





se sei in recessione non devi ridurre nulla perché lo dice il fc, perché anche in recessione il debito rimane uguale, quando non aumenta, e quindi il rapporto debito/pil rimane uguale o aumenta. Anche perchè qui abbiamo avuto riduzioni di pil che hanno eguagliato quando non superato l'inflazione.




Europa, la Merkel tira dritto: «Aiuti solo in cambio di rigore e cessione di sovranità economica a Bruxelles» - Il Sole 24 ORE
Attraverso le nuove regole la commissione potrebbe avere la possibilità di sottoscrivere con un singolo Paese «una sorta di contratto per l'aumento della competitività, il controllo degli investimenti e della disciplina di bilancio». Questi che lo Spiegel definisce «contractual arrangements» avrebbero termini e obiettivi specifici, da sottoporre a verifiche periodiche. In cambio gli Stati 'contrattualizzati' avrebbero l'accesso a specifici fondi comunitari, «un extra budget già discusso da tempo per l'eurozona con una dotazione miliardaria a due cifre». Ultimo punto caro a Berlino, sarebbe un rafforzamento dei poteri e delle competenze del presidente dell'eurogruppo, che diventerebbe una sorta di 'super ministro' delle Finanze europeo.
Merkel, scrive il settimanale di Amburgo, avrebbe già parlato giovedì dettagliatamente con il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy dei suoi piani di modifica dei trattati. Quella di Berlino non è una posizione nuova: «Le nostre riflessioni sull'ulteriore sviluppo dell'Unione economica e monetaria sono già note da tempo. Anche dopo le elezioni proseguiremo fondamentalmente sui nostri principi», ha spiegato un portavoce del governo all'agenzia Dpa.
L'attuale europeismo e le possibili alternative (prima parte) | L'attuazione della Democrazia
Così come è nata l’Unione europea, sta affondando sempre più l’Italia o comunque non la sorregge nelle sue problematiche economiche. Ma quali sono le cause e le possibili soluzioni? Sicuramente gli ideali da Mazzini al Trattato di Roma del 1957, non sono venuti meno e penso che vadano ancora condivisi. Ma l’ideale europeista non era e non può essere una serie di cambiali firmate in bianco da parte di un gruppo di Nazioni, rispetto alle regole imposte da poche altre. Naturalmente le colpe non possono essere scaricate su quelle nazioni come la Germania e la Francia che fanno il loro gioco e cercano di trarre i maggior vantaggi che offre loro l’Unione europea.
Il problema è da individuare nell’approssimazione dei nostri governi, che negli anni Novanta definirono gli accordi che ci condussero all’euro e ad una serie di prescrizioni, che di fatto, ci hanno imposto una limitata sovranità popolare. Per i meno attenti, ricordo che anche per la legge di stabilità, abbozzata in questi giorni dal nostro governo, prima di essere ratificata , deve essere sottoposta ai controlli da parte di Bruxelles (sic!). Insomma, abbiamo fatto tanto nel Risorgimento per ottenere la nostra sovranità popolare e la nostra indipendenza, abbiamo lottato per liberarci dal dominio nazi-fascista, per ritrovarci , per colpa di una classe politica asservita alla finanza mondiale, a chiedere alla Bce il nostro denaro e poi pagarle gli interessi, per chiedere il permesso per le nostre politiche economiche, per chiedere il permesso sulle quote latte o sulle larghezze dei nostri marciapiedi ecc, ecc.
Certamente, si è confuso l’amore per la collaborazione e il sostegno reciproco, nella giusta ottica del benessere di tutti i popoli, con la subordinazione economica e la limitata sovranità popolare. Allora, lo Stato Italiano che cosa avrebbe dovuto chiedere, prima di aderire a questa sottospecie di Unione Europea e alla sua moneta unica? E’ molto semplice! Avremmo dovuto chiedere contestualmente all’unione monetaria, anche quella finanziaria e quindi definire prima ancora dell’euro, una comune politica fiscale e una pianificazione delle politiche economiche condivise e non imposte da una “troika” che impone le sue scelte a tutte le altre nazioni europee. Ancora, avremmo dovuto ottenere la realizzazione di una politica estera e di difesa dell’Unione europea che, ora, avrebbe l’onere di affrontare il problema dei profughi e , in un recente passato, di risolvere le varie crisi mediterranee, come quella della Libia.
E invece? Ci vengono a bacchettare e a multare per la questione dei rifiuti, ma pretendono annualmente 50/51 miliardi di euro per contributi nei confronti delle nazioni disagiate dell’Unione, ma nel contempo veniamo bacchettati perché il nostro disavanzo attuale è del 3,1% invece del 3% rispetto al nostro Pil, cioè per una differenza di qualche miliardo, mentre ne dobbiamo elargire 49 in più all’Europa!!! Ma la colpa, ribadisco, non è dell’Europa , ma di quella nostra classe politica impreparata, confusionaria e forse in qualche caso asservita ai poteri finanziari , che fanno della Bce e del Fmi le leve principali del finanzcapitalismo mondiale.
continua


Appunto, quindi che senso ha andare a votare un parlamento che può votare solo quello che decide la UE? Lo chiedo senza nessun intento polemico e lo chiedo sopratutto a coloro che pagano anche 2 euro per ulteriori votazioni facoltative. Chiedo: che senso ha? Avrebbe senso votare un partito che dicesse chiaro e tondo essere sua intenzione mandare affankulo la UE, ma siccome mi risulta che nel merito i partiti che vorrebbero mandare affankulo la UE sono nell'ordine del 1%, più o meno, chiedo all'altro 99%, che capzo andate a votare a fare?
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)




cioè tu dici che è una tantum?
mi sa che non è proprio cosi, il taglio è cumulativo
50 il primo anno
altri 50 il secondo anno
ancora altri 50 il terzo anno
e via cosi per passare da 2000 mld di debito a 960 fra 20 anni (tanto il PIL non cresce ecco perchè l'ho lasciato fisso a 1600)
il fiscal compact impone di arrivare entro 20 anni ad un rapporto debito/PIL del 60%
e i numeri di questo enorme piano di rientro son quelli
se tu adesso hai 2000 di debito, 1600 di PIL e 800 di spesa pubblica ammettiamo di trovare 50 solo tagliando la spesa
il secondo anno avrai 1950 di debito, 1600 di PIL e 750 di spesa
il terzo anno se non tagli ulteriori 50 mld il rapporto debito/PIL resta quello, non diminuisce e quindi sei fuori dal fiscal compact
se vuoi fare una cosa una tantum dovresti trovare circa 1000 mld e dare una botta schock, cosa ovviamente fuori dal mondo
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


No, Zlais dice che si taglia 50 miliardi (ad esempio sanità e pensioni) nel 2014 e gli stessi tagli rimangono per i venti anni successivi. Non è che ogni anno devi tagliare sempre nuove spese, le spese che hai tagliato nel 2014 rimangono tagliate, ogni anno, per venti anni. E dopo venti anni? Io spero di essere morto.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Ma per me non è cosi
mi si deve dimostrare come il debito cali da 2000 a 960 semplicemente diminuendo di 50 mld la spesa
allora non servirebbe neanche visto che i risparmi generati dalla riforma Fornero sulle pensioni si avvicinano tantissimo a quella cifra
CLAUDIA CONTE, TI AMO!