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    Predefinito Ho 12 anni, faccio la cubista

    Cinque storie vere in forma romanzata di Marida Lombardo Pijola
    'Ho 12 anni, faccio la cubista'

    Roma. Cinque storie vere di sesso precoce e corsa al guadagno facile, raccontate senza voler dare un insegnamento di vita. Questo è il microcosmo giovanile raccontato dalla giornalista Marida Lombardo Pijola nel suo 'Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bambini' (Ed. Bompiani) che già nel titolo fa capire come le generazioni siano cambiate, tanto velocemente da non destare alcun sospetto nelle famiglie, che rimangono ignare nel loro limbo rassicurante. Si, perché lo scenario che l'autrice si è trovata di fronte, girando per alcune discoteche pomeridiane della capitale "è quello di un mondo sconvolgente, dove ai genitori l'ingresso è vietato, non lo è invece ai pedofili. Qui ragazzini di 12 o 13 anni cercano di crescere carichi di curiosità e libertà sessuali per le quali cercano di fotografare o toccare coetanee improvvisate cubiste", ha dichiarato Marida Lombardo Pijola sottolineando come il suo lavoro d'inchiesta, durato ben due anni, si sia orientato su due binari paralleli ma strettamente contigui ed interrelati. Il volume offre, infatti, da un lato cinque storie vere in forma romanzata frutto di altrettanti incontri con ragazzi di Roma e Milano, rintracciati nelle scuole, e dall'altro una summa dei più drammatici e crudi messaggi pubblicati su numerosi blog così da allargare il campo d'indagine ed offrire una panoramica esaustiva delle nuove dinamiche adolescenziali, della loro deriva peggiore che su Internet, agorà virtuale per eccellenza, trovano terreno fertile. "Nel libro racconto di un fenomeno - ha aggiunto l'autrice - che ha avuto inizio due o tre anni fa e di una generazione di adolescenti per i quali prevale la logica del branco, che rappresenta un modello di socializzazione alternativo a quello della famiglia, offrendo loro un senso d'appartenenza, la sensazione d'esser più carismatici e di avere delle regole interne al gruppo". Quello che emerge dalle pagine scritte da Marida Lombardo Pijola è un mondo spaccato a metà, dicotomico nei luoghi e nei comportamenti, distinto tra la casa dove il dialogo è assente e impera la finzione nelle parole, nei vestiti, negli atteggiamenti sempre da dosare con attenzione, e quel mondo esterno fatto di discoteche del pomeriggio, oppure su Internet dove impazza la trasgressione di ogni genere, per sentirsi adulti subito, per avere risposte o semplicemente essere ascoltati. "E' come se avessero una doppia vita ed il limite è segnato dalla soglia di casa. In famiglia non lasciano trasparire nulla, non si dialoga. Dai colloqui avuti con i cinque adolescenti è emerso forte, sotto una apparente aridità, il loro grido di dolore per il silenzio e assenza di dialogo con la quale si devono quotidianamente confrontare in famiglia". Gli aspetti più crudi che emergono da questo racconto postmoderno di una società che va a rotoli sono "il rapporto con il corpo vissuto come qualcosa di estraneo, come uno strumento da manipolare per misurare il proprio valore; il dilagare di una sorta di 'rampantismo' in miniatura dove la scala di valori è rappresentata da denaro, successo, potere e prestigio; la convinzione che la loro aridità', che nasconde di base un forte disagio, sia la degenerazione della medesima aridità degli adulti in forma sempre più degenerata"."Ho voluto solo raccontare e documentare - ha continuato la scrittrice - per aprire gli occhi a tutte le persone alle quali questa realtà riguarda, dai genitori alla scuola. Dai discorsi di questi ragazzi quello che emerge alla base è il peso dell'assenza della famiglia, di una tv 'cattiva maestra', di Internet che ha chiuso il cerchio ponendosi come elemento di contagio e di omologazione di questi disvalori". Un libro di "eccezionale valenza per i giovani - ha dichiarato Maria Rita Parsi, psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice - ma che devono leggere i genitori affinché riflettano sulla solitudine dei propri figli che vengono accompagnati in discoteca, con la stessa leggerezza con la quale li accompagnano in piscina, ignorando cosa accada realmente". Assenza di valori sani condivisi da scuola, famiglia, tv ed Internet aggravando il gap generazionale tra genitori e figli, portano alla "mercificazione del corpo, venduto - ha aggiunto Maria Rita Parsi - per procurarsi altra merce, in un mondo dove tutto è consumo, dove molto spesso anche i genitori hanno comportamenti infantili, dove l'unica risposta è emulare gli adulti a loro modo". Al problema di una possibile emulazione dei giovani alla lettura del volume, Maria Rita Parsi sottolinea come "tutti i cattivi esempi possano avere effetti emulativi sui giovani che, dalla loro, sono sempre attenti a ciò che li riguarda. Il problema vero è la reazione degli adulti ai quali il libro è rivolto e che mi auguro sia di responsabilizzazione. Tutta la comunità deve essere educante, etica. Si deve porre un problema di adolescenti deprivati degli affetti, dei colloqui, di obiettivi comuni e condivisi che possono solo scegliere tra il suicidio o queste forme di divertimento fatto di eccessi e disvalori".

    Libri, 'Ho 12 anni, faccio la cubista'
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista



    HO 12 ANNI, FACCIO LA CUBISTA, MI CHIAMANO PRINCIPESSA. STORIE DI BULLI, LOLITE
    LOMBARDO PIJOLA MARIDA



    Descrizione

    Questo volume è il racconto documentato di una serie di doppie vite. Hanno un'età compresa tra gli 11 e i 14 anni, frequentano per lo più la scuola media inferiore. Cinque storie autentiche riferite col ritmo del racconto d'indagine e un viaggio nei loro blog rivelano un sottosuolo quasi del tutto sconosciuto, sebbene la cronaca sempre più spesso ce ne rimandi indizi. È il mondo dei Peter Pan al contrario, disincantati, provocatori e aggressivi. Il loro regno sono le discoteche pomeridiane. Al sabato pomeriggio escono di casa, con gli abiti di tutti i giorni, annunciando ai genitori visite ad amici, passeggiate in centro, l'ultimo film di cui tutti parlano. Varcata la soglia della discoteca, la trasformazione è totale: perizoma, pelle unta d'olio perché brilli, tiratissima, sotto le luci stroboscopiche, il seno appena coperto da un top invisibile. Oueste principesse del pomeriggio ballano su grandi cubi, mimando le pose oscene della lap dance. Ballano davanti agli occhi di altri coetanei dagli sguardi voraci con in mano cellulari pronti a carpire foto e filmini. Scambi sessuali a pagamento, droga, bullismo violento, bande organizzate in strutture rigidamente piramidali che scandiscono l'erogazione di abbonamenti e ingressi e il viavai di nuove cubiste. L'autrice - inviata speciale del "Messaggero" - è entrata nei loro blog, nelle loro scuole e nelle loro discoteche, sebbene in queste ultime l'accesso sia impedito agli adulti, e ci propone un'inchiesta su un mondo sommerso e sconvolgente.

    HOEPLI.it :: HO 12 ANNI, FACCIO LA CUBISTA, MI CHIAMANO PRINCIPESSA. STORIE DI BULLI, LOLITE - LOMBARDO PIJOLA MARIDA - BOMPIANI - LIBRO
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    Che schifo.
    E la società che lentamente si degrada,oggi 12 anni...domani 10?
    Un grande signore diceva che era compito dello stato
    avere cura dell'infanzia...

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    LA STAMPA.it 26/4/2007 (8:11) - IL CASO

    L'innocenza maledetta delle bambine

    Le trasgressioni delle nuove Principesse
    RAFFAELLA SILIPO
    TORINO

    Hanno tra i dieci e i quattordici anni. E sono dei Peter Pan al contrario, travolti dalla fretta di crescere, pronti a spiccare un salto oltre il perimetro della loro infanzia senza fasi intermedie, senza progressioni... diventano grandi senza crescere. Lo fanno mescolando il candore, l’ingenuità dei propri anni con un’irrefrenabile urgenza di bruciare le tappe, di stanare il destino e provocarlo. Urgenza di usare il proprio corpo come i giocattoli riposti solo ieri».

    Bravi bambini
    Fanno paura i ragazzini raccontati senza pietà da Marida Lombardo Pijola, giornalista del «Messaggero», nel suo libro «Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa» (edizioni Bompiani). Fanno paura perché sono così lontani dall’idea idealizzata che abbiamo di loro, «forse qualche delinquente c’è ma mio figlio è ancora così ingenuo...».

    No, non sono tutti bravi bambini ubbidienti come ci piace pensare quando li vediamo tornare allegri da scuola. E dire che non passa settimana, senza che i giornali non riportino casi di bullismo e violenza ripresi dai telefonini e diffusi su Internet, ragazzine che a undici anni filmano e rivendono per un paio di euro la propria immagine nuda, fanno le cubiste nelle discoteche, chiedono cento euro per fare sesso in un angolo del camerino e magari - racconta l’autrice - rimangono incinte, abortiscono e parlano insieme delle Barbie e del loro «non bimbo» mai nato.

    Sembrano invenzioni da cinema, sulla scia di «Thirteen», il film di Catherine Hardwicke che quattro anni fa ha terrorizzato un’intera generazione di genitori. Invece sono veri, perché la Lombardo Pijola è andata a stanarli uno per uno su Internet, la piazza virtuale ove i figli primogeniti di una nuova generazione mutante, cresciuta con un’offerta strabordante di tv, schiava dell’iPod e del rito degli sms, si incontrano e rivelano la loro vita, oltre lo schermo di omertà che oppongono agli adulti, restituendo le loro personalità, abitudini e linguaggi quasi totalmente sconosciuti.

    Sesso e soldi
    Storie di sesso precoce e di precoce devozione al guadagno («e puoi farti pagare se vuoi, così ti diverti e ci guadagni! E’ come se fossi già grande»), di affannati discorsi di gruppo in cui si rincorrono miti come il corpo, la bellezza, l’apparire, i soldi, il successo. «Inutile fingere di meravigliarsi - dice lo psicologo Federico Bianchi di Castelbianco - È evidente che i bambini ci guardano e imitano gli adulti, magari usando un po’ di fantasia. E noi siamo cattivi maestri». E quanto cattivi emerge benissimo nel libro dalle parole dei ragazzini, che trasudano diffidenza e rabbia, quando non disprezzo, verso genitori stanchi, distratti, smarriti, persi nei loro problemi. Per non parlare degli insegnanti, mortificati da un ruolo socialmente svalutato e incapaci di sedurre con la cultura.

    Quali adulti?
    «Impossibile dire cosa diventeranno questi ragazzini - conclude la Lombardo Pijola - che adulti saranno, mentre corrono a perdifiato, ormai incapaci di tornare indietro, verso qualcosa che scopriremo solo nei prossimi anni». Nessun giudizio, nessuna analisi sociologica, questa la forza sconvolgente del libro. Solo testimonianze dirette. Da leggere per provare a conoscere i nostri figli, ad ascoltarli, ad aiutarli. E ad aiutare noi stessi.

    Italiane a 10 anni già puttane
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    Ogni popolo ha le donne ed il governo che si merita

    "Vendo foto nuda"

    Location bagno di scuola/bassa risoluzione/prezzi popolari

    la Repubblica 26.6.2008
    SCUOLA & GIOVANI

    A 12 anni vende le sue foto nuda
    per comprarsi degli abiti firmati

    TREVISO - Si fotografava nuda nei bagni della scuola e vendeva le foto ai compagni per comprarsi abiti firmati. Così una "bambina" di 12 anni trevigiana aveva pensato di aggirare il divieto dei genitori di acquistare vestiti griffati finendo però per essere scoperta.

    A rendere pubblica la vicenda è stata la direttrice dell'Ufficio Scolastico di Treviso Maria Giuliana Bigardi. La giovane è stata sorpresa sul "set" e avrebbe ammesso il traffico di mms, le immagini realizzate con il cellulare, che la riguardavano. Foto vendute per pochi euro, come indicano alcuni quotidiani locali, per dar modo a tutti i compagni di acquistarle. Il nuovo guardaroba entra in casa della giovanissima con grande sorpresa dei genitori che allertano la scuola.
    Ora la ragazzina è in vacanza, cambierà scuola e avrà più di un colloquio con una psicologa.

    Chi vende porno va in vacanza chi compra va in galera


    Ogni popolo ha le donne ed il governo che si merita.

    Con un capo del governo che compra&vende veline non ci si può mica meravigliare se le bambine italiane iniziano a fare le puttane già dai 12 anni. La tv e le "veline di Berluscaz" insegnano che fare la prostituta è "cosa buona e giusta" e il paese dei ladri e delle puttane è ritornato alle antiche tradizioni dell'antico mestiere.
    (Ma non è che se governassero "gli altri" le cose andrebbero meglio. Invece di un "magnaccia" a capo del governo avremmo un "quaquaraquà, bla bla bla, lassa sta', vabbe' ...").

    Veniamo al caso di cronaca.
    Quello che ci fa imbestialire non è la libertà conquistata dalla donna, anche quella di prostituirsi. La prostituzione fa parte della storia e della cultura italiana. Nella Roma papalina c'erano a volte più prostitute che abitanti, tutte a lavoro per soddisfare i pellegrini in visita al Papa.

    Dal punto di vista del diritto la prostituzione potrebbe essere interpretata come una libertà che vale come tutte le altre libertà che non limitano le libertà altrui: lei si vende ma tu non sei obbligato a comprare.

    L’ipocrisia sta nel fatto che il femminismo condanna l’uso del corpo femminile a scopo commerciale ma difende la libera prostituzione, condannando nel contempo gli uomini che "danno lavoro" alle prostitute! E' roba da pazzi.

    Ci fa anche imbestialire la “moda politica” di criminalizzare i clienti delle prostitute mentre le prostitute vengono "sdoganate". Destra e sinistra fanno a gara a chi si inventa la "novità" più assurda. Per differenziarsi dalla concorrenza senza affrontare il tema.

    Applicando il principio femminista al caso di cronaca, la ragazzina che ha venduto materiale pornografico di produzione propria non dovrebbe essere punita (come infatti non lo sarà) mentre i ragazzini che lo hanno comprato dovrebbero essere "ingabbiati".

    Se si punisce chi compra e non chi vende è come se si punisse chi compra uno spinello e si assolvesse e proteggesse lo spacciatore!

    Qui sono tutti impazziti. Non sono solo ladri e puttane ma anche pazzi e idioti.

    Dobbiamo fare la Rivoluzione della Seduzione.
    Con i mitra!


    "Vendo foto nuda"




    P.S.: La foto non la metto in bella mostra per ovvi motivi. La trovate al link di sotto (censurata ovviamente)
    http://www.seduction.net/immagini/1123.jpg
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio


    HO 12 ANNI, FACCIO LA CUBISTA, MI CHIAMANO PRINCIPESSA. STORIE DI BULLI, LOLITE
    LOMBARDO PIJOLA MARIDA



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    Questo volume è il racconto documentato di una serie di doppie vite. Hanno un'età compresa tra gli 11 e i 14 anni, frequentano per lo più la scuola media inferiore. Cinque storie autentiche riferite col ritmo del racconto d'indagine e un viaggio nei loro blog rivelano un sottosuolo quasi del tutto sconosciuto, sebbene la cronaca sempre più spesso ce ne rimandi indizi. È il mondo dei Peter Pan al contrario, disincantati, provocatori e aggressivi. Il loro regno sono le discoteche pomeridiane. Al sabato pomeriggio escono di casa, con gli abiti di tutti i giorni, annunciando ai genitori visite ad amici, passeggiate in centro, l'ultimo film di cui tutti parlano. Varcata la soglia della discoteca, la trasformazione è totale: perizoma, pelle unta d'olio perché brilli, tiratissima, sotto le luci stroboscopiche, il seno appena coperto da un top invisibile. Oueste principesse del pomeriggio ballano su grandi cubi, mimando le pose oscene della lap dance. Ballano davanti agli occhi di altri coetanei dagli sguardi voraci con in mano cellulari pronti a carpire foto e filmini. Scambi sessuali a pagamento, droga, bullismo violento, bande organizzate in strutture rigidamente piramidali che scandiscono l'erogazione di abbonamenti e ingressi e il viavai di nuove cubiste. L'autrice - inviata speciale del "Messaggero" - è entrata nei loro blog, nelle loro scuole e nelle loro discoteche, sebbene in queste ultime l'accesso sia impedito agli adulti, e ci propone un'inchiesta su un mondo sommerso e sconvolgente.

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    Che Cazzo di titolo

  7. #7
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    Mi è stato descritto come "capolavoro"
    sarà sicuramente il mio prossimo acquisto in libreria
    "Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo."

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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    Il Kali Yuga è giunto.
    .

  9. #9
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    Citazione Originariamente Scritto da Enea Visualizza Messaggio
    Il Kali Yuga è giunto.
    E' arrivato già da un po' e toccherà aspettare che finisca... Chissà quali altri orrori ci attendono...
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Ho 12 anni, faccio la cubista

    La società degli orrori.

 

 
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