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Discussione: Ucraini ladri

  1. #1
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    Predefinito Ucraini ladri

    C'era da aspettarselo. Hanno già cominciato a rubare il gas destinato a noi quegli straccioni servi E mi gioco i coglioni che i politici europei non solo chiuderannmo un occhio, ma magari daranno pure la colpa a Putin. E sì, perché secondo i nostri bravi politicanti è normale e giusto che quella faccia grattata di merda paghi il gas a 50 dollari al metro cubo e noi a 265.


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    RUSSIA-UCRAINA: E' GUERRA DEL GAS, UE PREOCCUPATA
    MOSCA - Comincia in salita il semestre di presidenza russa del G8, che il Cremlino vuole impostare proprio sulle politiche di sicurezza energetica: dopo mesi di polemiche e di negoziati all'insegna dei reciproci 'nyet', Mosca ha tagliato da stamane i rifornimenti di gas russo all'Ucraina, lasciando nei tubi destinati al fabbisogno di Kiev solo quella minima quantita' prevista dai diritti di passaggio che il gigante monopolista Gazprom e' disposto a riconoscere.

    Diversa situazione dovrebbero avere i flussi destinati all'Europa occidentale, che dipende per il 25% del suo fabbisogno da Mosca, con punte fino all'80% per paesi come Slovacchia e Repubblica ceca: pur transitando per lo stesso gasdotto, quei rifornimenti passano per condotte a parte, che Mosca assicura di continuare a rifornire regolarmente. Ma gia' in serata uno duro scambio di comunicati fra Gazprom e la controparte Neftagaz-Ukraine ha messo in allarme i mercati europei: la cellula di crisi di Kiev, guidata dal premier Iuri Iekhanurov, ha affermato che Mosca starebbe decurtando i volumi destinati all'Ue; il gigante energetico russo ha smentito, e attraverso il suo portavoce Serghei Kuprianov ha apertamente accusato l'Ucraina di furto.

    ''I volumi in entrata nel gasdotto ucraino e quelli in uscita non corrispondono affatto. Ci sono stati prelievi abusivi - ha detto il funzionario - e abbiamo registrato cali in tutte le centrali esterne, tranne una. Domani a mezzogiorno potremo essere piu' precisi su quanto gas e' stato rubato oggi''.

    Conscio dei rischi per la non florida economia del paese, al di la' dei proclami di ''autarchia del carbone'' del suo premier e dalle rassicurazioni sulla costanza dei rifornimenti di gas turkmeno - che peraltro transitano per il territorio russo - il presidente ucraino Vitkor Iushenko continua a tentare di rilanciare il negoziato: Kiev, ha detto, e' disposta a pagare ''prezzi internazionali'' a partire da oggi per il gas russo, ma non quelli, che considera ''virtuali'', di 230 dollari per 1000 metri cubi chiesti da Gazprom. Ritiene quelle tariffe ''inammissibili per una semplice ragione: e' una pretesa economicamente infondata, per la quale fino a oggi non abbiamo ricevuto spiegazioni convincenti. Come base per delle trattative, e' un prezzo fuori questione''. Dal punto di vista del capo di stato ucraino, e' un'apertura inedita: finora aveva insistito per un passaggio graduale alle tariffe di mercato. Fino a ieri d'altro canto, l'ex repubblica sovietica aveva usufruito di un prezzo politico di 50 dollari per 1000 metri cubi. Ma la sua consacrazione da parte dell'Ue a ''economia di mercato'', e soprattutto le sue ambizioni di integrazione nelle istituzioni euroatlantiche, hanno spinto Mosca a cambiare decisamente registro. La nuova proposta di Iushenko sembra pero' destinata a trovare orecchie sorde: la tariffa di 230 dollari e' secondo Gazprom perfettamente compatibile con gli standard europei.

    ''Romania, Bulgaria e Ungheria - ha detto Kuprianov - pagano fra i 230 e i 260 dollari per 1000 metri cubi, Austria, Germania e Italia fra i 245 e i 265 dollari. L'Ucraina lo sa bene, dato che rivendeva per conto proprio il gas a oltre 250 dollari''. Nel pieno di questo duello verbale, i paesi europei si preparano ad affrontare, in una riunione fissata per il 4 gennaio, la probabile emergenza. In ballo non c'e' solo il rischio di vedere decurtati i rifornimenti: l'Ucraina ha avanzato pretese - infondate secondo Gazprom, che afferma di pagare gia' il salato tasso di 30 miliardi di metri cubi annui di gas per i diritti di passaggio - sul 15% dei flussi destinati all'Ue. Ma non e' chiaro chi dovra' eventualmente rivalersi su Kiev dei prelievi che Mosca considera abusivi.

    Al di la' di eventuali esiti giudiziari della vicenda, ovviamente minacciati da entrambi i contendenti, la crisi del gas con l'Ucraina rischia di creare dispiaceri alla stessa Gazprom, nel momento in cui il suo azionista di controllo, il Cremlino, si prepara ad accreditarsi di fronte agli altri Sette Grandi come polo energetico con ambizioni di primato mondiale. Il gigante russo e' pronto a immettere sui mercati internazionali un consistente pacchetto di azioni, intorno al 30% secondo alcune fonti, e non puo' permettersi di compromettere i profitti di oltre 18 miliardi di dollari realizzati gia' nel 2004 col solo gas.

    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 01/01/2006 19:00

  2. #2
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    tutte le crisi fanno sperare. È la calma che uccide.

  3. #3
    costantino
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    Citazione Originariamente Scritto da Peucezio
    C'era da aspettarselo. Hanno già cominciato a rubare il gas destinato a noi quegli straccioni servi E mi gioco i coglioni che i politici europei non solo chiuderannmo un occhio, ma magari daranno pure la colpa a Putin. E sì, perché secondo i nostri bravi politicanti è normale e giusto che quella faccia grattata di merda paghi il gas a 50 dollari al metro cubo e noi a 265.


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    RUSSIA-UCRAINA: E' GUERRA DEL GAS, UE RIDICOLA COME AL SOLITO
    han già cominciato a dare la colpa alla russia.
    LADRI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. #4
    Socialista nazionalitario
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    di Giulietto Chiesa

    da La Stampa del 18 aprile 2005

    La prima mossa di Viktor Yushenko, presidente "arancione" ucraino, sarà quella di proporre a Vladimir Putin di terminare "l'era del baratto", altrimenti detto barter , che ha segnato tutti gli anni dall'indipendenza a oggi, cioè dalla fine dell'Unione Sovietica.


    Funzionava così, all'incirca: più dell'80% del consumo energetico dell'Ucraina dipendeva (e dipende) dalle esportazioni russe, effettuate da Gazprom (che è formalmente una società per azioni, ma che di fatto si comporta come un'impresa statale) . A sua volta l'85% del gas russo arriva in Europa attraverso l'Ucraina, così come accadeva ai tempi sovietici, e così come accadde nei tempi di Eltsin.

    Siccome l'Ucraina non aveva un dollaro per pagare la bolletta del gas, la soluzione trovata, di comune accordo sia con Eltsin che con Putin attraverso uno strano gentlemen agreement, fu duplice, o triplice. Io ti dò il gas e tu mi paghi in merci. Solo che il gas costa e l'Ucraina di merci ne aveva poche, e quelle poche di scarso valore, per cui gli ucraini, al tempo di Kravchuk e di Kuchma, si sono arrangiati, integrando il bilancio energetico ufficiale con una serie abbastanza numerosa e ingegnosa di fori . Insomma foravano i gasdotti e si prendevano gratis un bel quantitativo di metri cubi di gas. Tutti i giorni, per anni.

    I russi sono spesso ingenui, ma sanno leggere i contatori. Non potevano dunque non accorgersi che quello che usciva in Europa, puntualmente pagato in euro, non corrispondeva mai a quello che entrava in Ucraina. Tanto per dare un'idea delle dimensioni basti ricordare che, ai tempi del primo ministro di Eltsin, Viktor Chermomyrdin, questi si arrabbiò e tirò fuori una cifra clamorosa: ci avete rubato gas per cinque miliardi di dollari!

    Eravamo circa dieci anni fa. Si continuò così. Sbollita l'ira, Chernomyrdin è diventato ambasciatore russo in Ucraina. Tutti sanno, ad esempio, che la miliardaria Julia Timoshenko, ora divenuta primo ministro arancione, con questi commerci ci ha fatto una fortuna. Gli esperti ucraini ammettono un debito ufficiale di 1,4 miliardi di dollari, effetto delle consegne non pagate ma note. Probabilmente si dovrebbe aggiungere altri tre miliardi di dollari di gas, diciamo così, trafugato.

    Perchè Mosca sopportasse tutto questo in silenzio è piuttosto chiaro: in tal modo poteva tenere la sua mano paterna sulla politica di Kiev, in attesa d'incassare dividendi d'altro genere, cioè politici.

    E, in ogni caso, i gasdotti di Ucraina, costruiti tutti dall'Urss, dovevano funzionare a pieno ritmo per garantire le entrate del Cremlino e, dall'altro lato, il funzionamento dell'economia europea, inclusa quella italiana e tedesca. Dunque il silenzio russo era spiegabile sotto diversi punti di vista.

    Ma adesso tutto è cambiato. Yushenko e Timoshenko preferiscono palesemente la mano paterna di Washington, che l'ha subito offerta in concorrenza con l'altra mano tesa, quella di Bruxelles. Quindi il patto silenzioso tra Mosca e Kiev è insostenibile per entrambi. E' chiaro che Mosca non accetterà più i buchi nei gasdotti, e vorrà i dollari da Yushenko. Il quale, adesso, ne riceverà dalla prossima, totale dollarizzazione (o eurizzazione) dell'economia ucraina. La Russia, aumenterà il prezzo del gas portandolo dagli attuali 50 dollari per 1000 metri cubi a 80 dollari. Il che potrebbe rendere la vita impossibile a Yushenko.

    Ma Yushenko renderà pan per focaccia, chiedendo a Mosca circa 2 dollari per far muovere di 100 chilometri 1000 metri cubi di gas sul suo territorio.

    E' probabile che assisteremo a un duro tiro alla fune, perchè entrambi hanno bisogno dell'altro e possono ricattarsi vicendevolmente.

    Vladimir Putin ha già incassato una sconfitta e non sarà tenero con Yushenko. E sta pensando anche ad altro. Tra i suoi progetti c'è quello di costruire un gasdotto sottomarino nel Baltico, alternativo a quelli ucraini, e che - passando in acque internazionali - non dovrebbe chiedere il permesso a nessuno. Costo dell'impresa : tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari. Una bella cifra. Il difetto è che, anche facendolo, non sarà possibile rimpiazzare i possenti tubi via Ucraina, ma solo ridurne il potere di ricatto. Putin ha già detto ai tedeschi - e lo ha ripetuto a Schroeder nel suo ultimo viaggio in Germania - che, se vogliono rifornimenti senza rischio e senza pedaggio, sarà utile che paghino un pezzo di questo nuovo gasdotto. Ma se l'Europa paga, indebolisce Yushenko.

    Partita multipla, dunque, dove il futuro dell'Ucraina e i suoi rapporti con la Russia e con l'Europa, entreranno come parte integrante in tutti i negoziati est-ovest: Russia-USA , Russia-Europa. Si annunciano tempi difficili, che rischiano di diventare ardui se qualcuno tenterà - com'è probabile - di forzare anche il lucchetto bielorusso.

  5. #5
    costantino
    Ospite

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    GAS: SENSIBILE CALO PRESSIONE FORNITURE RUSSE IN ITALIA

    Anche in Italia si registra un 'sensibile calo' delle forniture di gas dalla Russia a causa della crisi con l'Ucraina. La notizia trova conferma dall'Eni.

  6. #6
    Socialista nazionalitario
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    Citazione Originariamente Scritto da costantino
    GAS: SENSIBILE CALO PRESSIONE FORNITURE RUSSE IN ITALIA

    Anche in Italia si registra un 'sensibile calo' delle forniture di gas dalla Russia a causa della crisi con l'Ucraina. La notizia trova conferma dall'Eni.

    Si perchè se lo fregano gli ucraini.

 

 

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