

"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Echi tridentini in letteratura: Giovanni Lindo Ferretti
«In chiesa il priore officiava in latino e io imparavo le sequenze liturgiche che mi hanno legato ai secoli dei secoli. Kyrie Confiteor Gloria Credo Sanctus et Miserere...
abbi misericordia di me, De profundis... dal profondo a te grido Signore...
Celebravamo con la Santa Messa il sacrificio perfetto: l’agnello immacolato che offrendosi libera gli uomini riconciliandoli a Dio.
Vivi, morti, Santi e ogni creatura cara al Creatore: c’eravamo tutti e noi, i presenti, forse i meno importanti.
La vertigine, ancora oggi, mi coglie al suono del nome Melchisedech, già Sommo Sacerdote al cospetto di Dio quando nostro Padre Abramo muoveva i primi passi e tutto ciò che sarebbe stato poi, fino ad oggi, era solo promessa, progetto. Una vertigine che colpisce chi si affaccia dall’orlo dei propri giorni sul tempo: i secoli dei secoli... omnia saecula saeculorum. Amen. Così è.»
Giovanni Lindo Ferretti, nato nel 1953 a Cerreto Alpi (Reggio Emilia), ha trascorso molti anni qua e là per l’Italia e per il mondo: abbandonata la fede cattolica dell’infanzia, militante dell’estrema sinistra extraparlamentare, fondatore e animatore di gruppi punk-rock d’avanguardia fra i più noti e “popolari” a partire dal 1982 (CCCP-Fedeli alla linea, poi CSI, poi diversi altri), autore e interprete di canzoni famose, protagonista di concerti indimenticabili, cinque anni fa compiva un clamoroso viaggio di ritorno: “Dopo aver cercato il senso in mille modi senza trovarlo, l'ho trovato tornando a casa”, confesserà in un’intervista. Il recupero della fede cattolica riempie di profumato vino nuovo un contenitore né stanco né deluso: vive attualmente nel paese natale, impegnato ad assistere la mamma anziana e, nel tempo che l’amore e l’alzheimer gli lasciano libero, a cantare e parlare e scrivere e pensare. Il brano riportato sopra è tratto da uno splendido libro uscito nel 2009 presso Mondadori, col titolo Bella gente d’Appennino che riecheggia una canzone e un concerto:
http://www.youtube.com/watch?v=8c_2V3XUUHQ
Fra un “ante” e un “post” trovano luogo, in questo mirabile libro di tenerezza e lucidità senza pari, racconti, rievocazioni, miti, metafore, pagine di poesia in prosa e versi che sembrano prosa. La storia dei suoi luoghi e dei suoi cari, vivi e scomparsi, su e giù per i continenti, su e giù per i decenni e i secoli, su e giù per i meandri del suo cuore partito e ritornato, mai inaridito: “d come dimora”; “c come cavallante”; “i come incarnazione”; “b come bottega”; “s come sepoltura”; “e come esilio”; “p come persone (politica)”; “a come appennino, alpe”.
«Giovanotto sono stato succube e agente di una ideologia falsificante che estirpava, in baldanzosa marcia, ogni legame organico. Pietas, liturgia, vocazione e virtù ridotti a banalizzazione rancorosa e derisoria della propria storia plasmata con difficoltà, nei secoli, a civiltà della cristianità. (...) Attraverso i miei giorni nel silenzio, nello studio che mi è stato negato, io colpevole.»
Con l’amore, il coraggio e la gratitudine di chi ha potuto e saputo ritrovare radici e tradizione:
«Anche più volte al giorno, con mia madre che tutto dimentica ma non i morti, andiamo da loro. Recitiamo il De profundis, preghiamo per loro, chiediamo di intercedere per noi che siamo in cammino.»
«Il brutto tempo ci obbliga in casa, ci ruba le camminate in tenerezze accennate, adatte a una madre anziana e a un figlio adulto. D’inverno il buio cala presto e cresce a dismisura l’angoscia da spaesamento propria di quell’ora, il nostro tormento. Ci salva, ogni sera, il suono della campana dell’Ave Maria. Ci salva, ogni sera, la recita del Santo Rosario. A Lei la corona, a me l’enunciazione dei misteri e, in un latino ecclesiastico scampato ai secoli e all’ignoranza, Lei scandisce le litanie, io la sostengo qua e là ma molto poco. Ogni sera la preghiera più semplice, la pratica religiosa più umile, ci restituisce a noi stessi, alla nostra storia, al mondo intero. (...) Il rosario ha retto le disgrazie, le catastrofi, le guerre, l’occupazione nazista. Reggerà l’alzheimer.»
*
Si vola tanto alto, in questo memoriale d’amore e di fede, che provo un po’ d’imbarazzo nel tentare di far rientrare, un po’ banalmente, certe riflessioni nello schema degli “echi” a me cari.
«Tra la potenza e lo splendore della liturgia, che anticipa e richiama i Cieli attestandone anelito e distanza, e il perpetuarsi del mistero della vita in ogni non ancora-nascente-nato-morto al mondo sta lo spazio dell’arte. La bellezza è ciò che la qualifica, la verità la rende doverosa e indispensabile. Decadendo la liturgia a formulazione antigerarchica e piatta e riducendo a genetica il nascere si fa piazza pulita dell’arte che può pensarsi design, installazione, moda, ma si riduce ad oggettistica e solo il prezzo ne certifica e consola la pretesa artistica. (...)
Da che la Chiesa cattolica ha relegato la sua lingua ad uso amministrativo e ridotto la sua liturgia a funzione assembleare, bramosa di orizzontale ed appagata in questo, si è resa estranea e superflua all’arte, oltre a rendere un pessimo servizio agli uomini, a cui non resta che snocciolare, incrementandola, la sequela delle rivendicazioni, dei diritti.»
MiL - Messainlatino.it: Echi tridentini in letteratura: Giovanni Lindo Ferretti
Preferisco di no.


Posso dire di aver fatto un percorso similare a quello di G.L. Ferretti.
certo io sono piu' bello...
...a parte gli scherzi, l'ho sempre seguito con interesse (fin dagli esordi nichilisti).
Ultima modifica di Ucci Do; 25-11-13 alle 19:51
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Una roccia e una "pietra d'inciampo" mi verrebbe da scrivere.


Certe volte penso che certi tipi di atei abbiano già spalancate dentro di loro le porte del cattolicesimo. Parlo di quegli atei che si approcciano al loro ateismo in maniera riflessiva e non superficiale.
Tante volte penso che sia soltanto questione di tempo, anche se all'apparenza l'ateo in questione da segnali tutt'altro che di ammorbidimento.
Ultima modifica di Cuordy; 25-11-13 alle 22:48
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Nel mio caso (e credo sia anche il caso di g.l. ferretti) un ruolo importante/basilare l'ha giocato la tradizione familiare da cui provengo che sempre si è riconosciuta nella Chiesa cattolica di Roma.
Anche quando buttavo nel cesso la mia vita mi sentivo a casa entrando in Chiesa.
Spero che lo stesso conforto possa accompagnare anche il percorso di mia figlia.
Ultima modifica di Ucci Do; 25-11-13 alle 22:47
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...




Mi sto proprio leggendo in questo periodo Reduce, autografato da lui.
Non concordo sulla sua assoluta e cieca apologia di Israele (lo Stato sionista, non il popolo dell'At e NT), anche se credo sia dovuta alla fascinazione anche estetica che ha avuto per Gerusalemme.


Tra l'altro me lo ricordo quando cantava Punkislam...ogni tanto me lo rivedo
Consiglio Reduce per come è scritto, sembra un viaggio interiore


e' un esteta
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