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Discussione: Stop vivisection

  1. #11
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    Citazione Originariamente Scritto da Lancillotto del Lago Visualizza Messaggio
    almeno sarebbero utili a qualcosa
    sono anni che mi batto per la sperimentazione sulla razza subumana e non sui poveri animali...
    chissà che un giorno non ci si arrivi !!

  2. #12
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    Citazione Originariamente Scritto da Lancillotto del Lago Visualizza Messaggio
    almeno sarebbero utili a qualcosa
    sono anni che mi batto per la sperimentazione sulla razza subumana e non sui poveri animali...
    chissà che un giorno non ci si arrivi !!
    Puoi sempre offrirti volontario.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  3. #13
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Puoi sempre offrirti volontario.

  4. #14
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    Citazione Originariamente Scritto da pandasaggio Visualizza Messaggio
    questa bella coppietta ha dato vita a due belle testine....
    vi manca il pendulo centrale.... e poi rendete bene l'idea

  5. #15
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    Perche' la sperimentazione su animali esiste ancora?

    I motivi del persistere della vivisezione, secondo la National Anti-vivisection Society degli USA.
    Riportiamo la traduzione dell'interessante articolo Why Scientists Defend Animal Research, che spiega le ragioni per cui la sperimentazione animale continua ad esistere.
    Perché gli scienziati difendono la sperimentazione animale
    Gli antivivisezionisti hanno due importanti argomentazioni per motivare la loro opposizione alla sperimentazione animale: quella etica e quella scientifica. Alla luce di entrambe queste prospettive è facile dimostrare quanto la vivisezione sia crudele e inadeguata e come rappresenti uno spreco di tempo, denaro e risorse che potrebbero essere meglio impiegate per alleviare la sofferenza umana.
    Perché, allora, certi ricercatori continuano ad effettuare e difendere la sperimentazione su animali, alla luce di queste incontrovertibili evidenze, che provengono anche dall'interno dello stesso mondo scientifico, e continuano con questi studi che danno risultati di nessun valore? Le risposte sono molte e diverse ma si possono ricondurre ad un'unica ragione di fondo: i soldi.
    Malgrado sia dimostrato che la sperimentazione animale è una metodologia sbagliata, essa continua perché è di interesse economico per gli scienziati, e per un gran numero di altre entità coinvolte: università, industrie farmaceutiche, riviste scientifiche, allevatori, avvocati e mezzi di informazione. Tutti quanti traggono un guadagno, diretto o indiretto, dalla ricerca su animali e quindi hanno un concreto interesse nel mantenere lo status quo.
    Considerate il ricercatore la cui sicurezza del posto di lavoro e il cui prestigio si basano sul numero di articoli scientifici che pubblica. Si parla di sindrome del "pubblica o muori" e questo vale per le istituzioni scientifiche di ogni paese. Non è importante la qualità della ricerca, ma piuttosto la quantità. Quanti più articoli un ricercatore pubblica, tanto più egli garantisce la sicurezza della propria posizione. Un ricercatore che non pubblica abbastanza rischia di non passare di ruolo o andare incontro alla disoccupazione, e non dimentichiamo che la competizione in questo campo è feroce: vengono accettate non più del 15% di tutte le ricerche proposte.
    Gli scienziati sono spesso posti su un piedestallo, esaltati per la loro intelligenza e loro capacità di indagine. Ma anche loro hanno bollette da pagare e una famiglia da mantenere; gli esperimenti su animali garantiscono la sicurezza economica e avanzamenti di carriera. A differenza della ricerca clinica (che si basa sui dati ricavati dall'osservazione degli esseri umani), la sperimentazione su animali permette di ottenere risultati in tempi brevi e con minor sforzo. Si stima che per ogni articlo scientifico che un ricercatore clinico può produrre, un ricercatore su animali ne può produrre cinque. Questo perché la ricerca su animali richiede meno tempo: la vita degli animali (specialmente dei roditori) è molto più breve di quella umana e le malattie si sviluppano di conseguenza più in fretta.
    Spesso i ricercatori scelgono la strada più facile in assoluto: partono da un 'concept', un'ipotesi di lavoro già nota, modificando un qualche elemento (per esempio ripetere lo stesso esperimento su una specie diversa o variare un po' il dosaggio) al solo scopo di giustificare un altro studio. Si tratta della normalità, e il risultato è un numero enorme di studi virtualmente uguali. Addirittura, spesso queste ipotesi di lavoro sono già state verificate sulla base di dati ricavati dagli esseri umani (è il caso eclatante della miriade di studi su animali degli effetti del fumo di sigaretta, che continuano tutt'ora).
    Sebbene sia il profitto la motivazione principale che spinge i ricercatori a condurre esperimenti su animali, non si tratta solo di questo.
    C'è anche l'inerzia.
    Le persone e la società in generale tendono ad opporsi al cambiamento. Se abbiamo sempre fatto una cosa in un certo modo è improbabile che cerchiamo un'altra strada, a meno che non accada qulcosa di catastrofico che ci impone di cambiare. Molti "scienziati" sono legati alla tradizione e questa considera l'uso degli animali nella ricerca un metodo appropriato. Le grandi istituzioni accademiche premiano il conservatorismo piuttosto che l'innovazione, e così il pensiero creativo non è generalmente benvenuto nei "salotti buoni" della scienza. Gli scienziati che si rendono conto della completa inutilità della sperimentazione animale sono messi a tacere, e chi rifiuta questa censura mette la propria carriera in grave pericolo.
    Un'altra ragione della continuazione della sperimentazione animale sta nell'ego umano. Chi ha effettuato esperimenti su animali, ha pubblicato centinaia di articoli. Ha consolidato un'immagine di sè stesso come "ricercatore sul modello animale". Smascherare il non-valore delle loro pubblicazioni significa far crollare la loro autostima. Molta gente non intende permettere che ciò accada.
    I medici spesso sostengono la sperimentazione animale per pura abitudine. Nelle facoltà di medicina hanno imparato a "memorizzare", non a pensare in modo critico o a studiare la storia della loro professione. I medici che lavorano per gruppi di interesse come gli ospedali universitari, saranno portati a sostenere la linea dei loro "datori di lavoro", che lucrano milioni di dollari ogni anno dalla ricerca sugli animali. Esiste poi una significativa distanza tra coloro che fanno ricerca sugli animali e i medici che curano effettivamente le malattie. In medicina la mano destra non sa cosa fa la sinistra; vi è una separazione tra il lavoro di medico e ciò che viene insegnato nei primi 2 anni di scuola dai ricercatori su animali.
    Ai medici viene insegnato che tutti i progressi derivano dalla sperimentazione sugli animali, ed è questo che essi ripetono meccanicamente durante la loro carriera. Il medico tipo non ha o non trova il tempo per andare a verificare quale sia la reale origine dei progressi della medicina. Nella sua pratica da professionista, il medico difficilmente avuto modo di mettere il discussione la sperimentazione animale, e negli anni di università si è trovato immerso in un clima che non era certo favorevole alla messa in discussione dell'autorità.
    Werner Hartinger, un chirurgo della Germania occidentale, nel 1989 ha dichiarato: "In effetti, ci sono solo due categorie di medici e scienziati che non si oppongono alla vivisezione: quelli che non ne sanno abbastanza, e quelli che ci guadagnano dei soldi".
    Alcuni ricercatori che usano animali sono troppo lontani dalla pratica clinica sui pazienti. Sono ingenui. Molti non hanno contatti giornalieri coi pazienti, non vedono la disconnessione tra quello che fanno in laboratorio, e quello che in realtà funziona nella pratica clinica.
    Un altro motivo per cui si continua con la sperimentazione animale è il senso di colpa. Sentiamo a volte dire: "Se quello che dici è vero, allora perché ho ucciso tutti quegli animali?" Molte persone amano gli animali, o credono di amarli, comprese alcune di quelle che fanno sperimentazione. Costoro sono convinti in buona fede di fare "la cosa giusta" e se si rendessero conto che così non è soffrirebbero di un grave senso di colpa.
    Seguiamo la traccia dei soldi...
    Proviamo ora a seguire il cammino dei soldi a partire dalle case farmaceutiche. Quando una compagnia sviluppa un nuovo composto che potenzialmente può avere effetti terapeutici per gli umani, vengono finanziati (con milioni di dollari) degli istituti di ricerca accademici per studiare il farmaco attraverso ricerche su animali. Se il composto passa i test animali, si procede con i test clinici e infine si approda al mercato dove si generano incredibili profitti per queste case farmaceutiche.
    I test su animali vengono usati per poter passare velocemente alle prove cliniche, garantendo al contempo una copertura legale alle aziende farmaceutiche. Questi test vengono usati come prova, a favore o a discapito a seconda delle convenienza, quando ci sono delle cause legali contro le case farmaceutiche (o contro lo stato) in conseguenza di qualche effetto collateralo imprevisto dei farmaci messi in commercio. I test su animali servono cioè a proteggere le compagnie in caso di azioni legali, per evitare un risarcimento danni che potrebbe comportare un enorme dispendio di denaro.
    Inoltre, ricercatori e case farmaceutiche alimentano il mercato dei fornitori, cioè tutte quelle aziende che a vario titolo forniscono prodotti e servizi per la sperimentazione, ad esempio quelle che allevano gli animali destinati alla vivisezione e quelle che producono le attrezzature (gabbie, strumenti di contenzione, ecc.). Molti direttori di riviste scientifiche sono interessati alla sperimentazione animale in quanto questa garantisce un regolare flusso di materiale da pubblicare. Traggono profitto dal creare un numero sempre maggiore di riviste, le quali a loro volta producono guadagni sotto forma di pubblicità (di case farmaceutiche e di aziende fornitrici).
    A fronte dei pochi beneficiari di questa rete di profitti, si contrappone la vasta la schiera dei perdenti. Un enorma numero di animali condannati ad un destino crudele. Malati che potrebbero beneficiare di una cura che viene invece ritardata dalla macchina della sperimentazione animale, la quele finisce per renderli vittime essi stessi come gli animali. I soldi delle tasse dei cittadini che vengono sprecati nella sperimentazione su animali finanziata dal governo, mentre vengono tagliati molti programmi utili per mancanza di fondi.
    Si definisce cospirazione un accordo volto a compiere azioni illegali, infide o malvage; un accordo tra 2 o più persone al fine di commettere un crimine. Questa non è una cospirazione. La ricerca su animali è dovuta alle stesse cause che hanno fatto del male all'umanità per millenni: avidità, egoismo, ignoranza e paura.
    Fonte:
    NAVS, Animals in Scientific Research


    No Vivisezione: Perche' la sperimentazione su animali esiste ancora?

  6. #16
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    BASTARDI...


  8. #18
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    Predefinito Re: Stop vivisection





  9. #19
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    VIVISEZIONE, OLTRE DUE MILIONI E MEZZO DI ANIMALI SFRUTTATI IN ITALIA

    Lunedì, 20 Gennaio 2014

    Il dossier della Lav sui test dal 2007 al 2009




    In Italia attualmente sono 609 i laboratori con animali,in aumento rispetto alle statistiche precedenti, e risulta purtroppo in aumento anche il numero di sperimentazioni in deroga, soprattutto nel non ricorso ad anestesia, ovvero le sperimentazioni più dolorose per gli animali..Ben 2.603.671 gli animali usati nei laboratori nazionali dal 2007 al 2009, situati per lo più inLombardia, EmiliaRomagna, Lazio, Toscana e Veneto:a mettere sotto la lente d'ingrandimento il settore della sperimentazione animale è la Lav. Che ha esaminato i dati più recenti ottenuti, grazie ad una storica sentenza del Tar, dal ministero della Salute, relativi al biennio 2008-2009, pubblicandoli nella nuova edizione del dossier "La vivisezione in Italia regione per regione". Tra il 2008 e il 2009 sono state effettuate ben 350 procedure senza anestesia con un numero indefinito di animali, esperimenti che hanno comportato intensi e prolungati livelli di dolore senza alcuna forma di lenizione, solo per citarne alcuni: fratture, incisioni, innesti, investigazioni sul cervello, studi psichiatrici, trapianti di organi, lesioni del midollo, stress acuto e stimolazioni cerebrali profonde con elettrodi.
    "La vivisezione non è un orrore del passato, ma un incubo che appartiene anche ai nostri giorni e riguarda tutti - afferma la biologa Michela Kuan, responsabile Lav Vivisezione -. Infatti, la sperimentazione animale è un grave errore metodologico che continua a mietere centinaia di milioni di vittime animali e umane, perché nessuna specie vivente può essere modello sperimentale per le altre a causa delle enormi differenze genetiche, anatomiche, biologiche, metaboliche, psichiche, etologiche che le contraddistinguono. Grazie all'articolo 13 della Legge di delegazione europea n.96 del 2013 finalmente l'Italia potrebbe essere protagonista di un'inversione di marcia per aprire le porte a tecniche innovative senza animali, aumentando i posti di lavoro e i finanziamenti da parte delle industrie che al momento investono solo all'estero visto che nel nostro Paese non vengono né sviluppati né insegnati. Un'occasione preziosa che non deve essere assolutamente persa con l'emanazione del nuovo decreto legislativo".
    La vivisezione - spiega la Lav - non comporta solo la morte delle cavie coinvolte nei test, ma anche gravi effetti avversi per la nostra specie diventando la quarta causa di morte negli Stati Uniti. Inoltre, solo l'8% dei farmaci passa la fase clinica sull'uomo, con un indice di insuccesso altissimo e un ingente spreco di risorse. La sperimentazione animale e la sua inattendibilità scientifica ci riguarda tutti perché, come evidenzia un recente studio di Federanziani Sic Sanità, sarebbero 40.000 i morti l'anno e 1.752.000 le giornate di degenza legate alle reazioni avverse ai farmaci.
    Un altro clamoroso esempio della non attendibilità del modello animale riguarda gli studi sulla diossina, una sostanza altamente tossica per l'uomo, al centro di gravissimi problemi ambientali e sanitari nel nostro Paese, e non solo nella cosiddetta Terra dei Fuochi: è interessante sottolineare come i test su animali non siano comparabili per la nostra specie e abbiano permesso, per anni, di sottovalutare il problema contribuendo a inquinare il nostro Paese irrimediabilmente; infatti, addirittura tra specie geneticamente vicine (spesso topi e ratti vengono confusi, ma nessuno si sbaglierebbe tra un bambino e un topo) la dose mortale di diossina può variare di molto: circa 20mg/kg nel ratto, 200 nel topo e 5000 nel criceto! Pertanto, scegliendo opportunamente la specie animale, si potrà dimostrare un risultato o il suo contrario a seconda di quanto fa comodo al committente.
    Gli studi di tossicità condotti su animali non possono essere considerati predittivi a causa delle significative differenze tra le specie rispetto a parametri farmacocinetici quali assorbimento, distribuzione, metabolismo, escrezione dei composti chimici o dei farmaci. Già dal 1987, in un'udienza congressuale sull'argomento, eminenti tossicologi affermarono che l'LD50 (test sulla dose letale) non è una costante biologica. Questo genere di test offre alle grandi società la possibilità di difendersi in caso di danni alla salute causati dai loro prodotti, potendo sostenere di aver eseguito i dovuti esperimenti sugli animali ma senza alcuna certezza per noi umani.
    La sperimentazione animale è un modello scientifico mai validato - ricorda la Lav - che basa su enormi interessi economici le sue fondamenta e non su serie evidenze scientifiche. Una ricerca algoritmica al computer di tutti gli articoli di ricerca di base pubblicati in sei delle principali riviste scientifiche (Nature, Cell, Science, Journal of Biological Chemistry, Journal of Clinical Investigation, Journal Experimental Medicine) dal 1979 al 1983 ha evidenziato come dei 25.190 articoli, 101 (0,4%) avessero qualche pretesa di potenziale applicazione agli umani, di cui 27 hanno portato a una prova clinica, solo 5 hanno passato i trial clinici e solamente 1 (0,004%) ha condotto allo sviluppo di una classe di farmaci clinicamente utili e questo unico, tra l'altro sviluppato senza uso di animali.





    VIVISEZIONE, OLTRE DUE MILIONI E MEZZO DI ANIMALI SFRUTTATI IN ITALIA - nelcuore.org



    P.S.
    verrà il giorno.....verrà il giorno.....

  10. #20
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    Predefinito Re: Stop vivisection

    lancillotto i tuoi psicofarmaci sono testati su animali

 

 
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