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Discussione: Putìn

  1. #2531
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    Predefinito Re: Putìn

    https://www.rischiocalcolato.it/2018...l-donbass.html

    Grossa offensiva ucraina contro il Donbass?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2532
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    https://www.rischiocalcolato.it/2018...l-donbass.html

    Grossa offensiva ucraina contro il Donbass?
    ci sono i mondiali di calcio in Russia, quale migliore occasione?

  3. #2533
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    Predefinito Re: Putìn

    Se si leggono le notizie di vario tipo, dalla riunione di Bergoglio con le sette sorelle, alla dichiarazione di Putìn su Soros & C., alle dichiarazioni della Merkel, al comportamento di Macron, a ciò che lascia intendere Trump, alla "concessione" all'itaglia di un simile governo con relative azioni anti-manovre di Draghi per lo spread e per il NO a Savona, al calo del prezzo del petrolio (anche se la benzina va alle stelle) col tentativo di mettere con le spalle al muro i paesi produttori non allineati, ai dazi americani, alle operazioni anti-Germania da parte di Trump, e via via chi più ne ha più ne metta, direi che sta per succedere qualcosa di grosso in campo geo-politico e finanziario.
    E la riunione A TORINO del Bilderberg ha un suo significato.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2534
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    Predefinito Re: Putìn

    Non ultima questa notizia, riportata da Erlembaldo su Geopolitica.

    Dopo la Siria, la Russia aumenta la posta anche sullo Yemen
    Nel fare una mossa molto significativa, la Russia ha posto il veto a una risoluzione voluta da USA e scritta dagli inglesi sullo Yemen volta ad accusare l’Iran di finanziare il “terrorismo” nel Paese, devastato dall’invasione della coalizione saudita. Anche se non era la prima volta che la Russia poneva il veto agli Stati Uniti, il veto russo su un Paese e un conflitto in cui non è direttamente coinvolta è un’azione senza precedenti, il cui significato non puo' essere negato.
    D’altra parte, il suo significato si moltiplica considerando non solo le tensioni tra Stati Uniti e Russia, ma anche come altro esempio della politica russa di sfida al dominio globale dagli Stati Uniti impedendone le mosse arbitrarie volte ad usare Paesi e regimi come pedine di uno scacchiere. Pertanto, vista come estensione della politica russa in Siria, chiaramente sventando obiettivi e politica del “cambio di regime” statunitensi, questa mossa sembra un altro messaggio a Stati Uniti ed alleati in Europa e altrove, non possono dominare unilateralmente e dettare il sistema globale e la Russia si opporrà all’egemonia degli Stati Uniti non solo perché è alleata dell’Iran, ma anche perché considera questa opposizione un principio.
    Mentre i funzionari statunitensi hanno detto che la Russia “protegge” l’Iran, l’ironia è che la Russia non è coinvolta nel conflitto nello Yemen iniziato nel 2015. Al contrario, sono gli Stati Uniti ad esservi direttamente coinvolti, fornendo armi per miliardi di dollari ai Paesi della coalizione saudita e identificandogli gli obiettivi da colpire indiscriminatamente usando la loro superiore forza aerea.
    https://aurorasito.wordpress.com/201...e-sullo-yemen/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2535
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    Predefinito Re: Putìn

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #2536
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    Predefinito Re: Putìn

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #2537
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    Predefinito Re: Putìn

    https://www.maurizioblondet.it/ucrai...a-senza-dirlo/

    UCRAINA – SI CAMBIA SENZA DIRLO?
    Maurizio Blondet 4 Maggio 2019 27 commenti

    Improvvisamente, l’esercito di Kiev (formato dai neonazi con tanto di vessilli SS, ma filo-americani) ha intensificato i bombardamenti sul territorio della “Repubblica Popolare del Donetsk”,la zona russofona in secessione. Soprattutto, sta usando munizioni d’artiglieria o di mortaio di grosso calibro – di un calibro vietato dai famosi “accordi di Minsk”.


    L’OSCE constata i danni dei nuovi bombardamenti.
    E’ la risposta dei miliziani a degli strani sviluppi che, secondo alcuni analisti, stanno portando alla silenziosa spartizione dell’Ucraina?


    Battaglione Azow. Col simbolo della 34ma Divisione Granatieri SS.
    Gli ucraini hanno appena votato con margine enorme il comico Vladimir Zelensky, noto per aver recitato come capo del governo in tv: a scatola chiusa, o a salto nel buio, evidentemente per liberarsi di Petro Poroshenko, della corruzione e dell’incapacità del suo regime a risolvere i problemi del paese, a cominciare dalla miseria.
    Zelensky tuttavia non riesce ad insediarsi e governare. Lo ha detto lui stesso in un videomessaggio: “Accadono cose strane: c’è una vittoria, ma nessuna autorità. La Commissione elettorale centrale sta ritardando l’annuncio ufficiale dei risultati, in modo che la Verkhovna Rada ritardi la data dell’inaugurazione il 27 maggio”.
    La Commissione Elettorale Centrale è un organo i cui membri Porosenko ha scelto uno per uno, sperando nell’”aggiustamento” del voto. Non gli è riuscito. Ma adesso la sua Commissione sta artificiosamente ritardando l’inaugurazione di Zelensky, e quindi del nuovo parlamento (la Rada) e del governo nuovo.
    Ma a chi giova questo ritardo? E vuoto di potere? Poroshenko non spera certo di tornare al governo a Kiev.

    Ma lui e la sua cricca vedono un cambiamento della situazione internazionale, che non li favorisce. Il marzo scorso, la candidata Yulia Timoshenko ha parlato di cause penali che sarebbero aperte negli Usa contro Poroshenko e soci, per riciclaggio e varie malversazioni (dei miliardi prestati senza condizioni dal FMI al suo governo e dai tempi della sottosegretaria Nuland, che aveva speso 5 miliardi per il cambio di regime a Kiev).



    Ovviamente la notizia è stata bollata come una “fake” dettata da Putin; ma è notevole che Trump abbia ultimamente buttato lì che “agenti ucraini” hanno manipolato il voto americano nel 2016 per far vincere Hillary Clinton – il che è non solo credibile, ma diventa anche più se lo inserisce nel quadro del RussiaGate, il processo imbastito da FBI, servizi segreti americani e inglesi e anti-russi dell’Est per dimostrare che Trump è un agente di Putin , tentativo adesso clamorosamente fallito.

    E’ indubbio che Poroshenko e la giunta del golpe di Kiev sono oggi considerate alla Casa Bianca creature di Obama.
    Si aggiunga che a cinque anni dal massacro della Casa del sindacato commesso ad Odessa dai neonazi ucraini il 2 maggio 2014, finalmente l’ONU – attraverso la sua Missione di Sorveglianza dei Diritti dell’Uomo in Ucraina – ha accusato il regime di Kiev di non aver fatto nulla per identificare e condannare gli autori degli assassinii – secondo dati ufficiali, 48 persone sono morte nell’incendio appiccato alla Casa del Sindacato, ma in realtà non solo i morti sarebbero stati un centinaio, ma almeno sei persone (ufficialmente) sono state assassinate prima, donne sono state violentate prima di essere uccise, eccetera. Un insieme di atrocità impunite – e solo ora l’ONU le contesta. Tutto ciò indica un cambiamento di clima, ora freddo verso la junta di Kiev, la cui legittimazione stava tutta nell’appoggio “atlantico” ed europeo,nei miliardi gettati a fondo aperto da FMI e Germania, e nella speranza di entrare nella NATO e nella UE: speranza quest’ultima lasciata cadere dalla Merkel con i suoi modi tiepidi, né sì né no, che sono il segno del suo lungo cancellierato.

    Massacre d’Odessa, cinq ans après – L’ONU épingle Kiev



    Lo scorso autunno Poroshenko ha deciso, improvvisamente e unilateralmente, di stracciare il Trattato di Amicizia e Cooperazione con Mosca. Mossa giudicata avventata, perché con questo Trattato – risalente al 1997 – sancisce l’inviolabilità delle frontiere esistenti fra i due paesi al momento della firma. Sicché ripudiando il Trattato, Kiev si priva della sua arma della pressione legale sulla questione della Crimea, secondo loro “occupata” dai russi in violazione dei sacri confini – tesi, si ricordi, mantenuta con ferrea ottusità anche dall’UE: Mosca deve prima restituire la Crimea, ha violato le sacre frontiere, sennò le sanzioni continuano. Qualcuno ha mal consigliato Petro? E c’è un altro scopo nella sua mossa?

    Putin: passaporti a tutti gli ucraini
    Qualche giorno fa, il presidente Putin ha stupito annunciando che tutti gli abitanti dell’Ucraina orientale (i separatisti) avrebbero avuto la cittadinanza russa immediatamente; aggiungendo poi, anzi, che avrebbe semplificato l’emissione di passaporti russi a tutti gli ucraini che lo vogliono. Due “forzature” che hanno costretto Zelensky a rispondere con un “no grazie, i veri ucraini non hanno bisogno della vostra cittadinanza” per non passare da “amico di Putin”.
    Il punto è che Mosca non è affatto la prima. Varsavia concede da molto anni carte d’identità ad ucraini che emigrano lì per lavoro, e spesso sono cattolici della zona di Lviv. Romania e Ungheria rilasciano con altrettanta facilità i loro passaporti agli ucraini che vogliono cambiare cittadinanza. Recentemente ha creato sensazione la scoperta che i cittadini della Transcarpazia hanno fatto richiesta in massa della cittadinanza magiara, sollevando il sospetto che Budapest abbia delle mire sul territorio. Perché, in realtà, quelli sono territori strappati all’Ungheria perché (come la Romania) fu alleata del Terzo Reich e ha pagato la sconfitta con quelle mutilazioni. La realtà è che l’Ucraina come appare oggi sulle mappe è una invenzione recente, nata tra il 1918 (con lo smembramento dell’imperio absburgico: Lvov ) e l’età di Kruscev (che “regalo” la Crimea) e in mezzo, i guadagni territoriali tolti a Romania e Ungheria alla fine della seconda guerra mondiale.
    Nei fatti, Romania e Ungheria, e ancor più la Polonia (che ha ben note ambizioni imperialiste grandi-polacche: vedi alla voce Intermarium), sembrano essersi portate avanti in vista di una spartizione dell’Ucraina. Putin se mai è arrivato ultimo a rivendicare quel pezzo di territorio, il Donetsk, che è effettivamente abitato da russi sovietici, dopo che era stato spopolato dal genocidio dei kulaki.
    Il punto è che Washington e Bruxelles non hanno levato la voce contro questa “provocazione” di Vladimir, e ciò vorrà dire qualcosa. L’ipotesi è che avendo Washington speso miliardi per staccare l’Ucraina alla federazione russa e non avendo speranza di vero risultato – inserire l’Ucraina così ridotta nella NATO significherebbe assisterla sine die e con spese maggiori, come un pozzo senza fondo , che la UE rifiuta – possa accettare la spartizione tra i vicini. Polonia, Ungheria, Romania sono dopotutto paesi NATO, e dunque si accollano le spese di quei territori portandoli nell’Alleanza. A questo tacito progetto – se esiste – fanno ostacolo le sanzioni occidentali contro Mosca per la sua “annessione illegale” della Crimea. Se l’Ucraina viene sparita, il contenzioso Crimea si risolve da sé, o si azzera.
    Questo fino ad oggi. Ma Trump non la pensa più così. E Poroshenko, guarda caso, ha ripudiato il Trattato del ‘97 che legittima le sue pretese sulla Crimea, proprio poco prima di dover abbandonare il potere a Zelensky. Il quale però non riesce a prendere il governo. Ma forse gli stanno facendo un favore: non potrà essere accusato dai nazionalisti ucraini di non aver fato niente contro la spartizione del paese, quando avverrà; e la responsabilità di eventuali passi legislativi consacranti la separazione, sarà accollata al parlamento – che è ancora in carica ed è quello di Poroshenko. Zelensky, alla fine del processo, governerà sulla zona centrale dell’Ucraina.
    Questa ipotesi presupporrebbe un eccesso di furbizia e intelligenza da parte della Casa Bianca; inoltre, implicherebbe che ci sia stato un accordo occulto fra Poro e Washington- magari in cambio della rinuncia alle cause in USA.


    imbarazzanti “Nazisti per la NATO”
    Ci si può benissimo non credere, e giurare che l’Ucraina resterà in eterno quella che è sulle carte. Ma per non sbagliare, le “forze militari” ucraine si mettono bombardare il Donbass per provocare una crisi bellica maggiore: perché sono fra loro gli assassini del massacro di Odessa, e sono quelli che più hanno da temere di una pacifica soluzione del problema ucraino. Ed attenzione: hanno ancora degli akcii a Washington, la Nuland, i Kagan,, i Kristol, la parte del Deep State che ha puntato su di loro.

    Qui sotto, alcune foto del massacro di Odessa, eccidio neonazi che indusse Mosca a precipitare la presa della Crimea.




    Impiegata della Casa Sindacato di Odessa, strangolata col filo del telefono.

    Gettata nel pozzo dell’ascensore. Ma prima, violentata.

    Odessa 2 maggio 2014



    Autori del massacro erano facilmente identificabili, ha detto l’ONU.

    Inutile dire che le foto di Odessa, come sappiamo, gridano vendetta e sempre la grideranno.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2538
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #2539
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    Predefinito Re: Putìn

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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #2540
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    Predefinito Re: Putìn

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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