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Discussione: Putìn

  1. #1251
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  2. #1252
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    Predefinito Re: Putìn

    President Vladimir Putin announced a plan to stabilize the situation in the Donbas, consisting of seven points. "When I flew here - from Blagoveshchensk to Ulan Bator - the plane sketched some ideas and action plan I have it on hand yet, however, set out ", - Putin said in an interview with reporters at the end of the visit to Mongolia. On it informs RIA Novosti. "first - it's to stop active offensive operations of the armed forces, armed groups in the militia Donbass Donetsk and Lugansk directions", - Putin told reporters. "Second - to withdraw the armed units of the security structures of Ukraine in the distance, precluding the possibility of shelling settlements artillery, and all kinds of rocket launchers, "- said the head of the Russian state. "Third - to provide a full and fair implementation of international control over the conditions of the cease-fire and monitor the situation created in this way in the security zone", - said Putin. "Fourth - delete the use of military aircraft against civilians and human settlements in the conflict zone. "- said the president of the Russian Federation. "Fifth - to organize the exchange of persons forcibly detained by the formula" all for all ""The Sixth - to open humanitarian corridors for the movement of refugees and the delivery of humanitarian supplies to the cities and other settlements of Donbass - DNR and LC, "- he said. "And finally, the seventh - to provide the possibility of sending to the affected localities Donbass repair crews to restore the destruction of social and life-support infrastructure, helping them", - said the head of state .
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  3. #1253
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    Predefinito Re: Putìn

    Tregua in Ucraina? Non Credeteci - Rischio Calcolato

    Prima considerazione:
    Vladimir Putin e la Russia NON possono garantire alcuna tregua, ne breve ne duratura. Possono al massimo fare forti pressioni sui soldati che combattono per la Nuova Russia, ma da varie conferme in rete, specie da interviste a soldati e comandanti appare chiaro che le milizie di Nuova Russia NON intendono fermarsi, vogliono l’indipendenza di più terre possibili da Kiev e sopratutto farla pagare col sangue ai responsabili nel governo e nel parlamento. In altre parole marciare su Kiev.
    Seconda Considerazione: con la solita ridicola goffaggine e pressapochismo in un primo momento sul sito ufficiale del governo Ucraino si proclamava un accordo per un cessate il fuoco “permanente”. Poi la parola “permanente” è stata tolta.
    Terza Considerazione: il cessate il fuoco serve tatticamente anzitutto a Kiev, intanto per riorganizzarsi e poi per sperare nell’invio di uomini addestrati NATO sul campo. Armi e intelligence non servono se non ci sono più soldati validi da schierare ma solo poco più che contadini male armati e allettati da un guadagno per ogni soldato o civile ucciso. ( vi consiglio di leggere con attenzione questa “intervista” su FB, la fonte la ritengo affidabile)
    Quarta Considerazione: la buona volontà nella ricerca di un cessate il fuoco è una ovvia e intelligente mossa di scacchi della Russia. Giusto alla vigilia delle sanzioni Europee si è voluto dare una via di fuga alle colombe in seno all’Ue. Ma è meglio ribadire: LA RUSSIA NON HA IL CONTROLLO DELLE OPERAZIONI NELL’EST UCRAINA.
    Infine:
    Io non credo ad una singola mossa da parte della Giunta di Kiev. E mi aspetto a brevissimo qualche altro tentativo di creare un False Flag per convincere la Nato ad intervenire.
    Stiamo a vedere.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1254
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    Predefinito Re: Putìn

    Analisi: Venti di Guerra. Novorussia: INDIPENDENTE, ASSOCIATA O CONFEDERATA? - Rischio Calcolato


    Nota di Rischio Calcolato: Ancora un articolo fondamentale e molto interessante per capire gli scenari in Nuova Russia, e le intenzioni mondiali della Russia. Vi confesso che mi trovo d’accordo con l’autore.

    DI THE SAKER
    vineyardsaker.blogspot.it
    Primo – vorrei cominciare da una chiara dichiarazione di non responsabilità che vi chiedo di LEGGERE ATTENTAMENTE e di tenerla a mente: personalmente non sostengo nessuna tesi per lo status finale della Novorussia. Questo spetta deciderlo alla popolazione della Novorussia e qualsiasi scelta che farà sarà quella che io sosterrò. Inoltre, in questo momento non sono nemmeno sicuro di quale opzione mi sentirei di raccomandare se qualcuno mi chiedesse di farlo, semplicemente perché il diavolo sta nascosto nei dettagli, non tra le grandi parole. Quello che mi propongo di fare qui di seguito è osservare una serie di problematiche legate a questa situazione, ma questa mia analisi non deve essere interpretata come un avallo per nessuna delle opzioni possibili.
    Secondo - ho attentamente analizzato le notizie che arrivano da Minsk, dalla Novorussia e dalla Russia e mi è rimasta la forte sensazione che nulla sia stato veramente deciso, di qui gli apparenti zig-zag e le mutevoli interpretazioni sulle condizioni presentate dalla delegazione Novorussa.

    Terzo - invito chiunque alla massima cautela con le fonti di informazioni russe, inclusi i canali televisivi e RT news. Perché? Perché la Russia ha degli interessi molto importanti in questa lotta e sono assolutamente certo che le elite russe siano divise su quale sia la miglior soluzione per la Russia. Ci sono, per così dire, dei “gruppi informali di persone guidate-orientate” tra i media russi che stanno cercando di promuovere gli interessi dei loro patron e supporter. Mentre si potrebbe facilmente semplificare dicendo che – per esempio – NTV sostiene una certa “posizione A” e RT sostiene una “posizione B”, so per certo che nelle redazioni di RT, NTV, Rossia, REN-TV ecc.. esistono vari gruppi con ordini del giorno differenti: un comitato di redazione potrebbe avere una posizione molto diversa da un altro comitato di redazione della stessa rete, all’interno dello stesso mezzo di comunicazione.
    Quarto - non è detto che gli interessi russi debbano automaticamente combinarsi con gli interessi della Novorussia, proprio come gli interessi delle elite russe e delle elite novorusse non corrispondono assolutamente agli interessi delle popolazioni russe e novorusse. Sembrerebbe ovvio, ma ritengo che questo dovrebbe essere ribadito ancora una volta perché qualsiasi accordo sullo stato finale della Novorussia sarà la risultante della spinta di molti di questi interessi, supportati da gruppi differenti e quasi certamente finiranno tutti in un compromesso in base al quale nessuno porterà a casa tutto quello che avrebbe voluto.

    Detto ciò, diamo uno sguardo a come è cominciato tutto questo pasticcio.

    Come siamo arrivati ​​qui?
    Sei mesi fa tutti gli ucraini dell’est avrebbero voluto a) garanzie per i Russofoni – b) autonomia fiscale.
    Questo è tutto. Niente di più. Quanto alla Russia, la sua posizione era altrettanto chiara: una Ucraina unita e neutrale nel rispetto dei diritti civili di tutti i cittadini. Sembrava una cosa facile no?
    Per quanto riguarda l’opposizione ucraina, voleva rimuovere ufficialmente un governo controllato dagli oligarchi e far approvare l’associazione con la EU. Ancora una volta, piuttosto facile.

    Ora, pensiamoci, una soluzione di compromesso sarebbe stata piuttosto ovvia: avrebbero potuto eleggere un nuovo governo, non controllato dagli oligarchi, con il quale firmare l’accordo di associazione con la EU ed impegnarsi per il rispetto dei diritti civili di tutti gli ucraini, compresi i diritti culturali e linguistici degli ucraini orientali. Yanukovich si era spinto fino al punto di offrire il posto di Primo Ministro a Iatseniuk.
    Ma allora perché non è successo niente di tutto questo?
    Perché il movimento di protesta è stato completamente cooptato, dirottato, manipolato, controllato, finanziato, organizzato, gestito dagli USA che hanno usato le elite politiche della UE e un gruppo di nazisti in buona fede per arrivare ad un cambiamento di regime e per ridisegnare l’Ucraina nell’ambito della sfera di influenza AngloSionista.
    Quello che volevano era una Ucraina sfruttata economicamente dalla UE e militarmente posseduta dagli USA per mezzo della NATO. Questo piano era incentrato non solo sul rompere qualsiasi legame tra Ucraina e Russia e con l’Unione Economica con Bielorussia, Kazakistan, Armenia e altri paesi, ma anche a recidere tutti i legami economici tra Russia ed Europa (un vecchio obiettivo degli USA fin dai tempi della guerra fredda, quando gli Stati Uniti fecero di tutto per evitare che l’Urss vendesse gas ai paesi dell’Europa occidentale).
    Proviamo a pensare ai nazisti UKIE come ci vengono presentati i terroristi di al-Qaeda o dell’ ISIS: rabbiosi pazzi assassini odiosi che letteralmente non possono trattenere l’odio e il desiderio di opprimere e di uccidere.
    Naturalmente, sotto la pressione degli Stati Uniti, hanno cercato con molti sforzi di agire da persone sane e civili, ma qualche volta non ci sono riusciti, per questo hanno chiamato i russofoni sub-umani/animali, da qui il desiderio della Timoshenko di usare armi nucleari per sterminare i “Moskals maledetti”, l’insistenza apparentemente folle che solo l’ “ucraino” dovesse essere la lingua ufficiale del paese o il rifiuto categorico, altrettanto imbecille, di non accettare nessuna forma di federazione. Inutile dire che, non appena questi pazzi sono arrivati al potere, hanno immediatamente approvato una serie di leggi fantasticamente stupide e provocatorie, come il ripristino della autorizzazione alla propaganda nazista o l’abrogazione dello status ufficiale della lingua russa. Non sorprende che la gente dell’est sia andata fuori di testa e abbia correttamente concluso che “i nazisti sono tornati”.
    Come risultato, si è creata una dinamica doppia: i pazzi che stanno negli USA (i neocon) hanno cominciato a minacciare direttamente gli interessi vitali-esistenziali della Russia, mentre i pazzi di Kiev (i nazisti) hanno cominciato a minacciare direttamente gli interessi vitali-esistenziali della popolazione orientale e meridionale della Ucraina. In questo modo non hanno lasciato né al Donbass né alla Russia nessun’altra scelta che reagire e rispondere direttamente a quel pericolo.
    Questo è importante perché quello che è stato fatto non può essere semplicemente pensato o fatto in un altro modo. Sia la Russia che la Novorussia ora sono in una “modalità di sopravvivenza”, da cui non possono uscire se non con una eliminazione completa di queste minacce vitali-esistenziali. In altre parole, il progetto dell’impero AngloSionista-USA e l’esperimento nazista UKIE devono essere assolutamente e definitivamente sconfitti e devono essere create condizioni che impediscano per sempre che possano riemergere.

    A che punto siamo adesso?
    Per prima cosa, direi che la forza di repressione della Giunta (JRF) è stata sconfitta. Non strategicamente (se non altro per la sua immensa capacità strategica e per le sue ancora profonde risorse umane e materiali), ma operativamente. Tutti gli indicatori dicono che le forze armate novorusse (NAF) stanno cercando attentamente di non calcare la mano e di non spingersi troppo verso occidente, quindi la situazione sembra molto buona, in questo momento, per la Novorussia. Secondo, la Giunta è stata sconfitta anche politicamente: se in passato il popolo ucraino aveva avuto un governo-controllato-dagli-oligarchi, ora ha un governo di oligarchi. E loro lo sanno. Inoltre i nazisti hanno mostrato il loro vero volto (a Odessa, Mariupol, MH17, MLRS e con i missili balistici usati contro i civili insieme al fosforo bianco e le munizioni a grappolo …. ). Terzo, si vede chiaramente che l’economia Ukie è in caduta libera e che, in tutti i settori dell’industria è morta. Direi che questo è un fallimento a tutto campo per la Giunta.

    Lo Zio Sam non sta facendo molto meglio: la Crimea è persa per sempre, anche il Donbass è perso a tutti gli effetti, Putin è più popolare che mai, le tensioni tra l’UE e gli USA sono alte (le repubbliche ceca e slovacca hanno entrambe annunciato il loro voto contrario per eventuali ulteriori sanzioni contro la Russia), e la giunta-fantoccio-degli-USA a Kiev ha completamente perso il controllo della situazione.

    Per quanto riguarda l’UE, tutto si sta avvitando al rovescio. La recente elezione di Donald Tusk e di Federica Mogherini alle posizioni di Presidente del Consiglio dell’Unione europea e Capo della politica estera dell’UE sono sicuramente una buona notizia, ma sono troppo poco e troppo tardi. Per risistemare il caos lasciato da Catherine Ashton e da Herman Van Rompuy ci vorranno anni di sforzi dolorosi. Inoltre, quell’altro pazzo – Anders Fogh Rasmussen – è ancora lì, folle e patetico come sempre. Ma con tutto l’abbaiare di Rasmussen e di pochi altri politici europei, l’UE non ha più lo stomaco per altre sanzioni, tanto meno per sostenere una brutta guerra delle sanzioni contro la Russia. I russi lo sanno, così tutto quello che devono ancora fare è attendere che i frutti maturino (o che marciscano, è anche possibile) e che gli cadano in grembo.

    La prossima settimana ci sarà un vertice Nato in Galles, dove Obama e la sua cricca di consiglieri di politica estera Neocon spingeranno sicuramente per una serie di misure anti-russe sostenute da dichiarazioni molto forti su come si deve fermare la Russia, su come proteggere l’Europa e su come far riconoscere che la NATO è assolutamente indispensabile. Più uomini, più armi, più minacce e, ultimo ma non meno importante, più dollari per il complesso militare-industriale degli USA. La Russia, tuttavia, non si farà impressionare per un motivo molto semplice: già da molti anni gli USA e l’Unione Europea hanno già messo in atto delle politiche anti-russe ai massimi livelli. In realtà, le uniche politiche contro-la-Russia che l’Impero AngloSionista non ha ancora adottato, sono quelle farebbero più danno a loro che alla Russia. In altre parole, da ora in avanti qualsiasi altra soluzione che sarà adottata contro la Russia, per definizione, potrebbe essre più dannosa per gli AngloSionisti che per la stessa Russia. La conclusione è ovvia: l’Occidente non può permettersi una guerra fatta di sanzioni contro la Russia.
    C’è ancora un pericolo vero là fuori
    Il problema con gli AngloSionisti è che sono arroganti, oltre che abbastanza stupidi, da inciampare nella variante “Samson Optiondel conflitto israeliano : colpire il nemico, anche se questo significa farsi cadere addosso tutto il palazzo. Contrariamente a quello che dicono molti analisti, non credo che gli americani siano in realtà tanto stupidi da iniziare deliberatamente una guerra contro la Russia, tanto meno una guerra nucleare, ma sono abbastanza arroganti da infilarsi in un angolo da cui l’unica via d’uscita è l’uso della forza militare. Sono anche in grado di creare una situazione militare estremamente pericolosa nella quale anche un petardo potrebbe bastare per scatenare una guerra di fuoco incrociato (ricordate il folle atteggiamento della marina americana nello Stretto di Hormuz o nello stretto di Taiwan?). I russi devono assolutamente essere consapevoli di questo pericolo e, quindi, non dare mai per scontato che gli americani siano razionali o prudenti. La storia dimostra che sono spericolati e felici di creare una situazione che porta alla guerra (la politica degli Stati Uniti verso il Giappone prima della Seconda Guerra Mondiale ne è un esempio perfetto).
    Ora diamo un’occhiata alle opzioni per la Novorussia
    Come ho già detto, il diavolo è nascosto tra i dettagli, ma in Novorussia ci sono fondamentalmente due opzioni principali :

    1) Indipendenza completa (de facto e de jure)
    2) Indipendenza pratica (de facto ma non de jure).
    Onestamente credo che qualsiasi altra opzione che non porti ad una indipendenza di fatto sia semplicemente impossibile da raggiungere. I Novorussi non accetteranno di vivere sotto un esercito o una polizia di Kiev, non pagheranno a Kiev niente più che tasse puramente simboliche e sicuramente non accetteranno nessuna limitazione dei loro diritti linguistici, economici e culturali, compreso il loro diritto di fare affari direttamente con la Russia. Ritengo che qualsiasi altra opzione sia tanto improbabile, da rischiare che per sostenerla si arrivi ad un bagno di sangue, ma non voglio nemmeno prenderla in considerazione. Quindi diamo un’occhiata alle due opzioni che ci restano.
    a) Indipendenza completa (de facto e de jure) : La Novorussia
    Vantaggi: Sicurezza – possibilità di ri-unirsi con la Russia o di firmare un trattato di mutua assistenza che potrebbe includere lo stazionamento di truppe russe in Novorussia. Si otterrebbe la protezione ideale e massima contro eventuali futuri attacchi degli Ukies. Economia: non pagare tasse a Kiev – Associazione con la Russia, pieno accesso al grande mercato eurasiatico, lavorare per l’industria russa, diritti sociali pagati dalla Russia (come parte di un pacchetto di aiuti). La gioia di aver vinto completamente e di non dover più avere a che fare con quei pazzi dell’ Ucraina occidentale. Denazificazione completa e totale.
    Svantaggi: una posizione massimalista che non lascia una via d’uscita che permetta di salvare la faccia a quei pazzi di Kiev e di Washington, gravi difficoltà ad un riconoscimento del paese a livello internazionale. Questa opzione lascerebbe comunque tutto il resto dell’ex-Ucraina nelle mani degli AngloSionisti e nazisti, che continuerebbero a sabotare costantemente e a tentare di sovvertire e sconvolgere la vita della Novorussia. C’ è una possibilità reale che questo potrebbe significare dover lasciare città e regioni come Odessa, Dniepropetrovsk, Kharkov, Chernigov, Nikolaev e molte altre parti storicamente russa dell’ex-Ucraina a in mano a qualunque sia il regime al potere di Kiev. Pericolo militare costante: l’attuale ministro della Difesa UKIE ha promesso una parata militare per la vittoria delle forze UKIE a Sebastopoli, non scherziamo!
    Riuscite a immaginare cosa potrebbero dire se si arrivasse ad una Novorussia indipendente.
    Problema chiave: questa posizione massimalista non lascerebbe nessuno spazio di negoziazione con Kiev.


    b) Indipendenza sostanziale (de facto ma non de jure) : “Ucraina v2″

    Vantaggi: La Novorussia otterrebbe già molto di più di quello che voleva sei mesi fa (vedi sopra). Conservando la facciata di una Ucraina unitaria, questa soluzione lascerebbe a tutti la possibilità di una via di uscita e di salvare la faccia per tutti i grandi attori esterni (Russia, Stati Uniti, UE, ONU, OSCE) che potranno firmare un accordo e dichiarare di esserne i garanti. Inoltre, se la Novorussia sarà nominalmente parte di una “Ucraina v2″ allora si potrà dare al popolo dell’Ucraina orientale (la parte più ricca e in maggioranza i più istruiti della popolazione ucraina) la possibilità di contrastare, agire e sfidare il dominio dei nazisti di Kiev e forse servire come base per far cadere l’attuale “Banderastan” per sostituirlo con un governo “Ucraina v2″. Inoltre, una Ucraina unita sarebbe in una posizione migliore per ricevere aiuti internazionali e denaro di cui ha disperatamente bisogno per la ricostruzione. Dobbiamo pensare che almeno per un certo periodo i freaks nazisti resteranno al potere a Kiev e, possiamo essere abbastanza sicuri, che continueranno a distruggere anche quel poco chi è rimasto del “Banderastan” e che, prima o poi, avverrà un qualche cambiamento di regime. Se il nuovo regime al potere sarà più o meno sano di mente, la parte orientale dell’Ucraina potrebbe richiedere che i responsabili del caos vengano portati in giudizio e che venga formata una commissione che stabilisca la “verità e una riconciliazione”.


    Svantaggi: C’è un rischio reale che il regime Poroshenko possa cadere ed essere sostituito da una dittatura Iarosh. In alternativa, la parte meridionale del Banderastan potrebbe staccarsi da Kiev e formare una “Kolomoiskistan”. In entrambi i casi, il crollo del regime di Poroshenko rischierebbe di risucchiare il Donbass in una seconda fase della guerra civile, senza possibilità di ricevere un aiuto russo palese (ovviamente ci sarebbe un aiuto segreto). Anche la semplice nozione di essere rappresentati da uno stato nazista freak a Kiev o alzare una bandiera UKIE sarebbe nauseante per chi ha combattuto e per i morti in difesa della Novorussia. Inoltre, se l’affare non riuscisse a prendere una forma solida e stabile, anziché aspettare il ritorno a casa degli esuli in Russia, ci sarebbero ancora più Novorussi che “voterebbero con i piedi” ed emigrerebbero in Russia. Al giorno d’oggi, anche chi abita in Crimea è nervoso ed i politici russi, tra cui Putin, hanno dovuto ripetere sempre il loro “no, questa volta è per sempre, non vi abbandoneremo mai, non torneremo indietro”. Se la popolazione della Crimea è preoccupata per il suo futuro, anche se ora è legalmente parte della Russia, si può immaginare quanto sarebbe spaventato e insicuro il popolo della Novorussia se si trovasse in un qualsiasi tipo di “associazione” con Kiev, anche se puramente formale.
    Questi sono solo pochi esempi, ce ne sarebbero molti altri nella lista dei vantaggi e degli svantaggi sia per una Novorussia indipendente e che per l’opzione “Ucraina v2″.


    Secondo me ( ipotesi altamente speculative e “personali”):

    L’opzione preferita dalla Russia
    Credo che la Russia preferirebbe una versione Ucraina v2. Dal punto di vista della Russia, questo avrebbe un sacco di vantaggi (come il poter forzare il governo della “Ucraina v2″ ad adottare uno status di paese completamente neutrale e non allineato). Come ho sempre detto, la Russia non vuole né ha bisogno dell’Ucraina. Quello che vuole è un’ Ucraina stabile, neutrale e prospera, non perché Putin e del resto della gerarchia del Cremlino siano dei santi o degli Ucrainofili, ma semplicemente perché questo sarebbe il più valido interesse per la Russia. L’unica cosa di cui la Russia aveva bisogno, se l’è già presa: La Crimea.

    Per quelli che si sentissero intimoriti dal fatto che la Novorussia – o l’ Ucraina v2 – possa diventare un paese-meno-che-completamente-indipendente, vorrei esprimere tutti i miei dubbi sul fatto che la Russia possa imporre un risultato di questo genere al popolo della Novorussia. Certo, non crediate che sia un ingenuo, sia Zakharchenko che tutti gli attuali leader della Novorussia sono arrivati al potere per un cambio di leadership voluto da Mosca, quindi i loro legami con Mosca sono molto stretti, ma il vero potere di Zakharchenko & Co. sta nel consenso della vasta maggioranza della popolazione novorussa, specialmente di chi sta lottando nei NAF. Non ho mai creduto in una “svendita” della Novorussia (anche se a volte l’ho temuto), e sono sicuro che nel caso che tale “svendita” dovesse accadere, l’unica vera forza che esiste in Novorussia – i NAF – non permetterebbero mai che avvenisse. Allo stesso modo una “svendita” del genere innescherebbe una grave crisi politica anche per Putin.

    Tutto questo per dire che, dato le scelte esistenti, Putin e i suoi consiglieri potrebbero preferire una semi-indipendenza de-facto ma non completamente de-jure per la Novorussia invece di un dover avere un vicino troppo indipendente come una “Ukraine v2″. E nemmeno credo che un certo tipo di “svendita” sia qualcosa che vorrebbero o che vorrebbero fare: in ultima analisi il garante de-facto per l’indipendenza della Novorussia non è né Putin né la Russia, ma gli uomini armati del NAF.


    L’opzione preferita dalla Novorussia
    Cosa preferirebbe la popolazione della Novorussia e n particolare, i NAF ?

    Onestamente non lo so, ma suppongo che la piena indipendenza sia il loro obiettivo preferito. Tuttavia, la situazione è complessa e ci sono argomenti molto solidi per controbattere a questa opzione e contro una “Ucraina v2″ (in quanto esistono argomenti molto solidi a favore di una Novorussia completamente indipendente e contrari a una “Ucraina v2″).
    Qualcuno potrebbe dire che questo non è il momento giusto per fare una scelta di questo genere, sia perché nessuno sa chi sarà al potere a Kiev tra qualche mese e sia perché l’inverno è alle porte e le trattative sul gas si stanno complicando. A seconda di cosa farà la NATO o cosa non farà, una delle due scelte potrebbe diventare decisamente migliore dell’altra (pensiamo solo a forze NATO dentro Kiev!).

    Diamo tempo al tempo

    L‘esempio della Corea, di Cipro, del Kosovo, della Transnistria e tanti altri mostrano che qualche volta l’unica soluzione che vediamo non è assolutamente l’unica soluzione. Gli esempi dell’Irlanda o della Cecenia non sono la soluzione che era apparsa in un primo momento. Vorrei aggiungere inoltre che il vero punto di arrivo della Russia in Ucraina non è prendersi la Crimea o salvare il Donbass, ma riuscire ad ottenere un vero cambio di regime a Kiev. Solo quello sarebbe un esito che farebbe veramente piacere a Mosca e, mettiamoci in testa, non mi è assolutamente chiaro che una completa indipendenza della Novorussia potrebbe essere la miglior strada per arrivarci. Poi riflettiamo su una domanda: cosa sarebbe meglio per la popolazione della Novorussia, una piena indipendenza dall’Ucraina o un vero, duraturo cambio di regime a Kiev?

    Proprio come nel gioco degli scacchi, il tempo e l’opportunismo sono i pezzi cruciali sulla scacchiera. Tutti coloro che negli ultimi mesi hanno accusato istericamente Putin di essere un traditore che ha colpito alle spalle i novorussi hanno semplicemente mancato di comprendere l’importanza del tempo e dell’opportunismo nella strategia. Mi rincresce dover dire che, senza offesa, sono molte le persone cresciute in Occidente che sono state educate ed addestrate ad una cultura del momento e della reazione immediata, sono stati abituati a dare risposte pronte, quasi istintive e sono stati anche abituati a prendere in considerazione solamente quello che si può raggiungere a tempi brevi, che porta risultati immediati. La Russia, ed ancor più la Cina, hanno delle prospettive molto differenti. Queste due nazioni stanno costruendo i loro immensi paesi con dei processi lenti e costanti, non con rapide accelerazioni. E benché l’uomo della strada russo potrebbe anche preferire una soluzione veloce al problema della Ucraina, quelli del Cremlino, particolarmente gli ex-agenti-segreti, come Putin, comprendono pienamente che il “problema ucraino” è un problema che esiste da quattrocento o ottocento anni, a seconda di come guardi la storia (se interessati potete approfondire qui e qui ) che non può essere risolto in pochi mesi. E questo è assolutamente vero se si prende in considerazione la situazione attuale, la causa reale e le forze che oggi si nascondono dietro questa crisi ucraina.

    Il vero e proprio obiettivo di Putin ( e di Xi Jinping!)

    Come ho già detto molte e molte volte, il “vero obiettivo finale” di Mosca non è cambiare il regime di Kiev: è riuscire a far cambiare il regime su tutto il pianeta. Nel mio cervello non c’è il minimo dubbio che- sia la Cina che la Russia - vogliano creare un Nuovo Ordine Mondiale, ma con una visione molto differente da quella pensata da Bush, Fukuyama, Obama e dal resto dell’1% formato dagli AngloSionisti. Russia e Cina vogliono una completa decostruzione dell’Impero AngloSionista, vogliono de-dollarizzare l’economia mondiale, vogliono un ordine mondiale multi-polare che sia regolato da una legge che sia rispettata, perché è chiaro che sia questo il modo più conveniente per affrontare i problemi. La Russia vede il suo futuro nel Nord e in Siberia, la Cina vuole che la sua economia diventi globale, incluso l’Estremo Oriente, la Regione Pacifica, l’Africa e l’ America Latina. La Russia anche vuole che il ruolo dell’ America Latina e dell’ Asia Centrale diventino più importanti perché senza questi continenti e senza queste regioni non si potrà mai avere un mondo multipolare. Direi anche che sia la Russia che la Cina stanno rifiutando il modello della civiltà occidentale e i dogmi che ne derivano ( non li elenco per evitare che i nuovi lettori si offendano o che si infurino, ma chi mi segue sa cosa intendo) e che entrambi stanno cercando, non solo di creare un Nuovo Ordine Mondiale, ma anche una Nuova Civiltà. Tutto ciò è molto, molto più grande del problema del Donbass e persino più grande dell’intera Ucraina.

    Ammettiamolo, in questo momento, il fronte della guerra per la civilizzazione globale, passa esattamente sull’Ucraina, ma questa è solo una battaglia che fa parte di una guerra molto, molto più grande.

    A giudicare da certe dichiarazioni di Zakharchenko nella sua recente conferenza stampa, mi sembra proprio che lui, almeno, lo abbia ben compreso. Non ho dubbi comunque che per Putin questo concetto sia chiaro.

    Conclusione

    La conclusione principale che spero possiate raggiungere da tutto questo è che non si cerchi di saltare subito alla conclusione e che non si voglia giudicare facendo salti nel buio. Se solo ho convinto qualcuno di voi che questo argomento è spigoloso, complesso e multi-dimensionale, beh … allora mi sento già soddisfatto. Se invece in qualche passo è sembrato che io fossi a favore di qualcuna delle opzioni esistenti, allora ho sbagliato. Come ho già detto, non sono sicuro che ci sia qualcuno che sappia dove ci porterà tutto questo, per una semplice ragione, gli Ukies e i loro compari occidentali hanno rinnegato ogni singolo accordo firmato fin dallo scorso inverno e non esiste veramente nessun elemento razionale che mi consenta di credere che non lo faranno anche in futuro, o forse questi negoziati non porteranno da nessuna parte e continuerà il “caos e la somalizzazione” della ex-Ucraina.

    L’altro giorno Putin ha detto: “non ha importanza dove sia che gli USA vadano a bussare, comunque arrivano sempre allo stesso risultato: la Libia“. Affermazione proprio vera e forse sarebbe bene che una liberazione del Banderastan avvenisse prima che arrivino tutti a questa convinzione. O forse, ma questa è una cosa terribile da dire, questa è una situazione molto simile a quella della Cecenia nel 1999 quando c’era un sacco di gente che avrebbe dovuto essere, semplicemente, eliminata fisicamente, ammazzata, prima di cercare una soluzione per il problema (tristemente, Nazisti e Wahabiti hanno in comune che l’unico modo per trattare con la maggior parte di loro è “ammazzarli”).
    Onestamente non so, quindi continuiamo a tenere un occhio su questa situazione, incredibilmente fluida, complessa e pericolosa, ma non pretendiamo che la soluzione che vediamo noi, sia la soluzione più ovvia o la sola.



    The Saker
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  5. #1255
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    Predefinito Re: Putìn

    Cabras: siam pronti anche noi alla macelleria della guerra? | LIBRE

    Cabras: siam pronti anche noi alla macelleria della guerra?

    Scritto il 05/9/14 • nella Categoria: segnalazioni

    Perché mai, domanda il giornalista, avete deciso di far sfilare i prigionieri diguerra? «E’ stata Kiev a dire che avrebbero marciato in parata a Donetsk il giorno 24. E così han fatto». Questa la terribile ironia che i difensori russofoni del Donbass aggredito dall’esercito ucraino esibiscono dopo aver respinto l’attacco. Avvertono: nessuna illusione sui cosiddetti dispersi dell’esercito regolare. «Le famiglie ricevono lettere che li dichiarano “dispersi in azione”. In realtà sono morti. Le autorità di Kiev lo fanno apposta. Centinaia e migliaia di morti in qualche decina di tombe». Il comandante russofono lo annuncia ufficialmente: «Ognuno sappia che se hai ricevuto una lettera che lo definisce “disperso in azione”, allora molto probabilmente tuo marito, fratello o figlio è stato ucciso». Il video è proposto da “Pandora Tv”, che presenta anche l’intera conferenza stampa del presidente del Donbass, Aleksandr Zakharchenko, tenutasi il 24 agosto nel pieno della controffensiva delle milizie ribelli, che hanno sbaragliato le meglio armate e più numerose forze del governo di Kiev.
    «Sarà l’Ucraina, sarà il richiamo bellico dell’anno quattordici, sarà che ormai le dichiarazioni di molti politici europei già annunciano la carneficina all’orizzonte», moltiplicando ogni giorno le nuove evocazioni di unaguerramondiale, ma intanto «cresce per molti una sensazione di pericolo», scrive Pino Cabras su “Megachip”. «Evocare è facile, ma essere davvero pronti all’anticamera dell’Apocalisse è un’altra cosa». Chi è davvero pronto per laguerra? Certo non i popoli europei: «Vivono in una bolla televisiva che fa loro sperare di essere ancora a lungo i consumatori che sono stati negli ultimi decenni. La cuccagna non è stata ancora smontata, perciò il ricordo dell’ultimaguerramondiale rimane annacquato. Gli europei medi – continua Cabras – non riescono più a immaginare laguerracome catastrofe. I telegiornali e i grandi quotidiani li ammaestrano all’isteria bellica, alla propaganda più sfacciata, alla russofobia, questo sì. Ma occultano l’idea che la distruzione possa entrare nelle loro case o sommergere intere coorti dei loro figli».
    Il peggio è che «nessun europeo medio ha saputo cosa è accaduto in Ucraina negli ultimi sei mesi, dal golpe in poi. Tanto meno sa cosa c’era prima. Né sa che il governo di Kiev ha martoriato la popolazione civile delle regioni orientali». L’europeo medio «ignora gli interessi predatori di quei capitalisti mafiosi che vorrebbero svuotare quelle regioni dei loro abitanti russofoni», non sa che «le forze di sicurezza ucraine sono in mano ad avventurieri imbevuti di ideologie naziste». E naturalmente «non sa nulla della Russia, non sa nulla di nulla: e si ritroverà nellaguerravasta che annuncia il neopresidente polacco del Consiglio Europeo, Donald Tusk (un burattino atlantista), e peggio di lui il ministro della difesa ucraino Gheletei, senza sapere ancora nulla». Certamente a scalpitare è Tusk, il regime dell’Ue è al guinzaglio di Washington, lo stesso Cameron sembra avere il dito sul grilletto. La Nato sembra abbozzare una frenata – su richiesta della Merkel, cioè dell’export tedesco danneggiato dalle sanzioni contro Mosca – ma intanto prepara una forza di pronto intervento per l’Est. In teoria, era pronta allaguerraanche la giunta golpista di Kiev, «ma in modo totalmente irresponsabile, con una tragica incapacità di valutare gli interessi dei russi e – di questi – la determinazione (cioè una prontezza reale) a pagare e infliggere il prezzo di unaguerravera».
    Quel che accade ora in Ucraina, dice Cabras, misura le reali dimensioni di queste diverse “prontezze”. Da un lato i popoli occidentali «anestetizzati dai loromedia», popoli «che non hanno alcuna misura dei fatti», e in più il popolo ucraino «che si sorprende di dover subire una disfatta (in Italia si direbbe una Caporetto), come nel caso delle mamme e sorelle disperate che chiedono conto delle notizie di una brigata di 4.700 uomini, di cui sono tornati con le proprie gambe in appena 83». Queste famiglie «hanno appena riscoperto il concetto di “carne da cannone”», quello della GrandeGuerra. «Sono le avanguardie delle mamme che ripeteranno la scena in tante altre lingue, anche da noi, nelle capitali in bancarotta dell’Europaai comandi di Bruxelles e Francoforte». Dall’altro lato della barricata, ecco invece i militari del Donbass: «Colpisce la sicurezza e l’agghiacciante autorevolezza – in un dosaggio di gravitas e brutale ironia – con cui questi partigiani dei nostri giorni parlano di migliaia di vittime diguerra». La “gravitas” è quella che annuncia l’avvenuta strage dei militari mandati allo sbaraglio dagli aggressori incoraggiati dalla Nato. L’ironia è quella della sfilata dei prigionieri: a marciare (disarmati e sconfitti) il 24 agosto sono stati gli ucraini di Kiev, quelli che avevano annunciato con troppa fretta la conquista di Donesk, con tanto di parata dal sapore hitleriano.
    «Purtroppo, cari giornalisti, l’Occidente cerca di invaderci con una frequenza di 30-50 anni», dicono i resistenti dell’Est. «Ogni 30-50 anni la civiltà occidentale cerca di imporci la sua opinione e il suo modo di vivere. La PrimaGuerraMondiale, la Grandeguerrapatriottica, laguerradi Crimea prima ancora, e così via nelle profondità dellastoria. Come risultato, l’Occidente tradizionalmente ottiene la caduta di Berlino, di Parigi. L’Occidente arriva ogni 30-50 anni per ottenere ciò che si merita. Ora, nel 2014, sono un po’ in ritardo», ma il copione sembra lo stesso. Loro, sì, sono pronti allaguerra. Lo hanno dimostrato. E lo spiegano in modo chiarissimo: «Diremo a chiunque venga a farci del male sul nostro territorio: ci batteremo con le unghie e con i denti per la nostra patria. Kiev e l’Occidente hanno fatto un grosso sbaglio a risvegliarci. Noi siamo gente laboriosa. Mentre altri saltavano a Maidan per 300 grivne, la nostra gente era giù in miniera a estrarre carbone, a fondere metallo e a seminare le colture. Nessuno di noi ha avuto il tempo di saltare, eravamo impegnati a lavorare». Poi, quando li hanno presi a cannonate, si sono ribellati.
    «Quando un tizio che appena ieri lavorava con un martello pneumatico o guidava una mietitrebbia, oggi si trova alla guida di un carro armato o di un Grad, o a raccogliere un mitra, la linea è stata passata e non lo potete più fermare», dicono i militari dell’Est. «Quello che ha dovuto lasciare il propriolavorosa che combatterà fino alla fine e fino al suo ultimo respiro». E l’Occidente è pronto è combattere “fino all’ultimo respiro”? Certo non lo è la nuova Lady Pesc, Federica Mogherini, che si abbandona a dichiarazioni desolanti, del tipo: «Se non esiste più un partenariato strategico è per scelta di Mosca». Ovvero: nessuna autocritica ai piani alti dell’Ovest. «Ecco, Mogherini non è pronta», scrive Cabras. «Fa interamente sua tutta l’eredità della Nato e della Ue in questi anni dicrisiinternazionali, destabilizzazioni, aggressioni ed escalation: cioè un bilancio disastroso e criminale, dall’Iraq all’Afghanistan al dossier libico, alla Siria, e ora all’Ucraina».
    Il bilancio occidentale di questi anni? «Un caos funesto interamente imputabile alla lunga “guerrainfinita” scatenata dalle capitali dell’atlantismo», subito dopo l’opaco super-attentato dell’11 Settembre. Lo stesso Cabras ricorda che, all’indomani dellaguerra-lampo nell’Ossezia del Sud attaccata dall’esercito georgiano armato da Bush e poi travolto dai russi, nel 2008 il “Times” ricordava le parole di Lord Salisbury, ministro degli esteri e primo ministro ai tempi dell’Impero Britannico», un uomo che «irradiò unpotereglobale immenso». Di fronte a proposte pericolose, in cui Londra minacciava seriamente altri paesi, Salisbury avrebbe guardato i suoi colleghi negli occhi, chiedendo semplicemente: «Siete davvero pronti a combattere? Altrimenti, non imbarcatevi in questapolitica».
    Già: siete davvero pronti a combattere? «E’ la domanda giusta, quella che non vi hanno ancora fatto», osserva Cabras. «Nell’Europapoliticamente desertificata dall’obbedienza alla Nato si continua ad agire come se la Russia fosse ancora oggi lo Stato esausto degli anni novanta, su cui si muoveva etilicamente Boris Eltsin e sul cui collo si stringeva il capestro del Fondo Monetario Internazionale. La situazione è completamente diversa, eppure si va lo stesso allo scontro. O si va proprio per questo, nel momento in cui i Brics picconano il Dollar Standard. E gli Usa non possono accettare un mondo multipolare in cui il dollaro non sia l’architrave». Allora, siamo pronti a combattere? La risposta la anticipano – a distanza – i comandanti militari dell’Est ucraino, che a questaguerrahanno già preso le misure. «Potete dirlo in giro: non svegliate la bestia», raccomandano. «Non fatelo, davvero. Finché c’è ancora la possibilità, lasciate che le madri risparmino i propri figli».
    Perché mai, domanda il giornalista, avete deciso di far sfilare i prigionieri di guerra? «E’ stata Kiev a dire che avrebbero marciato in parata a Donetsk il giorno 24. E così han fatto». Questa la terribile ironia che i difensori russofoni del Donbass aggredito dall’esercito ucraino esibiscono dopo aver respinto l’attacco. Avvertono: nessuna illusione sui cosiddetti dispersi dell’esercito regolare. «Le famiglie ricevono lettere che li dichiarano “dispersi in azione”. In realtà sono morti. Le autorità di Kiev lo fanno apposta. Centinaia e migliaia di morti in qualche decina di tombe». Il comandante russofono lo annuncia ufficialmente: «Ognuno sappia che se hai ricevuto una lettera che lo definisce “disperso in azione”, allora molto probabilmente tuo marito, fratello o figlio è stato ucciso». Il video è proposto da “Pandora Tv”, che presenta anche l’intera conferenza stampa del presidente del Donbass, Aleksandr Zakharchenko, tenutasi il 24 agosto nel pieno della controffensiva delle milizie ribelli, che hanno sbaragliato le meglio armate e più numerose forze del governo di Kiev.«Sarà l’Ucraina, sarà il richiamo bellico dell’anno quattordici, sarà che ormai le dichiarazioni di molti politici europei già annunciano la carneficina all’orizzonte», moltiplicando ogni giorno le nuove evocazioni di una guerra mondiale, ma intanto «cresce per molti una sensazione di pericolo», scrive Pino Cabras su “Megachip”. «Evocare è facile, ma essere davvero pronti all’anticamera dell’Apocalisse è un’altra cosa». Chi è davvero pronto per la guerra? Certo non i popoli europei: «Vivono in una bolla televisiva che fa loro sperare di essere ancora a lungo i consumatori che sono stati negli ultimi decenni. La cuccagna non è stata ancora smontata, perciò il ricordo dell’ultima guerra mondiale rimane annacquato. Gli europei medi – continua Cabras – non riescono più a immaginare la guerra come catastrofe. I telegiornali e i grandi quotidiani li ammaestrano all’isteria bellica, alla propaganda più sfacciata, alla russofobia, questo sì. Ma occultano l’idea che la distruzione possa entrare nelle loro case o sommergere intere coorti dei loro figli».Il peggio è che «nessun europeo medio ha saputo cosa è accaduto in Ucraina negli ultimi sei mesi, dal golpe in poi. Tanto meno sa cosa c’era prima. Né sa che il governo di Kiev ha martoriato la popolazione civile delle regioni orientali». L’europeo medio «ignora gli interessi predatori di quei capitalisti mafiosi che vorrebbero svuotare quelle regioni dei loro abitanti russofoni», non sa che «le forze di sicurezza ucraine sono in mano ad avventurieri imbevuti di ideologie naziste». E naturalmente «non sa nulla della Russia, non sa nulla di nulla: e si ritroverà nella guerra vasta che annuncia il neopresidente polacco del Consiglio Europeo, Donald Tusk (un burattino atlantista), e peggio di lui il ministro della difesa ucraino Gheletei, senza sapere ancora nulla». Certamente a scalpitare è Tusk, il regime dell’Ue è al guinzaglio di Washington, lo stesso Cameron sembra avere il dito sul grilletto. La Nato sembra abbozzare una frenata – su richiesta della Merkel, cioè dell’export tedesco danneggiato dalle sanzioni contro Mosca – ma intanto prepara una forza di pronto intervento per l’Est. In teoria, era pronta alla guerra anche la giunta golpista di Kiev, «ma in modo totalmente irresponsabile, con una tragica incapacità di valutare gli interessi dei russi e – di questi – la determinazione (cioè una prontezza reale) a pagare e infliggere il prezzo di una guerra vera».Quel che accade ora in Ucraina, dice Cabras, misura le reali dimensioni di queste diverse “prontezze”. Da un lato i popoli occidentali «anestetizzati dai loro media», popoli «che non hanno alcuna misura dei fatti», e in più il popolo ucraino «che si sorprende di dover subire una disfatta (in Italia si direbbe una Caporetto), come nel caso delle mamme e sorelle disperate che chiedono conto delle notizie di una brigata di 4.700 uomini, di cui sono tornati con le proprie gambe in appena 83». Queste famiglie «hanno appena riscoperto il concetto di “carne da cannone”», quello della Grande Guerra. «Sono le avanguardie delle mamme che ripeteranno la scena in tante altre lingue, anche da noi, nelle capitali in bancarotta dell’Europaai comandi di Bruxelles e Francoforte». Dall’altro lato della barricata, ecco invece i militari del Donbass: «Colpisce la sicurezza e l’agghiacciante autorevolezza – in un dosaggio di gravitas e brutale ironia – con cui questi partigiani dei nostri giorni parlano di migliaia di vittime di guerra». La “gravitas” è quella che annuncia l’avvenuta strage dei militari mandati allo sbaraglio dagli aggressori incoraggiati dalla Nato. L’ironia è quella della sfilata dei prigionieri: a marciare (disarmati e sconfitti) il 24 agosto sono stati gli ucraini di Kiev, quelli che avevano annunciato con troppa fretta la conquista di Donesk, con tanto di parata dal sapore hitleriano.«Purtroppo, cari giornalisti, l’Occidente cerca di invaderci con una frequenza di 30-50 anni», dicono i resistenti dell’Est. «Ogni 30-50 anni la civiltà occidentale cerca di imporci la sua opinione e il suo modo di vivere. La PrimaGuerra Mondiale, la Grande guerra patriottica, la guerra di Crimea prima ancora, e così via nelle profondità dellastoria. Come risultato, l’Occidente tradizionalmente ottiene la caduta di Berlino, di Parigi. L’Occidente arriva ogni 30-50 anni per ottenere ciò che si merita. Ora, nel 2014, sono un po’ in ritardo», ma il copione sembra lo stesso. Loro, sì, sono pronti alla guerra. Lo hanno dimostrato. E lo spiegano in modo chiarissimo: «Diremo a chiunque venga a farci del male sul nostro territorio: ci batteremo con le unghie e con i denti per la nostra patria. Kiev e l’Occidente hanno fatto un grosso sbaglio a risvegliarci. Noi siamo gente laboriosa. Mentre altri saltavano a Maidan per 300 grivne, la nostra gente era giù in miniera a estrarre carbone, a fondere metallo e a seminare le colture. Nessuno di noi ha avuto il tempo di saltare, eravamo impegnati a lavorare». Poi, quando li hanno presi a cannonate, si sono ribellati.«Quando un tizio che appena ieri lavorava con un martello pneumatico o guidava una mietitrebbia, oggi si trova alla guida di un carro armato o di un Grad, o a raccogliere un mitra, la linea è stata passata e non lo potete più fermare», dicono i militari dell’Est. «Quello che ha dovuto lasciare il proprio lavoro sa che combatterà fino alla fine e fino al suo ultimo respiro». E l’Occidente è pronto è combattere “fino all’ultimo respiro”? Certo non lo è la nuova Lady Pesc, Federica Mogherini, che si abbandona a dichiarazioni desolanti, del tipo: «Se non esiste più un partenariato strategico è per scelta di Mosca». Ovvero: nessuna autocritica ai piani alti dell’Ovest. «Ecco, Mogherini non è pronta», scrive Cabras. «Fa interamente sua tutta l’eredità della Nato e della Ue in questi anni di crisi internazionali, destabilizzazioni, aggressioni ed escalation: cioè un bilancio disastroso e criminale, dall’Iraq all’Afghanistan al dossier libico, alla Siria, e ora all’Ucraina».Il bilancio occidentale di questi anni? «Un caos funesto interamente imputabile alla lunga “guerra infinita” scatenata dalle capitali dell’atlantismo», subito dopo l’opaco super-attentato dell’11 Settembre. Lo stesso Cabras ricorda che, all’indomani della guerra-lampo nell’Ossezia del Sud attaccata dall’esercito georgiano armato da Bush e poi travolto dai russi, nel 2008 il “Times” ricordava le parole di Lord Salisbury, ministro degli esteri e primo ministro ai tempi dell’Impero Britannico», un uomo che «irradiò un potere globale immenso». Di fronte a proposte pericolose, in cui Londra minacciava seriamente altri paesi, Salisbury avrebbe guardato i suoi colleghi negli occhi, chiedendo semplicemente: «Siete davvero pronti a combattere? Altrimenti, non imbarcatevi in questa politica».Già: siete davvero pronti a combattere? «E’ la domanda giusta, quella che non vi hanno ancora fatto», osserva Cabras. «Nell’Europa politicamente desertificata dall’obbedienza alla Nato si continua ad agire come se la Russia fosse ancora oggi lo Stato esausto degli anni novanta, su cui si muoveva etilicamente Boris Eltsin e sul cui collo si stringeva il capestro del Fondo Monetario Internazionale. La situazione è completamente diversa, eppure si va lo stesso allo scontro. O si va proprio per questo, nel momento in cui i Brics picconano il Dollar Standard. E gli Usa non possono accettare un mondo multipolare in cui il dollaro non sia l’architrave». Allora, siamo pronti a combattere? La risposta la anticipano – a distanza – i comandanti militari dell’Est ucraino, che a questa guerra hanno già preso le misure. «Potete dirlo in giro: non svegliate la bestia», raccomandano. «Non fatelo, davvero. Finché c’è ancora la possibilità, lasciate che le madri risparmino i propri figli».

  6. #1256
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    Predefinito Re: Putìn

    solo un pesamte dubbio........
    perchè si vuole continuare a definire "quelli di Kiev" sottomessi aglia USA +NATO come "nazisti"????

    la mia personale opinione che "quelli di Kiev" siano più simili ai ladri socialisti eredi della politica tangentara di Craxi.
    cosa c'entrano i Nazisti in tutto questo?

    forse la comodità della sintesi che vede nei Nazisti i cattivi per principio consente di divulgare il concetto di cattivoni ai popoli .......

    Però la situazione appare grave e quindi va almeno questa volta ristabilita la Verità
    "Quelli di Kiev" non sono Nazisti...sono soltanto tangentari colonialisti socialistoidi pronti a vendere la loro Patria come già hanno fatto gli Itagliani...sono il sinistrume becero della Storia...I Nazisti erano un'altra cosa certamente....

    Hanno fatto delle fesserie, hanno perso la guerra, hanno martirizzato gli ebrei....però avevano una ideologia propria ed originale...."quelli di Kiev" hanno come ideologia soltanto il ladrocinio (di gas) ed il colonialismo allogeno....

    quali similitudini si possono fare col Nazismo?
    se qualcuno me lo spiega......
    ciao
    vb
    Ultima modifica di Sinbad il marinaio; 05-09-14 alle 18:49

  7. #1257
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    Predefinito Re: Putìn

    personalmente non credo all'imbecillità della politica americana del caos. si può notare che per un lungo periodo (fino a Bush padre) la politica americana cercava di non suscitare vespai. infatti Saddam fu solo fermato dopo i fatti del Kuwait ma non deposto. L'Irak è un paese mal combinato che naturalmente non potrebbe stare assieme, se non sotto una dittatura. (oppure senza un comando diretto, come poteva essere l'impero ottomano, che lasciva le tribù libere di agire a loro piacimento)
    dopo di ciò le politiche sia sotto Clinton che Bush figlio che con Obama sono cambiate completamente, puntando esse a destabilizzare zone sempre più vaste e tenendo nel contempo alti i prezzi del barile di petrolio (non meno di cento dollari) e bassi i prezzi della droga.

  8. #1258
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Sinbad il marinaio Visualizza Messaggio
    solo un pesamte dubbio........
    perchè si vuole continuare a definire "quelli di Kiev" sottomessi aglia USA +NATO come "nazisti"????

    la mia personale opinione che "quelli di Kiev" siano più simili ai ladri socialisti eredi della politica tangentara di Craxi.
    cosa c'entrano i Nazisti in tutto questo?

    forse la comodità della sintesi che vede nei Nazisti i cattivi per principio consente di divulgare il concetto di cattivoni ai popoli .......

    Però la situazione appare grave e quindi va almeno questa volta ristabilita la Verità
    "Quelli di Kiev" non sono Nazisti...sono soltanto tangentari colonialisti socialistoidi pronti a vendere la loro Patria come già hanno fatto gli Itagliani...sono il sinistrume becero della Storia...I Nazisti erano un'altra cosa certamente....

    Hanno fatto delle fesserie, hanno perso la guerra, hanno martirizzato gli ebrei....però avevano una ideologia propria ed originale...."quelli di Kiev" hanno come ideologia soltanto il ladrocinio (di gas) ed il colonialismo allogeno....

    quali similitudini si possono fare col Nazismo?
    se qualcuno me lo spiega......
    ciao
    vb
    Infatti, quelli di kiev non sono nazisti. E i nazisti non hanno martirizzato gli ebrei. Tanto è vero che per imporre il dogma hanno bisogno del reato di opinione.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #1259
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da dimecan Visualizza Messaggio
    personalmente non credo all'imbecillità della politica americana del caos. si può notare che per un lungo periodo (fino a Bush padre) la politica americana cercava di non suscitare vespai. infatti Saddam fu solo fermato dopo i fatti del Kuwait ma non deposto. L'Irak è un paese mal combinato che naturalmente non potrebbe stare assieme, se non sotto una dittatura. (oppure senza un comando diretto, come poteva essere l'impero ottomano, che lasciva le tribù libere di agire a loro piacimento)
    dopo di ciò le politiche sia sotto Clinton che Bush figlio che con Obama sono cambiate completamente, puntando esse a destabilizzare zone sempre più vaste e tenendo nel contempo alti i prezzi del barile di petrolio (non meno di cento dollari) e bassi i prezzi della droga.
    Ma non sono certo i Presidenti a comandare.
    Anche quelli sono solo dei burattini.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1260
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    Predefinito Re: Putìn

    che scoperte, i presidenti sono politici e la politica se la trovano già bella che pronta. io intendevo la politica americana che da parecchi anni crea il caos in zone sempre più ampie del pianeta per mantenere alti i prezzi del barile e bassi quelli della droga.
    voleva essere solo una constatazione.

 

 
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