



mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Credo che andrebbe fatta pace con il cervello. Non si può da una parte gridare allo scandalo quando si propongono corsi di educazione sessuale a scuola e gridare comunque allo scandalo se qualche ragazza ricorre alla pillola del giorno dopo.
Altra cosa sono gli aborti praticati da donne già adulte, per qualsiasi ragione esse prendano questa decisione. La 194 va salvaguardata, ma non in quanto pro-aborto (perché non lo è), ma per evitare che si debba ricorrere alle mammane o alla clandestinità.
Abolendo la 194 non si elimina l'aborto, lo si mette sotto il tappeto.
Ultima modifica di Malandrina; 27-11-13 alle 18:11
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
{;,;}






mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


(Non tutti dite la stessa cosa )
Rispondo a te ma rispondo anche all'altro : quelle che contesto sono le motivazioni "bioetiche" o "scientifiche" per cui l'embrione-feto <90 giorni abbia un minor diritto alla vita di quello >90 o del neonato , quindi tutte le affermazioni che tentano di paragonare lo zigote ad uno spermatozoo , di paragonare la vita dell' embrione a quella di una pianta ,quelle che tentano di giustificare la differenza di diritto alla vita tramite non specificati "fatti" che riguardano organi e sistema nervoso o giustificare l'aborto perché comunque l'embrione-feto non è umano ma lo è solo "in potenza" ecc. (e dove c'è scritto che se è in potenza ha meno diritto alla vita ? boh )
Il ciclo della vita umana comincia con la fecondazione e finisce con la morte , non vi è alcuna motivazione logica per cui alcune fasi della vita dovrebbero avere meno diritto alla vita stessa delle altre .Fatta questa premessa ne consegue che ciò che va a concorrere al diritto alla vita dell'embrione/feto non è la sua minor dignità rispetto alle altre fasi della vita o il non volerlo considerare esso stesso "vita umana" o l'essere vita "come una pianta" ma il diritto della madre di poter decidere sulla qualità della sua vita , valore che la società moderna ritiene preminente rispetto alla vita stessa del figlio e che io ,come più volte affermato , condivido accettandone i compromessi pur cosciente delle gravi implicazioni etiche che ciò comporta .
La legittimazione dell'aborto non la si ottiene sminuendo la dignità di una fase della vita umana ma esaltando il diritto della madre ad avere una qualità della vita essa stessa dignitosa che non potrebbe avere con un figlio malformato o crescendo un figlio in situazione economica disastrata ecc. .
Ultima modifica di King Z.; 27-11-13 alle 18:32
Regressista amante della pucchiacca.




La soluzione dei 90 giorni è una soluzione di compromesso che limita tempralmente da una parte il diritto della donna a gestire il proprio corpo(rimane per i casi più gravi l'aborto terapeutico successivo ai 90) ma che consente di operare su un feto che non ha sicuramente le capacità sensoriali per provare nulla a livello di dolore o meno.
Rimane ovvio che la contraccezione compresa la pillola del giorno dopo rimane la soluzione migliore e che anche la tempistica della decisione avvenga nel minor tempo possibile.
Se andiamo a vedere le statistiche più dell'80% degli aborti senza vincoli sono prima delle 10 settimane e questo è un dato buono a mio parere.

