
Originariamente Scritto da
Tommaso
Discussione molto interessante.
Voglio comunque far notare al Dumini che, nonostante la sua evidente integrità intellettuale e ampia conoscenza dei testi in questione (Preve in primis, Marx già molto meno), non ha colto un punto se non centrale, almeno importantissimo del problema dei "tempi" in vista della necessaria rivoluzione futura:
Il punto cioè che se da parte del marxismo c'è un difficile lavoro di auto-critica e ricostruzione da compiere, almeno questo lavoro c'è, esiste, e va più o meno avanti discretamente.
Da parte "opposta", da parte "fascista", invece, cosa c'è? Dov'è la teoria che prende in considerazione la totalità? Dov'è il discorso nel quale si arriva a dischiudere l'intera problematica che comporta l'esistenza del capitalismo in quanto fenomeno sociale totale?
Non scherziamo, da parte "fascista" la trovata massima è il paternalismo, il corporatismo, il capitale di papà che non importava lo schiavo straniero e lasciava le donne a casa e la chiesa al centro del paese.
Cioè nient'altro, fondamentalmente, che una reazione, ma una reazione muscolosa da parte dei ciofani che si fanno portare vie le ragazze da altri ciofani nati sotto altri cieli.
E ancora: voi di questo forum siete in pratica i destro-radicali più intelligenti che abbia mai incontrato. Nella vita reale invece mi parlano di gomblotto e di razza bianca, cose da piangere. E non dico niente delle celtiche che non si fanno mai mancare... nei raduni berlusconiani! Ma ci rendiamo conto?!
Qui ogni volta si cita Preve "e basta già lo so". Sapete la lezione di Preve... ma la vostra lezione qual'è? Voglio capire: chi sono i vostri maestri, dove sono le vostre intelligenze?
Cosa c'è di fecondo da voi, per pensare ed attuare la distruzione del capitalismo?
CP e FN fanno attivismo, la generazione ND è infangata nell'editoria bananiana, in poche parole è il vuoto.
Invece nel movimento okkupazione e alternativo ancora c'è possibilità di fare massa critica. In quei luoghi, quando arrivi a far passare un idea marxiana, significa non solo una notevole progressione teorica, ma anche una possibile traduzione in una pratica.
Voi invece? Stasera birra e legnate, come al solito.
Come mi sembrate lontani da una seria, sostenuta attenzione alle idee e ad un rapporto umano nel quale queste circolano e vengono comprese a fondo!