Boiardi avanti tutta !!
Una specie Italica che con l’attuale sistema feudale-statalista non figura fra le specie e a rischio estinzione ma anzi prolifera e si ingrassa nel sottobosco dello Stato è quella del boiardo pensionato.
Non penserete mica di incontrarne uno a giocare a bocce con il sigaro in bocca o farsi un tresette con il bicchierino di vinello di cantina, no questa specie vive abitualmente fra i suoi simili, disdegnando con ribrezzo le attività del villico. Quando l’età chiama la raggiunta pensione il boiardo non si rassegna, anzi, è proprio in quegli anni che riesce a dare il meglio di sé come attivista inutile-ma-strapagato.
Qualunque sia la sua provenienza, istruzione, giustizia, economia, il boiardo impavido rimedia con poche difficoltà una poltroncina da consulente, presidente o consigliere di società statali o parastatali o quellochepassapassa.
Imperterrito il boiardo resiste a tutto, il cambio di governo lo preoccupa come una eclisse lunare parziale in una notte di mezza estate, passano i presidenti di consiglio e i ministri ma lui resta sempre lì, sulle sue poltrone, si sue perché è molto raro che il boiardo ne occupi solo una, è lui il vero aspetto tentacolare di un sistema che l’italiota medio (ma anche il basso e quello alto), non solo non comprende in pieno, ma nemmeno di striscio, sennò urlerebbe come uno sciacallo con le pelotas in una tagliola.
Il Boiardo si può piegare a fare il commissario o recepire a braccia e portafogli aperti consulenze d’oro e d’argento, oltre ai gettoni di presenza del valore di migliaia di euro, con cui arrotondare la “magra” pensione (pensione da dirigente di prima fascia sempre sopra le centomila cucuzze).
I più richiesti sono i provenienti dalla farnesina, e mi sembra giusto, in un sistema come il nostro, che va per conoscenze e raccomandazioni chi più competente e ammanicato di un ex diplomatico nell’arte dell’inciucio ? ma sorpresa è un ministero ritenuto povero, quello dei beni culturali, che sforna i boiardi più volenterosi nei doppi, tripli e anche quadrupli incarichi (c’è un tipo che ricopre cinque incarichi, oltre la pensione naturalmente).
Il tutto a botte da 10mila euro per gli incarichi più scalcinati fino ai medi 30/50 mila annui per incarichi perlopiù in enti dalle improbe sigle e dai compiti ancor meno noti, conosciuti solo dagli addetti ai lavori e dal portalettere (Una trentina di enti nemmeno dal portalettere, avendo infatti distaccato il ricevimento della corrispondenza a ministeri vari !)
I guadagni annui, cumulati per incarichi e tutti extrapensione, vanno dai 40mila fino a 120mila euro. Con i boiardi provenienti dal ministero dell’economia a tenere la bandiera dei più pagati (75mila euro media compensi).
La crisi economica che ha colpito il paese portando un drastico abbassamento nel tenore di vita degli Italiani (popolo), non ha minimamente scalfito i boiardi, nessun governo ne ha minimamente intaccato i privilegi e i grassi emolumenti percepiti, né messo in discussione la loro utilità (prossima allo zero per la nazione), ma si sa il politico di oggi è il boiardo di domani e se non lui direttamente, ne sogna una poltrona per familiari, figli, parenti e amici a cui ricambiare favori.
Mentre la nazione scivola sempre più nel baratro economico, c’è chi riccamente pasteggia e ringrazia l’elettore col paraocchi che ancora si divide tifando per destra o sinistra. Il Boiardo sia di destra che di sinistra commosso ringrazia.
Se non mandiamo questa gente a pascolare bestiame non potremo mai uscire dal letame liquido nel quale ci troviamo.
Movimento di Ricostruzione




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