ben venuto sulla terra !


ben venuto sulla terra !


io sono marxista convinto percorso da forti dubbi sulla capacità degli uomini di essere così solidali da poter essere marxisti in senso socio-politico. Io stesso mi faccio delle domande su questo interrogativo e ti garantisco che non so rispondermi quando ipoteticamente metto me stesso nella condizione di dover essere uguale agli altri nel percorso della vita. Del resto siamo esseri umani e per forza siamo una somma di qualità e difetti e questa somma, a seconda della diversa percentuale di una o dell'altra componente, dà la differenza tra gli esseri umani e proprio per questo dato di fatto esistono le diversità tra la gente che non possono essere ovviate semplicemente imponendo una dottrina politica, quindi anch'io ho dei dubbi sull'applicazione diciamo classica delle teorie marxiste. Sono invece del tutto convinto che solo con le teorie economiche di Marx, rivedute e corrette per la sopravvenuta mutazione delle condizioni delle società, si potrà salvare l'umanità. Quindi ecco: marxista con forti dubbi sulla parte politica, assolutamente marxista convinto per la parte relativa all'economia.
Conclusione: benvenuto a me, perché? Un marxista, da materialista, è sempre sulla terra.
Ultima modifica di cireno; 08-11-13 alle 10:42


Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Per diana, come no! Intanto Marx non avrebbe voluto una rivoluzione come è stata quella bolscevica, lui, Marx, pensava a uma lenta introduzione in una società che il capitalismo aveva sviluppato ed era arrivato al massimo della diseguaglianza sociale, in fatto di distribuzione della ricchezza, cioè in pratica il momento che stiamo vivendo adesso. Marx pensava, e aveva ragione, che rovesciare un regime semifeudale come era proprio quello zarista avrebbe comportato eccessivi sacrifici per costruire una società socialista, ma Lenin si è trovato nell'obligo di scatenare quella rivoluzione subito, nel 1917. La Russia era un Paese fortemente arretrato e per portarlo a un livello industriale necessario per competere con il mondo capitalista ha forzatamente portato il popolo a sacrifici immensi. Aveva ragione Marx, aggiungici la guerra di Hitler e capirai che Lenin aveva avuto troppa fretta.


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Il marxismo è superato tanto quanto il capitalismo. Mò.... basta!
Il senso della vita è la pizza




Secondo Marx la sovversione del sistema capitalistci doveva avvenire in un paese dove il capitalismo esisteva. La Russia era un paese fortemente arretrato, privo di struttura industriale, quindi privo di proletariato: solo una massa di contadini più servi della gleba che altro. Per Marx era la Germania il Paese dove sarebbe dovuta scoppiare la rivoluzione. Marx aveva insegnato che perché potesse esservi una rivoluzione operaia occorreva prima instaurare un apparato industriale dal quale potesse muovere i suoi passi un moderno proletariato in grado di abbattereil sistema capitalistico: la rivoluzione proletaria si sarebbe dunque dovuta configurare come figlia e parricida del capitalismo, e la Russia non era certo il Paese più adatto.Ei menscevichi, nei quali milkitva Trotszkij, intendevano appunto, in piena sintonia con i princìpi marxisti, aspettare che si sviluppasse un sistema capitalistico avanzato prima di lanciare la parola d’ordine della rivoluzione ed erano comunque convinti che la rivoluzione operaia avrebbe avuto il suo epicentro in Germania. Di tutt’altro avviso erano i bolscevichi, che volevano un passaggio diretto dalla guerra mondiale che stava in quegli anni sconvolgendo l’Europa alla rivoluzione proletaria in Russia, bruciando la tappa dello sviluppo industriale e saltando direttamente dall’arretratezza contadina (la servitù della gleba era stata abolita solo nel 1861) alla modernità di un regime comunista. E questo non era il solo aspetto in aperto contrasto con le tesi marxiste: i bolscevichi, infatti, erano anche favorevoli ad una riforma agraria che redistribuisse ai contadini le terre; quest’idea bolscevica, però, era molto più vicina alle tesi borghesi affiorate già con la Rivoluzione francese che non ai princìpi marxisti secondo cui la terra non deve essere redistribuita, ma collettivizzata. Perché dunque i bolscevichi seguirono una linea divergente da quella tracciata a suo tempo dal padre del marxismo? Tutto si spiega se teniamo presente che la situazione russa era estremamente arretrata e diversa rispetto a quella in cui aveva operato Marx: e il merito dei bolscevichi risiede appunto nell’aver adattato le tesi marxiste alla particolarissima situazione russa, dando un grande peso (che Marx non aveva mai dato) ai contadini per poterne così conquistare la piena fiducia. Il programma bolscevico, in origine, era molto semplice: bloccare la guerra ed effettuare la riforma agraria. Intanto, lo zar aveva abdicato e il potere era stato raccolto dal partito di ispirazione liberale: si trattava però di un potere instabile, poiché il nuovo governo gestiva un potere che non si era conquistato e pertanto le leggi che varava venivano applicate solamente se isoviet (i consigli operai) erano d’accordo. In questa paradossale ambiguità di potere caratterizzata da un governo semi-esautorato, si innestò la riflessione di quello che fu il leader e l’eroe della Rivoluzione russa: Lenin. In contrasto con le idee di Marx,come ho spiegatosuccintamente.
Ultima modifica di cireno; 08-11-13 alle 19:27




Cioè buttiamo via gli insegnamenti di Platone, di Aristotele, gettiamo a mare Gesù, Buddha, e già che ci siamo la cultura greca, il diritto romano, il Rinascimento, l'Illuminismo.....il XIX secolo è stato il grande motore della filosofia, della cultura, della trasformazione dell'Uomo......ma si va, gettiamo a mare Galileo, Newton, Einstein (cazzo, ha cento anni ormai quella sua teoria), abbeveriamoci alla fonte di Vespa, di Grillo, di Crozza, riempiamoci la testa di NCIS, di Grandi Fratelli, di Juventus-Real. Va benissimo, a ch serve la cultura? Mister Incapace ci ha insegnato che per scopare ragazze di 50 anni più giovani di lui bastano i soldi, ci ha fatto capire che Mahler era un coglione, vuoi mettere "Per fortuna che Silvio c'è"?
Mi ritiro in un grotta in montagna, e mi porto un solo libro da leggere: l'Idiota, del grande Fjodor
Ultima modifica di cireno; 08-11-13 alle 21:43