
Originariamente Scritto da
Kavalerists
Un?attesa non vana - Stato & Potenza
Pubblicato il: 24 febbraio, 2014
Europa
Un’attesa non vana
Lukashenko studia come risolvere un eventuale rivolta arancione in Bielorussia 
Gli eventi di questi ultimi mesi in Ucraina ci hanno portato come redazione di S&P a tralasciare le notizie proveniente da un’altra realtà resistente quale la Repubblica di Bielorussia. La simbologia osservata nella rivolta ucraina era ed è variegata, accanto alla
paphernalia dei nipoti nazisti di Bandera si potevano osservare altri simboli spaventosi per noi socialisti eurasiatisti. Sventolava tra le tante bandiere non nostalgiche la bandiera del periodo democratico bielorusso, la bandiera del periodo in cui la Bielorussia rivendicava con la forza la propria definizione di Russia Bianca. Periodo storico dei primi anni ’90, periodo storico caratterizzato da una forte emigrazione, dalla svendita di ogni impresa nazionale e dall’inizio della miseria di stato. In quel periodo tutto sembrava presagire un ulteriore regalo territoriale all’Israele d’Europa quale è la Polonia. Niente e nessuno poteva anche solo immaginare un ritorno all’amor patria e all’orgoglio patriottico ad aggiungersi ai risultati di un’economia florida e in espansione come nel periodo attuale. Questi progressi non sono digeribili agli amici occidentalisti, i quali dipingono la Bielorussia come uno stato prigione.
Lukashenko come ultimo dittatore d’Europa, e le solite trite accuse ignoranti e becere all’insegna dell’amore della libertà. Di una libertà che non sanno nemmeno spiegare, che amano tanto e senza analizzare la reale efficacia per la vita quotidiana di ogni individuo delle società occidentali. Pazienza lasciamo che si cullino nei loro sogni e nella loro propaganda. In questo periodo rimaneva un po’ in sordina la voce del Leader bielorusso Lukashenko, non si capiva ancora quali fossero le sue intenzioni e quali fossero le sue posizioni sul futuro ucraino e quali lezioni potesse trarre. Ebbene, la nostra attesa non è stata vana, il futuro della Bielorussia non deve portare ad interferenze di ogni tipo né tantomeno da parte di ogni ente umanitario o ong di vario genere. Ebbene niente di ciò e soprattutto nessun futuro europeo per la Bielorussia. Un futuro di collaborazione con gli stati dell’Unione Euroasiatica ma nessuna collaborazione con l’occidente dal punto di vista politico. Il parlamento bielorusso infatti si appresta ad esaminare gli emendamenti al disegno di legge riguardante l’applicazione della legge marziale.
Il nuovo articolo 18, elimina la responsabilità penale per le forze dell’ordine per i danni causati dall ‘uso di armi da fuoco, se dovessero intercorrere condizioni necessarie all’uso della forza pubblica intesa come mezzo di difesa per l’integrità civile e legale dello stato bielorusso stesso. Il disegno di legge contiene altre novità legislative, viene introdotta la censura preventiva dei mezzi di informazione. Questa procedura verrà attuata in periodi in cui viene attuata la legge marziale, in un elenco procedurale sistematico messo a punto dal Ministero dell’Informazione della Bielorussia.
Non allarmatevi occidentalisti cari, i termini espressi vi faranno già gridare al tentativo di colpo si stato (l’ennesimo sic…!) da parte del cattivo Lukashenko. In realtà si tratta di garantire libertà d’azione ai mezzi preposti alla difesa dello stato quale è e dovrebbe essere la polizia di ogni stato degno del proprio nome. La censura preventiva riguarda la difesa dai tentativi esterni di manipolare eventuali situazioni esterne di disordine e colpi di stato tanto cari alla formazione occidentalista sorosiana. Insomma tutto è pronto e ci si organizza anche dal punto di vista legislativo contro ogni intromissione esterna, tutto deve essere pronto e sistematico. La storia non si deve ripetere, Lukashenko e la Bielorussia insieme adesso sono pronti in ogni campo per non regredire allo stato di colonia di retroguardia dell’occidente. Dario Daniele Raffo