Pagina 45 di 60 PrimaPrima ... 3544454655 ... UltimaUltima
Risultati da 441 a 450 di 596
  1. #441
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ucraina, Kiev: Iniziato ritiro artiglieria da esercito e ribelli | tiscali.notizie
    Kiev (Ucraina), 22 set. (LaPresse/AP) - L'esercito dell'Ucraina ha iniziato a ritirare l'artiglieria pesante nell'est del Paese e così hanno fatto anche i ribelli filorussi. Lo ha annunciato il colonnello Andrey Lysenko, portavoce del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa ucraino. Tuttavia, ha puntualizzato, il ritiro dei separatisti "non è massiccio come ci aspettavamo". L'arretramento delle parti dalla prima linea, finalizzato alla creazione di una zona cuscinetto di 30 chilometri, è prevista dall'accordo di pace firmato a Minsk dal Gruppo di contatto per l'Ucraina nella notte fra venerdì e sabato. L'intesa di sabato chiariva i dettagli dell'accordo di cessate il fuoco stipulato sempre a Minsk il 5 settembre, che era stato però ripetutamente violato. Oggi sono visibili colonne di fumo che si sollevano da un'area residenziale nella zona nord di Donetsk, in mano ai ribelli, e ieri sono morti due soldati ucraini, ha riferito Lysenko. ucraina
    22 settembre 2014
    Ultima modifica di Avanguardia; 22-09-14 alle 16:26
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  2. #442
    Auto-cancellato
    Data Registrazione
    08 Nov 2013
    Messaggi
    6,065
     Likes dati
    554
     Like avuti
    886
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  3. #443
    Auto-cancellato
    Data Registrazione
    08 Nov 2013
    Messaggi
    6,065
     Likes dati
    554
     Like avuti
    886
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Se non è un'altra Yalta le somiglia parecchio

    Va bene la retorica e la propaganda, ma i fatti?

    Chi arma Kiev
    Gli Usa hanno seccamente rifiutato armi a Kiev e questo subito dopo che Israele, che in questi traffici è dominante, si era negato a sua volta. Ma chi è il principale rifornitore bellico del governo di Kiev? Lo Streit Group. Dal nome si potrebbe pensare ad una compagnia inglese o americana e invece no, teoricamente è canadese ma è di proprietà russa! (German Goutrov). E vende armi alla “nemica” Kiev mentre Washington e Tel Aviv che, secondo la versione più gettonata, avrebbero condotto in Ucraìna un assalto a Mosca, si rifiutano di farlo.
    Nemici in volo sulle stesse ali
    In Iraq l'offensiva Nato contro l'Isis che sicuramente ha come effetti collaterali l'attacco ai socialnazionali e ha come obiettivi reali il controllo dell'arteria del gas e della futura miniera di shale nonché quello della filiera curda del narcotraffico, utilizza aerei russi per il trasporto delle truppe. Del resto Rasmussen, all'ultimo vertice Nato, ha ben espresso quale sia la portata di questo “conflitto” est-ovest. “Al momento non possiamo considerare più la Russia un partner strategico della Nato ma ci auguriamo che ciò cambi presto”. Come segnale di uno scontro di civiltà e come premessa ad una guerra termonucleare non c'è male!
    Bizzarre queste sanzioni
    Le sanzioni sono contro la Russia o contro l'Europa? A parte il fatto che sono intervenute solo dopo che lo spazio economico detto eurasiatico era stato inaugurato e, quindi, consentivano di aggirarle triangolando con il Kazakhstan, cosa che nell'Italia dei furbi non si è ancora capita, esse danneggiano noi più che Mosca la quale, guarda caso, ha incassato molto di più di quanto aveva perso grazie agli accordi con Pechino, con Riad e con Tel Aviv che ci scalzeranno prendendo il nostro posto.
    Bizzarra questa rivoluzione
    Il governo di Kiev è composto dai medesimi oligarchi che c’erano prima di Maidan, con incarichi al tempo in cui comandava Mosca, tutti contemporaneamente filorussi e filoccidentali o, se preferite, cosmopoliti, legati ai magnati dell'est e dell'ovest, cosmopoliti anch’essi con buona pace di chi non lo sa o non lo vuole sapere. Il parlamento è tuttora zeppo di comunisti e filorussi. La spartizione ucraìna si è verificata a solo vantaggio della Russia che mantiene le zone ricche e strategiche e lascia a noi la bed company per la quale era costretta a versare onerose sovvenzioni annue che adesso ricadranno sulle nostre tasche. Inoltre la balcanizzazione dell'est, in zone di futuro sfruttamento energetico, permetterà alle compagnie supernazionali e internazionali di tenere un controllo stabile – l'instabilità statale è sempre stabilità del capitale apolide – e alla Russia d'incassare di più dal gas che vende in occidente. Il tutto nella prospettiva di un'obbligata spartizione delle zone energetiche all'indomani della grande offensiva americana che le ha sconvolte e della necessità di ottenere a conguaglio dall’occidente i capitali e il know how indispensabili per lo sfruttamento dei giacimenti in profondità e di quelli geograficamente un po’ troppo sparsi in Russia e molto difficili da sfruttare.
    Partite in guerra che vi armiamo!
    La crisi aveva dettato sia a Mosca che a Washington, tra le altre cose, il taglio delle spese di armamenti. Gli Usa hanno già annunciato che, invece, li incrementeranno. La tensione in Ucraìna ne ha fornito il pretesto. E in questo Putin è stato formidabile: poteva concludere la spartizione già a fine marzo occupando quanto aveva deciso di far suo ma per invadere ha invece atteso settembre in modo da alzare la tensione e rafforzare l’idea di conflitto. L’occidente non gli è stato da meno: se Kiev fosse entrata nella Nato l’invasione russa sarebbe stata problematica invece le è stato offerta soltanto un’associazione esterna con la Ue. Se i due “nemici” non sono il Gatto e la Volpe gli assomigliano parecchio. La crisi si è condensata in Ucraìna ma le armi vanno soprattutto altrove.
    Sul fronte dei paesi esportatori, sono proprio gli Stati Uniti e la Russia a guidare la classifica mondiale, insieme sfiorano il 60% dell'intero fatturato. Secondo il Sipri, il flusso di armi è aumentato soprattutto in direzione dell'Africa, America, Asia e Oceania, mentre è diminuito verso l'Europa.
    Stallo tedesco a vantaggio inglese
    L'Europa subisce ancora una volta il gioco delle potenze. La balcanizzazione ucraìna ha messo in stallo la Germania che con la sua politica economica, energetica e diplomatica verso est era stata la locomotiva dell'intesa eurorussa, e ciò fin dai tempi di Kohl, rimettendo in sella, nella nuova guerra fredda, Londra che ha recuperato l'intesa con Varsavia e che con l'affermazione dei falchi nelle regioni di cerniera tra l’una e l’altra sta disarticolando, complice il Cremlino, la politica d'intesa tra Europa e Russia.
    I cambiamenti di umore di Mosca
    Fino al 2013, dunque prima dell’insurrezione di Maidan che Mosca non ha minimamente cercato d’impedire, la Russia si proponeva come la miglior partner possibile per l'Europa. Sosteneva a gran voce l'Euro, fino al punto di fare di Strauss-Kahn il testimonial del South Stream; poi pian piano, e ben prima della rivolta di Kiev, ha cambiato orientamenti adattandosi ai nuovi equilibri dettati dall'espansione americana su tutti i fronti. Ha stretto un'alleanza privilegiata con Tel Aviv fin dal novembre 2013, inizialmente a danno della causa palestinese, poi nel nome della vigilanza mondiale contro ogni forma di antisemitismo e di qualsiasi revisione storica sui fascismi. Ha quindi siglato un patto energetico con Israele con il quale si è fatta garante della destinazione del petrolio sottomarino di Cipro, e con l'Arabia Saudita. Infine si è rivolta alla Cina, con cui esistono motivi di convergenza ma anche di profondo attrito, in particolare sulla Siberia. Insomma, per ragioni che saranno anche sacrosante per l'interesse russo, Mosca ha preso atto dei cambiamenti e ha mutato politica tornando ad essere – per quel che concerne lo spicchio europeo – l'Altro Blocco. Esattamente come prima del 1989 e con gli stessi toni e comportamenti.
    Quell’oscena propaganda antifascista
    I russi non brillano per flessibilità né per seduzione di soft power. Riesumata la guerra fredda hanno fatto meccanicamente ricorso a tutta la retorica bolscevica più fastidiosa. Dalla Grande guerra patriottica, al nemico nazista (sono riapparsi nella loro propaganda addirittura i panzer tedeschi!). Tutta la crociata è stata scatenata nel nome dell’antifascismo e le aperture alle minoranze europee disposte a sostenere la causa di Donbass si sono avute a Yalta sotto l’ombrello di un roboante “Soviet Antifascista della Federazione Russa”. Quisquilie direte; forse finché non si vedono e non si annusano. Poi se lo stomaco resiste vuol dire che abbiamo stomaci di razze diverse.
    Quando si parla di Yalta sapete di cosa si parla?
    Yalta cosa fu? Non di certo solo la spartizione planetaria ma un preciso confronto tra potenze, fatto di una complicità di fondo e anche di non poche rivalità; che è quel che si ripercuote oggi, tra tutti i players che si trovano ad essere contemporaneamente alleati e competitori tra loro e ciò a seconda del lato dello scacchiere in questo Nouvel Ancien Régime che s’ispira al Seicento.
    Sostenere che siamo, almeno in questo spicchio di globo, nello Yalta 2, non significa affermare che non ci sia rivalità tra Washington e il Conlega Minor russo né che non si debba operare in prospettiva per riportare quest’ultimo sulla linea a noi favorevole che oggi ha abbandonato.
    Dubito che le destre reazionar-populiste che hanno accolto l’invito e il finanziamento russo per intavolare una cooperazione la intendano strategicamente e non servilmente. In ogni caso i loro atteggiamenti sono comprensibili, a patto che si pongano prospetticamente e non si schierino fellonescamente contro i camerati ucraìni.
    Che abbiano poi una visione europea è troppo pretendere; per il resto buona fortuna comunque a loro, meno che agli italiani che, sapendo quanto sangue e quanta pulizia etnica sia stata compiuta qui da noi sotto quel nome, hanno osato sedersi nel Soviet Antifascista con una faccia di bronzo che nemmeno il Venticinque luglio. A loro si può augurare soltanto che i rubli vengano spesi per richiedere la grazia a San Gennaro…
    Spezzare Yalta o sostenerla con tutte le forze?
    Yalta va spezzata, non va sostenuta. Stare contro la Russia significa sostenere Yalta e condannare l’Europa esattamente come schierarsi con Putin in quel presunto scontro che non c’è.
    La storia si ripete, anche se sempre su livelli minori e meno esaltanti. Eccoci di nuovo alle suggestioni di una contrapposizione tra blocchi che si vuole anche scontro di civiltà.
    La differenza tra le civiltà in contrasto è davvero minima, fatta di sfumature: siamo agli alter fast-food, agli alter melting pot e alle alter oligarchie. Alla fin fine tutto si fossilizza sulla questione dei matrimoni gay, nel che Mosca non è diversa da Pechino, da Ankara o da Budapest. Se questo fosse l’unico indicatore allora l’Isis sarebbe un modello di civiltà… In quanto ai blocchi, non si scontrano tra loro ma semplicemente congelano noi.
    Tuttavia la frenesia del tutto e subito, l’insofferenza esistenziale e le logiche della società dello spettacolo inducono spesso a trasformare le ombre cinesi in numi e a ragionare di conseguenza. Se sbagliata è la premessa però non si può che sbagliare e vagare appunto come ombre.
    Come allora i comunisti delirarono appresso all’Unione Sovietica, oggi la tendenza a lasciarsi ingannare al seguito di una presunta causa russa è forte ma ha la stessa consistenza di allora con l’aggravante dell’esperienza ignorata.
    Quei Reduci della Rsi nel partito comunista
    Corsi e ricorsi: nel dopoguerra ben trentamila volontari della Rsi s’iscrissero al Partito comunista proprio perché ragionarono così. Trentamila non uno scherzo! Specie dopo gli eccidi di fascisti commessi dai partigiani rossi. Non approvavano le scelte di campo del Msi ma non ebbero la forza, il coraggio e l’intelligenza di tener botta come fecero invece Massi o Pini e finirono quindi agli ordini di Togliatti a condannare post mortem tutta la dirigenza della Rsi e, di fatto, tutto il loro passato. Trentamila fascisti nel Pci erano tanti ma non produssero alcun cambio né alcuna sintesi nuova, soltanto una serie di rinnegamenti progressivi di se stessi. Il fascismo è morto dicevano. Il fascismo non muore mai, rispondo io con Evola e Bardèche, perché è un modo di essere che è centrale anche nel suo stesso superamento, indispensabile come bussola e asse per qualsiasi sintesi che, per inciso, non può comunque essere prodotta con i simboli osceni della sovversione né negli stati di folla collettiva e tellurica dell’orda priva di Khan.
    Ci sono anche volontari camerati nel Donbas voi dite? Pare che siano cinque, di sicuro molti ma molti di meno che nel campo opposto dove non troneggiano stelle rosse, simboli antifa e retoriche partigiane; ma anche fossero trentamila essi non cambierebbero nulla. Così come non lo fece allora quella scelta di trentamila ex camicie nere che non servì né a produrre una sintesi che non ci fu né a far effettivamente scontrare i due campi tra i quali, dicevano, non si potesse non scegliere anche sacrificando la propria identità e la fedeltà al sangue dei camerati caduti. Non ci riuscirono loro e neppure i comunisti greci sacrificati da Stalin nella loro guerra civile sull’altare degli accordi tra potenze che già prevaleva su tutto.
    Alcuni oggi sono partiti seguendo le orme di quelli che sbagliarono allora: onore al loro coraggio. Si comprendono le motivazioni che li spingono, benché siano costruzioni mentali pure che si scontrano con la realtà dei fatti.
    Quest’ultima parla chiaro. Se si vuol fare qualcosa, anche per la Russia, si deve spezzare la spirale e non alimentarla. Alimentarla poi nella rivolta contro il padre e contro il fratello apre la porta verso altre dimensioni che sarebbe il caso di evitare scrupolosamente. Ma per questo bisogna ri-cordare e ricollegarsi all’ordine imperturbabile, cosa ardua oggi quando è necessaria più presenza a sé di quanta ne fosse necessaria un tempo.


    Se non è un'altra Yalta le somiglia parecchio

  4. #444
    Forumista senior
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    2,908
     Likes dati
    41
     Like avuti
    155
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    La promessa del 1990 che la Nato NON si sarebbe allargata a Est

    Ultima modifica di x_alfo_x; 24-09-14 alle 17:26

  5. #445
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ucraina, Kiev: 2 morti per attacchi di ribelli in città di Shchastya | tiscali.notizie
    Kiev (Ucraina), 27 set. (LaPresse/AP) - Un soldato e un civile sono stati uccisi in alcuni attacchi sferrati dai ribelli filorussi sulla città di Shchastya, nell'est dell'Ucraina. Lo riporta il portavoce del consiglio di sicurezza nazionale dell'Ucraina Volodymyr Polyoviy, spiegando che altri 16 civili sono rimasti feriti per i colpi di mortaio lanciati dai separatisti contro un ospedale locale e una scuola professionale.Inoltre, Polyoviy ha aggiunto che un militare è stato ucciso e otto sono stati feriti negli ultimi giorni, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Gli scontri fra forze governative e ribelli continuano vicino all'aeroporto di Donetsk, la più grande città in mano ai ribelli.
    27 settembre 2014
    Ultima modifica di Avanguardia; 27-09-14 alle 15:10
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  6. #446
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Gas russo, Mosca e Kiev smentiscono la Ue: "Nessun accordo, forniture a rischio" - Il Fatto Quotidiano
    Gas russo, Mosca e Kiev smentiscono la Ue: “Nessun accordo, forniture a rischio”

    Alexej Miller, ad di Gazprom, ha ventilato possibili "interruzioni" nel flusso di metano verso l’Europa attraverso l’Ucraina. E il numero uno di Naftogaz, Andrii Koboliev, ha detto che non sono state prese decisioni definitive. Venerdì il commissario Ue all'Energia Guenther Oettinger aveva dato per raggiunta l'intesa sul pagamento dei crediti vantati dal gruppo di Mosca nei confronti di Kiev. Intanto le sanzioni minacciano gli investimenti di Rosneft in partnership con Exxon


    di Redazione Il Fatto Quotidiano | 27 settembre 2014Commenti (390)




    [COLOR=#067774 !important]Più informazioni su: Gas, Russia, Ucraina.










    Email



    [/COLOR]

    Altro che accordo fatto e consegne di gas per l’inverno garantite. Alexej Miller, amministratore delegato del gigante russo del gas Gazprom, e l’omologo ucraino Andrii Koboliev, ad della società energetica statale Naftogaz, smentiscono il commissario Ue all’Energia Guenther Oettinger. Che solo venerdì aveva dato per raggiunta l’intesa sul pagamento dei crediti vantati dal gruppo di Mosca nei confronti di Kiev, dicendosi “fiducioso” di aver trovato una “soluzione sostenibile” per coprire la potenziale emergenza dell’inverno 2014-2015. Soluzione che sarebbe passata per il versamento di 3,1 miliardi di dollari entro la fine dell’anno ai russi in cambio di almeno 5 miliardi di metri cubi di metano. Ma, all’indomani del vertice trilaterale, Miller in un’intervista alla tvRossiya-24 è invece tornato a ventilare possibili interruzioni nel flusso di gas russo verso la Ue attraverso l’Ucraina a causa dei bassi volumi custoditi nei depositi ucraini. ”La situazione è molto difficile”, ha detto. “Anche se l’accordo fosse firmato, in questa situazione non garantirebbe al 100% che non ci sarebbero interruzioni nel transito verso l’Europa”. E, se le dichiarazioni del manager vicino a Vladimir Putin possono anche essere derubricate a minacce, visto che chiudere del tutto i rubinetti costerebbe troppo caro a un Paese per cui le esportazioni di gas e petrolio valgono il 18% del Pil, lo stesso non vale per la presa di posizione di Koboliev. Che a sua volta ha ritenuto di dover smorzare l’ottimismo europeo precisando su Facebook che “non è stata presa nessuna decisione definitiva e non è stato firmato nessun documento. Punto”, dicendo però che un’intesa potrebbe essere raggiunta entro martedì. Già venerdì, d’altro canto, il ministro dell’Energia di Kiev, Iuri Prodan, aveva messo le mani avanti dichiarando che si tratta di una proposta europea che non è detto soddisfi tutti.
    Pubblicità


    Di certo le parti per ora sono distanti. Secondo Miller, Kiev vorrebbe iniziare con il pagamento di soli 1,5 miliardi di dollari e solo dopo il primo mese di forniture, mentre Gazprom chiede di essere pagata in anticipo. La guerra delle cifre riguarda anche le riserve di Kiev. Secondo i calcoli di Gazprom, Kiev dovrebbe aver stivato almeno 18 miliardi di metri cubidi gas prima della fine dell’inverno per essere in grado di garantire il transito di gas russo in Europa: per Mosca in questo momento l’Ucraina avrebbe bisogno di incamerare altri 7 miliardi di metri cubi. Kiev, invece, sostiene di avere riserve per 16,6 miliardi di metri cubi al 25 settembre.
    Mosca ha chiuso i rubinetti del gas all’Ucraina a giugno a causa di un mancato accordo sul prezzo del metano (che la Russia ha portato alle stelle dopo che a Kiev è salito al potere un governo filo-occidentale) e di un debito irrisolto per il gas che secondo il Cremlino ammonta a 5,3 miliardi di dollari. E le posizioni su prezzi e condizioni sono ancora molto lontane: in particolare, Kiev vuol pagare solo dopo il ripristino dei flussi mentre Mosca insiste sul saldo anticipato. Molti analisti, pur escludendo l’ipotesi che l’Europa vada verso un inverno al freddo, fanno notare che queste tensioni avranno comunque perlomeno l’effetto di incrementare la bolletta energetica dei Paesi Ue. I precedenti non sono incoraggianti: circa il 15% del gas utilizzato nell’Ue passa attraverso l’Ucraina e i precedenti scontri sulle forniture tra Mosca e Kiev avvenuti nel 2006 e 2009 avevano avuto ripercussioni sull’afflusso di gas nel continente.

    La situazione si è complicata dopo la decisione presa venerdì dall’Ungheria. Budapest ha interrotto il transito di gas verso l’Ucraina dopo che giovedì il governo di Viktor Orban ha raggiunto un nuovo accordo con Gazprom. La compagnia ungherese Fgsz ha interrotto il flusso giovedì alle 18, per un periodo indefinito di tempo, citando l’aumento della domanda interna. La sospensione segue l’accordo tra Gazprom e il governo magiaro, che prevede un aumento delle importazioni del gas russo nel periodo invernale. Orban aveva spiegato ieri di aver raggiunto l’accordo con il Ceo di Gazprom, Alexey Miller, citando la necessità di riempire le riserve. Oggi le strutture per lo stoccaggio sono piene al 60%, ha aggiunto Orban. La società ungherese Fgsz assicurava 6,1 miliardi di metri cubi all’anno all’Ucraina, dal marzo 2013.
    Nel frattempo, sempre venerdì, per un altro gigante russo dell’energia è arrivata una buona notizia che potrebbe però trasformarsi in beffa alla luce delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti per la crisi Ucraina. Il gruppo statale Rosneft (che ha forti interessi anche in Italia) ha infatti annunciato di aver scoperto, in joint venture con gli americani di ExxonMobil, un giacimento da un miliardo di barili di petrolio e 338 miliardi di metri cubi di gas nell’Artico. Peccato che l’avventura rischi di finire qui: Exxon e Rosneft hanno siglato l’accordo per i lavori di trivellazione due anni fa, ma ora lo scenario è profondamente diverso. Dal 10 ottobre, in base alle misure decise da Washigton per mettere alle strette Mosca, le compagnie americane non potranno più partecipare a joint-venture nel Mar Artico russo. E Rosneft non possiede la tecnologia e il know-how per proseguire da sola i lavori in un ambiente offshore con temperature polari. Il colpo sarebbe duro da assorbire anche per Exxon Mobil, che è la società petrolifera occidentale più esposta alla Russia. Entrambe, dunque, sperano vivamente in un’inversione di rotta rispetto all’escalation di sanzioni degli ultimi mesi.

    Ultima modifica di Avanguardia; 28-09-14 alle 12:06
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  7. #447
    paracadute zen
    Data Registrazione
    23 Feb 2011
    Messaggi
    10,534
     Likes dati
    13,639
     Like avuti
    7,350
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno



    Se non si vedono i sottotitoli in italiano, cliccare sul secondo simboletto in basso a destra.
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  8. #448
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  9. #449
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno

    Ucraina, 9 soldati uccisi in combattimenti con filorussi | tiscali.notizie
    Kiev (Ucraina), 29 set. (LaPresse/AP) - Almeno 9 soldati ucraini sono rimasti uccisi, e altri 27 feriti, in un giorno di combattimenti con i ribelli filorussi nell'est dell'Ucraina. Lo ha detto il colonnello Andriy Lysenko ai giornalisti a Kiev. Sale così a 12 il numero dei morti, e a 32 quello dei feriti. Il Consiglio comunale di Donetsk aveva infatti reso noto con un comunicato pubblicato online che almeno tre civili sono rimasti uccisi e cinque feriti da un bombardamento nella notte su una zona residenziale della città. L'area colpita si trova nel nord di Donestk, dove i combattimenti si sono concentrati sull'aeroporto, in mano al governo.Le violenze continuano nonostante il cessate il fuoco dichiarato lo scorso 5 settembre. Da quando i combattimenti sono cominciati lo scorso aprile, almeno 3.500 persone sono morte. Lo scorso 20 settembre rappresentanti di Russia, Ucraina e dei ribelli hanno firmato un altro accordo che chiede a entrambe le parti di rimuovere tutta l'artiglieria pesante dalla linea del fronte e di creare una zona cuscinetto che permetterebbe al cessate il fuoco di essere applicato meglio.
    29 settembre 2014
    Ultima modifica di Avanguardia; 29-09-14 alle 15:55
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  10. #450
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 
Pagina 45 di 60 PrimaPrima ... 3544454655 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Secessionismi ucraini
    Di subiectus nel forum Politica Estera
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 25-10-09, 21:28
  2. Dichiarazione di partiti comunisti europei sul Trattato UE
    Di markos nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 02-11-07, 22:58
  3. ucraini, popolo superiore...
    Di Perdu nel forum Fondoscala
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 01-07-06, 01:10
  4. Ucraini ladri
    Di Peucezio (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 02-01-06, 15:05
  5. greco-cattolici ucraini
    Di catholikos nel forum Cattolici
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 20-07-05, 23:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito