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Discussione: Putìn

  1. #91
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    Predefinito Re: Putìn

    lo Zar Putin e la lezione inferta agli americani | L'Indipendenza

    Paura e meraviglia. Su questa misteriosa, alchemica combinazione si erge il potere delle autocrazie dai tempi del Faraone Tutankamon: le piramidi, la Grande Muraglia, il Taj Mahal, la reggia di Versailles, i castelli della Baviera sono solo alcuni esempi di monumenti eretti da sovrani eccentrici e visionari ad imperituro ricordo della magnificenza terrena e della loro megalomania. L’architettura ha sempre avuto una funzione politica. In luoghi e tempi diversi essa ha rappresentato la proiezione plastica dell’ansia dell’uomo di “lasciare una cicatrice sulla terra”, come avrebbe detto Malraux, un segno che sapesse sfidare il tempo. La Russia ha fatto tesoro di questa lezione. Se nel XVIII secolo Grigory Potemkin, consigliere privato di Caterina II, poteva far comparire dal nulla intere città lungo le coste del golfo di Crimea al solo scopo di compiacere la Zarina, Alessandro III diede l’avvio alla costruzione della transiberiana che con i suoi 9.236 chilometri di strada ferrata attraversa un intero continente ed è la più estesa linea ferroviaria del mondo. In epoca sovietica segretissimi centri di ricerca spaziale ed avveniristiche stazioni meteorologiche strappavano alla desolazione porzioni di deserto gelato altrimenti disabitate, mentre la stella rossa che sovrasta la torre dell’Università Lomonosov di Mosca è issata su una guglia di cinquantasette metri e, fino al 1988, contendeva alle Torri Gemelle di New York il primato di edificio più alto del mondo.
    Il villaggio olimpico di Sochi, che in questi giorni ospita la XXII edizione delle Olimpiadi invernali, obbedisce, mutatis mutandis, alla medesima logica prometeica. E’ anch’esso un assalto al cielo. Sulle sponde temperate del mar Nero, laddove sorgevano i sanatori di staliniana memoria e i fatiscenti caseggiati popolari del realismo socialista, sono piovuti dal 2007 ad oggi trentacinque miliardi di euro, una cifra senza precedenti adoperata per plasmare la periferia malconcia dell’Impero e trasformarla nel centro ultramoderno che tutti oggi osservano, una cattedrale di luce innalzata a trafiggere l’oscurità, sfolgorante emblema del nuovo corso della Russia al tempo dello Zar Putin.
    Lo stadio olimpico Fisht, solido e mastodontico come la montagna di cui porta il nome, può contenere quarantamila persone e, visto dall’alto, sembra un enorme fiocco di neve; il palazzo del ghiaccio si chiama Bolshoi, come il teatro di Mosca, ospita le gare di hockey e somiglia a una goccia d’acqua gelata: una nuova ferrovia conduce gli atleti in trenta minuti dal villaggio olimpico alle piste da sci. A Vancouver, nel 2010, ci volevano due ore per il medesimo tragitto. Questo è lo stile russo: la ricchezza non è il risultato di una progressiva evoluzione ma esprime volontà di potenza. Cala dall’alto, come una benedizione ortodossa, ti arricchisce o ti travolge e, spesso, fa entrambe le cose. Chiaro è il messaggio che il Cremlino ha inteso lanciare al mondo con questa operazione mediatica in grande stile: la Russia non ha rivali, è un Paese forte, sicuro di sé, certo del proprio peso internazionale e l’attentato terroristico di matrice cecena che appena due mesi fa ha funestato le strade di Volgograd non le impedirà di occupare il posto che le spetta di diritto nel novero delle nazioni evolute. Solo quindici anni fa, a pochi chilometri da dove oggi sorge la cittadina olimpica, Mosca combatteva infatti una guerra sanguinosa contro un nemico insidioso, determinato e sfuggente, costata cinquantamila vittime. San Giorgio ha però trafitto il drago ceceno, l’autorità legittima è ristabilita nel Caucaso, Ramzan Kadyrov ha deposto le armi e la Grande Madre Russia può accogliere a braccia aperte i visitatori stranieri, sull’incolumità dei quali vigilerà, fino al 23 febbraio, un corpo di sicurezza forte di settantamila effettivi in assetto permanente. So che questo getterà nello sconforto gli amici autonomisti che piangono lacrime di sangue e organizzano petizioni in difesa della piccola patria cecena minacciata dall’orso russo ma, piaccia o meno, non esiste miglior deterrente al Caos della paura.
    Come già era accaduto nel 1980, quando molti Paesi boicottarono le Olimpiadi di Mosca per protestare contro l’occupazione sovietica di quell’Afghanistan che anni dopo gli Usa avrebbero invaso sostenuti dal plauso pressoché unanime della comunità internazionale, Washington ha disertato i Giochi, ufficialmente come atto di ritorsione contro le leggi omofobiche approvate dalla Duma. C’è da credere, tuttavia, che sulla decisione abbia pesato assai più l’imbarazzo dell’Amministrazione Obama per lo scacco subito nella questione siriana. Rinnovando il proprio appoggio ad Hassad la Russia ha non solo rivendicato la sua preminenza strategica nell’area, dimostrando, qualora ve ne fosse ancora bisogno, di essere un’ interlocutrice dalla quale è impossibile prescindere, ma ha impedito che la logica della “guerra preventiva” coinvolgesse un altro tassello della delicata scacchiera mediorientale. Se a questo aggiungiamo l’asilo politico offerto dal Cremlino all’analista informatico della CIA Edward Snawden e la beffa dell’umiliazione inflitta agli Americani dallo stesso Presidente russo che, in un suo editoriale pubblicato sulle colonne del “New York Times” il 12 settembre scorso (caso unico nella storia delle relazioni tra le due Potenze), ha inteso “rammentare” loro i rudimenti della politica internazionale, credo vi siano gli estremi per inoltrare dalle colonne di questo giornale formale richiesta a Carlo Gustavo XVI di Svezia perché conceda a Vladimir Putin il Premio Nobel per la Pace.

  2. #92
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #93
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Riguardo a questo l'itaGlia si contraddistingue per una furba ed astuta politica di non dire un caxxo.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #94
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    Predefinito Re: Putìn

    QUANTE BUFALE SULLE OLIMPIADI DI SOCHI

    12/02/2014



    Sochi, 10 feb – Sono cominciate le Olimpiadi invernali a Sochi. E apriti cielo. Le polemiche che hanno accompagnato la preparazione ai Giochi certo non si sono sopite. Anzi. Il web e i media pullulano di foto, articoli più o meno sarcastici che mettono in rilievo le carenze tecniche del Villaggio olimpico (pare che prima degli atleti, i bagni russi saranno destinati a gloria imperitura), la corruzione negli appalti, la mancanza di neve, i rischi per la sicurezza, e le discriminazioni anti-gay. Già c’è qualcheduno che annuncia catastroficamente pogrom di omossessuali in mezza Federazione russa.

    Andiamo con ordine. Intanto bisogna considerare che Sochi è da sempre un importante centro turistico russo, è vero, ma certo non era attrezzato per ospitare un’Olimpiade. Questo ha portato ad una mole di strutture da realizzare in pochi anni, con tempistiche assolutamente inadeguate. Che qualche architetto abbia sbagliato qualcosa è innegabile.
    Ma altrettanto innegabile è una risonanza mediatica del tutto sproporzionata alla faccenda. Come è innegabile, se ci si peritasse di prendere in mano una cartina, che lamentarsi per la mancanza di neve a Sochi è ridicolo: Sochi è una località balneare, e le gare non verranno certo tenute lì. D’altra parte, durante i Giochi a Torino nel 2006, nessuno si era lamentato della mancanza di neve nel centro storico.
    Sochi dista poi quasi un migliaio di chilometri dalle zone “calde” del Caucaso. Sarebbe come lamentarsi di essere esposti a dei rischi a Parigi per tensioni a Berlino, più o meno. In ogni caso le misure di sicurezza sono imponentissime e minuziose fino al più piccolo dettaglio, secondo lo stile russo. Da notare come assai scarso sia stato l’appoggio internazionale alla Russia per gli attentati di dicembre a Volgograd, che pure avrebbero dovuto portare la comunità internazionale a stringersi intorno a Mosca per ribadire l’intento di celebrare le Olimpiadi in armonia e serenità, senza farsi intimorire dai fondamentalisti. Invece gli attentati suicidi sono stati spunto per molti governi per gettare benzina sul fuoco e mettere in dubbio l’idoneità di Sochi quale cornice dei Giochi.

    Così come han poco da scandalizzarsi le varie anime belle, nel rivelare gli episodi di corruzione ed il budget stellare impiegato per le Olimpiadi: episodi di corruzione sono fisiologici in qualunque gara d’appalto a qualsiasi latitudine. Noi italiani potremmo tenere dei corsi universitari in materia, peraltro. Quanto al budget, praticamente tutte le città olimpiche hanno sforato le previsioni iniziali: basti pensare a Montreal ’76, per cui vennero spesi 2,8 miliardi di dollari invece di 124 milioni. O Pechino, che arrivò alla astronomica somma di 40 miliardi contro l’1,6 miliardi preventivati.
    Già, Pechino. All’epoca delle Olimpiadi in Cina si fece assai meno rumore per le politiche dell’Impero mao-capitalista. Qualche sparuta voce a ricordare il dramma del Tibet, le condanne a morte con il costo dei proiettili a carico dei famigliari, e niente di più. Nessuno che alzò più di tanto la voce per le disastrose condizioni ambientali cinesi (tutti ricordiamo le immagini di Pechino avvolte in una coltre di smog da tagliare con il coltello), per i laogai. Nessun giornale mise una bandiera tibetana accanto al proprio logo, mentre ad oggi i principali media mondiali (addirittura Google) sono un fiorire di bandiere arcobaleno.

    E veniamo ai gay. Sembra che la Russia sia la Patria di ogni nefandezza e oppressione ai danni degli omossessuali. Il vice primo ministro russo, Dmitry Kozak, ha recentemente dichiarato alla testata Russia oggi che “La gente ha tutto il diritto di avere una propria vita personale, purché ciò non avvenga nei confronti di minori”. Nulla di eclatante, quindi. Certo in Russia i gay non vengono decapitati o lapidati come avviene nella maggior parte dei Paesi della penisola arabica. Che però, misteriosamente, non vengono dipinti a tinte fosche come Putin ed il suo governo.
    Una crociata del politicamente corretto marcia sulla Russia. E queste Olimpiadi sembrano più spunto di polemica per tanti, troppi, che momento di distensione e fratellanza sportiva, come nella tradizione dovrebbero essere.
    Un’ultima precisazione: durante la cerimonia inaugurale tanti hanno applaudito alla scelta tedesca di sfilare con della divise arcobaleno, come sostegno alla battaglia omosessuale. Ma in un’intervista rilasciata allo Spiegel il designer Willy Bogner ha smentito categoricamente, affermando che la scelta dei colori vuol essere un omaggio ai Giochi di Monaco del’72, ed in particolare alla mascotte dell’epoca, il bassotto Wladi, e che il progetto risale ad assai prima che scoppiasse il “caso Russia”. Con buona pace del popolo arcobaleno.

    Valentino Tocci

    Fonte: ilprimatonazionale.it

    QUANTE BUFALE SULLE OLIMPIADI DI SOCHI - NEXUS Edizioni
    Ultima modifica di Eridano; 14-02-14 alle 10:13
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #95
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    Predefinito Re: Putìn

    ARTICOLO MOLTO CHIARO DA LEGGERE.

    » Washington Orchestrated Protests Are Destabilizing Ukraine Alex Jones' Infowars: There's a war on for your mind!


    Le proteste orchestrate da Washington stanno destabilizzando l’Ucraina



    Le proteste che agitano la parte occidentale dell’Ucraina sono organizzate da CIA, Dipartimento di Stato USA e dalle ONG (Organizzazioni Non-Governative) finanziate da Washington e dalla Unione Europea che operano su indicazioni CIA e Dipartimento di Stato USA. Lo scopo delle «proteste» è quello di aggirare e ribaltare la decisione – presa dal legittimo ed indipendente Governo ucraino – di non entrare nella UE.

    Inizialmente, l’Unione Europea cooperava con gli Stati Uniti nell’azione volta a distruggere l’indipendenza dell’Ucraina e renderla un’entità sottoposta al governo di Bruxelles. Chi comanda la UE aveva interessi espansionistici mentre per gli USA lo scopo era rendere l’Ucraina vulnerabile al saccheggio da parte delle banche e delle multinazionali USA e tirarla dentro nella NATO in modo che poi Washington potesse guadagnare altre basi militari sulla frontiera con la Russia. Sulla strada che porta gli USA all’egemonia globale sul mondo, si trovano infatti 3 nazioni: Russia, Cina ed Iran ed ognuna di esse è infatti nel mirino degli USA che opera per deporne Governi, minacciarne la sovranità con la propaganda, ed installare basi militari che rendano tali nazioni vulnerabili ad attacchi e, nel complesso, forzarle e costringerle ad accettare le volontà di Washington stessa.

    Ma fra UE ed USA è sorto un problema quando gli Europei si sono resi conto che la detronizzazione del Governo ucraino avrebbe rappresentato una seria minaccia per Mosca ed i Russi avrebbero potuto, come ritorsione, tagliare fuori l’Europa dai rifornimenti di petrolio e gas. Con la completa distruzione dell’Europa come conseguenza. Così l’UE ha «deciso» che voleva sospendere il supporto alle proteste ucraine.

    La reazione della neocon Victoria Nuland – nominata Assistente Segretaria di Stato da quel Giano bifronte di Obama – è stata il famoso: «fanculo la UE», per poi proseguire elencando quei componenti del Governo ucraino che Washington intende imporre ad una popolazione così inconsapevole da credere che finendo nelle braccia di Washigton conquisterà l’indipendenza.

    Un tempo pensavo che non potesse esistere un popolo più ignaro ed inconsapevole del popolo americano... mi sbagliavo.

    Orchestrare la «crisi» in Ucraina è facile

    Sempre la Nuland, il 13 dicembre 2013, dichiarava al National Press Club in Washington che gli USA avevano «investito» 5 miliardi di dollari per le agitazioni in Ucraina. (si veda: Victoria Nuland Admits: US Has Invested $5 Billion In The Development of Ukrainian, "Democratic Institutions"). Sostanzialmente la crisi agisce sull’Ucraina occidentale, dove l’immagine dell’oppressione russa è forte e la popolazione è «meno russa» che non nell’est del Paese.

    Nella parte occidentale, l’odio per la Russia è così «isterico» che i contestatori non si rendono conto che l’ingresso nella UE equivale alla fine dell’indipendenza ed all’essere governati dai burocrati di Bruxelles, dalla BCE e dalle multinazionali USA. Ma forse, in Ucraina, esistono due nazioni, con la metà occidentale che potrebbe finire sotto l’egemonia UE-USA e quella orientale che potrebbe essere nuovamente incorporata alla Russia, dove si trovava da tanto tempo quanto esiste l’America.

    La disaffezione esistente fra Ucraina occidentale e Russia rende facile per UE ed USA creare problemi. A Washington e Bruxelles si vuol spazzar via l’indipendenza del Paese alimentando l’odio verso la Russia ed agitando miraggi di falsa indipendenza sotto la «protezione» UE ed USA. Il tanto denaro che Washington fa arrivare alle ONG in Ucraina serve a diffondere queste idee ed a mettere la gente in uno stato di frenesia «decerebrata».

    In vita mia non ho mai visto gente con così poco discernimento così come lo sono i contestatori ucraini che stanno distruggendo l’indipendenza del proprio Paese senza rendersene conto.

    Le ONG finanziate da UE ed USA sono la quinta colonna concepita per distruggere l’indipendenza delle nazioni nelle quali operano. Alcune si spacciano per «organizzazioni per i diritti umani», altre indottrinano i popoli con la copertura di «programmi di educazione» e di «costruzione della democrazia». Altre – soprattutto quelle dirette dalla CIA – si specializzano nelle rivolte. È il caso delle Pussy Riot.

    Le ONG autentiche sono poche, ammesso che ce ne siano. Ma sono arroganti. Il capo di una di queste ONG annunciò prima delle elezioni in Iran – dove Mousavi era il candidato di Washington e della CIA – che le elezioni avrebbero portato ad una Rivoluzione Verde. Lo sapeva in anticipo, perché aveva aiutato a finanziarla con i dollari dei contribuenti americani. Ne ho già scritto sul mio sito web www.paulcraigroberts.org e nel mio libro appena pubblicato «How America Was Lost».

    Notate come i «contestatori» ucraini siano violenti ma la polizia è stata tenuta appositamente a freno perché Washington ha tutto l’interesse nel tenere vive le proteste, nella speranza che diventino rivolte vere e proprie in modo da potersi pappare l’Ucraina.

    Questa settimana la House of Representatives ha approvato una risoluzione che minaccia sanzioni qualora i contestatori violenti vengano bloccati dalla polizia. Vediamo di capirci: se la polizia ucraina si dovesse comportare nei confronti dei contestatori violenti nello stesso modo col quale la polizia americana si comporta anche verso quelli pacifici, Washington avrà un motivo per intervenire ed interferire negli affari interni dell’Ucraina.

    Washington sta di fatto usando i contestatori per distruggere l’indipendenza dell’Ucraina ed ha già la lista dei fantocci che intende installare nel prossimo Governo.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 14-02-14 alle 12:06
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #96
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    Predefinito Re: Putìn

    Il Lussuria arrestato a Sochi con la bandiera dei culi.
    Una sola domanda.
    Perchè hanno la fortuna di vivere certi esseri immondi?
    E stipendiati da noi.
    Grazie anche di questo, sinistra.
    Meglio non parlarne più.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 16-02-14 alle 21:36
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #97
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Il Lussuria arrestato a Sochi con la bandiera dei culi.
    Una sola domanda.
    Perchè hanno la fortuna di vivere certi esseri immondi?
    E stipendiati da noi.
    Grazie anche di questo, sinistra.
    Meglio non parlarne più.
    Grazie a chi protetto la plebe...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #98
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Il Lussuria arrestato a Sochi con la bandiera dei culi.
    Una sola domanda.
    Perchè hanno la fortuna di vivere certi esseri immondi?
    E stipendiati da noi.
    Grazie anche di questo, sinistra.
    Meglio non parlarne più.
    In Siberia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #99
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    Predefinito Re: Putìn

    Putìn è buono!
    Forse anche troppo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #100
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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