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Discussione: Putìn

  1. #1741
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #1742
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    Predefinito Re: Putìn

    L’Ucraina ha bisogno del gas russo per respirare – di Gianna Finardi

    In relazione al grave conflitto ucraino la politica del governo svizzero, pesantemente influenzata dall’Unione Europea e dagli USA, ha una chiara direzione antirussa. Putin è accusato di essere un incendiario e un aggressore. Bisogna però ammettere che la nostra opinione pubblica segue solo in parte il suo governo. Molti pensano – e lo verifichiamo ogni giorno – che l’idea di portare la NATO sulla porta di casa della “madre Russia” sia una irresponsabile provocazione, per non dire una follia.

    Il presente articolo, decisamente filorusso, ci giunge dall’Italia.


    Ci si meraviglia se Putin fa lavorare il governo anche nelle feste natalizie, ci si preoccupa del fatto che stia dirottando più gas nei gasdotti verso il Sud Europeo per farne transitare meno nelle tubature ucraine ma non sempre si fa mente locale sul fatto che Putin è una persona che crede ancora nel lavoro e nella forza dei lavoratori, al punto che è stato capace di risolvere un complicato contenzioso tra aziende e sindacati.

    Col pugno di ferro obbligò, lo scorso ottobre, l’imprenditore Oleg Deripaska a tenere aperta un’impresa che aveva intenzione di chiudere, minacciandone la nazionalizzazione. “Correvate intorno come scarafaggi quando ho detto che stavo arrivando” ha ammonito Putin che, sulla firma mancata di Deripaska, obbliga l’imprenditore ad alzarsi e a firmare il contratto davanti a i suoi occhi, come se fosse uno scolaretto disobbediente davanti alla maestra.

    Che Putin sia un uomo di forza indiscussa lo si sapeva ma non ci si aspettava che fosse capace di far inginocchiare anche gli imprenditori a favore dei lavoratori; questa nota lo rende ancora più vincente agli occhi del suo elettorato. Nonostante il crollo della moneta nazionale russa, il Rublo, Putin gode ancora della fiducia di un popolo che crede in lui e lo sostiene, disposto ad ogni sacrificio per l’affermazione del paese.

    L’inizio del nuovo anno vede riaccendersi la dolorosa vicenda ucraina, che già sul finire del 2014 aveva premesse politico-economiche tali da far presagire che la tregua Russia-Ucraina fosse soltanto una parentesi di un lungo e travagliato capitolo di storia. Nonostante le “manovre” del governo di Kiev, in questi giorni Putin si è reso disponibile nuovamente a trattare con l’Ucraina, la quale invece sferra attacchi sanguinari ed è pronta a muovere verso la zona dei separatisti filorussi insorti, con armamenti e truppe per complessivi 50.000 uomini.

    Ci si può chiedere perchè l’Ucraina faccia tutto questo. Bisognerebbe allora ricordare che questo paese non ha mai saldato il pesante debito economico verso le compagnie di gas russe, e questo non è che uno dei molti problemi che affliggono gli ucraini.

    Si sa che questa nazione, nonostante abbia cambiato parte del suo governo per renderlo più disponibile a un dialogo filo-europeo, resta ancora uno stato pesantemente segnato dalla corruzione. Per ripartire esso necessita poi di ingenti capitali che possono solo giungergli dal controllo della regione del bacino del Donec, zona di vaste risorse minerarie e industriali, occupata dai filorussi.

    Per di più il mantenimento del conflitto serve a sollecitare e ad ottenere aiuti dall’UE e dagli USA, interessati a ridurre l’influenza russa ad est. Infatti il presidente ucraino Petro Poroshenko ha respinto un piano di pace proposto da Vladimir Putin. Forse, quando l’Europa ha stanziato negli scorsi giorni 15 milioni di Euro, non si è resa conto che l’Ucraina ha sempre usato la Russia come “respiratore” per poter sopravvivere e non sprofondare nella miseria.

    Le reazioni alla tensione in Ucraina dopo la bomba che ha fatto saltare in aria un bus a Donetsk uccidendo tredici persone sono state accuse reciproche tra Kiev e i separatisti sulle responsabilità per i colpi di artiglieria caduti sulla fermata ma mentre Kiev accusa Mosca di aver inviato novemila militari nel Paese, Putin accusa Poroshenko di non aver dato una risposta chiara alla proposta russa di una tregua e di aver iniziato una “azione militare su larga scala”.

    Il risultato sono decine di morti e feriti, non solo tra gli eserciti di entrambe le parti ma anche tra i civili. Il “cessate il fuoco” non è mai realmente entrato in vigore, visto che negli ultimi dieci giorni ci sono stati oltre 250 morti, la cifra più alta dal mese di settembre. Il totale supera le cinquemila vittime dall’inizio del conflitto, lo scorso aprile, secondo una stima dell’ONU.

    Vladimir Putin dichiara: “L’esercito ucraino è la ‘legione straniera’ della Nato. Non persegue gli interessi di Kiev ma ha come obiettivo geopolitico quello di contenere la Russia”. “L’Ucraina rifiuta una soluzione pacifica del conflitto nell’est, e il cessate il fuoco è servito soltanto a raggruppare le forze militari ucraine”. Putin ha nuovamente accusato Kiev: “State lanciando una grande operazione militare”.

    I separatisti filorussi annunciano la fine dei colloqui in vista del cessate il fuoco. Giovedì i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Russia ed Ucraina, riuniti a Berlino per discutere proprio della situazione in Ucraina orientale, hanno chiesto di bloccare subito gli scontri. Ma i separatisti filorussi non vogliono cedere e il presidente dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Alexandr Zakharcenko, ha detto che proseguirà le trattative solo con il presidente ucraino, Petro Poroshenko. Se sarà necessario, ha aggiunto, la “Repubblica” introdurrà la pena di morte.

    Il ministro degli esteri russo Lavrov ha poi aggiunto che la Russia si aspetta che l’Occidente, inclusi gli Stati Uniti, fermi l’uso della forza da parte di Kiev. Lavrov si augura che “il buon senso e gli interessi oggettivi e legittimi nazionali prevarranno” e l’Occidente non imporrà nuove sanzioni contro Mosca dopo l’escalation del conflitto: “Sappiamo molto bene – ha detto – come tali tragedie sono usate cinicamente per distorcere la verità” e per “alimentare l’isteria antirussa”.

    Gli aiuti dell’Europa all’Ucraina. La Commissione europea ha stanziato altri 15 milioni di euro per sostenere l’Ucraina. I nuovi fondi saranno destinati a cibo, acqua e medicinali per la popolazione di Mariupol e delle regioni colpite dal conflitto. Lo stanziamento porta i contributi totali dell’Unione Europea a favore della popolazione ucraina a 95 milioni di euro.

    Ucraina al bivio: si spera nella “soluzione cerniera”


    L’integrazione dell’Ucraina all’Europa è qualcosa di utopistico, poichè gli indipendentisti filorussi sono una spina nel fianco per Poroshenko e rappresentano un impedimento alla realizzazione dei suoi disegni. Nella migliore delle ipotesi egli dovrà concedere alla regione una larga autonomia e questo rappresenterà un ostacolo alla completa integrazione ucraina nella UE visto che i separatisti russi sono ostili anche alla NATO.

    Per l’Ucraina sembrano prospettarsi due strade ragionevolmente percorribili. La prima, drastica, è quella di un’Ucraina all’interno della UE e della NATO senza il Donbass secessionista. La seconda, più moderata, vede un’Ucraina neutrale fungere da cerniera tra l’UE e la Russia (Unione Euroasiatica) e comporta la concessione di una larga autonomia al Donbass stesso.

    La via percorsa da Kiev fino ad ora – è amaro costatarlo – è quella di un’incosciente intransigenza e punta alla ripresa del controllo sull’Est del paese contestualmente all’assoggettamento forzato alle politiche liberali e filo-occidentali della regione, senza alcuna considerazione per i diritti e le esigenze della minoranza russa.

    Una via che non è realmente percorribile, poiché sta conducendo al massacro di migliaia di civili, di miliziani russi e di soldati dell’esercito ucraino. Estremamente difficile è trovare una strategia per portare al compromesso entrambe le parti. È chiaro che ognuno dovrà rinunciare a qualcosa.

    Gianna Finardi

    NOTA. Gorbaciov e i suoi racconti sulla Crimea. Consiglio questa interessante lettura: Crimea, Gorbaciov difende l?annessione alla Russia: ?Corregge errore storico? | Blitz quotidiano
    L'Ucraina ha bisogno del gas russo per respirare - di Gianna Finardi - Ticinolive

    P.s.: 50'000 uomini a cui vanno tolti i 10'000 imbottigliati a Debaltsevo, mi sa.

  3. #1743
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    Predefinito Re: Putìn

    Un po di propaganda (ma non troppo).

    sklöpp & kanù

  4. #1744
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1745
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    Predefinito Re: Putìn

    Caccia italiani intercettano aereo russo

    C'era pericolo sconfinamento













    (ANSA) - ROMA, 31 GEN - Due caccia Eurofighter 2000 Typhoon dell'Aeronautica Militare italiana schierati a Siauliai, in Lituania, si sono alzati in volo ieri ed hanno intercettato e scortato un aereo russo che volava sul mar Baltico vicino allo spazio aereo Nato, con pericolo di sconfinamento. La notizia, riferita su twitter da fonti militari della Lettonia e riportata dal sito specializzato businessinsider, ha trovato conferma in Italia presso fonti qualificate.

    Brillantissima operazione da stronzi.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1746
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    Predefinito Re: Putìn

    Il quadro planetario è cambiato. Il mondo sta cambiando. Intanto, la nostra Italietta sta a guardare.. | La casa degli Italiani Esuli in patria

    Da sei mesi la situazione è cambiata in maniera radicale, creando tutto un altro scenario di cui gli italiani (come opinione pubblica) sono poco informati. Le sanzioni europee hanno comportato ad agosto un tragico problema per la Russia: una crisi di emergenza alimentare, perchè si è trovata priva del supporto di frutta e verdura che sarebbe dovuta arrivare a settembre da Spagna, Grecia e soprattutto Italia. Ma ha trovato un nuovo partner: Israele. Il 6 settembre 2014, Putin va a Telaviv e firma con gli israeliani un accordo inter-governativo che ha fatto diventare la Russia il primo e più importante partner commerciale degli israeliani, con l’approvazione dell’Iran che ha chiuso altri quattro mega contratti di cooperazione e sviluppo con Israele. Sia gli israeliani che i russi e gli iraniani hanno quattro grandi nemici in comune: l’Isis, la Nato, l’Unione Europea gestita dalla destra, e la Turchia che rappresenta gli interessi sia dell’Isis sia della Nato e vuole entrare nell’Ue.
    Questa nuova alleanza ha modificato completamente il quadro geo-politico che oggi ha da una parte, Arabia Saudita-Cina-Emirati-Isis-Usa-salafiti palestinesi; dall’altra, Russia-Iran-Israele-Sud America- autorità nazionale palestinese.
    .......
    La Kennedy Talbot, antica società finanziaria, acquistava bond greci per un controvalore pari a 12 miliardi di dollari per conto della Mendelssohn & co. di Vienna, una società finanziaria composta dalla Banca d’Israele e da Gazprom.


    continua puntuale l'applicazione pedissequa di Sun Tzu

    Cap. 3: Attacco Strategico - Sun Tzu (Sunzi), L'arte della guerra
    23. Se l’esercito è disunito e confuso, i sovrani vicini avranno terreno facile per creare turbamenti. QuestoÈ il senso detto: “Un esercito indisciplinato ne conduce alla vittoria un altro”.
    persdonalmente interpreto in questo modo:

    1) esiste uno scenario geostrategico con blocchi di stati schierati a difesa dei propri interessi
    2) ove gli interessi coincidano i vari Stati formano blocchi solidali se non propriamente compatti
    3) ove gli interessi non coincidano gli Stati si riallineano su altri blocchi di alleanze
    4) attualmente a causa del mutato interesse energetico degli USA, i vari Stati sono a caccia di energia (gas petrolio uranio)
    5) ciascuno Stato a caccia di energia vitale incontra svariati e rinnovati "compagni di viaggio"
    6) Putin sta scompaginando i vari ex compagni di viaggio degli USA, cioè detto con Sun Tzu, sta rischierando i propri alleati e sta scompaginando gli alleati altrui rendendo lo schieramento nemico "indisciplinato"

    ciao
    vb

  7. #1747
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    Predefinito Re: Putìn

    anche questo libro è buono da leggere :
    Titolo Guerra senza limiti. L'arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione
    Autore Qiao Liang; Wang Xiangsui
    Prezzo
    Sconto -15%
    € 17,00
    (Prezzo di copertina € 20,00)
    Dati 2001, 198 p.
    Curatore Mini F.
    Traduttore Bagnardi R.; Gefter R.
    Editore Libreria Editrice Goriziana (collana Le guerre)
    Disponibile anche usato a € 10,00 su Libraccio.it
    Disponibile in eBook a € 8,00

  8. #1748
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Caccia italiani intercettano aereo russo

    C'era pericolo sconfinamento









    (ANSA) - ROMA, 31 GEN - Due caccia Eurofighter 2000 Typhoon dell'Aeronautica Militare italiana schierati a Siauliai, in Lituania, si sono alzati in volo ieri ed hanno intercettato e scortato un aereo russo che volava sul mar Baltico vicino allo spazio aereo Nato, con pericolo di sconfinamento. La notizia, riferita su twitter da fonti militari della Lettonia e riportata dal sito specializzato businessinsider, ha trovato conferma in Italia presso fonti qualificate.

    Brillantissima operazione da stronzi.
    Stiamo assistendo ad un paese che gradisce provare il nuovo arsenale nucleare russo ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #1749
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    Predefinito Re: Putìn

    Sarà guerra. Usa verso "assistenza letale" a Ucraina contro Russia

    GEOPOLITICA | L'amministrazione di Obama considera l'invio di aiuti militari a Kiev. Si rafforza asse Mosca-Pechino.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1750
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    Predefinito Re: Putìn

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&...6pj133WL4P9b-g

    Amnesty: «Criminali i battaglioni di Kiev»



    <img src="http://ilmanifesto.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/09/10est2f01-ucraina-azov-is.jpg" />Paramilitare del Battaglione Azov


    Ucraina. Un rapporto internazionale accusa la formazione paramilitare «Aydar» di «abusi e crimini di guerra». Si tratta di uno degli oltre 40 gruppi di «volontari» in supporto all’esercito regolare







    • Può essere che alcuni gior*na*li*sti e osser*va*tori inter*na*zio*nali siano stati irre*titi da imma*gini come la seguente: para*mi*li*tari che al ter*mine di un com*bat*ti*mento, in un gia*ci*glio, o al riparo da un tank, si met*tono a gio*care a scac*chi o a decan*tare poe*sie. Roman*ti*ci*smo di una «guerra per l’Europa» che si tinge di let*te*ra*tura, di pas*saggi così ampia*mente noti e sto*rici nelle vicende di quelle terre.




    Que*sti intel*let*tuali impe*gnati a leg*gere e con*fron*tarsi su versi di poeti russi, ame*ri*cani e ucraini, secondo Amne*sty Inter*na*tio*nal, però, sareb*bero i più spie*tati tra gli uomini impe*gnati nei cosid*detti «bat*ta*glioni di volon*tari» che sosten*gono e hanno soste*nuto l’esercito ucraino nelle zone orien*tali del paese. Così come i media inter*na*zio*nali casca*rono nel tra*nello dei neo*nazi della Maj*dan, impe*gnati a fare uffici stampa pro*fes*sio*nali e dipin*gersi come sin*ceri filoeu*ro*pei*sti, anche le pseudo visioni roman*ti*che di que*sti com*bat*tenti, hanno nasco*sto la loro reale fun*zione. E que*sto gruppo di intel*let*tuali, ex pro*fes*sori, docenti, for*me*rebbe il «grosso» del cosid*detto «Bat*ta*glione Aydar», recen*te*mente segna*lato tanto dall’Osce, quando da Amne*sty, come gruppo spie*tato e col*pe*vole di «abusi e cri*mini di guerra».
    Rapi*menti, ope*ra*zioni ille*gali, ese*cu*zioni; sono solo alcune delle accuse mosse tanto dagli osser*va*tori inter*na*zio*nali, già nel luglio scorso, quando da Amne*sty un paio di giorni fa, con un report inti*to*lato pro*prio «Abusi e cri*mini di guerra del Bat*ta*glione Aydar nelle regioni a nord di Lugansk». Secondo alcuni arti*coli di quo*ti*diani russi, sarebbe stato pro*prio il bat*ta*glione Aydar — ad esem*pio — a pro*vo*care il colpo di mor*taio che ha ucciso due gior*na*li*sti russi. E nelle file dei volon*tari capi*ta*nati da Ser*gej Mel*ny*chuk avrebbe ope*rato anche Nade*zhda Sav*chenko, cat*tu*rata dai filo*russi, sotto pro*cesso in Rus*sia e dipinta sui media di mezzo mondo come una mar*tire per la libertà.
    Lo scorso ago*sto su Worl*d*crunch André Eich*ho*fer ha ripor*tato alcuni dia*lo*ghi avuti con espo*nenti del bat*ta*glione. Sono scul*tori, poeti, pro*fes*sori uni*ver*si*tari, bio*logi. Due set*ti*mane di trai*ning, un sen*ti*mento patriot*tico sem*plice e tante armi. Il capo Mel*ny*chuk era stato dato per morto alcune set*ti*mane fa, un’ipotesi poi smen*tita. Di sicuro i mem*bri dell’Aydar hanno subito pesanti per*dite, tro*van*dosi sulla prima linea del fronte, a Lugansk, tea*tro di com*bat*ti*menti pesanti con le truppe dei filo*russi. Quest’ultimi sono con*si*de*rati «tra*di*tori», «ter*ro*ri*sti» e costi*tui*scono il nemico pri*ma*rio della «bri*gata degli intel*let*tuali». Nono*stante que*sta for*ma*zione uma*ni*sta, secondo Amne*sty gli uomini dell’Aydar si sareb*bero mac*chiati di delitti tal*mente gravi, da ipo*tiz*zare un’inchiesta per*fino da parte del mini*stero della difesa di Kiev (che pure nel mag*gio scorso ne ha auto*riz*zato la formazione).

    Secondo quanto pub*bli*cato dal Kiev Post, quo*ti*diano fin da subito mega*fono della Maj*dan, sareb*bero oltre 40 i gruppi para*mi*li*tari for*mati da volon*tari in sup*porto all’esercito rego*lare di Kiev. Tra que*sti ci sono i ben noti del bat*ta*glione Azov, dei quali è bene ricor*dare alcuni par*ti*co*lari. Di chiara impronta nazi*sta, con tanto di sim*bolo delle SS, sono sem*pre stati sot*to*va*lu*tati da tutti, fino a quando i sim*boli nazi*sti mostrati con orgo*glio, hanno finito per giun*gere anche sugli schermi dei tele*vi*sori ita*liani (in par*ti*co*lare al tg2). L’Italia ha dun*que sco*perto quanto si sa fin dalle prime set*ti*mane di pro*te*sta sulla Maj*dan. Ovvero, la forza, mili*tare, nume*rica, di for*ma*zioni neo*na*zi*ste (a cui pare l’Italia voglia per*fino dare man*forte con armi e vei*coli militari).L’esistenza di que*sti gruppi, che hanno quasi sem*pre ope*rato con regole pro*prie e nel dispetto di qual*siasi legge inter*na*zio*nale, rende per altro ben più dif*fi*col*toso di quanto si pensi il man*te*ni*mento della appena otte*nuta tregua.
    Pur essendo nati sotto l’egida del mini*stero della difesa di Kiev, la forza di que*ste for*ma*zioni è pro*prio quella di poter agire al di fuori di ordini. Non a caso fu il bat*ta*glione Aydar, lo scorso giu*gno, ad agire di pro*pria volontà e sfer*rare un attacco vicino a Lugansk. L’operazione non era stata decisa dal comando cen*trale. Gli uomini di Aydar hanno occu*pato la cit*ta*dina di Scha*stya, hanno arre*stato il vice sin*daco e hanno assunto la lea*der*ship della città. Un’operazione tal*mente rischiosa, da indurre il mini*stero della Difesa di Kiev ad agire in tutta fretta, ripor*tando i para*mi*li*tari sotto il pro*prio con*trollo, almeno sulla carta.
    Que*ste for*ma*zioni sono emble*ma*ti*che dell’ambiente più gene*rale all’interno del quale si muo*vono. Nel sot*to*bo*sco di que*sti gruppi, ci sono infatti delin*quenti, ex mili*tari, oli*gar*chi. Il più noto tra i bat*ta*glioni, il «Dnie*per», sarebbe finan*ziato diret*ta*mente dall’oligarca Ihor Kolo*moy*skyi. Quest’ultimo, miliar*da*rio ucraino-cipriota-israeliano, è stato nomi*nato dall’ex pre*si*dente ad inte*rim Tur*chy*nov quale gover*na*tore della regione di Dni*pro*pe*tro*vsk (e sarebbe pro*prio lui il pros*simo e prin*ci*pale rivale di Poroshenko).
    I bat*ta*glioni, durante il con*flitto, si sono rive*lati ben equi*pag*giati e ben armati, anche gra*zie a una impo*nente opera di pro*pa*ganda on line, che ha saputo tra*sfor*mare gli «uffici stampa» della Maj*dan in un’ottima mac*china per rac*co*gliere con*tri*buti. Su inter*net, infatti, sono decine i siti che rac*col*gono finan*zia*menti per i «volon*tari», usando pay*pal e altre forme di paga*mento on line.
    Leggi l´articolo anche in: Pdf ePub mobi
    Ultima modifica di ventunsettembre; 02-02-15 alle 21:23
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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