non riguarda la spaventosa notte di 39 anni fa. Non riguarda nemmeno l'avidità umana, l'imperizia, la criminale leggerezza con la quale vennero ignorati gli inequivocabili avvertimenti lanciati per anni dalla natura violentata dagli uomini. E' il Vajont del dopo. Dopo che dal monte Toc, corroso alla base da un progetto che soltanto in nome del buonsenso non si sarebbe mai dovuto realizzare, si staccò la gigantesca frana. Dopo che la maledetta onda si abbatté su Longarone e le sue frazioni, su Castellavezzo, su Erto e Casso, rubando la vita a 1.917 esseri umani. Dopo che tutto quello che poteva e doveva essere fatto per evitare la "strage di stato" non fu fatto.
    E' la storia di come lo stato si comportò con i superstiti, quelli che per un imponderabile gioco del destino, non erano a casa con i propri familiari, spazzati via dall'acqua. E' la storia di come lo stato riuscì a fare un business anche della disgrazia, di come in nome del Vajont venne pianificato lo sviluppo industriale di tutto il Triveneto, di come si fecero leggi per elargire miliardi (dell'epoca e attuali) ad aziende e privati che non avevano perso nulla nella disgrazia. Di come invece si trovarono cavilli legali per liquidare con quattro soldi chi aveva perso tutto, casa, affetti e persino ricordi.

    E' la storia di come gli stessi meccanismi che avevano portato alla tragedia si riproposero nel dopo, umiliando i deboli e le vittime, favorendo chi, non avendo morti da piangere, poteva farsi avanti per reclamare la sua fetta di torta.


    Un caso esemplare
    Il Vajont del dopo è una storia italiana esemplare che, non a caso, è stata ignorata dai media. «Il dopo Vajont è stato ancora peggio della tragedia, persino più scandaloso e doloroso per tutti noi superstiti» si sfogano in molti.

    Furono proprio i media a dare l'avvio al secondo capitolo del Vajont. Cominciarono subito, fin dalla mattina dopo l'apocalisse, il 10 ottobre 1963 quando l'Italia si svegliò leggendo sui quotidiani la notizia di quello che era successo da poche ore. Il ruolo della stampa italiana fu fondamentale. Mentre sui giornali esteri (New York Times, The Times, Le Monde ecc.), molto attenti a raccontare quello che era davvero successo, si dava largo spazio all'inchiesta condotta dalla giornalista dell'Unità Tina Merlin, in Italia si mobilitarono le più prestigiose firme del giornalismo (tra gli altri Montanelli) per fugare ogni dubbio: quello che era successo era una disgrazia naturale per la quale l'uomo non aveva alcuna responsabilità. I superstiti che reclamavano giustizia erano fomentati da «sciacalli comunisti» che speculavano sul dolore e sui morti. Chi accusava la Sade-Enel, chi faceva nomi e cognomi era da «additare al pubblico disprezzo». C'era solo una lezione da imparare da quella notte. Il settimanale della Dc, La Discussione, lo scrisse chiaro: «Perché sono morti? Quella notte nella valle del Vajont si è compiuto un misterioso disegno d'amore». Come dire: quello che è successo è stato volontà di Dio.
    Fatevi il segno della croce e non pensateci più.


    Aria di business
    Ma intanto che i superstiti, sempre più spesso descritti come ubriaconi e sfaccendati, cominciarono a preferire il silenzio alla denuncia, c'era chi nel Vajont vide un'opportunità da non perdere. Giovanni Leone, allora presidente del Consiglio, arrivò sul luogo della tragedia qualche giorno dopo. «Ad aspettarlo con me c'era il vice sindaco di Longarone, Terenzio Arduini che aveva perso il figlio e i genitori», racconta Bruno Ambrosi, giornalista della Rai. «Disperato gli disse: "Presidente, chiediamo giustizia". E Leone rispose, dopo avergli preso la mano: "E giustizia avrete". Peccato che cadde il governo e poco dopo Leone divenne capo del collegio degli avvocati della Sade-Enel, la controparte». C'era aria di business e Leone colse la palla al balzo. Si dette un gran da fare, ma ce la fece. Trovò nel codice cavilli e codicilli che permisero di non risarcire i parenti sopravvissuti di circa 600 morti (in base all'art.4 del codice civile sulla commorienza).

    Nel 1968 e 1969 i superstiti vennero contattati dagli avvocati per i risarcimenti. «A voi superstiti non spetta niente, dal momento che non ci sono responsabilità. Per cui vi conviene accettare quello che ora vi viene offerto, altrimenti non avrete niente». Quello che offrivano erano davvero quattro soldi: un milione e mezzo per i genitori morti (se il figlio era minorenne, altrimenti un milione), ottocento mila lire per i fratelli conviventi, seicento mila per quelli non conviventi. In base al cavillo trovato da Leone nulla era dovuto per nipoti, nonni, zii scomparsi, anche se conviventi.

    Ci fu chi per sette parenti, la casa rasa al suolo, ottenne 6 milioni di allora, equivalenti a circa 45.000 euro del 2002.

    Quasi tutti i superstiti firmarono la transazione. Gli avvocati ottennero per ogni liberatoria ottenuta un compenso di 5 milioni di allora, spesso molto più di ciò che venne dato ai parenti delle vittime.

    C'era un altro lavoro molto interessante per avvocati, notai, commercialisti. Riguardava la vendita delle licenze. Fu questo il business che "mise in moto" l'economia di tutto il Triveneto. La cosiddetta "legge Vajont" (n. 357/1964) stabiliva che ogni cittadino dei comuni disastrati che possedeva una licenza (sia commerciale, artigianale che industriale) al tempo della tragedia aveva diritto ad un contributo del 20 per cento a fondo perduto per riavviare l'attività, a un mutuo dell'80 per cento a tasso agevolato della durata di quindici anni (in tempi in cui l'inflazione poteva raggiungere anche il 15 per cento), oltre all'esenzione dal pagamento delle tasse per dieci anni. Il principio non era sbagliato. A chi aveva perso la sua attività veniva di fatto riconosciuto il diritto ad un risarcimento. Ma la legge non era certo fatta per aiutare i poveracci che "prima" vendevano fili e aghi, gelati. La legge infatti si spingeva oltre e stabiliva che chi non poteva o non voleva riprendere la vecchia attività aveva diritto di vendere la licenza ad altri e che questi potevano beneficiare degli stessi diritti a patto che l'attività venisse riproposta all'interno di un certo comprensorio che però finiva per coincidere con tutto il Triveneto. Ecco dunque quello che successe. Molti solerti intermediari si presentarono ai proprietari delle licenze e offrirono loro quattro soldi (raramente più di 50.000 lire) per acquistarle. Anche in questo caso gli intermediari ottennero in premio 5 milioni per ogni licenza acquisita. E' evidente che non avevano nessun interesse di far capire ai legittimi proprietari a cosa rinunciavano firmando quel pezzo di carta.

    Così successe che per una licenza pagata dieci mila lire, aziende ottennero finanziamenti miliardari per decenni
    . La legge prevedeva infatti continui rifinanziamenti alle aziende del comprensorio proprietarie delle licenze. L'elenco completo delle attività rilevate e poi riattivate è pubblico. Eccone alcuni esempi: Giacomo Solari, di Longarone, commerciante di legname, ha venduto la sua licenza alla ditta "Industrie meccaniche" di Alano di Piave, una fonderia, che ottiene per la "riattivazione" 1.125.208.609 di allora. Fedele Olivato, calzolaio di Longarone, vende a "La tegola inglese" (aperta per l'occasione nel 1966) di Trichina che fa tegole in cemento e ottiene oltre duecento milioni. Ovviamente anche le più prestigiose aziende del Veneto non perdono l'occasione di farsi avanti. Gli eredi di Mario Celso, calzolaio di Longarone perito nella tragedia, vendono la sua licenza alla "Zanussi Mel", fabbrica di compressori del gruppo Zanussi che ottiene tre miliardi per la riattivazione.

    La legge lasciava ampio spazio a queste "speculazioni" del tutto lecite, coperte con i soldi delle finanziarie. Nel formulare la legge l'intenzione era stata questa: trasformare l'evento catastrofico in un evento positivo per l'imprenditoria delle regioni. Il Vajont fu una vera fortuna per tutto il bacino industriale del comprensorio. Le emergenze, i bisogni della gente, psicologici, economici, culturali, la fame di giustizia, furono considerate soltanto un elemento di disturbo perché distoglievano energie economiche, finanziarie nonché legali dal vero obbiettivo finale dell'intervento: lo sviluppo industriale di quella fetta d'Italia del Nord che era rimasta un po' indietro.

    «Mentre nelle zone devastate ancora mancavano il pane e il latte», scrisse nella sua interrogazione parlamentare Davide Lajolo, «il prefetto si occupava delle visite dei membri del governo e, mentre i consiglieri comunali superstiti di tutti i partiti chiedevano, con spiegabile emozione ed energia, pronta assistenza alla popolazione e l'esemplare punizione dei responsabili, osava dire essere quella "una ignobile gazzarra"».


    Truffa e corruzione
    La legge permetteva dunque lucrosi affari. Ma questo non bastava e per partecipare al "banchetto" vi fu chi fece carte false. Vi furono giudici, amministratori comunali, geometri corrotti per ottenere finanziamenti anche oltre le "regalie" previste dalla legge. Nel 1980 si celebrò a Pordenone un processo contro 14 persone imputate di corruzione, falso e truffa. Tra di loro anche Aldo Romanet, un commercialista pordenonese, uno degli ultimi ad aver visto Calvi prima del suo espatrio.

    Nella storia del dopo Vajont non mancano le storie di sparizione dei soldi, miliardi dell'epoca, raccolti grazie alla solidarietà degli italiani e di donatori di tutto il mondo. A fronte di raccolte arrivate a buon fine e ampiamente e meticolosamente registrate (per esempio quelle del Corriere della Sera), ve ne sono altre di cui non si è mai saputo nulla.
    Nessun superstite ha mai preso una lira dei miliardi raccolti per loro dalla Rai (627 milioni di allora nella sola prima settimana, equivalenti ad oltre 14 milioni di euro di adesso).

    Un altro business fu per molti anche quello dei bambini rimasti orfani. Con sospetta facilità vennero spesso affidati in tutela a persone il cui unico scopo fu quello di derubarli dai risarcimenti a cui avevano diritto per la perdita dei genitori e delle case. Ci sono poi le storie dei morti mai recuperati e mai nemmeno cercati dalle diverse amministrazioni comunali che si sono succedute in questi quasi quarant'anni. A fronte dei risarcimenti miliardari ottenuti (l'ultimo di 77 miliardi al comune di Longarone del 2000) nessuno si è mai dato da fare per esaudire il desiderio dei superstiti di provare a recuperare le 451 vittime mai trovate. Non si è mai seriamente scavato sul greto del torrente Maè dove dovrebbero trovarsi i morti di Longarone o a monte della diga dove dovrebbero essere finite le 158 vittime di Erto Casso (e dove con un cattivo gusto e un disprezzo per la memoria è stato da pochi mesi inaugurato un salumificio).

    Chi ha perso parenti, amici, portati via dall'onda di morte quella notte di luna piena del 9 ottobre 1963 ancora aspetta giustizia. Ma una giustizia che arriva troppo tardi non può mai essere giusta. L'unica cosa che ora si può fare per loro è almeno ascoltare le loro storie. E far sì che con i soldi appena stanziati e piovuti sui comuni interessati si soddisfi in qualche modo anche un loro desiderio: ridare dignità ai morti.
    Ultima modifica di venetoimpenitente; 10-10-13 alle 08:33
    I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."

  3. #103
    Viva l'Italia
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    141,353
     Likes dati
    1,998
     Like avuti
    11,553
    Mentioned
    1927 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Mi scappa.di farti notare che la.diga rra ed e' sicurissima, difatti ha retto alla.frana, allo tsunami ed e' ancora li

    Fosse stata progettata e costruita male e fosse venuta giu' sarebbe stato molto peggio
    O si, io sono andata a vederla.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  4. #104
    Smoderatore
    Data Registrazione
    29 Jan 2009
    Località
    Giornalia
    Messaggi
    63,218
     Likes dati
    9,165
     Like avuti
    19,395
    Mentioned
    1216 Post(s)
    Tagged
    21 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da Durru Visualizza Messaggio
    scelta difficile.

    io avrei scelto il 50mo

    però qualsiasi scelta sarebbe stata criticata
    ovvio, ma alla fine la scelta la devi sempre prendere... come si suol dire, tra i 2 mali, meglio scegliere quello minore...
    noi italiani scegliamo sempre e chirurgicamente quello maggiore, è nel nostro dna.
    infatti non ho fatto nomi, ho solo detto il "PDC"
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  5. #105
    Forumista storico
    Data Registrazione
    24 Dec 2012
    Località
    genova
    Messaggi
    30,424
     Likes dati
    3,932
     Like avuti
    6,241
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da GBateson Visualizza Messaggio
    OT: Se non siete mai stati sul Vajont andateci perche' serve per capire chi siamo, serve per rendersi conto di tante cose che non posso spiegarvi scrivendo. Nonpotete se non lo vedete nemmeno immaginare l'entità del disastro. Parlate con i veci che ne hanno bisogno, vedrete gente che ha bisogno di raccontare perche' pochi li hanno ascoltati. Paolini ha fatto tanto ma c'e' bisogno che vi spieghino la seconda parte della storia. La cosa che davvero tocca di piu' sono i cimiteri, croci su croci ma sotto non c'e' nulla. Questo e' il vajont.
    Ci sono passato tante volte, negli anni 60/70, e vedevo la ricosrruzione in corso - senz'anima

  6. #106
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Sep 2013
    Messaggi
    91,221
     Likes dati
    8,017
     Like avuti
    12,790
    Mentioned
    1782 Post(s)
    Tagged
    20 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da BlackSheep Visualizza Messaggio
    ... Oggi ricorre il 50esimo, 2000 italiani di merda sono morti.

    ...il PDC ovviamente non c'è, è Lampedusa per piangere i 200 morti allogeni che arrivavano da delinquenti.
    vero il PdC è a Lampedusa a ricevere il presidente della UE, il PdR è anch'egli in Europa, presenzia la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato.

    Ma per chi dei morti frega nulla e della polemica gratis tanto ovviamente non va bene.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  7. #107
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    05 Jan 2010
    Messaggi
    29,276
     Likes dati
    947
     Like avuti
    4,914
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Geologia ai primordi? Negli anni 50?

    Tanto ai primordi da non accorgersi di una frana "congelata" da 270 milionindi metri cubi?

    Un miliardo di tons circa?

    Cosa sarebbe, una barzelletta?
    Forse tu sei troppo giovane per ricordare il disastro ed il periodo storico in cui avvenne.
    Sei di genova e ti chiedo come abbia potuto avere il permesso di costruzione quel mostro a sestri.
    La copertura del bisagno da brignole alla foce fu fatta tenendo conto di possibili alluvioni future?Avevano calcolato la portata che il bisagno avrebbe potuto avere in certe circostanze? Eppure venne l'alluvione appena dieci anni dopo il caso vajont.

    Non voglio giustificare ciò che si fece, soltanto farti capire che in italia si costruì male sia per la fretta,sia per la non conoscenza dei problemi.
    Vero che qualche geologo avvisò del pericolo,magari a lavori iniziati, contrastato dal parere di altri suoi colleghi che non seppero vedere il pericolo.

  8. #108
    La polizzzzia del webbbbe
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Località
    La Terra di Mezzo
    Messaggi
    67,389
     Likes dati
    12,354
     Like avuti
    15,684
    Mentioned
    2538 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da BlackSheep Visualizza Messaggio
    Nn è polemica, solo nn capisco come possa essere più importante andare a Lampedusa che nn nel Vajont. solo per prendere la scia del papa?
    E' una situazione ovviamente dove lo sdoppiamento di persona non è possibile, quindi da qualche parte doveva andare.
    Secondo te, politicamente, fa più sensazione andare a Lampedusa dove c'è una notizia che sta facendo il giro del mondo, con gli occhi della UE addosso, oppure ad una RICORRENZA cinquantennale di una terribile strage (perchè fu strage dolosamente effettuata) che all'estero, ma anche in Italia, molti non ricordano o non conoscono?

    Secondo te...QUALSIASI politico cosa avrebbe fatto...tranne ovviamente il politico locale che ha interesse a fare la sua figura a livello locale.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  9. #109
    Smoderatore
    Data Registrazione
    29 Jan 2009
    Località
    Giornalia
    Messaggi
    63,218
     Likes dati
    9,165
     Like avuti
    19,395
    Mentioned
    1216 Post(s)
    Tagged
    21 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio
    Va bene essere un troll come black o vivere nell'odio e nella rabbia come Quayag ma almeno dare uno sguardo alle notizie:
    Vajont, Napolitano: "Non fu una fatalità". Grasso: "Sono qui per portare le scuse dello Stato" | tiscali.notizie
    (cioè la seconda autorità dello Stato è andata a Longarone e tutti gli altri hanno mandato messaggi e Letta ci andrà il 12 anche perché non è che ti muoiono 200 persone, ancorché negri, in una botta sola su una tua spiaggia ancorché siciliana e puoi fare finta di niente quindi parlare di disinteresse mi pare perlomeno eccessivo. D'altra parte se Napolitano ci andava come si permetteva lui che di Napoli, se non ci va disprezza i morti padani, se si fa finta di niente si nega una tragedia del nord se si ricordano le responsabilità si approfitta della cosa. Decidetevi...)
    genio, non poteva essere il contrario, visto e considerato che per i clandestini si erano già spesi in parecchi, avanti a tutti, il papa... capisco che per te il papa non abbia nessun significato, ma prendimi in fiducia, per il resto del pianeta, gran parte di questo pianeta, si...

    ...napolitano ha mandato il messaggio, e il pdc non eletto ha addirittura mandato uno dei suoi scagnozzi a fare il supplente...
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  10. #110
    La polizzzzia del webbbbe
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Località
    La Terra di Mezzo
    Messaggi
    67,389
     Likes dati
    12,354
     Like avuti
    15,684
    Mentioned
    2538 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Strage del Vajont...

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Forse tu sei troppo giovane per ricordare il disastro ed il periodo storico in cui avvenne.
    Sei di genova e ti chiedo come abbia potuto avere il permesso di costruzione quel mostro a sestri.
    La copertura del bisagno da brignole alla foce fu fatta tenendo conto di possibili alluvioni future?Avevano calcolato la portata che il bisagno avrebbe potuto avere in certe circostanze? Eppure venne l'alluvione appena dieci anni dopo il caso vajont.

    Non voglio giustificare ciò che si fece, soltanto farti capire che in italia si costruì male sia per la fretta,sia per la non conoscenza dei problemi.
    Vero che qualche geologo avvisò del pericolo,magari a lavori iniziati, contrastato dal parere di altri suoi colleghi che non seppero vedere il pericolo.
    Qui ti parlo con estrema conoscenza dei fatti locali....ma alla fine molto simili a quelli nazionali.
    I problemi GEOLOGICI sono quelli che vengono sottovalutati DA SEMPRE, data odierna compresa, nella redazione dei grandi progetti. Sono quegli studi oramai obbligatori, ma sui quali si possono fare stime aleatorie che ti permettono di byapssare anche grandi ostacoli molto facilmente.
    Hai mai visto come viene fatto lo studio geologico di una grande opera, che ne so, una strada o una galleria? Vengono fatte una serie di perferazioni, spesso fatte ad hoc nei punti dove NON devi trovare quello che POTRESTI trovare. Per quanto la geologia sia una bellissima scienza spesso è fallace anche quando è ben fatta.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

 

 
Pagina 11 di 35 PrimaPrima ... 10111221 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Vajont, 45 anni fa
    Di Lancelot nel forum Padania!
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 10-10-08, 18:31
  2. Vajont
    Di merlot nel forum Destra Radicale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 14-07-05, 19:01
  3. Vajont - Segnalazione TV
    Di Nanths nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-11-03, 00:47
  4. La diga del Vajont.....
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 16-09-03, 20:30
  5. IL Disastro del Vajont
    Di Dio Apollo nel forum Hdemia
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 19-07-02, 00:40

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito