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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    Kiev, dalle molotov ai dollari, Michele Paris
    di Michele Paris - 05/02/2014

    Fonte: Altrenotizie [scheda fonte]




    L’incontro tra i leader dell’opposizione politica ucraina e i rappresentanti dei governi occidentali nel fine settimana a Monaco di Baviera ha avuto come effetto immediato la presentazione di un pacchetto di aiuti finanziari a Kiev per convincere il presidente, Viktor Yanukovich, a sganciarsi da Mosca. La più recente proposta è solo l’ultimo tentativo da parte di Stati Uniti e Unione Europea di modellare secondo i propri interessi la crisi in corso ormai da oltre due mesi in Ucraina, così da assestare un colpo decisivo alle ambizioni russe in questo paese.

    A margine dell’annuale conferenza di Monaco sulla sicurezza, delegati di Washington e Bruxelles hanno dunque preparato un’offerta economica per l’Ucraina, ormai sull’orlo del baratro finanziario dopo il congelamento degli aiuti promessi dal Cremlino.

    La Russia aveva lanciato un piano da 15 miliardi di dollari in seguito alla marcia indietro di Yanukovich sull’adesione ad un trattato di partnership con l’UE. Il denaro, tuttavia, è stato bloccato la scorsa settimana, quando lo stesso presidente ucraino aveva annunciato le dimissioni del governo come concessione ai manifestanti e ai leader dell’opposizione che, in precedenza, avevano rifiutato di entrare a far parte di un nuovo esecutivo di “unità nazionale”.

    Ad influire in maniera decisiva sulla decisione di Mosca era stato il fatto che il primo ministro ucraino uscente, Mykola Azarov, aveva negoziato personalmente il prestito da 15 miliardi di dollari garantito da Putin a dicembre. Visto il nuovo scenario, la Russia ha fatto sapere di volere attendere gli sviluppi a Kiev, così da sapere, come ha affermato un diplomatico del Cremlino alla rivista americanaTime, “con chi stiamo trattando in Ucraina”.

    Alla luce delle incombenze finanziarie di questo paese e con la minaccia di un ulteriore “downgrade” da parte delle agenzie internazionali di rating, l’UE e gli Stati Uniti hanno sfruttato la situazione, prospettando ai leader dell’opposizione recatisi a Monaco una boccata di ossigeno, sia pure alle proprie condizioni.

    Secondo quanto riferito in un’intervista al Wall Street Journal dalla numero uno della diplomazia UE, Catherine Ashton, il piano finanziario allo studio per Kiev “non sarà modesto” e il suo esborso non dipenderà dal via libera di questo paese alla riapertura del negoziato con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per un altro prestito di lungo periodo.

    Quest’ultima rassicurazione è però di ben poco conforto soprattutto per la popolazione ucraina, poiché anche il denaro promesso da UE e USA sarebbe vincolato alla messa in atto di “riforme” politiche ed economiche sulla stessa linea di quelle imposte dal FMI.

    Dietro all’espressione “riforme”, come di consueto, si nascondono misure di liberalizzazione dell’economia che penalizzerebbero ulteriormente le fasce più deboli di una popolazione già in larga misura impoverita, come l’aumento del costo delle forniture di energia e la svalutazione della moneta ucraina.

    L’altra condizione preliminare chiesta per lo stanziamento dei fondi è poi la formazione di un governo di transizione con membri dell’opposizione che, in ogni caso, sarebbe chiamato a riaprire i colloqui con il FMI per ulteriori “aiuti” finanziari. Il percorso offerto dall’Occidente all’Ucraina, in definitiva, prevede alcune delle stesse condizioni difficilmente accettabili che nel novembre scorso spinsero Yanukovich a voltare le spalle all’UE per rivolgersi verso la Russia.

    Dopo avere alimentato proteste di piazza che hanno gettato il paese nel caos, Washington e Bruxelles sembrano auspicare ora che il presidente finisca per tornare sui propri passi, imbarcando i partiti di opposizione in un nuovo governo di “unità nazionale” che, dietro l’apparente soddisfazione delle aspirazioni democratiche dei cittadini ucraini, fornisca la copertura necessaria ad implementare misure impopolari per aprire il paese al capitale occidentale.

    La stessa Ashton ha poi messo in chiaro le intenzioni occidentali in merito all’Ucraina. A detta della diplomatica britannica, cioè, il sostegno a Kiev potrebbe avvenire in “diverse fasi”, una delle quali consisterà in nuove “prospettive di investimento”, vale a dire la trasformazione del paese dell’est europeo in una piattaforma per le compagnie occidentali desiderose di sfruttare manodopera a bassissimo costo.

    La voce principale dell’Occidente sull’Ucraina nel fine settimana a Monaco è stata comunque quella del segretario di Stato americano, John Kerry, protagonista di discussioni con i leader dell’opposizione anti-Yanukovich, a cominciare dall’ex campione di pugilato e numero uno del partito UDAR sponsorizzato dai conservatori tedeschi, Vitali Klitschko.

    L’appoggio occidentale alle opposizioni ucraine continua ad essere assicurato nonostante esse siano animate anche da movimenti e partiti di estrema destra, alcuni dei quali ultra-nazionalisti o apertamente neo-fascisti, come il partito Svoboda (“Libertà”), guidato dal noto anti-semita Oleg Tyahnybok.

    La posizione occidentale è stata così criticata a Monaco dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il quale ha chiesto quale sia il nesso tra “l’incitamento alle violenze di piazza e la promozione della democrazia” e perché non si esprimano condanne verso “coloro che occupano edifici governativi, attaccano le forze di polizia e usano slogan razzisti e anti-semiti”.

    A Kiev, intanto, il presidente Yanukovich è tornato al lavoro lunedì dopo alcuni giorni di assenza per malattia. Le opposizioni, invece, hanno annunciato di puntare a modifiche costituzionali che dovrebbero sottrarre alcuni poteri al presidente per restituirli al parlamento. I cambiamenti alla carta costituzionale dovrebbero essere discussi in una sessione del parlamento indetta per martedì.

    Non è chiaro, in ogni caso, fino a che punto potranno spingersi le concessioni della maggioranza fedele a Yanukovich, tanto più che i manifestanti continuano a respingere gli inviti ad abbandonare gli edifici governativi occupati, come era stato chiesto dal presidente in cambio, ad esempio, dell’amnistia per coloro che sono stati arrestati durante gli scontri delle scorse settimane.

    La stampa locale, infine, ha riportato lunedì le parole del presidente del parlamento ucraino, Volodymyr Rybak, secondo il quale lo scioglimento dell’assemblea legislativa (Verkhovna Rada) “non è da escludere”. Questa mossa porterebbe direttamente ad elezioni anticipate che, però, Bruxelles ha escluso proprio nel fine settimana.

    Le formazioni filo-occidentali, infatti, non sarebbero del tutto certe della vittoria elettorale - sia a causa del sostanziale discredito di tutta la classe politica ucraina che per il relativo consenso tuttora raccolto da Yanukovich e dal suo partito nelle regioni orientali del paese - e, anche in caso di successo, un loro eventuale nuovo governo si ritroverebbe ben presto a pagare il prezzo delle misure impopolari richieste da Bruxelles e dagli ambienti finanziari internazionali.

    In questa prospettiva, appare evidente come la soluzione preferita da UE e Stati Uniti rimanga una pacificazione del paese tramite il già ricordato governo di “unità nazionale”, attorno al quale tutti gli schieramenti dovrebbero raccogliersi per garantire l’allineamento all’Occidente e mettere fine a proteste che potrebbero facilmente sfuggire di mano di fronte alle difficili decisioni che si prospettano in ambito economico.



    Ultima modifica di Avanguardia; 05-02-14 alle 20:27
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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    I comunisti ucraini decidono di fronteggiare i ribelli, a difesa del governo filo-russo. Senso patriottico di responsabilità.

    Ucraina: i comunisti istituiscono le milizie popolari per combattere i neonazisti - Stato & Potenza
    Nico Maury 1 febbraio 2014I comitati locali del Partito Comunista d’Ucraina (KPU) creano nelle regioni orientali le milizie popolari per combattere i neo-nazisti di EuroMaidan. Dopo Odessa, Stakhanov, Simferopol, Dnepropetrovsk, il KPU organizza milizie a Lugansk e Zaporozhe.A Zaporozhe la milizia popolare
    I comunisti di Zaporozhe hanno creato una “milizia”, annuncia il Primo Segretario del Partito Comunista di Ucraina Vitalij Misha. Secondo lui, l’iniziativa proviene dai cittadini e da organismi pubblici, allarmati dalla minaccia dei nazisti. Il compito della “milizia del popolo” è mantenere l’ordine pubblico, evitare la destabilizzazione dell’oblast di Zaporozhe e bloccare tutti gli attacchi dai gruppi fascisti. La consigliera regionale comunista Elena Semenenko ha chiesto il divieto del partito “Svoboda” nel territorio della regione di Zaporozhe.
    L’8 febbraio, si svolgerà un grande corteo antifascista a Kiev dei volontari della “milizia”, composta da:
    Komsomol di Zaporozhe
    VSZHT “Gioventù futura d’Ucraina”
    Guardia Slava
    Unione dei cittadini ucraini
    Unione degli agenti di polizia sovietici
    Organizzazione dei veterani d’Ucraina
    Funzionari pubblici
    Associazione dei veterani di Chernobyl
    I principali obiettivi della milizia è supervisionare il rispetto della legge e dell’ordine nella città, creare squadre d’intervento anti-tumulti, impedire all’opposizione di occupare edifici amministrativi, lotta antivandalica, opposizione a qualsiasi forma di restauro del fascismo e riabilitazione dei crimini commessi dai terroristi dell’UPA.
    A Lugansk, i comunisti creano la “milizia” per respingere i ribelli
    I comunisti formano una “milizia” di 200 persone pronta a reagire entro un’ora respingendo i neo-nazisti diretti a Lugansk, afferma il Primo Segretario del Comitato del Partito Comunista di Ucraina, Maksim Chalenko. “Lo scopo di questo gruppo è proteggere i civili e non gli edifici amministrativi. Nostro compito è impedire scontri e provocazioni.” Ha anche notato che la milizia è al centro della rete di organizzazioni primarie del comitato regionale del Partito comunista dell’oblast di Lugansk, che copre l’intera regione. “In ogni strada vi sono comunisti, osservano la situazione nelle zone residenziali e avvisandoci della situazione costantemente, la sede decide come reagire“, ha aggiunto il comunista.
    Traduzione di Alessandro Lattanzio
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    Ultima modifica di Avanguardia; 07-02-14 alle 13:59
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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014...li-usa/872285/
    “L’Unione europea si fotta”, l’audio della diplomatica che imbarazza gli Usa
    E' la frase sfuggita a Victoria Nuland, massimo responsabile americnao per le relazioni con l'Ue, in una conversazione telefonica con l'ambasciatore americano a Kiev. Tra i primi sospettati ci sono i russi che commentavano l'episodio su Twitter prima che fosse reso pubblico


    di Redazione Il Fatto Quotidiano | 6 febbraio 2014Commenti (165)
    “L’Unione europea si fotta”, l’audio della diplomatica che imbarazza gli Usa
    Più informazioni su: Diplomazia, Diplomazia Internazionale, Russia, Ucraina, Usa.


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    “Fuck the Eu”, letteralmente “l’Unione europea si fotta“: una frase sfuggita non a una persona qualunque, ma al massimo responsabile americano per le relazioni con il Vecchio Continente: la segretario di Stato aggiunto, Victoria Nuland, una delle vice del capo della diplomazia Usa John Kerry. La battutaccia alla Nuland è scappata nel corso di una telefonata con l’ambasciatore americano a Kiev, Geoffrey Pyatt, in cui si è discussa la possibilità di trovare un accordo tra il governo ucraino di Viktor Ianukovich e l’opposizione guidata dall’ex pugile Vitali Klitschko.


    Peccato che la telefonata – che dovrebbe risalire alla fine di gennaio – sia stata intercettata, registrata e postata immediatamente e in maniera anonima su Youtube, facendo così il giro del mondo. E rischiando di provocare un incidente diplomatico non da poco tra Washington, Bruxelles e le altre capitali europee. Nella registrazione si sente chiaramente la Nuland, ex portavoce del Dipartimento di Stato, che riferisce all’ambasciatore Pyatt di aver parlato di un piano per la pacificazione in Ucraina con il sottosegretario per gli Affari politici delle Nazioni Unite, l’americano Jeffrey Feltman. Quest’ultimo – spiega il segretario di Stato aggiunto – vorrebbe nominare un inviato speciale dell’Onu per l’Ucraina, un’idea con la quale si sarebbe già discusso anche con il vicepresidente americano, Joe Biden.


    Insomma, un piano dietro le quinte orchestrato dagli Usa e, a quanto pare, non condiviso con gli alleati. “Sarebbe grande”, esclama Nuland, che mette anche in guardia l’ambasciatore sulla possibilità che il capo dell’opposizione ucraina diventi primo ministro: “Non penso sia una buona idea“. Poi l’ex portavoce del Dipartimento di Stato non resiste e si lascia scappare la volgare battuta: “E per quel che riguarda l’Unione Europea… vada a farsi fottere”. Così, nell’imbarazzo generale, è dovuta intervenire addirittura la Casa Bianca per gettare acqua sul fuoco. “Il segretario di Stato aggiunto si è messo in contatto con i suoi omologhi dell’Unione europea, con i quali le relazioni sono più forti che mai”, si è premurato di affermare il portavoce Jay Carney.


    È possibile che ci sia la Russia dietro alla diffusione dell’audio filtrato in rete. È quanto sospettano fonti ufficiali degli Stati Uniti, sottolineando che fra i primi a commentare su Twitter l’audio ci sia stato proprio un assistente del vice premier russo Dmitry Rogozin, Dmitry Loskutov, il cui tweet è stato pubblicato oggi circa sette ore prima che l’esistenza del video divenisse di dominio pubblico. Anche la portavoce del dipartimento di Stato americano, Jen Psaki, parlando con i giornalisti ha fatto riferimento a questa ipotesi: se i russi sono stati responsabili di avere ascoltato, registrato e pubblicato una conversazione telefonica privata fra diplomatici, sarà “un nuovo punto basso delle tecniche russe di spionaggio“, ha detto. Ad avvalorare l’ipotesi che il file sia stato pubblicato su YouTube da una fonte filo-russa, c’è il fatto che il video, che mostra foto di Nuland e Pyatt, riporta il titolo ‘Marionette di Maidan’ in russo ed è sottotitolato in russo. Maidan è il nome della principale piazza di Kiev diventata centro delle proteste dell’opposizione.
    Ultima modifica di Avanguardia; 07-02-14 alle 14:25
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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    Meglio diffidare del fecciume neonazista europeo, Alba Dorata in primis. Giusto invece appoggiare i comunisti ucraini e la Federazione Russa in un'ottica antistatunitense, ma non scordiamoci mai che anche le istituzioni e il governo russo sono corrotti assai.

    Riguardo a questa vicenda mi ricorderò sempre la risposta - a una mia domanda - di una donna ucraina, che faceva le pulizie in un albergo dove lavoravo. Dopo esserci presentati gli chiesi da dove venisse, lei mi rispose più o meno così: "prima ero russa....adesso non so più che cosa sono".

  5. #25
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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    questa è una di quelle questioni troppo complesse per poter prendere delle posizioni chiare e univoche.
    voglio dire, gli occhi di un italiano non hanno il necessario bagaglio culturale e "vitale" per poter analizzare questi avvenimenti in modo da rintracciare da che parte si trovi il "giusto".
    le ragioni dei nazionalisti sono validissime, dopo tutti gli anni di dominio sovietico l'odio antirusso è più che plausibile. ma se vogliono lasciare la russia per passare sotto i diktat dell'europa non si rendono conto di quello che fanno.
    la cosa migliore potrebbe essere isolarsi in un distaccato sovranismo, rigettando l'asia pur senza entrare nel blocco occidentale. tuttavia anche i comunisti ucraini hanno le loro ragioni quando sottolineano i vantaggi provenienti dai collegamenti con la russia.
    è complicato insomma...
    ...vivono tutte ancora le isole madri di Eroi
    ogni anno rifioriscono...


  6. #26
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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    Ucraina, la tregua ha vita breve, nuovi scontri a Kiev. Evacuato il Parlamento | tiscali.notizie
    L'Ucraina non riesce a svoltare pagina. Questa mattina, nonostante il presidente ucraino Viktor Ianukovich avesse annunciato una "tregua" per "fermare il bagno di sangue" e la ripresa dei colloqui con l'opposizione, nel centro di Kiev sono ripresi gli scontri tra polizia e manifestanti. Il bilancio dei caduti di quella che rischia di diventare una guerra civile si fa sempre più aspro, con i morti che salgono da 26 a 28, mentre 287 feriti sono ancora in ospedale. Lo ha annunciato il ministero ucraino della Salute. Il ministero ha precisato in un comunicato postato sul suo sito Internet che tra i feriti nelle violenze di martedì sera nella capitale ucraina c'erano anche quattro giovani di meno di 18 anni e due cittadini stranieri.
    Ordinata evacuazione del Parlamento - Gli insorti hanno costretto gli agenti delle forze speciali ucraine ad arretrare abbandonando le posizioni conquistate in Maidan, la piazza centrale di Kiev. Secondo il Kyiv Post si sentono in continuazione colpi di arma da fuoco, e continua anche il lancio di molotov. Un mezzo della polizia è in fiamme, e i dimostranti stanno occupando negozi e magazzini vuoti nella piazza. Un cecchino degli insorti antigovernativi starebbe poi sparando sulla polizia dall'edificio del conservatorio di Kiev e avrebbe già ferito più di 20 agenti. Lo sostiene il ministero dell'Interno. Il conservatorio si affaccia su Maidan, la piazza centrale di Kiev cuore della protesta antigovernativa. Deputati e impiegati stanno evacuando il palazzo della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) per motivi di sicurezza. Lo fa sapere l'agenzia Interfax.
    Europa e Usa al lavoro per trovare una soluzione - Gli Stati Uniti stanno lavorando con l'Unione europea per rispondere alla situazione in Ucraina. Lo ha affermato il presidente americano, Barack Obama, sottolineando che ''ci saranno conseguenze se si oltrepasserà il segno''.Josè Manuel Barroso ha telefonato al presidente ucraino Viktor Ianukovich per comunicare "lo shock e lo sgomento" per "chiedere l'immediato stop della violenza" e la "ferma condanna dell'uso della forza". Barroso ha poi affermato che la Ue "è pronta a reagire fermamente ad un ulteriore deterioramento della situazione". Secondo quanto riferito dal capo della diplomazia francese, Laurent Fabius i ministri degli Esteri di Francia, Germania si recheranno oggi a Kiev con il loro omologo polacco, già partito per la capitale ucraina.
    20 febbraio 2014
    Redazione Tiscali


    Ultima modifica di Avanguardia; 20-02-14 alle 11:09
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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    La Stampa - Kiev, deputati in fuga dal parlamento E la piazza fa prigionieri 50 poliziotti
    Ha riconquistato la piazza centrale di Kiev la folla di manifestanti antigovernativi che ieri aveva accettato la tregua con la polizia. Stamattina Maidan è tornata a trasformarsi in un campo di battaglia. Gli insorti - riportano i media locali - hanno fatto prigionieri una cinquantina di poliziotti e li hanno portati in un edificio occupato vicino al municipio di Kiev facendoli passare attraverso un corridoio umano di dimostranti antigovernativi. Deputati e impiegati - fa sapere l’agenzia Interfax - stanno evacuando il Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, per motivi di sicurezza.

    Il presidente Viktor Ianukovich è in questo momento impegnato in un incontro con i ministri degli Esteri francese, tedesco e polacco. Lo ha detto Anna Gherman, una consigliera del capo di Stato ucraino, citata dall’agenzia Interfax. Il presidente ieri sera aveva chiesto una interruzione degli scontri per «fermare il bagno di sangue e stabilizzare la situazione», mossa giunta in serata dopo le aspre critiche dell’occidente e la minaccia di sanzioni da parte dell’Ue. Ieri il bilancio degli scontri era arrivato a 28 morti. Tra questi dieci poliziotti, un giornalista e due militanti del partito presidenziale, gli altri tredici dovrebbero invece essere manifestanti antigovernativi.

    Il bilancio di stamattina è già pesantissimo: a pochissime ore dalla tregua dichiarata dal presidente ucraino Ianukovich, ci sono almeno sette morti. I giornalisti del giornale locale ucraino Kiv Post affermano di avere contato almeno 30 cadaveri, con evidenti segni di ferite di arma da fuoco. Un poliziotto è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco stamattina- fa sapere il ministero dell’Interno - mentre altri 29 sono rimasti feriti.

    Alcuni atleti ucraini, come anche raccontato dai nostri inviati sul liveblog da Sochi Insalata russa, hanno deciso di lasciare i Giochi invernali per le violenze e i morti negli scontri a Kiev. «Alcuni di loro hanno deciso di ritornare a casa - dice il portavoce del comitato olimpico Mark Adams -, Sergei Bubka (presidente comitato olimpico ucraino, ndr) rispetta la loro decisione». Il Cio non ha reso noto chi e quanti atleti della delegazione ucraina (43 quelli presenti) hanno deciso di ritirarsi a tre giorni dalla chiusura.

    Mosca si è schierata apertamente con le autorità ucraine denunciando un tentativo di «colpo di Stato» da parte delle forze estremiste della piazza ed esigendo dai leader dell’opposizione lo stop delle violenze. Una condanna nei «termini più forti» della deriva sanguinosa degli avvenimenti è quindi arrivata dal presidente americano Barack Obama, che ha avvisato che «ci saranno conseguenze se si oltrepasserà il segno». «Invito fortemente il governo ucraino ad astenersi da ulteriore violenza. Se i militari interverranno contro l’opposizione, i legami con la Nato saranno seriamente danneggiati», ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen.
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014...pariti/890391/
    Ucraina, “Yanukovich ha lasciato Kiev”. Ex capo servizi: “Ministri spariti”

    Secondo l'agenzia Interfax il presidente è nell'est del Paese, dove ci sono i suoi più forti sostenitori. Ma non sarebbe scappato. "Lì per una riunione politica", dice il Dipartimento Usa. I membri del governo, riferisce l'ex braccio destro di Timoshenko, sono introvabili. Si dimette anche il presidente del Parlamento e le opposizioni chiedono elezioni anticipate prima del 25 maggio


    di Redazione Il Fatto Quotidiano | 22 febbraio 2014Commenti (0)




    [COLOR=#067774 !important]Più informazioni su: Kiev, Ucraina, Viktor Yanukovich.



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    [/COLOR]

    All’indomani dell’accordo raggiunto tra le opposizioni e Viktor Yanukovich, il presidente, secondo l’agenzia Interfax, “ha lasciato Kiev” ed è andato “nell’est dell’Ucraina, a Kharkiv“, vicino al confine con la Russia. Una città dove ci sono anche i suoi più forti sostenitori. Una notizia confermata sul Kyiv Post anche dal deputato dell’opposizione,Oleg Liashko. Tuttavia, spiega un funzionario del Dipartimento americano, non sarebbe scappato dalla capitale. Il suo spostamento, dice la fonte, è motivato dalla partecipazione a una riunione politica. “Non è inusuale – ha aggiunto – dopo aver preso un’importante decisione politica che visiti l’est del paese dove si trova la sua base”.
    Ma i sospetti sulla fuga provengono anche da Oleksandr Turcinov, ex capo dei servizi segreti e braccio destro dell’ex premier Iulia Timoshenko. Turcinov dichiara infatti che la maggior parte dei ministri del governo fedele al presidente “sono spariti”, e tra loro anche il ministro dell’Interno, Vitali Zakharcenko, considerato uno dei responsabili dei sanguinosi combattimenti degli ultimi giorni a Kiev.
    E mentre Yanukovich lascia Kiev, sempre secondo Interfax, si è dimesso Volodymyr Rybak, il presidente della Rada, il Parlamento ucraino. Aprendo la seduta odierna, il vice dell’organo legislativo, Ruslan Koshulinski, ha annunciato che Ribak ha scritto in una nota di dimettersi per motivi di salute. Intanto, sia l’ex pugile Vitali Klitschko, leader del partito ‘Udar’, che il capo del partito nazionalista Oleg Tiaghnibok hanno chiesto che le elezioni presidenziali anticipate si tengano prima del 25 maggio.
    Una misura prevista anche nell’accordo raggiunto tra il presidente e gli oppositori che, tuttavia, sono stati fischiati venerdì sera da alcuni manifestanti mentre salivano sul palco in piazza Maidan. “Morte al criminale!” hanno cantato alcuni, riferendosi al presidente. “Dimissioni, dimissioni, dimissioni” hanno urlato altri, mentre un attivista ha minacciato di andare all’attacco con delle armi se l’opposizione non chiederà le dimissioni di Yanukovych entro stamattina. Rivolgendosi alla folla in piazza Indipendenza a Kiev, Klitschko ha cercato di convincere i dimostranti che il presidente ha probabilmente concesso tutto ciò che intendeva concedere. “Non ha intenzione di dimettersi. Non è realistico. Dobbiamo pensare a passi realistici”, ha concluso.

    Ultima modifica di Avanguardia; 22-02-14 alle 11:32
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: I comunisti ucraini sul trattato con l' UE

    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 
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